Le capitali dell’energia: Tashkent in Uzbekistan

Negli articoli precedenti del progetto, abbiamo visto come il settore energetico sia la vera locomotiva del sistema produttivo delle Repubbliche dell’Asia centrale. Dalle ingenti quantità di petrolio, carbone e gas del Kazakistan ai grandi bacini idrici del Tagikistan, le risorse naturali giocano un ruolo essenziale nello sviluppo economico dei Paesi di questa regione. In quest’articolo, continueremo la nostra analisi esaminando un’altra ex Repubblica sovietica: l’Uzbekistan.

L’Uzbekistan non possiede le stesse risorse petrolifere del Kazakistan, né gli sterminati giacimenti di gas del Turkmenistan. Tuttavia, sul suo territorio sono presenti quantità comunque notevoli di entrambe queste risorse, consentendo al Paese di diversificare la propria produzione energetica e di ambire a una posizione di preminenza nello scenario geopolitico regionale.

La capitale in breve

La capitale dell’Uzbekistan, Tashkent, si trova nella parte nord-orientale del Paese, a ridosso del confine col Kazakistan. Risalente al II secolo a.C., la città ha saputo imporsi in passato come un importante snodo commerciale tra Europa e Asia, costituendo una tappa ideale per le carovane di mercanti provenienti da entrambi i continenti. Dapprima controllata dalle popolazioni nomadi del Turkestan, Tashkent venne conquistata dai russi solo agli inizi del XIX secolo, riuscendo tuttavia a mantenere il suo ruolo di centro economico della regione.

Nel 1924, in seguito alla rivoluzione bolscevica e al crollo dell’Impero zarista, la suggestiva Samarcanda venne proclamata capitale della neonata Repubblica sovietica dell’Uzbekistan. Solo nel 1930, il fulcro politico e amministrativo della Repubblica fu spostato nuovamente a Tashkent.

Col collasso dell’Unione Sovietica, Tashkent, come altre capitali dell’Asia centrale, ha affrontato un rapido processo di modernizzazione. Le antiche madrase medievali della città convivono, ora, con i moderni grattacieli in acciaio del centro finanziario: un simbolo delle ambizioni di sviluppo economico del Paese, nonché delle sue aspirazioni a imporsi come colosso energetico

tashkent-2413252_1920.jpg
Tashkent – Fonte: Pixabay

Le risorse energetiche: un quadro generale

L’Uzbekistan è, al momento, il più grande produttore di energia dell’Asia centrale, con una capacità che si aggira intorno ai 125.000 MW. L’85% di tale produzione deriva dai combustibili fossili, mentre la restante parte viene generata dagli impianti idroelettrici. Tale ricchezza consente al Paese di essere esportatore netto di energia, con il settore destinato a crescere ulteriormente anche in futuro.

L’Uzbekistan è quindi un’economia in rapida espansione. Il Fondo Monetario Internazionale ha previsto una crescita economica che si aggira intorno al 5-6% entro il 2023. In tale prospettiva, Tashkent dovrà migliorare le proprie infrastrutture dedicate alla produzione di energia, al fine di continuare a soddisfare il fabbisogno nazionale. Di conseguenza, il Governo ha intrapreso una serie di iniziative per raddoppiare l’output energetico entro il 2030. Un programma di modernizzazione delle centrali termoelettriche a combustibili fossili è in corso di attuazione, mentre la progressiva privatizzazione del settore ha portato diversi investimenti esteri a finanziare nuovi impianti a gas e carbone.

Allo stesso modo, il governo di Tashkent è impegnato nel miglioramento della produzione energetica derivante dalle rinnovabili, prevedendo la costruzione di ben 42 centrali idroelettriche e la modernizzazione di altre 32. L’obiettivo preposto è quello di portare le energie pulite a coprire il 20% dell’output nazionale.

L’Uzbekistan ha, inoltre, in programma di costruire la sua prima centrale nucleare. In tal senso, un accordo è stato firmato nel 2018 tra il Governo di Tashkent e la compagnia russa Rosatom che si occuperà di dare supporto tecnico nella realizzazione dell’impianto. In questo modo, l’Uzbekistan mira a diversificare ulteriormente le proprie fonti di energia e a incrementare l’export.

Petrolio e gas

Le riserve di petrolio dell’Uzbekistan ammontano a circa 594 milioni di barili (dati del 2016), con la produzione giornaliera di greggio che si aggira attorno ai 78.900 barili. Gran parte dei giacimenti petroliferi del Paese si trovano nelle regioni di Khorezm e Bucara, a ridosso del confine col Turkmenistan.

L’Uzbekistan non si è ancora dotato di un oleodotto internazionale dedicato all’esportazione verso i Paesi confinanti. Al momento, la sola infrastruttura di questo tipo si limita a collegare i maggiori impianti di raffineria all’interno del territorio nazionale, mentre l’unico oleodotto transfrontaliero che attraversa il Paese è utilizzato dai confinanti Kazakistan e Turkmenistan. Tale mancanza è spiegata dal fatto che il petrolio ricopre solamente una piccola fetta della produzione energetica nazionale, con il gas naturale che invece si rivela essere il principale prodotto di questa Repubblica centrasiatica.

L’Uzbekistan è il terzo produttore di gas naturale dell’Asia centrale dopo Russia e Turkmenistan, con una produzione annua che tocca i 56.417 miliardi di metri cubi (dati del 2017). Tra gennaio e luglio 2018, l’ammontare di gas naturale estratto ha superato i 34 miliardi di metri cubi, rivelando un incremento del 6,6%. Tale espansione del settore ha consentito a Tashkent di incrementare l’export verso Tagikistan, Russia e Cina. In particolare, il Paese mira a portare la propria esportazione di gas naturale verso il Gigante Asiatico a 10 miliardi di metri cubi annui.

Al contrario di quanto accade per il petrolio, l’Uzbekistan esporta gas verso la Cina attraverso tre gasdotti paralleli che, partendo dal Turkmenistan, collegano l’Asia Centrale alla Repubblica Popolare. Nel 2013, un accordo è stato siglato tra Tashkent e Pechino per la costruzione di una quarta linea, che tuttora è in stato di costruzione.

samarkand-1455144_1920
Uzbekistan – Fonte: Pixabay

Ammodernamento delle infrastrutture e privatizzazione

Come in epoca sovietica, il settore energetico è rimasto saldamente nelle mani dello Stato. A partire dal 1991, l’intera produzione, trasmissione e distribuzione è stata gestita dalla compagnia pubblica JSC Uzbekenergo. Tuttavia, questo sistema, anche a causa della corruzione endemica nel Paese, ha determinato un costante decadimento delle infrastrutture, risultante in un calo dell’efficienza complessiva dell’intera industria.

Questa situazione ha portato il governo di Tashkent, nel marzo 2019, ad adottare un decreto presidenziale con cui si apre la strada alla privatizzazione del settore. In base a tale decreto, la Uzbekenergo è stata dissolta e sostituita da tre società per azioni.

Il provvedimento si pone perfettamente in linea col rapido processo di liberalizzazione del mercato che l’Uzbekistan ha intrapreso sin dal 2016. Privatizzando l’industria energetica, il governo di Tashkent mira ad avviare un processo di modernizzazione delle infrastrutture, guidato sia dall’iniziativa privata sia da quella statale. Inoltre, con il decreto del 2019, si spiana la strada agli investimenti stranieri, i quali potrebbero portare a una rapida espansione dell’economia.

Conclusioni

Il settore energetico dell’Uzbekistan – come nelle altre Repubbliche dell’Asia centrale – si dimostra essere la vera locomotiva dell’economia nazionale. Alla produzione di gas naturale si aggiungono l’estrazione di petrolio e carbone, rendendo il panorama energetico dell’Uzbekistan il più diversificato della regione e, di conseguenza, il meno vulnerabile agli shock del mercato dei combustibili fossili. Inoltre, Tashkent si sta rivelando lungimirante nel favorire lo sviluppo dell’energia idroelettrica e di altre fonti rinnovabili.

A tale scenario, si aggiungono i piani futuri del Governo di costruire una centrale nucleare, diversificando ulteriormente le fonti di produzione di energia. Infine, i flussi di gas verso Tagikistan, Russia e Cina rendono l’Uzbekistan un esportatore netto, con tale andamento destinato a continuare grazie all’export crescente verso Pechino. In quest’ottica, Tashkent sembra essersi posta sulla strada per un florido sviluppo economico, supportato dalla liberalizzazione del mercato e dalle sue risorse.

Fonti e approfondimenti

Tashkent, Encyclopedia Britannica

ROSATOM and Uzatom sign contract as part of NPP project in Uzbekistan, NS Energy, 20 maggio 2019

A closer look at the rapidly-growing power industry in Uzbekistan, NS Energy, 30 luglio 2019

Uzbekistan Overview, EIA, July 2016

Catherine Putz, “Energy in Central Asia: Who Has What?”, The Diplomat, 15 giugno 2017

Power energy sector of Uzbekistan, Kosta legal, 16 luglio 2019

Rispondi