Il 1° fra tutti i diritti dell’UE: la dignità e il contributo della Carta

Image: courtesy of Miloladesign

A cura di Gabriel N. Toggenburg

Si può rimanere colpiti dalla bellezza del testo di una legge? Certo che si può. Leggete qui: La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”. 

Questo è il più breve di tutti gli articoli della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, il primo di un codice di oltre cinquanta articoli. Questo diritto descrive ciò che ci rende umani e indica – usando le parole di Peter Bieri – un “modo di vivere”. Una vita dignitosa è una vita di cui abbiamo le redini in mano, proprio come il cocchiere sulla sua carrozza nell’immagine di Miloladesign.

La dignità è la capacità degli esseri umani “di diventare attori della propria vita e quindi della propria indipendenza” e implica il divieto “di strumentalizzazione e di oggettivazione” in quanto ognuno di noi è un essere umano (Matthias Malmann).

La Carta in azione

Nel maggio del 2013, un ragazzino di dodici anni andò a fare la spesa con suo padre nella città di Fiume, in Croazia. Mentre usciva dal negozio scattò l’allarme antifurto e la guardia di sicurezza, davanti a una folla numerosa, perquisì il ragazzino. In seguito, arrivò la polizia e constatò che non era stato commesso alcun furto, ma, nonostante ciò, la guardia di sicurezza continuò a perquisire il ragazzino, controllando perfino le sue scarpe.

Nell’istanza presentata in tribunale, venne richiesto un risarcimento per la violazione del diritto alla dignità e alla reputazione umana e per la violazione alla persona del giovane. Tuttavia, il tribunale locale sostenne la tesi che un ragazzino di dodici anni non ha ancora sviluppato la percezione della propria reputazione e dignità personale e, di conseguenza, non ha diritto ad alcun risarcimento su questa base. La Corte costituzionale croata, al contrario, annullò le decisioni dei tribunali di grado inferiore, sottolineando che la dignità, oltre a essere garantita dall’art. 35 della Costituzione croata, viene anche dichiarata inviolabile dall’art. 1 della Carta dell’UE.

La Corte spiegò che, con l’impegno a rispettare il contenuto della Carta, il concetto di dignità era divenuto automaticamente una componente del codice dei diritti umani della Costituzione croata. Ciò, tuttavia, non implica l’imposizione da parte del diritto comunitario a un’interpretazione armonizzata del diritto alla dignità in tutti i 28 Stati membri – anzi, esso lascia spazio a specifiche identità e interpretazioni nazionali – anche nel contesto dei diritti fondamentali.

Casi come questo dimostrano che la Carta può fare la differenza in tribunale – così come nella vita reale. Per esempio, quando si parla di richiedenti asilo che temono di essere perseguitati nel Paese d’origine a causa del proprio orientamento sessuale, la direttiva UE di riferimento deve essere interpretata nel senso che essa non richiede che vengano compiuti una serie di atti per dimostrare l’omosessualità quali: “il compimento di atti omosessuali da parte del richiedente asilo, il suo sottoporsi a “test” per dimostrare la propria omosessualità o, ancora, la produzione dello stesso di registrazioni video di tali atti“. (CGUE, casi da C-148/13 a C-150/13, 2/12/2015)

Tuttavia, la Corte di giustizia dell’Unione europea raramente ricorre alla dignità – una o due volte all’anno – mentre in media applica cinque volte più spesso altri diritti della Carta. Tale ricorso piuttosto raro può essere spiegato dal fatto che il concetto di “dignità” si ritrova anche in molti altri diritti più specifici. Infatti, uno dei sette Titoli (capitoli) della Carta dell’UE è chiamato “dignità” e include, oltre alla dignità dell’art. 1, i seguenti diritti: il diritto alla vita (art. 2), il diritto all’integrità della persona (art. 3), la proibizione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (art. 4) e la proibizione della schiavitù e del lavoro forzato (art. 5).

Cosa dicono le Costituzioni degli Stati membri?

Solo cinque dei 27 Stati membri dell’UE – Cipro, Danimarca, Lussemburgo, Malta e Paesi Bassi – non fanno riferimento alla dignità nei loro testi costituzionali. Germania, Romania e Portogallo inseriscono la dignità nel primo articolo delle rispettive Costituzioni, Bulgaria e Spagna la menzionano nel preambolo. Altre Costituzioni attribuiscono alla dignità un ruolo speciale: la Costituzione del Belgio (art. 23) afferma che i diritti fondamentali sono garantiti affinché ogni persona abbia la possibilità di condurre una vita dignitosa. L’art. 30 della Costituzione polacca afferma che la dignità costituisce “l’origine delle libertà e dei diritti dell’uomo e del cittadino“.

Oltre ai riferimenti generali alla dignità, le Costituzioni nazionali spesso impongono l’obbligo di rispettare la dignità in contesti specifici, evidenziando così le situazioni in cui i sistemi giuridici e politici individuano particolari rischi per la nostra dignità:

  • detenzione (Austria art.11 e Slovenia art.21)
  • circolazione (Finlandia art.9)
  • procreazione (Portogallo art.67(2))
  • libertà di espressione (Romania art.30)
  • abuso di informazioni e tecnologia (Portogallo art.26(2)(3))
  • attività economiche, come nel caso dell’art. 41 della Costituzione italiana o l’art. 106 della Costituzione greca che afferma: “L’iniziativa economica privata non può svilupparsi a scapito della libertà e della dignità umana.”

La Costituzione finlandese collega la dignità ai diritti sociali affermando, all’art.19, che “coloro i quali non sono in grado di procurarsi i mezzi necessari a una vita dignitosa hanno il diritto di ricevere ciò che è indispensabile alla sussistenza e assistenza.” Analogamente, la Costituzione del Portogallo stabilisce che il lavoro deve essere organizzato “in condizioni di dignità sociale” (art.9). Questa dimensione sociale del diritto alla dignità si riflette anche nella Carta dell’UE, in quanto essa viene citata con riferimento agli anziani, che hanno il diritto di “condurre una vita dignitosa e indipendente” (art.25) e, nell’ambito delle condizioni di lavoro, con riferimento al diritto di ogni lavoratore a “condizioni di lavoro che rispettino la sua salute, la sua sicurezza e la sua dignità” (art.31).

E quindi?

Effettivamente, il concetto di dignità può sembrare piuttosto astratto. Tuttavia, dal punto di vista giuridico, sta all’origine di tutti i diritti. La dignità è assoluta e non può essere limitata. Pur essendo un diritto a sé stante, essa costituisce anche la base di tutti gli altri diritti della Carta: nessuno di questi diritti “può essere usato per recare pregiudizio alla dignità altrui” e “la dignità della persona umana fa parte della sostanza stessa dei diritti sanciti nella Carta. Essa non può pertanto subire pregiudizio, neanche in caso di limitazione di un diritto” (spiegazioni relative alla carta).

Più dell’80% degli oltre 190 Stati del mondo fa riferimento al concetto di dignità nella propria Costituzione (Schulztiner e Carmi). Tuttavia, questi sistemi giuridici non vanno tutti necessariamente nella medesima direzione dell’articolo 1 della Carta dell’UE – si pensi ad esempio alla Cina. Qui, infatti, la Costituzione fa riferimento alla dignità, sia all’art. 38, sia all’art. 5 in cui si afferma che lo Stato sostiene la “dignità del sistema legale socialista“. Il preambolo stabilisce inoltre la responsabilità dei cittadini di tutelare la dignità della Costituzione (sic!).
La posizione prominente della dignità nella Carta dell’UE indica con chiarezza che l’essere umano deve stare al centro di tutto il diritto e della politica dell’UE – come sottolineato dal rappresentante della Corte di giustizia dell’UE che ha partecipato in qualità di osservatore al processo di elaborazione della Carta nella Convenzione europea.

 


Questo articolo è parte del progetto “All EU-r rights”, pubblicato in inglese sul blog Eureka! e tradotto in italiano su Lo Spiegone.

Gabriel N. Toggenburg è professore onorario di diritto dell’Unione europea e diritti umani all’Università di Graz, Austria. Dal 1998 al 2008 ha collaborato come ricercatore senior con l’Accademia Europea di Bolzano (Italia). Dal 2009 lavora per l’Unione europea. Tutte le opinioni espresse dall’autore sono personali e non sono attribuibili ai suoi attuali o precedenti datori di lavoro. La sua serie di articoli “All EU-r rights”, pubblicata sul blog di EUreka! (nella versione originale in Inglese, esempi e con annotazioni a piè di pagina) mira a far conoscere meglio la Carta dei diritti fondamentali dell’UE. L’autore ringrazia Miloladesign per la gentile concessione delle opere d’arte pubblicate assieme a ogni articolo del blog. Un elenco completo e commentato di tutti i diritti della Carta è disponibile qui.

 

Fonti e approfondimenti

Corte Costituzionale Croata, decisione U-III-1095/2014, 21/09/2017

Doron Schulztiner e Guy E. Carmi, Human Dignity in national constitutions: functions, promise and dangers, in American Journal of Comparative Law, vol. 62, n. 2, 2014, pp. 461-490

Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea,2012/C 326/02

Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, Spiegazioni relative alla Carta dei diritti fondamentali, 2007/C 303/02

Matthias Mahlmann, Human dignity and autonomy in modern constitutional orders, in M. Rosenfeld e Andras Sajo, The Oxford Handbook of comparative constitutional law Oxford 2012, 371-3416, at 378

Peter Bieri, Human Dignity: A way of living, 2016

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