Ricorda 1981: Walter Kamba alla guida dell’Università dello Zimbabwe

La mappa dello Zimbabwe, la cui storia si lega a Walter Kamba
@ArtsyBee - Pixabay - Pixabay License Remix di Riccardo Barelli - Lo Spiegone

Furono molti i cambiamenti avvenuti in Rhodesia del Sud a seguito dell’indipendenza dal Regno Unito ottenuta nel 1980. Le prime elezioni democratiche, la nascita di un governo di coalizione che riuniva i due principali gruppi armati che avevano combattuto per l’indipendenza e l’applicazione dell’ideologia marxista-leninista sancirono una cesura con il periodo coloniale e con il governo di minoranza bianca che aveva proclamato l’indipendenza del Paese senza ottenere il riconoscimento della comunità internazionale.

Cambiarono anche i nomi. La Rhodesia del Sud divenne Zimbabwe e la capitale, Salisbury, assunse la denominazione di Harare, mentre l’Università della Rhodesia del Sud iniziò a essere conosciuta come l’Università dello Zimbabwe.

Proprio quest’ultima fu protagonista, nel 1981, di un mutamento significativo: Walter Kamba fu scelto come nuovo Principal, ruolo che poco dopo venne sostituito dal Vice-Chancellor. Primo uomo africano e di colore a raggiungere una carica che fino a quel momento era stata ricoperta da britannici o discendenti dei coloni inglesi, Kamba divenne il responsabile della gestione esecutiva e della vita accademica dell’istituzione.

Le origini dell’Università dello Zimbabwe

La più antica università del Paese nacque nel 1952, quando l’assemblea legislativa della Rhodesia del Sud adottò una legge che istituiva l’Università della Rhodesia e del Nyasaland. Nel 1963, a seguito dello scioglimento della Federazione della Rhodesia e del Nyasaland, l’istituzione assunse il nome di Università della Rhodesia del Sud. Nel frattempo, la promulgazione della Carta Reale aveva privato il governo rhodesiano del controllo sull’Università, ponendola sotto la responsabilità della monarchia britannica. L’obiettivo era rendere l’Università libera dal controllo politico di uno Stato sempre più incline ad atteggiamenti di discriminazione razziale.

Negli anni successivi alla Dichiarazione Unilaterale di Indipendenza (UDI) del 1965, con la quale i discendenti dei coloni britannici proclamarono l’indipendenza della Rhodesia del Sud, non venendo tuttavia riconosciuti dalla comunità internazionale, l’Università divenne un’isola che promuoveva la convivenza tra giovani bianchi e neri in un Paese il cui governo si stava avvicinando alle posizioni segregazioniste del Sudafrica.

Grazie alla Carta Reale, infatti, l’istituzione poté muoversi autonomamente, tutelando l’accesso alla formazione accademica anche alla popolazione di colore, nonostante fosse evidente una sproporzione numerica. Nel 1966, a fronte di centonovantadue studenti neri, altri quattrocentosessantasette erano bianchi, quando la popolazione bianca rappresentava meno del 5% del totale degli abitanti del Paese. Ma gli sforzi fatti dall’Università per garantire alloggi, assistenza burocratica e borse di studio agli studenti di colore pagarono e nel 1978, alla vigilia dell’indipendenza del Paese, i numeri si erano ribaltati: studiavano a Harare millecentotrentadue giovani neri, a fronte di seicentosessantasei bianchi.

Politica e accademia si intrecciano: Walter Kamba

Con l’indipendenza, l’Università voleva diventare un’eccellenza nell’area e, per fare ciò, Walter Kamba era la persona perfetta. Il suo prestigio internazionale e le sue competenze accademiche potevano arricchire lo Zimbabwe e la sua principale istituzione accademica. Fu per questo che, nel 1981, il Consiglio Accademico decise di richiamare l’avvocato zimbabwiano in patria dopo anni di lontananza, a causa della sua pubblica opposizione alla UDI.

Non solo le competenze accademiche e il prestigio, ma anche la capacità di dialogo contraddistingueva Kamba. Durante i negoziati che nel 1979 condussero alla firma degli accordi di Lancaster House e che sancirono l’indipendenza del Paese, Kamba fu l’emissario dei movimenti di liberazione nazionale, l’Unione Nazionale Africana dello Zimbabwe (ZANU) e l’Unione del Popolo Africano dello Zimbabwe (ZAPU). Infine, il contributo dato dall’avvocato alla stesura della nuova Costituzione dello Zimbabwe non fu altro che una conferma delle sue competenze e della necessità di porle al servizio del Paese.

La modifica dello University of Zimbabwe Act e le dimissioni di Kamba

Nei dieci anni successivi alla nomina di Kamba, però, i caratteri autoritari del governo guidato da Robert Mugabe divennero sempre più evidenti, arrivando a colpire anche l’Università. La Carta Reale venne considerata un retaggio dell’epoca coloniale e fu sostituita dallo University of Zimbabwe Act, che poneva l’istituzione sotto il controllo della presidenza dello Zimbabwe, rendendo il presidente del Paese il Chancellor, capo cerimoniale dell’istituzione. Nel 1987, però, la carica di presidente dello Zimbabwe cessò di essere formale per diventare esecutiva e ciò diede adito a preoccupazioni: era sempre più forte il timore che il governo facesse dell’Università uno strumento nelle proprie mani.

La modifica, nel 1990, dello University of Zimbabwe Act fu la goccia che fece traboccare il vaso. Se prima era la decisione del Consiglio Accademico, sebbene soggetta ad approvazione ministeriale, a sancire la nomina del Vice-Chancellor, ora era quella del Chancellor, dopo una consultazione con il ministro dell’Istruzione e il Consiglio. Si capovolgevano dunque i ruoli: non era più l’Università a proporre la propria guida alle istituzioni politiche, ma erano queste ultime a nominare il leader dell’istituzione accademica.

Nel 1992, durante la cerimonia di laurea, Kamba annunciò le proprie dimissioni, denunciando il tentativo governativo di influenzare la vita accademica, cosa che secondo lui metteva a repentaglio la libertà di espressione del mondo universitario. Fu un discorso coraggioso, pronunciato di fronte al Chancellor, Mugabe, e che gli costò nuovamente la lontananza dal Paese negli anni successivi.

Controllo governativo e opposizione studentesca

Non era solo Kamba a denunciare le interferenze statali nella vita universitaria e a condannare le azioni governative. La seconda metà degli anni Ottanta, in Zimbabwe, fu segnata da mobilitazioni continue degli studenti che, di fronte alla deriva autoritaria del governo e alla corruzione sempre più diffusa, iniziarono a protestare chiedendo democrazia, multipartitismo e trasparenza.

Se durante la lotta per l’indipendenza i movimenti studenteschi e i gruppi armati, la ZANU e la ZAPU, avevano condiviso obiettivi e ideali, la firma nel 1987 dell’Accordo di Unione, che sancì l’assorbimento dell’unico partito di opposizione, la ZAPU, nel partito dominante, la ZANU, fece emergere i primi malumori tra gli studenti.

Un anno di proteste, il 1988, causate da accuse di corruzione nei confronti dei ministri del governo, rese sempre più chiaro che, nonostante il tentativo del presidente di porre l’Università sotto il suo controllo, l’istituzione stava diventando il centro di mobilitazione di azioni antigovernative. L’arresto di due leader del movimento studentesco, autori della dichiarazione In Defence of Academic Freedom, invece che porre fine alle proteste, non fece altro che infiammarle, spingendo la polizia all’intervento. Nell’ottobre del 1989, cinquanta manifestanti furono arrestati e condannati a cinque anni di prigione e l’Università fu sgomberata: gli ottomila studenti presenti nel campus furono costretti ad abbandonarlo per tre settimane e le attività accademiche non ripresero fino all’anno successivo.

Infine, la modifica dello University of Zimbabwe Act, nel 1990, non solo provocò ancora una volta le proteste della comunità studentesca, ma spinse anche Kamba a prendere posizione e a distanziarsi definitivamente dal governo che lui stesso, dieci anni prima, aveva contribuito a costruire.

 

 

Fonti e approfondimenti

Cheater, Angela P. 1991. “The University of Zimbabwe: University, National University, State University, or Party University?“. African Affairs. 90(359): 189-205.

Chivara, Inyasha, “Willowgate report shows Zim car-scandal whitewash, Mail&Guardian, 27/09/2013.

The New York Times, “Students Clash With Police, Zimbabwe University Closes, 5/10/1989.

Rhodesian Study Circle, University College of Rhodesia & Nyasaland.

Rigell, Laura. 2013. “Zimbabwe students campaign for multi-party democracy, 1988-1990“. Global Nonviolent Action Database.

Weiner, Lester K. 1967. “Retrogressive Measures: African Education in Rhodesia Since U.D.I.“. Africa Today14(2): 14-15.

 

 

Editing a cura di Niki Figus

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