Legge USA e disastri ambientali

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Nel corso della storia, i governi di tutto il mondo hanno approvato normative per proteggere la salute umana dalla contaminazione ambientale. A partire dalla rivoluzione industriale questi interventi sono diventati sempre più frequenti: sono cambiate le abitudini e questo tipo di tutela è diventata una necessità. Da questo periodo storico, i governi si sono trovati sempre più spesso nella condizione di dover approvare regolamenti per ridurre gli effetti deleteri della combustione del carbone e della produzione chimica sulla salute pubblica e sull’ambiente.

A partire dagli anni Sessanta in poi, l’ambientalismo si è trasformato in un vero e proprio movimento politico e intellettuale in Occidente. Negli Stati Uniti, la pubblicazione del biologo Rachel Carson “Silent Spring (1962), un saggio su alcuni tipi di pesticidi e sui danni ambientali causati dal loro uso, ha portato allora a una riflessione più ampia sui rischi ambientali reali e potenziali. Questo moto ha condotto alla promulgazione di una serie di leggi che vanno a costituire lo scheletro del diritto ambientale americano, in continua evoluzione nel corso degli anni.

Che cos’è il diritto ambientale?

Il diritto ambientale, anche noto come diritto ambientale e delle risorse naturali, è l’insieme di regolamenti, statuti, legislazioni locali, nazionali, internazionali e trattati volti a proteggere le risorse naturali, nonché alla regolamentazione delle imprese che incidono su di esse. Ciò include risorse considerate preziose per l’uomo, come acqua e minerali, nonché specie in pericolo di estinzione e altri aspetti del mondo naturale. Sono compresi in questa branca del diritto anche i regolamenti interni delle imprese e di altre organizzazioni che desiderano migliorare i propri principi etici, definendo normative e standard di settore per le licenze operative. Queste non sono “leggi” di per sé, ma agiscono come tali all’interno di un determinato quadro normativo.

Per vari motivi, il diritto ambientale è sempre stato oggetto di controversie. I dibattiti spesso sono incentrati sui costi, sulla necessità effettiva di tali normative e sull’antico attrito tra la regolamentazione del governo e l’incoraggiamento del mercato ad autoregolamentarsi e fare la cosa giusta per il bene di tutti. Un esempio in questo senso è il dibattito in corso sull’impatto di alcuni pesticidi in agricoltura e le rispettive emissioni di gas serra.

Perché è importante la legge ambientale?

Le leggi vengono messe in atto per molte ragioni, che vanno dalla tutela del bene pubblico alla tutela delle persone contro i danni provocati dai disastri ambientali, che solo in parte sono completamente attribuibili alla natura: l’attività umana ha infatti un ruolo sempre più determinante, come abbiamo già visto nel caso degli incendi californiani.

La questione economica è quella che preoccupa di più i governi. Il cambiamento climatico è costato (e costerà) molto ai cittadini di tutto il mondo, sia ai singoli contribuenti che alle imprese: negli Stati Uniti, ad esempio, si sta già assistendo a un aumento dei costi per i premi assicurativi sanitari. A livello globale, anche il prezzo dell’assicurazione sulla proprietà sta aumentando con l’ampliamento dei danni causati da condizioni meteorologiche estreme.

Quali sono le più importanti normative in ambito ambientale negli Stati Uniti?

Nel 1969 (un anno prima della fondazione dell’Environmental Protection Agency, EPA), è entrato in vigore il National Environmental Policy Act, il quale in generale richiede alle amministrazioni del governo federale di considerare le potenziali conseguenze ambientali prima di intraprendere qualsiasi azione. Questo vale per opere pubbliche come la costruzione di ponti, autostrade e oleodotti su suolo pubblico, lo sviluppo urbano e molti altri progetti.

Un’altra normativa vigente negli USA che potremmo definire generale, è il Pollution Prevention Act: prevenire è sempre meglio che curare e la PPA tenta di stabilire un codice contenente degli standard su cosa fare per evitare gli incidenti ambientali. In sostanza, la legge cerca di ridurre la quantità di agenti inquinanti nei cieli degli Stati Uniti, alterando i processi produttivi e il funzionamento di tutto ciò che è potenzialmente lesivo per l’ambiente. L’obiettivo è mitigare potenziali problemi futuri, apportando cambiamenti nella produzione.

Ma andando più nello specifico, la prima legge ambientale degli Stati Uniti in un settore ben determinato è il Clean Air Act del 1970, il quale prevede disposizioni particolari per la regolamentazione delle emissioni atmosferiche all’interno dei confini da tutte le potenziali fonti di inquinamento aereo. L’US EPA vigila sulla sua applicazione. La medesima agenzia è inoltre responsabile per la creazione, revisione e il mantenimento dei NAAQS, National Ambient Air Quality Standards (NAAQS), un insieme di standard sulle emissioni.
Solo sette anni dopo è stato emesso il Clean Water Act, il quale vieta a qualsiasi persona o ente di scaricare sostanze inquinanti nelle acque navigabili entro i confini degli Stati Uniti, senza essere in possesso di un permesso speciale. Successivamente l’atto è stato modificato per includere inquinanti tossici e acque reflue ed è stato quindi affiancato dal Safe Drinking Water Act (SDWA), che garantisce una buona qualità  dell’acqua, la quale deve rispondere a standard elevati per garantire la salute pubblica.

Un’altra legge che rientra nella giurisdizione dell’EPA, è il Resource Conservation and Recovery Act, pensata per supervisionare la creazione di rifiuti potenzialmente tossici e pericolosi, nonché il loro trasporto, stoccaggio e trattamento ove necessario e, infine, qualsiasi misura di smaltimento richiesta.

Dal 1986 è in vigore lEmergency Planning & Community Right-to-Know Act, volto ad aiutare le comunità locali a proteggere la salute e la sicurezza della loro terra. Questa normativa richiede agli Stati di creare e mantenere una SERC (Commissione statale di risposta alle emergenze) divisa per distretti con singoli comitati (LEPC) responsabili della trasparenza o della pubblicazione sulle informazioni riguardanti i rischi chimici nella loro area.

Inoltre, come nella maggior parte dei Paesi occidentali, anche negli Stati Uniti vige una legge che tutela le specie animali in via di estinzione, l’Endangered Species Act del 1973, che prevede tutele speciali per le specie a rischio di estinzione.

La legislazione in materia di disastri ambientali

Per quanto riguarda i disastri ambientali, la normativa di riferimento negli Stati Uniti è la legge Stafford, cioè The Robert T. Stafford Disaster Relief and Emergency Assistance Act, che descrive in dettaglio i programmi e i processi mediante i quali il governo federale fornisce assistenza in caso di calamità ed emergenza a governi statali e alle amministrazioni locali, a organizzazioni private senza scopo di lucro, a individui colpiti da un disastro o da un’emergenza dichiarata dal presidente. Lo Stafford Act è la fonte principale da cui deriva l’autorità del Federal Disaster Recovery Coordinator (FDRC). È stato parzialmente modificato dal Post-Katrina Emergency Management Reform Act, per quanto riguarda la struttura organizzativa, le autorità e le responsabilità della Federal Emergency Management Agency (FEMA). A seguito di questa legge, la FEMA guida il coordinamento e sostiene la nazione in un sistema di gestione delle emergenze completo e basato sul rischio di preparazione, protezione, mitigazione, risposta e recupero. La novità più recente in questo campo è il Disaster Recovery Reform Act del 2018, sull’assistenza nei casi di emergenza ambientale: la legge ha lo scopo di semplificare le procedure per l’accesso ai fondi da destinare alla ripresa in seguito a disastri ambientali e naturali.

Conclusioni

Cosa succede se queste normative non vengono rispettate? Principalmente si pagano multe, come nel caso del gruppo FCA, e se ci sono vittime che intentano cause contro aziende che non rispettano la legge, si pagano risarcimenti, come abbiamo visto con gli incendi californiani.

L’ordinamento statunitense reagisce alla violazione di norme poste a tutela dell’ambiente con sanzioni amministrative o, previa valutazione di criteri tassativi, con sanzioni penali, ma pur sempre in ambito patrimoniale: d’altra parte, negli Stati Uniti i reati ambientali sono espressamente annoverati tra i reati societari.

Il denaro continua ad essere la grande questione: durante la pandemia, nell’era del presidente Trump, l’EPA ha sospeso l’applicazione delle leggi contro l’inquinamento, comunicando alle aziende che non avrebbero subito alcuna sanzione in caso di mancato monitoraggio delle loro attività per la contaminazione di aria e acqua. Andrew Wheeler, amministratore dell’EPA, ha affermato che il coronavirus ha reso difficile per le aziende proteggere i lavoratori se, al contempo, devono anche aderire alle regole in materia di aria e l’acqua pulite. La sospensione (temporanea) è stata pensata per garantire alle singole società discrezionalità nell’applicazione delle norme e dunque un risparmio sui relativi costi.

Nonostante l’apprezzabile impegno legislativo portato avanti fin dagli anni Settanta, possiamo davvero considerare il pagamento di una “multa” come una sanzione efficace se non si rispettano gli standard stabiliti e, dunque, si realizza un danno ambientale? Come può una somma di denaro, per quanto ingente, riparare al danno provocato o evitare che si verifichi di nuovo in futuro?

 

Fonti e approfondimenti

Disasters and Emergencies | USAGov.

Disaster law | IFRC.

Farber, Daniel A., “Environmental Disasters: An Introduction”, UC Berkeley Public Law Research Paper No. 1898401, 01/08/2011.

Federal Emergency Management Agency, Disaster Recovery Reform Act 2018”, 05/10/2018.

Mason M., Environmental Law: Government and Public Policy Towards the Environment”, environmentalscience.org, 01/06/2022.

Redazione, “USA, crisi economica: arriva la sospensione delle leggi ambientali”, rinnovabili.it, 30/03/2020.

US Department of Interior, “Relevant Disaster Legislation and Materials”, doi.gov, 27/05/2022.

 

Editing a cura di Matilde Mosca

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