Legge USA e disastri ambientali: la sentenza Chevron v. Natural Resources Defense Council

Jeff Kubina - Wikimedia Commons - Public domain

Continuando il nostro percorso di analisi del rapporto tra la legge degli Stati Uniti e la sua giurisdizione in materia ambientale, appare necessario esaminare la sentenza “CHEVRON U.S.A., INC. V. NATURAL RESOURCES DEFENSE COUNCIL, INC” del 1984.

All’inizio degli anni Ottanta, il Natural Resources Defense Council ha citato in giudizio  l’Environmental Protection Agency (EPA) impugnando un regolamento emesso dall’agenzia ai sensi del Clean Air Act.

La questione riguardava la legittimità di una decisione dell’EPA, presa attraverso un proprio statuto. Tra le parti interessate, vi era la Chevron Corporation (da cui il nome della sentenza), un’azienda petrolifera statunitense costituita nel 1911 in California in seguito alla dissoluzione del trust Standard Oil Company, di cui abbiamo già parlato.

I fatti

La controversia è nata dall’emissione, da parte dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente, di un regolamento che definisce il termine “fonte stazionaria” ai fini dell’attuazione degli emendamenti del 1977 al Clean Air Act.

Normalmente, ai sensi della legge, un’autorizzazione veniva rilasciata per le principali fonti fisse di inquinamento atmosferico, nuove o modificate, solo se l’ente che aveva richiesto l’autorizzazione soddisfaceva le condizioni imposte dall’EPA. In base al regolamento, l’agenzia consentiva agli Stati di trattare tutti i dispositivi che emettevano inquinamento, all’interno dello stesso raggruppamento industriale come se fossero racchiusi in un’unica bolla o fonte fissa. In questo modo quindi, un soggetto (potenzialmente inquinatore) avrebbe potuto installare o modificare apparecchiature nell’impianto senza soddisfare i nuovi requisiti di fonte, ma solo se l’alterazione non avesse aumentato le emissioni totali dell’impianto.

Allora, il National Resources Defense Council citò in giudizio l’EPA e diverse società davanti a un tribunale federale e la Corte d’Appello del Circuito DC annullò il regolamento dell’agenzia. A sua volta, anche la Corte Suprema abrogò all’unanimità questa decisione, pronunciandosi a favore dell’agenzia, ritenendo che il regolamento dell’EPA fosse una definizione ammissibile del termine legale di “fonte stazionaria”.

Il principio interpretativo della “deferenza Chevron”

La sentenza Chevron rappresenta una pietra miliare della giurisprudenza americana: in questo caso, la Corte Suprema ha stabilito il principio noto come deferenza Chevron, il quale definisce la misura in cui un tribunale federale, nel riesaminare l’azione di un’agenzia del governo federale, dovrebbe rinviare all’emissione di uno specifico regolamento o statuto da parte dell’agenzia stessa. Infatti, in base alla sentenza della Corte Suprema in Marbury v. Madison (1803), i tribunali federali degli Stati Uniti hanno l’autorità di rivedere giudizialmente gli statuti emanati dal Congresso e dichiarare uno statuto non valido se viola la Costituzione. Ma la Costituzione non pone limiti espliciti a quanta autorità federale può essere delegata a un’agenzia governativa. Piuttosto, i limiti all’autorità concessa a tali enti si verificano all’interno degli statuti stessi, emanati dal Congresso.

Secondo l’opinione redatta dal giudice Stevens, la deferenza Chevron fornisce delle linee guida per i tribunali federali per quanto riguarda l’interpretazione di uno statuto. In primo luogo, un tribunale deve determinare se il Congresso ha reso noto un intento espresso nello statuto e che questa espressione non sia ambigua. Se l’intenzione del Congresso è dichiarata in modo inequivocabile, l’indagine si deve considerare conclusa, in quanto i tribunali e le agenzie devono dare effetto alla decisione presa dal Congresso.

Se una legge tace o è ambigua su una questione particolare, il tribunale deve decidere se l’interpretazione dell’agenzia è “basata su una costruzione ammissibile dello statuto“: questo implica che quando il Congresso ha lasciato esplicitamente una lacuna all’interno della normativa, ai regolamenti dell’agenzia viene assegnato un peso di controllo a meno che non siano arbitrari o manifestamente contrari alla legge, quindi l’interpretazione dell’organizzazione è valida fintanto che si può considerare ragionevole. 

Il principio si è consolidato grazie ad altri due casi: American Iron & Steel Institute et al. v.National Resources Defense Council, Inc. et al. e Ruckelshaus, Supervisor, Environmental Protection Agency v. Natural Resources Defense Council, Inc. et al. 

Nel 2001, la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti in United States v. Mead Corporation ha ristretto l’ambito di applicazione della deferenza Chevron facendo luce su una fase preliminare delle linee guida che gli studiosi in seguito hanno descritto come “Chevron step zero”: prima di applicare a tutti gli effetti la deferenza Chevron, il tribunale federale investito della questione deve porsi la domanda iniziale se il principio si applica o meno alla situazione. In altre parole, un tribunale federale deve determinare se il Congresso intenda o meno che agenzie o tribunali posseggano autorità interpretativa su uno statuto prima di intraprendere il processo in due fasi imposto da Chevron. Lo studioso di diritto amministrativo Cass Sunstein ha coniato la frase “Chevron step zero” in un articolo del 2006 per la Virginia Law Review.

Conclusioni

Oltre al valore tecnico della sentenza, è di fondamentale importanza sottolineare cosa ha rappresentato questa decisione per le attività di aziende, tra cui Chevron, definite potenzialmente inquinanti: queste società hanno potuto lavorare con sostanze e procedure diverse dopo gli appositi controlli e dopo aver avuto quindi le autorizzazioni richieste, senza alcuna conseguenza, sostanzialmente perchè si è ritenuto che un vuoto legislativo possa essere colmato da un regolamento volutamente vago di un’agenzia.

Ripensando a quanto visto per gli incendi californiani e gli incidenti degli stabilimenti Chevron, non ci si può stupire di quanto accaduto in questi casi: possiamo affermare che di certo, “soggetti potenzialmente inquinatori” si sono trasformati in aziende sicuramente inquinanti.

 

Fonti e approfondimenti

Cass, D., “Medicare and Chevron in the Supreme Court’s New Term”, The regulatory view, 12/01/2022.

Justia US Supreme Court, “Chevron U.S.A., Inc. v. NRDC, 467 U.S. 837 (1984)”, supreme.justia.com, 12/06/2022.

Mosvick, N., “How the Supreme Court created agency deference”, consitutioncenter.org, 25/06/2021.

The United States Department of Justice, “CHEVRON, U.S.A. V. NATURAL RES. DEF. COUNCIL, 467 U.S. 837 (1984)”, justice.com, 10/08/2021.

 

Editing a cura di Cecilia Coletti

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