Il personaggio dell’anno: Ron DeSantis

Canva Remix by Lo Spiegone - Governor Ron DeSantis - CC BY 2.0 - Pixabay - Pixabay licenza

A un mese dalle elezioni di medio termine, la stampa e i media statunitensi hanno proclamato Ron DeSantis come il vero vincitore e come possibile candidato del Partito repubblicano alle presidenziali del 2024. Il governatore della Florida infatti, sembra essere l’unico nome presentabile dal GOP in alternativa all’ex presidente Donald Trump, che ha già annunciato la sua ricandidatura alla corsa elettorale lo scorso 15 novembre. 

Il 2022 ha imposto DeSantis sotto i riflettori internazionali: una scalata politica che lo candida per essere considerato uno dei personaggi dell’anno.

Chi è Ron DeSantis?

Ronald Dion DeSantis, detto Ron, è nato a Jacksonville, Florida, il 14 settembre 1978. Come suggerisce il cognome, DeSantis ha origini italiane: tutti i suoi otto bisnonni infatti, nacquero in differenti paesi di Abruzzo, Campania e Molise. 

Dopo una laurea con lode in storia all’Università di Yale, dove è stato anche capitano della squadra di baseball, l’attuale governatore della Florida passa a Harvard, dove ottiene una seconda laurea con lode in giurisprudenza e ottiene un incarico nella Marina come ufficiale. 

Durante il servizio attivo, DeSantis ha supportato le operazioni nel centro di detenzione per terroristi di Guantanamo Bay, a Cuba e in Iraq, come consigliere di un comandante della Marina a sostegno della missione a Fallujah, Ramadi e nel resto della provincia di Al Anbar. Al termine del servizio militare, Ron DeSantis ha lavorato come procuratore federale ed è poi stato eletto per la prima volta al Congresso nel 2012, come rappresentante degli Stati Uniti per il sesto distretto della Florida. 

Nel 2018, dopo essersi imposto nelle primarie repubblicane, nel mese di settembre si è dimesso dalla Camera dei rappresentanti per concentrarsi nella corsa al governatorato. Dopo una impegnativa campagna elettorale, con uno stretto margine, DeSantis ha sconfitto il democratico Andrew Gillum col 49,6% delle preferenze diventando così governatore della Florida.

“Trump con un cervello”

Titolava così la copertina del Financial Times weekend dello scorso ottobre con un primo piano di Ron DeSantis in pieno clima pre-elettorale, vista la sua ricandidatura a governatore della Florida, quando le voci di una sua futura corsa alla Casa Bianca iniziavano a farsi strada. 

Il suo stile narrativo infatti, soprattutto durante i discorsi pubblici, è molto simile a quello di Trump: spesso descrive gli Stati Uniti sotto attacco delle élite di sinistra, che «vogliono delegittimare le istituzioni fondanti». Soprattutto in campagna elettorale, DeSantis si è detto più volte fiero di aver creato in Florida una “cittadella della libertà” che è diventata un faro per le persone che «soffrono sotto un governo autoritario», quello del presidente democratico Biden. «In tempi come questi, non c’è alternativa al coraggio», ha detto in un comizio del febbraio scorso. «Abbiamo bisogno che le persone in tutto il Paese siano disposte a indossare l’armatura completa di Dio. Abbiamo solo iniziato a combattere». 

La stessa atmosfera di preparazione alle presidenziali 2024 si avverte anche sul sito personale, tutto incentrato sulla sua famiglia e in modo particolare sulla moglie, Casey Black.

In un’intervista al giornalista Dexter Filkins, John Morgan, avvocato di Orlando che ha lavorato con DeSantis, ha detto: «La sua famiglia è pronta per una brochure elettorale. È un bell’uomo e sua moglie è davvero bella. La sua famiglia è bellissima. Sembrano usciti da un casting». 

Il governatore Ron Desantis ha cominciato quindi ad avere un sempre maggior numero di ammiratori, compresi quelli che hanno osservato il suo operato lontano dalla Florida. D’altronde, in queste elezioni più che agrodolci per i repubblicani, è stato l’unico vincitore dichiarato, senza se e senza ma. E in molti, in un ovvio paragone con Donald Trump, hanno visto la figura di un vincitore contro quella del perdente. Visione su cui molti hanno continuato a spingere negli ultimi giorni, dopo la sconfitta di Herschel Walker, candidato trumpiano al Senato da lui stesso imposto in Georgia, contro Raphael Warnock, che ha consegnato la definitiva e ancor più chiara maggioranza ai democratici alla camera alta.

DeSantis nello stile di governo e nelle sue idee politiche non è molto diverso da Trump, come ha messo in luce il periodo pandemico, nel quale ha trasformato il Covid in una sorta di parabola delle libertà americana martellando sull’idea della Florida come la “cittadella della libertà della nazione”. Nella narrazione del governatore sul Covid-19, la gente della Florida non si è rannicchiata a casa o si è avventurata fuori con le mascherine, né ha lavorato sotto alcun obbligo vaccinale mentre nuove varianti si diffondevano in tutto il Paese. Riferendosi alla sua gestione durante le prime fasi della pandemia di coronavirus, DeSantis ha dichiarato: “Abbiamo scelto la libertà rispetto al fauciismo, e stiamo meglio per averlo fatto”, tirando in ballo il virologo della Casa Bianca Anthony Fauci. E poco importa se lo Stato ha registrato più di 7 milioni di casi con  più di 80.000 morti.

Ma anche su altre questioni la sostanza non è molto diversa. DeSantis è contrario a qualsiasi restrizione sul controllo delle armi, rigido sul diritto all’aborto e segue una linea molto dura in materia di immigrazione. Riguardo quest’ultima è diventato famoso il provvedimento preso dal governatore lo scorso settembre, quando con due voli ha spedito a Martha’s Vineyard, località ritenuta esclusiva e d’élite, gruppi di immigrati scatenando dure reazioni. Come quella del presidente Biden che lo ha accusato di “fare politica con gli esseri umani” e che “non è americano, è sconsiderato”.

Potrebbe DeSantis battere Donald Trump?

Eppure, al di là delle similitudini con Trump, in molti sono scettici riguardo le sue possibilità di affrontare l’ex presidente in un ipotetico scontro alle primarie in vista delle presidenziali del 2024. A porre dei dubbi sono infatti le sue capacità mediatiche e la sua personalità maggiormente scostante e meno “conviviale” rispetto a Donald Trump. 

Tutti conoscono invece l’abilità di Trump nel far parlare di sé e il suo non farsi problemi ad essere ruvido, per usare un eufemismo, contro i suoi stessi colleghi di partito. E gli sconfitti alle primarie repubblicane prima delle elezioni del 2016 ne sanno qualcosa. Mentre DeSantis secondo molti commentatori farebbe maggiore fatica a improvvisare o a rispondere in maniera decisa se necessario.

Sta di fatto che le schermaglie sono già iniziate, fomentate dai risultati di queste ultime midterm. Trump ha infatti subito attaccato nel dopo voto il governatore della Florida, lamentandosi del fatto che DeSantis non è stato sufficientemente leale o “di classe” nei suoi confronti.  L’ex presidente ha poi proseguito definendo DeSantis un “governatore repubblicano medio” dando lui uno soprannome di scherno: “Ron DeSanctimonious“, che ricorda il vecchio “Lyin’ Ted”, affibbiato al suo rivale alle primarie del 2016 Ted Cruz. Trump ha anche detto che avrebbe rivelato “cose che non sono belle sul suo conto” e di saper “di lui più di chiunque altro, forse più di sua moglie”. DeSantis ha liquidato queste parole definendole come “solo rumore”.

L’attacco preventivo di Trump lascia pensare che un minimo di preoccupazione nell’ex presidente sia sorta. Probabilmente sta cercando di spaventare le possibili alternative più forti rispetto a lui, nel tentativo di metterle fuori dai giochi prima che la partita abbia inizio. Tuttavia, nonostante i dubbi sopracitati, non è detto che DeSantis in caso di candidatura partirebbe già battuto. E molti nel Partito repubblicano sposerebbero volentieri un cambio di leadership. 

Il governatore della Florida ha dalla sua di non essere parte da molto tempo del dibattito pubblico e mediatico nazionale, non fa parte di alcun “establishment”, nemmeno quello del suo partito e soprattutto ha sempre vinto rispetto all’ex presidente. Per citare un articolo apparso su The Atlantic riguardo la possibilità di sfidare Donald Trump, DeSantis deve fare una scelta: uomo o topo? La risposta del governatore della Florida plasmerà il futuro non solo del Partito Repubblicano ma dell’America.

 

Fonti e approfondimenti

Cassidy, L.,Can Any Republican Rival Take Down Donald Trump?”, The New Yorker, 21/11/2022.

Chaffin, J., “Ron DeSantis is Donald Trump with brains and without the drama”, Financial Times, 20/10/2022.

Filkins, D., “Can Ron DeSantis displace Donald Trump as the G.O.P.’scombatant-in-chief?”, The New Yorker, 20/06/2022.

Florida Department of State, Ronald Dion DeSantis.

Florida governor Ron DeSantis, sito ufficiale. 

Frum, D.,”Trump lost the Midterms. DeSantis won.”, The Atlantic, 09/11/2022.

Leibovich, M., “Just Wait Until You Get to Know Ron DeSantis”, The Atlantic, 30/11/2022.

Lewis, H., “DeSantis’s COVID Gamble Paid Off”, The Atlantic, 10/11/2022.

 

Editing a cura di Alberto Pedrielli

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