Il tramonto dell’educazione pubblica negli Stati Uniti

Elizabeth DeVos è la nuova Segretaria all’Educazione dell’amministrazione Trump. Dopo un dibattito al Senato molto lungo (durato quasi tutta la notte) e teso, il vicepresidente, nonché presidente del Senato, Mike Pence si è trovato costretto a votare in favore di DeVos. Non è mai successo nella storia degli Stati Uniti d’America che il Segretario all’Educazione venisse eletto con il solo voto di scarto del vicepresidente degli USA. L’amministrazione Trump guadagna un altro milionario all’interno del suo staff, mentre i cittadini statunitensi perdono sempre di più il contatto con l’esecutivo.

DeVos è una ricca imprenditrice statunitense di 59 anni proveniente dal Michigan e da sempre si è occupata di educazione. Nonostante non abbia mai frequentato una scuola pubblica, non abbia mai iscritto i suoi quattro figli a scuole pubbliche, né abbia mai studiato come insegnate, DeVos rappresenta la lobby dell’educazione. Con maggiore precisione, educazione privata. Le sue campagne di pressione più forte sono state a sostegno delle “charter school” e delle scuole private. Le prime sono delle scuole private che vengono finanziate da fondi pubblici (che quindi non vengono destinati effettivamente a enti pubblici) e che tendono a premiare i suoi studenti in maniera più facile di coloro che frequentano la scuola pubblica. Le charter school sono diffuse soprattutto nel settore dell’educazione primaria e secondaria. Le scuole private hanno lo stesso metodo di finanziamento di quelle europee, quindi senza fondi pubblici e gestite interamente da privati.

Come riporta Politico l’elezione di DeVos è stata agevolata grazie ai suoi generosi finanziamenti a 17 dei 52 senatori repubblicani. Tra questi quattro dei membri del Comitato per l’educazione hanno accettato denaro da DeVos dal 2010. Grazie a questo è facile intuire come la milionaria repubblicana stia lavorando da tempo per ricoprire questo ruolo. Nonostante ciò sembra però che le sue basi riguardo la legislazione statunitense dell’educazione sfugga dalle competenze di Betsy DeVos.

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Interrogata sue due questioni fondamentali per il sistema educativo statunitense, la neo Segretaria dell’Educazione non ha dato risposte soddisfacenti non solo ai democratici (compatti nel votare contro la sua candidatura) ma addirittura provocando reazioni negative dal suo stesso partito.

La prima questione su cui è stata interrogata è stata la detenzione delle armi da parte degli studenti nelle scuole. La risposta, quantomeno stravagante, è stata che la questione delle armi deve essere gestita da Stato a Stato perché probabilmente uno studente nel Wyoming “potrebbe avere necessità di un’arma per proteggersi da possibili orsi”. Ma la questione non è così semplicista come la DeVos vuole far sembrare e le stragi nelle scuole statunitensi dei recenti anni sono uno dei problemi più grandi della politica interna statunitense.

La seconda questione su cui è stata interrogata DeVos è come si porrà rispetto alla disabilità e a tutte le problematiche ancora non risolte in moltissime scuole, soprattutto pubbliche. Forse con una risposta ancor meno rassicurante di quella sopra citata, la nuova amministratrice dell’educazione statunitense ha affermato di essere “confusa” riguardo al  “Individuals with Disabilities Education Act”, mostrando un’incompetenza che alcuni repubblicani avevano già individuato qualche mese fa.

Infatti durante la campagna elettorale per decidere il candidato repubblicano attraverso le primarie, sia Jeb Bush sia Mitt Romney avevano avvicinato Elizabeth DeVos e individuando in lei una possibile alleata da utilizzare proprio in un ruolo di spicco nell’educazione. A seguito di maggiori accertamenti, entrambi gli esponenti repubblicani rifiutarono la collaborazione con la lobbista statunitense proprio per le gravi carenze conoscitive che avrebbero portato più danni che benefici ai loro interessi.

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L’intervento di Pence in Senato in favore di DeVos però è stato necessario non perché i repubblicani abbiano mancanza di senatori per raggiungere la maggioranza, ma perché due senatrici repubblicane, Susan Collins del Maine e Lisa Murkowski dell’Alaska, hanno votato contro la nomina di DeVos. La popolazione di questi due Stati infatti si è mobilitata rapidamente attraverso chiamate dirette alle loro senatrici o attraverso messaggi privati per bloccare la nomina.

Una cosa è certa, la nomina di DeVos non rappresenta unicamente la divisione statunitense tra educazione pubblica ed educazione privata. La spaccatura sociale che Donald Trump sta facendo emergere all’interno del proprio Paese è sempre più evidente. Dopo nomine che hanno fatto discutere i giornalisti e hanno infiammato i discorsi degli statunitensi (Steve Bannon, Rex Tillerson e Michael Flynn sono ottimi esempi), la spaccatura in Senato è una nuova frattura all’interno della democrazia più avanzata del mondo.

 

FONTI E APPROFONDIMENTI

http://www.vox.com/policy-and-politics/2017/2/1/14475290/betsy-devos-confirmation-trump-resist?utm_campaign=vox.social&utm_medium=social&utm_content=voxdotcom&utm_source=facebook

https://www.theguardian.com/us-news/2017/feb/07/betsy-devos-confirmed-education-secretary-pence-trump-cabinet?CMP=fb_gu

https://www.theguardian.com/commentisfree/2017/feb/07/trump-administration-white-house-steve-bannon-influence?CMP=fb_gu

http://www.vox.com/policy-and-politics/2017/2/7/14454370/trump-autocracy-congress-frum?utm_campaign=vox.social&utm_medium=social&utm_content=voxdotcom&utm_source=facebook

http://www.newyorker.com/humor/borowitz-report/devos-confirmation-makes-immigrants-americas-only-source-of-educated-people?mbid=social_facebook

http://www.politico.com/story/2016/12/betsy-devos-donor-senators-232792

 

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