Il sistema elettorale tedesco: giusto, ma complicato

 

Il prossimo 24 settembre si terranno le elezioni parlamentari in Germania. La Germania è una democrazia parlamentare, in cui i partiti rivestono una posizione di supremazia, essendo gli attori che influiscono maggiormente nella scelta dei candidati che andranno a contendersi i posti nel Bundestag.

I cittadini tedeschi scelgono i propri parlamentari ogni quattro anni, con delle votazioni ‘dirette, eque e segrete’, come previsto dalla Costituzione (Grundgesetz). Scegliendo i parlamentari i cittadini decidono anche chi sarà il capo del governo, o Cancelliere, in quanto il ruolo viene affidato, per prassi, dal Capo dello Stato al leader del partito che ottiene più seggi nel Bundestag. I neo eletti deputati devono concedere la fiducia a lui e ai suoi ministri.

Come si vota?

L’elettore che si reca al seggio elettorale per esprimere il proprio voto si troverà davanti una scheda in cui dovrà esprimere due preferenze: a sinistra sceglierà chi secondo lui dovrebbe rappresentare il proprio distretto, a destra, invece voterà per il partito che preferisce.

Con il calcolo dei voti della parte sinistra della scheda elettorale verranno scelti 299 deputati, uno per ogni distretto, con il metodo del first past the post, tipico delle democrazie anglo-sassoni: il candidato che ottiene più voti a livello distrettuale si aggiudica il posto in parlamento. I vincitori si aggiudicano quello che viene definito in tedesco Direktamandat, cioè mandato diretto.

Nella parte destra della scheda, invece l’elettore è tenuto a scegliere il partito che preferisce. Questa volta i candidati verranno scelti con il metodo proporzionale, nel caso specifico il Sainte Lagüe/Schepers. Per calcolare l’esatto numero di seggi che spettano ad un partito si determina un quoziente, che si ottiene dividendo il numero dei voti ottenuti a livello nazionale per il doppio dei voti conteggiati fino a quel momento, iniziando da zero, più uno, e ad ogni conteggio il partito con i quoziente più alto si aggiudica il seggio. Il metodo si ripete tante volte quanti sono i seggi da dover riempire.

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In questo secondo voto la supremazia dei partiti viene fortemente messa in evidenza: sono i vertici di questi che preparano le liste dei candidati a livello regionale (landesliste) e non possono esistere candidati indipendenti. Questi trovano nei voti calcolati con il metodo maggioritario uninominale la loro unica speranza di ottenere un posto nel Bundestag.

Il metodo proporzionale può essere applicato soltanto ai partiti che hanno ottenuto almeno il 5% dei voti a livello nazionale o che hanno visto tre dei propri candidati eletti nei conteggi della parte sinistra della scheda elettorale. Tale soglia ha lo scopo di impedire l’eccessiva frammentazione del sistema politico ed estromettere i partiti estremisti.

La riforma del sistema elettorale

Nel 2009 la Corte Costituzionale Federale (Bundesverfassungsgericht, in tedesco) ha dichiarato il sistema fino ad allora utilizzato incostituzionale. Si è cercato quindi di modificarlo così da farlo rientrare nei dettami della Corte e solo al secondo tentativo il nuovo sistema è stato accettato dai giuristi.

Il difetto che rendeva il vecchio metodo anti-costituzionale risiedeva nei cosiddetti Überhangmandate: si parte dal presupposto che i candidati che si aggiudicano il mandato diretto entrano automaticamente in parlamento, ma se con il conteggio dei voti del metodo proporzionale il partito può fare entrare un numero minore di eletti nel Bundestag, questo sarà sovrarappresentato. Tutti gli altri partiti a questo punto saranno svantaggiati, non avendo ottenuto tale surplus.

Per ovviare a tale problema è stato inserito il Ausgleichmandate: rendendo flessibile il numero di parlamentari, che dovrebbero essere 598 in totale, se un partito ottiene Überhangmandate per una certa percentuale, anche agli altri partiti verranno aggiunti rappresentati sulla base di tale percentuale.

Che cosa può succedere?

Senza buttarsi in pronostici ciò che si sa è che a scontrarsi saranno ancora una volta i due più grandi partiti, la CDU e la SPD, rispettivamente capeggiati da Angela Merkel e Martin Schulz.

Schulz-Merkel

Se uno dei due partiti ottenesse una stretta maggioranza, le possibilità sarebbero due: potrebbe creare un governo di colazione con un partito relativamente poco forte, ma ideologicamente simile, oppure, nel caso in cui la maggioranza fosse ancora più risicata o nessuno dei ‘piccoli’ partiti ottenesse un sufficiente numero di seggi, si potrebbe avere un governo di grande coalizione (Grosse Koalition) tra CDU e SPD, cosa già avvenuta nel 2005 durante il primo governo Merkel.

I partiti che si pensa possano superare la soglia ed ottenere posti in Parlamento sono i Liberi Democratici (FDP), partito liberista che non è riuscito ad entrare nel Bundestag alle scorse elezioni, il Die Linke, un partito di sinistra formatosi nel 2007, i Verdi e Alternative für Deutschland (AfD), partito euroscettico, anti immigrazione e anti islamico. Quindi, nel caso in cui la prima delle due ipotesi di cui sopra dovesse avverarsi, è tra questi gruppi politici che i grandi partiti dovranno scegliere i loro alleati.

La prospettiva in cui però i partiti sperano è quella di ottenere una maggioranza abbastanza forte da riuscire a formare un governo in solitaria, così da non dovere in alcun modo livellare il proprio progetto per i prossimi quattro anni, potendo contare sull’appoggio dei propri deputati.

La possibilità che ci sia un cambio di governo nel corso di una legislatura è particolarmente improbabile nel sistema tedesco. I legislatori hanno dato la possibilità ai deputati di sfiduciare il cancelliere utilizzando un istituto chiamato sfiducia costruttiva. Se i parlamentari hanno intenzione di procedere alla mozione di sfiducia, essi devono contemporaneamente proporre un sostituto al Cancelliere uscente.

Una falla nel sistema

Per ora le paure più grandi riguardo le elezioni del prossimo 24 settembre, riguardano il sistema informatico con cui vengono registrati i voti conteggiati manualmente in tutto il Paese, il quale è stato recentemente hackerato da degli studenti di informatica i quali ne hanno denunciato la fragilità. In risposta è stato creato un nuovo programma, ma nemmeno questo ha resistito alle capacità degli studenti.

Fonti e Approfondimenti:

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