Europa27: Germania

Il dibattito politico in Germania, Stato fondatore e attualmente indiscusso leader dell’Unione Europea, è sempre più influenzato dall’avvicinarsi delle elezioni per il Parlamento Europeo e dalle tematiche a esse legate. I deputati tedeschi occuperanno 96 dei 705 posti di cui si comporrà il Parlamento Europeo una volta terminata la Brexit e la competizione per la loro spartizione vedrà in lotta sette partiti principali. Lo scopo di questo articolo è di analizzarli alla luce di tre elementi fondamentali: affiliazione partitica, protagonisti più importanti e tematiche principali affrontate.

L’Unione Cristiano-Democratica e l’Unione Cristiano-Sociale: CDU-CSU

Primo partito tedesco e a capo della coalizione di governo, la CDU-CSU è andata incontro a gravi difficoltà e lotte intestine negli ultimi mesi, registrando perdite nelle elezioni regionali in Baviera ed Hesse tanto gravi da portare alle dimissioni di Angela Merkel in qualità di leader del partito. Nonostante ciò, è al gruppo cristiano-democratico che appartiene Manfred Weber, il leader del Partito Popolare Europeo, il più influente a Bruxelles. In quanto Spitzenkandidat del PPE, Weber è il probabile successore di Jean-Claude Juncker in qualità di Presidente della Commissione Europea.

Proveniente dai ranghi della CSU bavarese, conservatore, Weber ha recentemente votato contro la permanenza del partito ultraconservatore ungherese Fidesz di Viktor Orbán tra le fila del PPE. La visione della CDU-CSU, come espressa dal successore di Angela Merkel alla guida del partito, Annegret Kramp-Karrenbauer (AKK), vede al centro l’idea di un’Unione Europea legittimata dalla forza dei propri Stati membri, che non deve rafforzarsi a discapito di questi ultimi.

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Annegret Kramp-Karrenbauer e Manfred Weber (Fonte: Wikipedia)

Centralismo europeo, statalismo europeo, comunitarizzazione dei debiti, europeizzazione dei sistemi di welfare e istituzione di un salario minimo rappresenterebbero l’approccio sbagliato”, ha infatti dichiarato al Welt am Sonntag tedesco. Riguardo la migrazione, i confini esterni andrebbero messi in sicurezza tramite un rafforzamento dell’agenzia europea Frontex, la sicurezza interna assicurata tramite la creazione di una “FBI europea”, mentre la lotta al riscaldamento globale andrebbe condotta tramite un Patto Europeo per la protezione del clima che coinvolga attori statali, privati ed europei.

Il Partito Socialdemocratico: SPD

In profonda crisi da ormai diversi anni, i Socialdemocratici tedeschi hanno il difficile compito di risollevare le sorti del Partito del Socialismo Europeo, PSE, cui sono affiliati. Seguendo una tradizione iniziata dai Verdi negli anni 80, l’SPD ha presentato non uno ma due possibili leader a livello europeo: Udo Baldmann e Katarina Barley. La seconda, attuale Ministro della Giustizia federale, è considerata la candidata principale: giovane, apprezzata dal pubblico e fortemente europeista – è per metà tedesca e per metà britannica, ed è sposata con un cittadino francese – potrebbe rivelarsi la carta giusta per rilanciare il morente marchio SPD, che sembra voler porre questioni comunitarie al centro del proprio programma.

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Katarina Barley (Fonte: Wikimedia Commons)

Infatti l’SPD ha presentato, sabato 23 marzo, un manifesto elettorale per le elezioni europee. Punti principali sono l’introduzione di un salario minimo in ogni stato dell’Unione, l’armonizzazione delle tasse finanziarie e societarie, la creazione di un sistema di redistribuzione dei migranti che sia veramente comunitario, la riduzione di fondi europei per paesi che non rispettano lo stato di diritto, e la creazione di un ministro degli esteri europeo.

I Verdi

Nuovi protagonisti della politica tedesca, con ottimi risultati nelle ultime elezioni regionali, i Verdi tedeschi saranno la forza principale all’interno del Partito dei Verdi Europei. Tra i due candidati presentati alle europee, Ska Keller e Sven Giegold, è la prima ad essere più conosciuta ed influente, nonché a godere del maggior sostegno all’interno del proprio partito. Tra le proposte più importanti presentate dai due vi è il miglioramento dell’attuale sistema per ottenere la status di rifugiato, attualmente lento e farraginoso. Allo stesso tempo, dato che “non tutti possono restare” in Europa, anche le procedure di rimpatrio devono essere accelerate. Inoltre, i Verdi spingeranno per l’introduzione di nuove tasse sull’anidride carbonica, di tasse sul digitale – rivolte verso giganti come Facebook e Google – e per la creazione di una singola tassa sulle società europee.

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Ska Keller (Fonte: Wikimedia Commons)

L’Alternativa per la Germania: AfD

Alternative für Deutschland, nato come partito populista ed euroscettico di estrema destra, è ormai una realtà consolidata in Germania. L’AfD si presenterà alle europee sotto la guida di Jorg Meuthen, professore universitario recentemente colpito da un grave scandalo riguardante donazioni sospette di denaro, sotto l’egida dell’Europa della Libertà e della Democrazia Direttacui appartengono anche l’UKIP britannico e il Movimento 5 Stelle nostrano. Esiste la possibilità che diversi partiti populisti europei si schierino sotto un unico partito europeo, al momento non ancora esistente.

Meuthen e Alexander Gauland (capo dell’AfD) si sono schierati contro una possibile uscita della Germania dall’Unione, ma hanno inserito tra le proprie proposte l’abolizione di Schengen e del Parlamento Europeo – istituzione che implica la natura statale dell’Unione – una possibile uscita della Germania dall’Eurozona e l’eliminazione sul nascere di una possibile politica migratoria comune europea, da sostituire con una decisa politica di rimpatri.

Il Partito Liberale Democratico: FDP

I liberali tedeschi hanno trovato il proprio leader e Spitzenkandidat in Nicola Beer, che sarà uno dei sette possibili leader dell’ALDE, gruppo europeo cui fanno riferimento. Infatti l’ALDE, a differenza di altri partiti europei, ha optato per la creazione di un “Team Europe”, di cui fa parte anche la nostra Emma Bonino, piuttosto che per l’indicazione di un singolo candidato.

Espressamente pro-Europa, Nicola Beer si è schierata contro la tendenza dei Verdi di “rendere comune ogni cosa” e ha indicato alcune aree dal grande valore aggiunto europeo che andrebbero potenziate: la lotta al cambiamento climatico, la politica di difesa e la rappresentanza esterna dell’Unione, attualmente incarnata da troppe figure istituzionali. Inoltre, i liberali vogliono snellire la burocrazia europea – tagliando dieci Commissari europei ed eliminando la paradossale spola tra Bruxelles e Strasburgo del Parlamento Europeo – e insistere sulla deregolamentazione per incoraggiare compagnie e imprenditori. L’FDP ha anche posto l’accento sull’importanza dell’educazione e sulla sua natura pan-europea.

Die Linke

Letteralmente “La sinistra”, Die Linke trova in Gregor Gysi la sua figura chiave. Questi, oltre ad essere uno dei membri più importanti del partito, è anche presidente del Partito della Sinistra Europea, il partito europeo cui Die Linke si associa. Seguendo gli altri partiti di sinistra, Die Linke ha presentato due figure per le prossime elezioni europee: Ozlem Alev Demire e Martin Schirdewan. Nonostante le inclinazioni anti-europeiste di molti membri della Sinistra Europea, Gysi è riuscito a far prevalere una linea più positiva e integrazionista, specialmente in opposizione a partiti di estrema destra il cui scopo sarebbe quello di “distruggere l’Europa”.

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Gregor Gysi (Fonte: Wikimedia Commons)

DiEM25

Il Movimento per la democrazia in Europa 2025 è un partito di sinistra fondato dall’ex Ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis. Si presenta come un movimento pan-europeo, dato che il sistema attuale, basato su alleanze a livello europeo di partiti nazionali, sarebbe obsoleto e poco funzionante. Chiaramente estraneo alla politica tedesca in quanto tale, concorrerà ufficialmente per le elezioni europee dalla Germania, entrando dunque in questa lista. Varoufakis è critico nei confronti degli altri partiti di sinistra e delle misure di austerity proposte dalla cosiddetta troika e dal governo tedesco, prestando invece grande attenzione a questioni ambientaliste.

Conclusioni

Per quanto non sia possibile prevedere con certezza l’esito di queste elezioni europee in Germania, è lecito assumere che i rapporti di forza emersi in occasione delle ultime elezioni regionali in Baviera ed Hesse verranno rispettati anche a maggio. I trend principali sarebbero dunque un ridimensionamento dell’asse CDU-CSU, in però grado di rimanere primo partito, il sorpasso dei Verdi nei confronti dell’SPD come partito principale a sinistra e l’incoronazione ufficiale dell’AfD come partito mainstream della politica tedesca, nonostante le sue posizioni spesso estreme.

Fonti ed approfondimenti

Ben Knight, “Germany’s conservatives present vision for Europe”, DW, 25/03/2019 https://www.dw.com/en/germanys-conservatives-present-vision-for-europe/a-48056987

Helen Collis, “Germany’s CDU chief sets out European vision, responds to Macron”, Politico, 10/03/2019 https://www.politico.eu/article/germanys-cdu-chief-sets-out-european-vision-responds-to-macron/

“Germany’s SDP adopts manifesto for EU elections”, DW, 23/03/2019 https://www.dw.com/en/germanys-spd-adopts-manifesto-for-eu-elections/a-48040231

“German Greens make EU election pledges on asylum, climate change”, DW, 11/11/2018 https://www.dw.com/en/german-greens-make-eu-election-pledges-on-asylum-climate-change/a-46251904

Florence Schultz, “AfD party congress: Back to a ‘Europe of nations'”, Euractiv, 14/01/2019 https://www.euractiv.com/section/eu-elections-2019/news/afd-party-congress-back-to-a-europe-of-nations/

Steffen Stierle, “Germany’s liberals sign off on European election programme”, Euractiv, 29/01/2019 https://www.euractiv.com/section/eu-elections-2019/news/german-liberal-fdp-agrees-european-election-programme/

Matthias Meisner, “German Left Party’s Gysi: EU shouldn’t be understood as necessary evil”, Euractiv, 25/01/2019 https://www.euractiv.com/section/eu-elections-2019/news/german-left-partys-gysi-eu-shouldnt-be-understood-as-necessary-evil/

Fonte immagine di copertina: https://it.sputniknews.com/politica/201705154495804-sicurezza-difesa-Bruxelles/

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