La scuola in Africa: il sistema scolastico in Uganda

Dopo aver preso in considerazione il caso dell’Etiopia nel precedente articolo, passiamo a un altro stato dell’Africa orientale: l’Uganda, del quale analizzeremo gli aspetti positivi e negativi del sistema d’istruzione.

Come  spiegato in precedenza, i territori dell’attuale Uganda hanno fatto parte dell’Impero coloniale britannico a partire dal 1894. I britannici amministrarono le proprie colonie affidando ai locali ampia autonomia, pur mantenendone il controllo.

Il governo britannico non si assunse la responsabilità di organizzare l’istruzione in Uganda fino al 1922, quando inaugurò la prima scuola tecnica governativa a Makerere (la futura università di Makerere). Solitamente, gli inglesi preferivano lasciarel’organizzazione dell’istruzione alle missioni, le quali ricevevano insufficienti aiuti finanziari, di solito, da parte dei locali.

La necessità di una precisa politica educativa venne imposta alle autorità britanniche nel 1925 da un comitato consultivo sull’educazione delle colonie, che  pubblicò un resoconto molto significativo. Le idee, i principi e i metodi definiti nel documento definivano la nuova politica scolastica: l’incoraggiamento e il controllo da parte delle istituzioni verso l’educazione privata, la cooperazione tra le autorità governative e queste istituzioni e l’adattamento dell’educazione in base alle tradizioni dei popoli africani.

Imperialism Africa 1914

Dopo la Seconda Guerra Mondiale i diversi settori dell’educazione furono sviluppati grazie al crescente contributo degli africani, che ottennero sempre più autonomia. L’istruzione di secondo grado ebbe un grande sviluppo, così come i più alti gradi di insegnamento.

Gli Stati africani indipendenti si trovarono di fronte a numerosi problemi nel tentativo di implementare una politica educativa che potesse incoraggiare uno sviluppo economico e sociale, in una situazione piena di problemi sia a livello economico che a livello pedagogico.

Dopo l’indipendenza, i governi che si sono succeduti in Uganda hanno cercato invano di trovare dei fondi adeguati per uno sviluppo concreto del livello di istruzione, ma spesso questi investimenti sono confluiti in altri settori, come quello militare.

Scuola primaria

Ad oggi, pochi bambini in Uganda frequentano la scuola materna e la maggior parte di loro inizia il percorso d’istruzione con le scuole primarie, all’età di 6 anni. Il programma scolastico in vigore prevede 7 anni di scuola primaria.

Nel gennaio 1997, l’Uganda ha lanciato un programma universale di istruzione che garantisce l’accesso gratuito alla scuola primaria. Anche se l’iscrizione non è obbligatoria, l’obiettivo è quello di garantire un’educazione di primo livello ad ogni bambino.

Come risultato di questo programma, in due anni le iscrizioni alla scuola primaria sono raddoppiate, fino ad arrivare a 5,4 milioni di bambini iscritti.

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Fonte: Randy Plett photographs

Più di tre quarti dei bambini ugandesi frequenta oggi la scuola primaria, ed è inoltre stata raggiunta la parità di sessi dal punto di vista della frequenza scolastica (86% i maschi e 85% le femmine).

Purtroppo, c’è ancora una grande differenza tra la frequenza lorda, cioè i bambini iscritti, e quella netta, cioè chi davvero frequenta regolarmente la scuola. Questo ha conseguenze notevoli nell’esperienza di classe e nella progettazione dell’educazione dei ragazzi.

Alla fine dei sette anni di scuola primaria, gli alunni sostengono i loro primi esami nazionali, i Primary Level Examination (PLE). Attualmente, i PLE prevedono quattro materie d’esame: inglese, matematica, scienze e studi sociali.

Le votazioni per le scuole primarie vanno da 4, cioè il miglior voto possibile, a 36, il peggiore, in quanto possono essere assegnati un massimo di nove punti per ogni materia. Gli studenti con un numero compreso tra 4 e 12 punti superano il PLE al 1° grado, il più alto. Quelli con punteggi tra 13 e 23 ottengono un 2° grado, tra 24 e 29 ottengono un 3° grado, mentre tra 30 e 34 il 4° grado, il più basso.

Scuola secondaria

Solo il 17% dei giovani di età compresa tra 13 e 18 anni frequentano la scuola secondaria (18% dei maschi e 16% delle femmine). Gli iscritti sono molti di più nelle zone urbane – dove il 38% dei ragazzi  frequenta le scuole secondarie, mentre la percentuale nelle zone rurali arriva solo al 14%.

La prima fase di istruzione secondaria va da 13 a 17 anni – 4 anni alla fine dei quali lo studente deve superare l’O level, prima di poter proseguire oltre. LO Level è un test di fine ciclo composto da 7 materie. Ogni studente deve sostenere le prove per tutte le materie indicate: le discipline dove lo studente ha ottenuto voti più alti forniranno le indicazione per la seconda fase scolastica. L’O level serve appunto ad indirizzare gli studenti nelle scelte future.

La seconda fase prevede due anni di studi, compresi tra 17 e 19 anni, e segue – come molti altri aspetti dell’educazione in Uganda – il modello accademico inglese, in cui le materie tradizionali continuano a essere insegnate. Un A level, che si ottiene con l’esame finale,  garantisce a chi lo ottiene la possibilità di procedere con gli studi universitari. E’ possibile sostenere un A level per tutte e 7 le materie dell’O Level, cercando di trovare la disciplina migliore per ogni studente.

Università

Gli studenti che superano il loro A Level possono scegliere di iscriversi all’università, o ad altri istituti scolastici che rilasciano diplomi e certificati.

Il governo offre circa 4.000  borse di studio universitarie ogni anno e sponsorizza migliaia di altri studenti in altre istituzioni. Purtroppo, l’Uganda registra alti livelli di disoccupazione giovanile, infatti solo il 50% dei giovani laureati ugandesi trova lavoro. Molti  governi stranieri lavorano fianco a fianco alle autorità locali nel tentativo di dare una spinta all’economia, partendo proprio dal creare sbocchi lavorativi per i laureati.

In Uganda, ci sono 5 università statali, 11 università affiliate a gruppi religiosi, e 10 università private. Ci sono anche 4 istituti professionali, di cui uno privato.

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Università di Makerere, Uganda

Politiche di governo

Il governo dell’Uganda considera l’educazione uno dei diritti primari dell’uomo. La partecipazione all’educazione è vista come una soluzione per ridurre la povertà. Il governo si occupa di fornire e garantire un’istruzione di qualità, accessibile a tutti gli ugandesi.

Il settore dell’educazione in Uganda è peró minacciato da molte difficoltà e sfide. Queste includono per esempio il grande tasso di assenteismo(sia da parte degli insegnanti che degli studenti), strutture gestionali molto deboli, disponibilità di materiale scolastico inadeguata e classi troppo numerose. Un altro grande problema è la scarsa disponibilità di insegnanti delle aree più svantaggiate, e la mancanza di alloggi per gli insegnanti nelle aree rurali più difficili da raggiungere.

Il Piano Strategico per i Settori dello Sport e dell’Istruzione (ESSP), infatti, ha lo scopo di affrontare i seguenti problemi:

  • l’incapacità di garantire a tutti i bambini alfabetizzazione, capacità di calcolo e altre abilità utili nella vita di tutti i giorni;
  • preparazione inadeguata della scuola secondaria per entrare nella forza-lavoro, o per l’educazione terziaria;
  • gli studenti provenienti da zone svantaggiate non hanno la possibilità di frequentare l’università.

L’obiettivo generale dell’ESSP è quello di rendere l’educazione primaria e secondaria universali e stimolare un accesso egualitario all’università. Per raggiungere questo traguardo l’ESSP si pone  alcuni specifici obiettivi politici:

  1. Aumentare e migliorare il tasso di accesso alla scuola primaria e secondaria, cercando di annullare le disparità di genere;
  2. Migliorare la qualità degli insegnamenti della scuola primaria e secondaria;
  3. Promuovere un accesso paritario all’educazione economica e tecnica;
  4. Migliorare l’efficacia dell’educazione a tutti i livelli;
  5. Migliorare la frequenza e la qualità delle scuole successive a quella primaria;
  6. Promuovere la frequenza ai livelli educativi più alti;
  7. Migliorare la capacità di pianificare, gestire e controllare il settore educativo nella sua totalità.

L’ESSP prevede anche degli obiettivi per quanto riguarda i problemi dell’HIV/AIDS, la salute riproduttiva e la disparità tra i sessi:

  • Aumentare la partecipazione delle donne nelle scuole;
  • Ridurre la vulnerabilità di tutto il personale educativo e degli studenti nei confronti di malattie come l’HIV.
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Studentesse di una scuola islamica in Uganda

Educazione e religione

L’influenza della religione ha inciso molto nella formazione del sistema educativo ugandese: non solo i missionari cristiani contribuirono a creare parte del tessuto scolastico ugandese, ma anche gli imam musulmani diedero l’input per la diffusione della cultura araba in Uganda.

Infatti, in Uganda esistono vari tipi di scuole che differiscono moltissimo rispetto al modello di istruzione pubblica promosso dal governo. L’IRE (Islamic Religious Education) possiede più di 200 scuole primarie sul territorio, nelle quali sono ammessi solo studenti musulmani; stessa cosa vale per la Chiesa Anglicana e per la Chiesa Romana (Christian Religious Education, CRE), che hanno rispettivamente 950 e 1100 scuole circa.

Fonti e approfondimenti

Global Partnership for Education, Uganda Country Profile

Global Partnership for Education, Education Sector Strategic Plan, Uganda

Scholaro, Uganda Education System

Unesco, Unesco digital library, Country programming document, Uganda

Education Policy and Data Center, Spotlight on Uganda

The Separatist Religious Education In Uganda: An Unhealthy Approach To Interreligious Dialogue And Extremism, Bweyale Josephine, Advances in Social Sciences Research Journal, October, 25, 2018

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