La scuola in Africa: l’Etiopia tra traguardi e nuove sfide

Il sistema educativo etiope è andato di pari passo con la storia del Paese, dove i diversi periodi storici hanno influito sull’amministrazione politica dello Stato e, di conseguenza, anche sul settore dell’istruzione.

Storia dell’istruzione in Etiopia

L’educazione occidentale moderna è arrivata in Etiopia nel XX secolo e si è diffusa lentamente. Solo il 3,3% della popolazione in età scolare frequentò la scuola nel 1961 – a quel tempo uno dei dati di iscrizione più bassi in Africa. A differenza di altri Paesi africani, dove i governanti coloniali europei imposero ai sistemi educativi locali il proprio modello, il sistema etiope si sviluppò – tecnicamente parlando – in modo indigeno. Infatti, a parte un breve periodo di occupazione militare italiana dal 1936 al 1941, l’Etiopia è l’unico Paese in Africa che non è mai stato colonizzato (insieme alla Liberia).

Tuttavia, il sistema educativo dell’Etiopia ha risentito delle influenze esterne. Per compensare la mancanza di personale qualificato, il governo imperiale importò insegnanti, amministratori e consulenti da Paesi come  Francia ed Egitto. Per questo motivo, dai primi anni del Novecento fino al 1935, il francese rimase la lingua di insegnamento in molte scuole etiopi.  

Dopo la seconda guerra mondiale, gli sforzi per creare un moderno sistema di istruzione di massa si intensificarono, ma questa volta sotto l’influenza di consulenti provenienti dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti. Durante questo periodo, i programmi scolastici erano basati sul sistema britannico e l’inglese era promosso come lingua di insegnamento nelle scuole secondarie.

Il sistema di istruzione superiore, allo stesso modo, fu inizialmente sviluppato con un vasto coinvolgimento straniero. Dopo la fondazione, nel 1950 dell’Università di Addis Abeba – primo istituto di istruzione superiore dell’Etiopia – nel corso del decennio sono stati istituiti college privati, la maggior parte dei quali amministrati e costituiti principalmente da espatriati occidentali.

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Entrata dell’Università di Addis Abeba

Durante il periodo marxista-leninista del Derg (1977-1991), le politiche educative furono influenzate dai consulenti provenienti dai Paesi comunisti, come l’Unione Sovietica e la Germania dell’Est. Se tale governo da una parte politicizzò l’educazione e la utilizzò per l’indottrinamento ideologico, dall’altra fece progressi nell’incremento dei tassi di iscrizione alle scuole elementari.

Il dittatore Menghistu inoltre lanciò un programma su vasta scala per aumentare l’alfabetizzazione: la campagna riscontrò grande successo internazionale e ridusse il tasso di analfabetizzazione nazionale nonostante la guerra civile.

Nell’istruzione superiore, al contrario, i tassi di ingresso diminuirono drasticamente nonostante l’apertura di più istituti. La spesa destinata all’istruzione universitaria venne ridotta a favore della spesa militare e molti accademici fuggirono dal Paese.

Situazione attuale: progressi e campi di miglioramento

Il fatto che una grande maggioranza della popolazione etiope viva nelle aree rurali e in comunità abbastanza disperse crea particolari problematiche relative alla diffusione dell’istruzione e all’accesso equo a essa.

Allo stesso tempo, la pressione demografica fa sì che il numero degli iscritti alle scuole aumenti, alzando la ratio alunni/insegnante e rischiando quindi di incidere negativamente sulla qualità dell’insegnamento.

Il nuovo governo ha parlato così riguardo il sistema scolastico:
“L’istruzione, in quanto fattore molto importante per lo sviluppo umano, è di alta priorità nello sforzo generale di sviluppo del governo”. La politica “prevede che ci sia un nesso appropriato tra istruzione, formazione, ricerca e sviluppo attraverso la partecipazione coordinata tra le organizzazioni competenti.”

Infatti, le priorità del sistema di istruzione e formazione in Etiopia sono:

  • Fornire pari opportunità e partecipazione per tutti, con particolare attenzione ai gruppi svantaggiati
  • Fornire un’istruzione di qualità che soddisfi le diverse esigenze di apprendimento di tutti i bambini, i giovani e gli adulti
  • Sviluppare cittadini competenti che contribuiscano allo sviluppo sociale, economico, politico e culturale attraverso la creazione e il trasferimento di conoscenza e tecnologia
  • Promuovere leadership, gestione e governance efficaci a tutti i livelli al fine di raggiungere obiettivi educativi mobilitando e utilizzando le risorse in modo efficiente
  • Aiutare bambini, giovani e adulti a condividere valori ed esperienze comuni e ad abbracciare la diversità.

Scuola primaria

Il governo ha continuato ad ampliare l’accesso per raggiungere l’istruzione primaria universale in linea con gli obiettivi di Education for All, il programma indetto dall’UNESCO per favorire appunto l’istruzione primaria. In Etiopia la scuola primaria dura 6 anni e il bambino viene di solito iscritto quando ha tra i 6 e i 7 anni.

Progressi considerevoli sono stati fatti riducendo la distanza tra le scuole e le case degli alunni, grazie alla  strategia nazionale Alternative Basic Education  (ABE) che dal 2006 ha guidato l’estensione e la trasformazione di edifici fatiscenti in scuole regolari. Questa offerta di istruzione alternativa risponde a diverse esigenze e contesti e, insieme al programma di sostegno speciale per migliorare la capacità di attuazione nelle regioni emergenti, ha migliorato l’iscrizione di gruppi etnici svantaggiati e precedentemente sottostimati.

Come risultato degli sforzi concertati dal 1996, il numero di scuole primarie (incluso ABE) è passato da 11.000 a 32.048 e l’iscrizione degli studenti a questo livello è passata da meno di 3 milioni a oltre 18 milioni nello stesso arco di tempo. Questo progresso rappresenta un risultato considerevole.

Scuola secondaria

Negli ultimi 20 anni l’iscrizione alla scuola secondaria è aumentata rapidamente, all’incirca cinque volte – 371.000 iscritti nel 1994/95 a quasi 2 milioni nel 2013/14.

Un limite che ancora permane è la difficoltà di accesso alle scuole secondarie, specialmente nelle periferie dei grandi centri urbani. Con 32.048 scuole primarie e solo 2.333 scuole secondarie, la differenza di offerta tra i due cicli resta ancora troppo ampia e inadeguata a rispondere alla domanda di alunni che hanno terminato la scuola primaria.

I fattori che influenzano negativamente la domanda per l’istruzione secondaria includono: povertà, mancanza di trasporti, necessità di lavoro (che causano quindi restrizioni temporali ed economiche), matrimonio precoce (pregiudizi di genere), mancanza di alloggio vicino alle scuole (per motivi finanziari, culturali o sociali) e disabilità . Questi effetti dell’offerta e della domanda si riflettono in tassi di iscrizione regionali variabili, ad esempio, inferiori al 10% in Afar e oltre il 100% in Addis Abeba.

L’istruzione secondaria in Etiopia è strutturata in due cicli: il primo ciclo (Middle School Lower Secondary) dura 2 anni e funge da ponte tra la primary e la secondary. Il primo ciclo termina con l’Ethiopian General Secondary Education Certificate (EGSEC) che garantisce l’accesso al livello successivo. L’istruzione secondaria superiore inizia all’età di 17 anni e dura per due anni. Vengono offerti due campi disciplinari, area scientifica o area umanistico-sociale e, al completamento degli studi, gli studenti devono sostenere un esame per il certificato di licenza scolastica etiope e per l’ammissione all’istruzione universitaria.

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Grafici relativi all’educazione in Etiopia. Fonte: Wenr.org

Università

Il settore dell’istruzione universitaria, allo stesso modo, ha fatto molta strada. C’erano solo tre università pubbliche, 16 college e sei istituti di ricerca nel 1986 che avevano meno di 18.000 studenti iscritti. Oggi ci sono 30 università pubbliche e un settore privato in crescita. Il numero complessivo di studenti universitari in istituzioni pubbliche e private è esploso passando da 34.000 nel 1991 a 757.000 nel 2014, per dati UIS. In effetti, la rapida crescita degli ultimi decenni ha sovraccaricato il sistema e creato anche in questo caso una serie di nuove problematiche, come la carenza di finanziamenti e il deterioramento della qualità.

Solo il 15% degli insegnanti universitari ha conseguito un dottorato, secondo i dati del 2015. I finanziamenti e gli output della ricerca sono di conseguenza molto bassi, facendo sì che l’Etiopia si collochi al di sotto di altri Paesi africani come Ruanda, Senegal, Tanzania o Uganda in studi comparativi che misurano ricerca e innovazione, come il Global Innovation Index. 

Alti e crescenti tassi di disoccupazione tra i laureati, nel frattempo, sollevano interrogativi sulla qualità e la rilevanza dei curricula accademici, che sono considerati poco adatti alle attuali richieste del mercato del lavoro.

L‘accesso all’istruzione universitaria in Etiopia rimane gravemente limitata: mentre i tassi di partecipazione all’istruzione superiore superano quelli di altri Paesi dell’Africa orientale come la Tanzania o l’Uganda, il tasso di iscrizione lorda dell’8,1% (2014) è inferiore alla media regionale (UIS).

Inoltre, l’istruzione  in Etiopia rimane elitaria. I tassi di partecipazione mostrano che il numero di maschi è fortemente maggiore rispetto a quello delle femmine e che gli studenti provengono in maggioranza da famiglie economicamente benestanti; le donne costituivano solo il 30% di tutti gli studenti  nel 2014 (UIS).

Amministrazione e finanziamenti

L’Etiopia è una federazione costituita da nove Stati regionali organizzati su base etnica. Dopo la caduta del regime di Derg, il governo etiope ha perseguito una deliberata politica di decentralizzazione, compresa la devoluzione dell’amministrazione dell’istruzione alle regioni. L’istruzione scolastica è ora per la maggior parte amministrata dalle autorità locali nei sottodistretti o nei sobborghi all’interno delle singole regioni, una mossa progettata per soddisfare meglio le esigenze locali.

 I finanziamenti sono condivisi tra le regioni e il governo federale, che fornisce circa il 50-60% del finanziamento attraverso sovvenzioni per blocchi non dettagliati ai governi regionali, nonché sovvenzioni concesse direttamente alle scuole.

Il governo federale gestisce il sistema di istruzione con programmi di sviluppo pluriennali che fissano obiettivi di rendimento e programmi di riforma per l’intero sistema; inoltre i programmi scolastici sono standardizzati a livello nazionale.

Le scuole utilizzano un quadro nazionale dei curricula che include libri di testo sviluppati dal Dipartimento per lo Sviluppo del Quadro Generale del Ministero dell’Educazione (MOE). Il MOE federale ad Addis Abeba sovrintende e finanzia l’istruzione superiore dell’Etiopia, esercitando un controllo di vasta portata sulle istituzioni pubbliche. L’autonomia degli istituti pubblici è però limitata, poiché il MOE fissa gli standard di ammissione, le quote di iscrizione e i curricula, limita sistematicamente le libertà accademiche e frequentemente nomina amministratori universitari in base alla fedeltà politica.

Fonti e Approfondimenti:

  • World Education News and Reviews, Education in Ethiopia, 15 November 2018
  • Scholaro, Ethiopia Educational System, Overview
  • The Federal Democratic Republic of Ethiopia, Education Sector Development Plan V
  • UNESCO, Education for All (EFA) Movement
  • Global Partnership for Education, Education in Ethiopia, 2018
  • UNESCO, Quality Keys to Ethiopia’s Latest Education Sector Plan, 25 August 2015
  • The World Bank, Project and Operation: Ethiopia General Education Quality Improvement Program for Equity, Hiroshi Saeki & Girma Woldetsadik, 19 December 2017

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