Argentina, l’aborto legale è sacrificabile per vincere le elezioni

Il 28 maggio scorso, in occasione del Día Internacional de Acción por la Salud de las Mujeres (Giornata Internazionale d’Azione per la Salute delle Donne), in Argentina è stato presentato per l’ottava volta un disegno di legge volto a garantire l’aborto legale per tutte le donne. Proposto con la firma di 70 tra deputate e deputati di schieramenti differenti, il progetto di legge non si allontana molto da quello votato lo scorso anno al  Congreso de la Nación, approvato dalla Camera, ma respinto in seguito dal Senato.

Le richieste principali portate avanti dalla Campaña Nacional por el Derecho al Aborto Legal, Seguro y Gratuito mirano a introdurre il diritto all’aborto per tutte le donne entro la quattordicesima settimana di gestazione e a estendere, per tutta la durata della gravidanza, la possibilità di aborto legale per le donne vittime di violenza o per le quali partorire comporterebbe un pericolo per la propria vita. Nel progetto viene esclusa, inoltre, la facoltà per i medici di avvalersi dell’obiezione di coscienza, mentre viene incluso il diritto per le donne a praticare l’interruzione della gravidanza entro 5 giorni dalla richiesta.

La proposta di legge, tuttavia, non verrà discussa in questa legislatura. Governo e opposizioni, infatti, hanno ritenuto insufficiente il tempo che rimane a loro disposizione fino al 27 ottobre – giorno delle elezioni – per trattare un tema così sensibile.

Manifesto femminista aborto legale
Manifesto a favore dell’aborto legale. Fonte: Lo Spiegone

Lo slittamento del dibattito – di cui i promotori del progetto di legge erano consapevoli prima della presentazione dello stesso – ha portato il tema dell’aborto legale direttamente nella campagna elettorale. Andiamo, dunque, ad analizzare la posizione che hanno assunto i diversi schieramenti in merito alla concessione di questo diritto.

Juntos Somos el Cambio

Juntos Somos el Cambio, fino a poco tempo fa denominata Juntos por el Cambio,  è la coalizione con cui si presenterà alle elezioni il presidente uscente Mauricio Macri. L’alleanza formata in vista delle elezioni ha preso il posto di Cambiemos – la vecchia coalizione macrista – dal momento che al suo interno sono stati inclusi nuovi partiti e nuovi politici come il peronista Miguel Ángel Pichetto, candidato alla vicepresidenza. Se Macri non ha mai fatto mistero della sua posizione contraria all’aborto,  l’inclusione nelle file dell’oficialismo di alcuni  rappresentanti di spicco dei pañuelos celestes – simbolo del movimento antiabortista argentino – ha tolto ogni dubbio sull’orientamento della coalizione.

Tra i principali esponenti del macrismo, infatti, si possono trovare figure come Horacio Rodríguez Larreta, candidato come primo ministro, e María Eugenia Vidal, candidata governatrice della città autonoma di Buenos Aires, entrambi dichiaratamente contro l’aborto legale. Tra i sostenitori dei pañuelos celestes troviamo anche i candidati per la Camera Cristian Ritondo e Pablo Torello, quest’ultimo autore di una risposta misogina su Twitter contro le donne femministe che ha fatto scalpore nell’opinione pubblica argentina. Nonostante lo scorso anno alcuni deputati dell’oficialismo votarono a favore della proposta di legge menzionata precedentemente, la posizione della coalizione che fa capo a Macri è chiara: no all’aborto legale. 

Frente de Todos

Se la coalizione del presidente uscente è contraria all’aborto, non si può dire che il Frente de Todos – in cui si uniscono tutte le anime del peronismo – sia favorevole alla concessione del diritto all’aborto. Il candidato presidente Alberto Fernández, infatti, alla domanda diretta che gli è più volte stata posta da diversi giornalisti, ha risposto sempre in modo ambiguo.

Il 22 maggio scorso, ad esempio, in un’intervista all’emittente FM Tiempo durante una visita a Río Gallegos si esprimeva così:

“È un tema che divide l’Argentina in due e tutti i temi che dividono l’Argentina non sono buoni. [L’aborto] è un tema di salute pubblica e bisogna trovargli una soluzione in questo senso. Bisogna parlarne un po’ di più, educarci un po’ di più. Al momento mi sembra che [l’aborto] non debba essere un delitto e che a tal proposito potremmo iniziare a lavorare, senza la necessità di avanzare tanto rapidamente nella legalizzazione, perché la legalizzazione è un tema che divide gli argentini”.

Se il candidato peronista rimane vago sull’aborto legale – consapevole del rischio politico che comporterebbe schierarsi – , Cristina Fernández de Kirchner ha una storia particolare in merito. La ex presidentessa argentina e attuale candidata a vicepresidente per il Frente de Todos, infatti, si è più volte espressa sul tema dichiarandosi contro l’aborto legale. “Sono cattolica, ma anche a causa di profonde convinzioni personali” – sosteneva nel 2005 durante un’intervista .

Anche in altre occasioni la Kirchner si è dichiarata contraria e nei suoi 8 anni di mandato presidenziale – dal 2007 al 2015 – ha sempre impedito che il tema dell’aborto legale arrivasse ad essere discusso in Parlamento nonostante, come visto, il progetto di legge fosse stato presentato più volte dai sostenitori della Campaña. L’anno scorso, però, la leader peronista ha avuto un ripensamento – a quanto sostiene, dovuto al confronto con la figlia – arrivando a votare per il sì quando il progetto è stato discusso al Congreso. 

Anche se nel Frente de Todos c’è una presenza di sostenitori dei pañuelos verdes – i promotori della legalizzazione dell’aborto -, in campagna elettorale la coalizione eviterà attentamente di schierarsi da una parte o dall’altra: aborto legale “ni”.

Ragazza con pañuelo verde
Ragazza con pañuelo verde, simbolo della lotta per l’aborto legale. Fonte: Lo Spiegone

Frente de Izquierda y de los Trabajadores

Il Frente de Izquierda y de los Trabajadores (FIT), coalizione di sinistra con ideologia trotzkista, è stata l’unica a esplicitare nella dichiarazione programmatica il suo totale appoggio alla legalizzazione dell’aborto. Nicolas del Caño, dirigente del Partido de los Trabajadores Socialistas  e  pre-candidato a presidente per il Frente in vista delle primarie dell’11 agosto, si è più volte espresso a favore dell’aborto legale. Il FIT, inoltre, vede al suo interno anche l’adesione di Myriam Bregman, avvocata femminista sempre in prima linea per i diritti delle donne e, ovviamente, favorevole a introdurre l’interruzione volontaria della gravidanza. Dunque, per il Frente, la risposta è semplice: sì all’aborto legale.

Conclusioni

Il panorama politico argentino è dunque eterogeneo a proposito dell’interruzione volontaria della gravidanza. Se da una parte abbiamo un’alleanza forte tra l’attuale governo e le figure di spicco contrarie all’aborto, non si può dire che il Frente de Todos sia felice di parlare del tema. Il peronismo, come è tipico dei movimenti populisti, per vincere cercherà di riunire un’alleanza più vasta possibile tutto il proprio elettorato e, per farlo, parlare di una questione delicata come il diritto all’aborto risulta controproducente. Alberto Fernández ne è consapevole e le sue interviste ne sono la testimonianza. 

Non bisogna trascurare , inoltre, il ruolo di collante e l’importanza che la religione assume nella società latinoamericana, specie in un momento in cui un prelato argentino siede sullo scranno papale. Papa Francesco, nonostante aperture che potremmo definire progressiste su alcuni temi, non ha infatti mai mancato di sottolineare la sua contrarietà a tal proposito. Non appare dunque strano che gli unici Stati della Regione a garantire l’aborto in tutti i casi siano Cuba, Guyana, Uruguay, Puerto Rico, la Guyana Francese, Martinica e Guadalupe, luoghi dove la separazione tra Stato e Chiesa è forte.

Il dibattito sui diritti umani in America latina deve riprendere  in modo serio, nel rispetto di tutte le posizioni presenti, ma senza permettere che tematiche universali restino collegate alla religione o alla convenienza politica del momento.

Fonti e approfondimenti:

Facultad de Ciencias Sociales de la Universidad de Buenos Aires, attraverso il Centro de Opinión Pública y Estudios Sociales (COPES), Aborto nella società argentina. Sondaggio nazionale, giugno 2018

Larisa Pérez, Un celeste en el placard: qué pasa con el derecho al aborto en las listas electorales, La Imzquierda Diario, 25/6/2019

Pagina web della Campaña Nacional por el Derecho al Aborto Legal Seguro y Gratuito

Progetto di legge 28/5/2019, Pagina web Cámara de Diputados de la Nación

Redazione, Aborto legal | Del no al sí: las veces que Cristina Kirchner se manifestó en contra, Todo Noticias, 15/6/2018

Redazione, Por la poca actividad en el Congreso debido a las elecciones, el aborto no se debatirá este año, Infobae, 28/05/2019

 

 

 

 

 

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