Cina e finanza verde: La sostenibilità in ambito urbano

Se nell’immaginario comune i principali responsabili delle emissioni di Co2 sono i distretti industriali, lontani dalla nostra quotidianità , la realtà è che sono i centri urbani ad essere responsabili per il 75% delle emissioni mondiali di Co2. Si calcola che entro il 2030 le migrazioni urbane porteranno il 60% della popolazione mondiale a vivere in città, aumentandone il congestionamento e il fabbisogno energetico. In Cina le risposte a questi problemi vengono dal mondo della finanza verde o finanza sostenibile. Ma come si finanzia la sostenibilità a livello urbano?

Le città

Capire come finanziare il cambiamento significa prima di tutto identificare il problema. Già nel 2009 uno studio dell’OECD calcolava che nel 2030 il consumo di Co2 legato alle città sarebbe potuto aumentare, fino a pesare l’80% sulle emissioni totali. Nei Paesi in via di sviluppo, di cui fa parte anche la Cina, questo trend è in continuo aumento a causa delle migrazioni urbane, che spingono lavoratori e famiglie a spostarsi in grandi centri urbani, per cercare lavoro e assistenza medica di migliore qualità. Mobilità motorizzata e fabbisogno energetico infrastrutturale sono le principali cause dell’inquinamento urbano. Laddove le reti di trasporti pubblici non sono efficienti, i lavoratori prediligono l’uso di un’auto privata, creando congestionamento delle infrastrutture stradali, a discapito della qualità dell’aria e dell’ambiente.

Allo stesso tempo, il fabbisogno energetico legato agli impianti di riscaldamento, purificazione dell’acqua e fabbisogno elettrico rendono gli edifici urbani vere e proprie fabbriche di Co2. In città come Pechino, impianti di riscaldamento antiquati alimentati a carbone sono i principali responsabili della scarsa qualità dell’aria. L’aumento della popolazione non fa che intensificare questi trend, aumentando il numero delle auto private e il consumo di Co2 legato agli edifici urbani.

Verso la sostenibilità

Ovviamente, soluzioni che possano risolvere il congestionamento delle strade e l’alto consumo energetico degli edifici esistono. In Cina il Governo ha promosso, già da alcuni anni, la costruzione di città ecologiche, pianificate per essere sostenibili. La città stessa viene progettata in maniera che non si espanda a seguito delle migrazioni, ma rimanga “densa”, facilitando gli spostamenti a piedi e scoraggiando la percorrenza di lunghi tratti in macchina per raggiungere il posto di lavoro. Altri interventi prevedono il potenziamento del sistema di infrastrutture di trasporto pubblico, come metropolitane e autobus, e l’adeguamento degli edifici e degli impianti di riscaldamento.

L’ammodernamento delle infrastrutture e la pianificazione efficiente degli spazi pubblici prevedono aree urbane alimentate con energie rinnovabili, caratterizzate da uno uso misto degli edifici pubblici e privati, ovvero zone in cui scuole, aree residenziali e uffici siano raggiungibili a piedi o tramite l’uso di mezzi pubblici.

Pechino
Le strade di Pechino durante l’ora di punta. Fonte: Pixabay

Chi paga?

Se trovare soluzioni per l’abbattimento delle emissioni a livello urbano non sembra così difficile, finanziare questa trasformazione risulta più complesso. Si calcola, infatti, che la cifra annuale necessaria a coprire gli ammodernamenti urbani in Cina oscilli tra i tre e i quattro miliardi di euro. I governi locali e i fondi pubblici raramente riescono a coprire queste cifre e devono, quindi, rivolgersi al settore privato. Tuttavia, trovare il supporto di investitori per finanziare edifici e infrastrutture sostenibili si scontra spesso con la scarsa “vendibilità” di questi progetti.

I trasporti pubblici sono, infatti, ancora fortemente associati al concetto di “bene pubblico”, ovvero di beni forniti dallo Stato. Questo genere di servizio viene solitamente erogato a prezzi modici, per consentirne l’utilizzo alle fasce meno abbienti della società, generando scarsa rendita e scoraggiando, quindi, investimenti di enti privati. Per quanto riguarda la costruzione e la ristrutturazione di edifici considerati sostenibili, anche questi sono considerati investimenti rischiosi, per via dell’incertezza legata al costo dei materiali e al loro effettivo rendimento.

La Cina e la sostenibilità urbana

In Cina la finanza verde è spesso applicata ai problemi dei centri urbani, per spingere gli investitori privati a finanziare progetti “verdi”. Questo significa redistribuire i rischi finanziari legati ai settori del trasporto pubblico e agli edifici sostenibili, nonché aumentarne i profitti.

Gli accordi tra il settore pubblico e il settore privato (Public-Private Parterships) consentono di condividere il capitale e i rischi dei progetti eco-sostenibili tra enti pubblici e privati. Agenzie governative e banche centrali forniscono il capitale iniziale e si assumono i rischi degli investimenti, appaltando le fasi successive del progetto ad agenzie private, che gestiscono le infrastrutture una volta ultimate e percepiscono le rendite derivanti dalle tasse degli edifici e dalle tariffe d’uso dei trasporti pubblici (biglietti e abbonamenti).

Quando queste tariffe sono troppo basse, possono essere integrate attraverso l’introduzione di tasse applicate ai terreni circostanti le nuove stazioni metropolitane, giustificate dal nuovo valore arrecato dal potenziamento delle infrastrutture.

Agenzie di trasporto pubblico, inoltre, possono rilasciare green bond, che servono a finanziare la costruzione di linee metropolitane e linee di autobus. A Pechino, con l’emissione di green bond, la società Beijing Infrastructure Investment Co. Ltd ha finanziato diverse linee metropolitane, tra cui anche la nuova linea di connessione aeroportuale.

Soluzioni onnicomprensive

I problemi, comunque, rimangono legati alla scarsa attenzione di decisori pubblici e degli attori privati; in Cina come in altri Paesi in via di sviluppo. Sindaci e governatori locali ignorano spesso le esternalità negative di infrastrutture inquinanti, appaltandone la costruzione a investitori privati, ben disposti a finanziare progetti redditizi e privi di rischi, come quelli delle industrie tradizionali.

Il caso della finanza verde applicato in Cina dimostra l’esigenza di trovare soluzioni onnicomprensive contro il cambiamento climatico. Se la pianificazione urbana e le energie rinnovabili possono offrire parte della soluzione per mitigare l’inquinamento delle aree cittadine, la finanza deve integrare questi settori per offrire il supporto economico necessario a implementare i cambiamenti necessari. Allo stesso modo, pianificazione e finanza devono essere affiancate alla presa di coscienza delle autorità locali e degli investitori.

Fonti e approfondimenti

OECD, Competitive Cities and Climate Change, 2009.

Wang Yao, China’s Green Finance Strategy: Much Achieved, Further to Go, 2018.

The UN Environment Programme, Cities and Climate Change The UN Environment Programme.

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