Ricorda 1870: finisce la Guerra della Triplice Alleanza

Con la sconfitta del Paraguay, terminava 150 anni fa il conflitto bellico interno al Sud America in cui perse la vita il maggior numero di persone: la Guerra della Triplice Alleanza (in spagnolo, Guerra de la Triple Alianza). A porre fine alle ambizioni del presidente paraguaiano Francisco Solano López furono gli eserciti dell’alleanza formata da Argentina, Brasile e Uruguay. Per quanto oggi possa apparire un conflitto impari, un secolo e mezzo fa il Paraguay era una potenza in crescita, in alcuni aspetti in grado di competere con quelle della Triplice Alleanza. La guerra ridefinì la geografia e il peso specifico di questi Paesi, segnando un punto di svolta per l’assetto politico della regione.

Prima della Guerra della Triplice Alleanza

Guidato dal 1841 da Antonio Solano López, padre di Francisco, il Paraguay era stato uno tra i primi Paesi a costruire una ferrovia e delle vie di comunicazione. Inoltre godeva di stabilità politica e mirava a una progressiva apertura commerciale grazie al sostegno dello Stato e del capitale britannico. Il Brasile, sotto l’impero di Pedro II, era il Paese economicamente più potente del Sud America.  Il primato brasiliano si doveva alla transizione pacifica con la Corona portoghese e all’utilizzo di schiavi – il Brasile fu l’ultimo Paese ad abolire la schiavitù, nel 1888.

L’Argentina stava fortificando le istituzioni liberali e l’industria, processo conclusosi con la Conquista del Deserto, nonostante lo scontro tra sostenitori e contrari all’accentramento statale, sia in ambito politico che economico. L’Uruguay, dopo l’indipendenza del 1828, era un Paese ancora instabile. La guerra civile tra sostenitori del Partido Blanco e del Partido Colorado, terminata solo nel 1852, aveva lasciato strascichi profondi: il conflitto interno, come vedremo, era ancora forte.

Come accade tuttora, la rotta sulla quale venivano trasportate le merci era quella che passava attraverso i fiumi Uruguay e Paraná. A contendersi il ruolo di porta d’accesso alla rete fluviale erano i porti di Montevideo e Buenos Aires, punti di transito del Rio de la Plata, l’estuario dei due fiumi sopracitati. Per non rimanere schiacciato tra Argentina e Brasile, anche allora le maggiori potenze del Cono Sud, il Paraguay aveva optato per usare come terminale commerciale il più abbordabile porto di Montevideo, alleandosi con il Partido Blanco in quel momento al governo in Uruguay. Il porto di Buenos Aires era comunque utilizzato dal Paraguay già prima della Guerra della Triplice Alleanza come sbocco sull’Oceano Atlantico.

Il casus belli

Stretto tra Brasile e Argentina, in un periodo storico in cui i confini erano ancora molto flessibili, il Paraguay temeva di essere sopraffatto dai due scomodi vicini. Questa sensazione si acuì durante la crisi del governo uruguaiano iniziata nel 1863 con la sommossa guidata da Venancio Flores, leader del Partido Colorado, che portò all’inizio di una vera e propria guerra civile. Il governo del Partido Blanco e del presidente Prudencio Berro, unico alleato del Paraguay nella regione, finì nel 1864. Al suo posto venne scelto come presidente ad interim Atanasio de la Cruz Aguirre, ma il conflitto continuò.

Nel nord dell’Uruguay erano stanziati proprietari terrieri brasiliani. Pedro II intimò al presidente Aguirre di intervenire in loro difesa e di risarcirli dal momento che subivano le scorribande dei soldati. L’impero brasiliano – viste le reticenze del governo uruguaiano a intervenire e ingolosito dalla possibilità di portare il Partido Colorado al governo del vicino Paese – invase l’Uruguay.

Temendo che questa situazione potesse insidiare ancora di più la posizione del Paraguay –  e vedendo la possibilità di indebolire il Brasile e di guadagnare l’egemonia sulle reti fluviali – Francisco Solano López intervenne nel conflitto dichiarando guerra all’impero di Pedro II nel 1864. Nel frattempo, Flores aveva raggiunto e assediato Montevideo costringendo Aguirre a dimettersi e a lasciargli la presidenza. La guerra, tuttavia, era appena iniziata.

L’entrata in guerra dell’Argentina

Il Paraguay occupò velocemente la provincia brasiliana del Mato Grosso e si decise a inviare in Uruguay reparti militari a sostegno di Prudencio Berro e del suo tentativo di riconquista del potere. Tuttavia, per fare ciò, le truppe paraguaiane sarebbero dovute passare per l’Argentina, in particolare per la provincia di Corrientes.

Al governo di Buenos Aires, però, c’era il presidente argentino Bartolomé Mitre – anch’egli alleato del Partido Colorado uruguaiano, come il Brasile. Nel momento in cui Mitre rifiutò di concedere il transito alle truppe paraguaiane, Francisco Solano López decise comunque di attraversare il territorio argentino. Così facendo, nel 1865 l’Argentina si aggiunse al Brasile nel fronte anti paraguiano andando a costituire, insieme al governo di Venancio Flores, quella che verrà ricordata come la Triplice Alleanza.

Le forze in campo

Nonostante il Brasile fosse già a quel tempo il Paese più popoloso del Cono Sud, il maggior numero di effettivi schierati nella guerra giunse dalle file paraguaiane. Dopo la morte di Antonio Solano López, l’esercito di Asunción era stato riformato e, all’inizio del 1864, aveva ingrandito il suo contingente.

Si conta che al momento dell’ingresso in guerra dell’Argentina il Paraguay disponesse di almeno 80 mila uomini, destinati ad aumentare fino a 150 mila durante il corso del conflitto con il reclutamento di effettivi spesso giovanissimi e impreparati alla guerra. Il Brasile, che contava già circa 9 milioni di abitanti, schierò tra soldati di terra e di altri reparti circa 123 unità; Argentina e Uruguay rispettivamente 30 mila e 5500.

Le vittime della Guerra della Triplice Alleanza

Con la morte di Francisco Solano López, il 1° marzo 1870,  si concludeva la Guerra della Triplice Alleanza. Il Paraguay, in realtà, era già sconfitto da tempo, la sua capitale invasa e le sue terre razziate. Tuttavia, le forze dell’alleanza avevano stabilito che la guerra sarebbe terminata solo al momento della morte di Solano López. Questa scelta ebbe conseguenze nefaste per la popolazione del Paraguay. A perdere la vita nel conflitto non furono soltanto militari, ma anche civili e ragazzi – spesso bambini reclutati nell’esercito senza alcun tipo di preparazione.

Sui numeri reali della popolazione del Paraguay prima e dopo la guerra ci sono pareri molto contrastanti. Un censimento certo – anche se probabilmente parziale – del 1846 parla di una popolazione di 238 862 abitanti. In proiezione, dunque, il numero dei paraguaiani nel 1864 doveva essere compresa intorno alle 450 mila persone. Su queste stime, il bilancio totale parla di un numero di vittime compreso tra le 200 e le 280 mila: poco meno – o poco più – della metà della popolazione paraguaiana di quel tempo, quasi tutti maschi.  Il Brasile contò circa 100 mila vittime, mentre quelle di Argentina e Uruguay furono rispettivamente 30 mila e 10 mila tra militari e civili.

Un nuovo equilibrio

Oltre al costo più alto in termini di vittime, il Paraguay vide drasticamente ridimensionati i propri confini. Il Paraguay perse più o meno 150 chilometri quadrati di territorio, corrispondente a circa il 25% di quello che reclamava come proprio. Il Brasile, oltre a mantenere un’occupazione sul territorio paraguaiano fino al 1876, ottenne la parte restante del Mato Grosso non ancora tra i suoi possedimenti. L’Argentina annesse le attuali province di Formosa e Misiones. In Uruguay, nonostante l’uccisione di Venancio Flores, il Partido Colorado rimase al potere a lungo.

La Guerra della Triplice Alleanza segnò in modo determinante il futuro dei Paesi coinvolti. Il Brasile rafforzò ancora di più i suoi confini e il primato economico. L’Uruguay, dopo anni di guerre civili, iniziò un periodo di relativa stabilità che lo portò a numerose conquiste in tema di diritti civili e politici. L’Argentina consolidò l’ordine costituzionale, almeno fino ai primi anni del Novecento, e vide la propria economia crescere anche grazie all’innovazione delle ferrovie e all’apertura verso il mercato estero.

Il Paraguay, unico vero sconfitto, faticò e non poco per tornare a una situazione di stabilità interna. Le parti di territorio perse, la drastica riduzione della popolazione maschile in un’economia prevalentemente agricola e il ridimensionamento delle ambizioni regionali furono fardelli che il Paese si portò dietro per molti anni.

Fonti e approfondimenti:

Claudio Velázquez Llano, La Guerra Total. El Salto Tecnológico y la Evolución de la Guerra en el Siglo XIX, Editorial Goya 2020

Daniele Pompejano, Storia dell’America Latina, Bruno Mondadori, 2012

Loris Zanatta, Storia dell’America Latina contemporanea, Editori Laterza, 2010

Tulio Halperín Donghi, Historia contemporánea de América Latina, Alianza Editorial, 2013

Veronica Smink, 150 años de la Guerra de la Triple Alianza: cómo fue el conflicto bélico que más víctimas causó en la historia de América Latina, BBC, 1/3/2020

Grafica: Marta Bellavia – Instagram: illustrazioninutili_

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