Il potere statale della Repubblica Popolare Cinese: le “due sessioni” e il nuovo piano quinquennale

Le Due Sessioni (两会 lianghui) sono un appuntamento di estrema importanza all’interno della Repubblica Popolare Cinese. Si tratta della “Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese (CPCP)” e dell’“Assemblea Nazionale del Popolo (ANP)”, che può essere considerato l’equivalente della sessione annuale del parlamento nazionale cinese. Quest’anno non si è soltanto discusso di crescita economica interna o autosufficienza tecnologica, ma anche di questioni legate alla stabilità e alla sicurezza nazionale (basti pensare alla riforma del sistema elettorale di Hong Kong), temi complessi con un grande impatto anche a livello internazionale.  

Per capire come funzionano le lianghui e la loro importanza  bisogna  ricordare che in Cina è il Partito-Stato a detenere il potere; tuttavia, ciò non significa che non esistano delle istituzioni statali. Il confine tra Stato e Partito è molto sottile: la struttura del potere è dualistica con gli organi del PCC e dello Stato che operano in modo parallelo. Il potere statale è, però, esercitato attraverso il Partito stesso. 

 

Figura 1 ORDINAMENTO POTERE POLITICO CINESE

 

La gerarchia statale

Al fine di comprendere i complessi meccanismi che muovono l’intero apparato della RPC, analizziamo brevemente la composizione delle istituzioni statali in Cina. Il capo dello Stato è il segretario generale Xi Jinping. Si tratta di un ufficio cerimoniale con un mandato di cinque anni rinnovabile. Dal 1993, la carica Presidente della RPC è rivestita dal segretario generale del PCC, per facilitare e snellire burocraticamente la gestione delle relazioni internazionali.

Come accade per il PCC, anche lo Stato ha la propria piramide del potere. Il Consiglio degli Affari di Stato è l’organo amministrativo ed esecutivo supremo,  cui spetta il compito di applicare le direttive e le leggi promosse dell’ANP. Ha dunque potere esecutivo ed è presieduto dal Primo Ministro, attualmente Li Keqiang. Le cariche più alte dello stato sono comunque attribuite a funzionari tra i ranghi più alti della nomenklatura del PCC. Il Premier è affiancato da quattro vice-premier, i capi dei dipartimenti (ossia i ministeri) e delle commissioni. Anche il Consiglio degli Affari di Stato ha un proprio comitato permanente che si riunisce due volte a settimana.  

La macchina statale al servizio del PCC

Le lianghui sono un evento che solitamente ha luogo nella primavera, intorno al mese di marzo. Lo scorso anno, a causa della prima ondata di Covid-19, l’appuntamento con le Due Sessioni era stato rimandato al mese di maggio. Quest’anno, sempre per cause legate alla pandemia, la durata degli incontri è stata ridotta da due settimane ad una, che si è tenuta dal 5 all’11 Marzo. 

Il CPCPC è la massima istituzione cinese con funzione consultiva e rappresenta i vari partiti politici della RPC. Contrariamente a ciò che si immagina, in Cina sono presenti diverse fazioni politiche, anche se con potere limitato e sotto il severo controllo del PCC. Durante l’incontro vengono stilate le bozze che dovranno poi essere approvate dall’ANP, la più alta istituzione statale della Repubblica Popolare.  

L’ANP è l’unica camera legislativa all’interno della RPC e conta circa 3000 delegati eletti a suffragio indiretto. Si riunisce annualmente nella Grande Sala del popolo nei pressi di Piazza Tiananmen. Secondo la Costituzione della RPC, il ruolo dell’ANP è di approvare ed emendare leggi, la Costituzione, i piani economici e politici ed eleggere le cariche più alte dello stato e del sistema giudiziario. In pratica, tuttavia, l’Assemblea ratifica le decisioni già prese dal Partito durante un incontro antecedente l’ANP. 

Quali sono le conseguenze del lianghui?

Le Due Sessioni hanno una rilevante importanza per diversi motivi. Non si tratta soltanto di semplici incontri annuali, ma della progettazione e della discussione del futuro della Repubblica Popolare Cinese. Si trattano diverse tematiche, dai problemi economici a quelli politici. L’esito delle Due Sessioni era già prevedibile in base a diversi provvedimenti adottati dal Partito nei mesi precedenti. Vediamo di seguito i punti principali discussi. 

Il XIV Piano quinquennale (2021-2025)

Il premier Li Keqiang ha inaugurato le lianghui, annunciando i successi raggiunti nel 2020: nonostante lo scoppio della pandemia, infatti,  ha riportato una crescita del PIL pari al 2.3%. Anche il tema  dell’eliminazione della povertà assoluta è stata presentata come uno dei successi dell’anno passato. 

Uno dei provvedimenti che ha destato scalpore è legato a uno tra punti cardine dell’agenda politico-economica del PCC: la crescita del PIL. L’ossessione della crescita sostenuta del PIL rientra tra le priorità della politica economica cinese. Per la prima volta dopo anni, non è stato fissato un traguardo quinquennale preciso, se non di una crescita superiore al 6%. Il target verrà stabilito progressivamente in base all’evolversi della situazione. La Cina punta, inoltre, a un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione partendo da una riduzione dei tassi di inquinamento. Non a caso si punta al raggiungimento della “neutralità carbonica”- ossia  l’equilibrio tra emissioni e assorbimento di anidride carbonica  entro il 2060.  

L’ambizioso piano punta, inoltre, a ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti investendo maggiormente nel settore ricerca e sviluppo (>7% annuo). Sulla scia dell’innovazione tecnologica, anche la spesa militare sarà aumentata del 6,8%. La modernizzazione dell’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) è tra le priorità di Xi Jinping. 

Infine, nell’anno in cui ricorre il centenario della fondazione del PCC, non è mancata l’occasione per rimarcare l’importanza della centralità del Partito, del Pensiero di Xi Jinping sul Socialismo con caratteristiche cinesi e il rispetto delle linee guida approvate dal XIX Congresso del PCC.  

Riforma elettorale di Hong Kong

Il 30 Marzo 2021 è stata ufficialmente approvata la riforma sulla legge elettorale di Hong Kong, che prevede un maggiore controllo tra i candidati sia del Consiglio Legislativo (LegCo) che dell’executive chief – il capo del governo locale. Una delle prime limitazioni è l’introduzione dell’elemento “patriottico” tra i candidati, con l’obiettivo di ridurre al minimo gli oppositori all’interno dell’apparato amministrativo. Il processo di selezione sarà, dunque, più rigido: i candidati verranno ispezionati da due enti creati appositamente lo scorso anno, la Commissione per la Sicurezza nazionale e l’ufficio della polizia per la difesa della Sicurezza nazionale. 

Un altro cambiamento che apre infiltrazioni filocinesi è l’aumento dei membri del Comitato elettorale (Ce) da 1200 a 1500. Tale cambiamento è dovuto all’introduzione di membri della Conferenza consultiva del popolo, organi apicali in rappresentanza di Pechino. L’importanza sta nel fatto che è la Commissione elettorale a dover eleggere l’executive chief, il capo di governo locale. Sempre compito del Ce è di nominare la lista dei candidati per il LegCo, che avrà 90 seggi anziché 70. I seggi a elezione diretta saranno dunque dimezzati, e i candidati scelti tra i membri del PCC. La riforma è stata approvata in vista delle elezioni legislative che si terranno a settembre, segnale che indica la volontà di Pechino di monitorarne l’andamento. 

Obiettivi chiari e precisi, quale futuro?

Alla luce delle ultime dichiarazioni, la Cina dimostra di voler puntare a un miglioramento della qualità della vita della popolazione e a dare priorità all’economia domestica. Qualità, sostenibilità, autosufficienza e sicurezza nazionale sembrano essere necessari per il successo del Piano quinquennale approvato dall’ANP. 

Un processo di sinizzazione dell’ex colonia inglese si sta materializzando man mano: dalla legge sulla sicurezza nazionale si è giunti, nell’arco di un anno, alla rimozione degli ultimi organi eletti democraticamente. La politica di Xi Jinping continua dunque a combattere tutto ciò che viene considerato una minaccia per il mantenimento dello status quo. Le minacce interne vanno rimosse e accompagnate da una crescita di qualità su tutti i fronti, tale da poter affrontare le incertezze internazionali causate dalla pandemia. La superpotenza asiatica ha mostrato in quest’occasione i suoi artigli ed è determinata a raggiungere i propri obiettivi.

 

Fonti e approfondimenti

Susan V. Lawrence, “China’s Political Institutions and Leaders in Charts”, Congressional Research Service November 12, 2013

REPORT ON THE WORK OF THE GOVERNMENT, Delivered at the Fourth Session of the 13th National People’s Congress of the People’s Republic of China on March 5, 2021.

Sciorati G., Cina: le “Due Sessioni” dopo un secolo di partito, ISPI, 4 Marzo 2021.

Cuscito G., Cina, decisioni due sessioni 2021: Hong Kong, crescita, sinizzazione, LIMES, 11 Marzo 2021.

Ambitious plans, ongoing problems: China faces social challenges according to the NPC, MERICS, 11 marzo 2021.

Davidson H., China unveils Hong Kong electoral changes as it tightens grip on city, The Guardian, 5 Marzo 2021.

Graham-Harrison E., Beijing cuts Hong Kong’s directly elected seats in radical overhaul, The Guardian, 310 Marzo 2021.

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Editing a cura di Elena Noventa

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