Il sesto Plenum del PCC: la terza risoluzione storica del Partito

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Lo scorso 11 novembre 2021 si è concluso il sesto Plenum, uno degli appuntamenti più importanti per il Partito Comunista Cinese (PCC). Ogni anno, il Comitato Centrale del Partito si riunisce sette volte in sessione plenaria: in occasione del sesto plenum viene analizzato e rinnovato l’apparato ideologico e culturale del PCC. La sesta sessione plenaria rappresenta l’ultimo incontro politico che precede il Congresso del Partito e quindi l’ultimo spazio di eventuale dibattito prima che venga formata la nuova leadership del PCC. 

Ad esempio, proprio in occasione della sesta sessione plenaria del 2016, Xi Jinping è stato proclamato “nucleo centrale” del PCC, conferendogli potere di veto sulle decisioni fondamentali. In passato, questo riconoscimento era stato attribuito solo a Jiang Zemin, Deng Xiaoping e Mao Zedong prima di passare a una decentralizzazione del potere decisionale nel decennio di Hu Jintao e Wen Jiabao (2002-2012). Dall’elezione a Segretario generale nel 2012, Xi ha consolidato il proprio potere all’interno del Partito e oggi sembra possibile l’ipotesi di un terzo mandato. 

Nel corso del sesto Plenum è stata adottata una risoluzione storica che celebra i successi del Partito e della “dottrina” di Xi. La risoluzione storica è un documento politico fondamentale per il Partito, che contiene la narrativa che il Partito stesso fa della propria storia, selezionando gli eventi secondo un criterio ben preciso: la propaganda. Questo documento rafforza ulteriormente la leadership di Xi all’interno del PCC – legittimando il suo pensiero al pari di quello di Mao e di Deng – e rende il Partito un blocco sempre più compatto nelle mani di Xi, riportando l’ideale politico al centro della strategia cinese. 

L’ascesa di Xi all’interno del PCC

Negli ultimi anni, il PCC ha intrapreso un percorso che ha consacrato Xi allo stesso livello delle due principali figure del Partito – Mao e Deng. Con la rielezione di Xi a Segretario generale durante il XIX Congresso del PCC nel 2017 è venuta meno la leadership collegiale in favore dell’autoritarismo e dell’accentramento di potere che rievoca l’epoca maoista. Tale impressione è rafforzata dal fatto che, nello stesso anno, è stato aggiunto il “Pensiero di Xi Jinping con caratteristiche cinesi per una nuova era” nel preambolo della Costituzione mentre Xi è ancora in vita: il solo precedente era stato proprio il Pensiero di Mao. 

Il 2018 ha aperto la strada all’eliminazione del vincolo dei due mandati a Segretario del PCC, che era stato introdotto da Deng per prevenire gli eccessi raggiunti nell’ultimo periodo dell’epoca maoista. Il quarto plenum del 2019 ha decretato come il socialismo con caratteristiche cinesi di Xi sia necessario per perseguire la modernizzazione del Paese che, secondo il XIV Piano Quinquennale (2021-2025), dovrà essere raggiunta entro il 2035. Secondo il PCC, questi traguardi, che verranno raggiunti grazie a Xi, ribadiranno la legittimità del PCC e la supremazia del Segretario generale a livello nazionale e internazionale.  

L’importanza della revisione storica nella RPC

Il concetto di “revisione storica” è fondamentale nella cultura cinese, poiché significa legittimare il proprio potere attingendo al passato. Esempi di questa pratica risalgono alla dinastia Han, che rafforzò il proprio potere grazie alle opere di Sima Qian, primo storiografo cinese. Soltanto due volte nell’arco della storia della RPC erano state approvate delle risoluzioni storiche sul Partito: nel 1945, in merito alla vittoria della strategia rivoluzionaria del Grande Timoniere Mao, e nel 1981 con Deng, quando si inaugurò il processo di modernizzazione e venne preso atto del fallimento di politiche di epoca maoista come il Grande balzo in avanti e la Rivoluzione Culturale. 

Una delle novità della corrente formulazione è la totale assenza di critica nei confronti del passato. La storia è la principale protagonista del plenum: Xi ha suddiviso la storia cinese in diverse ere, nelle quali ogni leader ha rispettato la propria “missione primaria”. Il Partito ha riscritto la propria storia, narrando di una Cina rimessa in piedi da Mao e arricchita dalle riforme di Deng. Ora spetta a Xi Jinping con il suo status di nucleo del Partito (hexin, 核心) renderla una grande potenza internazionale. L’elemento storico è utilizzato per unificare ulteriormente il pensiero del Partito, celebrarne i successi e consolidare la supremazia del presidente. 

Alla dottrina di Xi Jinping viene riconosciuto il ruolo di perno centrale che garantisce la stabilità e la ricchezza della nazione con il suo pensiero sul socialismo con caratteristiche cinesi. Anche questa volta, la revisione storica è proiettata verso il futuro, con l’obiettivo di diventare un Paese socialista moderno entro il 2049, in occasione del centenario della fondazione della RPC

Il Partito riscrive la storia cinese

Come accennato in precedenza, l’ordine del giorno del sesto Plenum riguardava principalmente l’esperienza storica centenaria del PCC e l’approvazione di un testo necessario a definire una nuova epoca per la RPC. Già la prima uscita pubblica di Xi Jinping nel ruolo di Segretario generale nel 2012 aveva preannunciato un nuovo inizio: recarsi alla mostra “La strada verso il rinnovamento” presso il Museo Nazionale a Pechino, fu un segnale molto forte, così come il lancio del Sogno Cinese, che intende creare una società moderatamente prospera entro il 2021 e pienamente sviluppata entro il 2049.  

In più passaggi della risoluzione storica vengono elogiati i traguardi raggiunti dal Partito, che hanno elevato lo status dell’attuale segretario Xi. In questo contesto, oltre all’auspicio dell’unificazione di intenti tra popolo, esercito e Partito, la riflessione di quest’ultimo sulla propria storia ha assunto una sfumatura diversa. Se nelle risoluzioni storiche precedenti la leadership andava consolidandosi partendo da una critica e una riflessione sugli errori del passato, quest’anno non c’è stata questo tipo di valutazione.  

Nel comunicato ufficiale si descrivono i cento anni di storia del Partito e i suoi successi, senza menzionare gli episodi critici della storia del PCC. Si pone piuttosto l’accento sugli elementi chiave che hanno caratterizzato la centenaria storia del PCC e sulla centralità della figura di Xi nella nuova era. Secondo il testo, sotto la sua leadership, sono stati raggiunti dei traguardi che rientrano nella cornice della realizzazione del grande Sogno Cinese entro il 2049. L’eradicazione della povertà assoluta, l’ossessione per la stabilità interna e l’approvazione della legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong hanno reso la figura di Xi sempre più autoritaria. In questo contesto, non sorprende il mancato annuncio del successore dell’attuale Segretario del Partito e la propensione verso il terzo mandato consecutivo di Xi.

L’importanza del Plenum e prospettive future

A differenza delle precedenti risoluzioni adottate da Mao e Deng, la risoluzione approvata dal sesto Plenum non è stata prodotta in un periodo storico critico. Le risoluzioni precedenti sono servite a riunificare il Partito o ripristinarne la legittimità dopo periodi delicati come la Rivoluzione Culturale. Infatti, la prima risoluzione storica era il frutto della rivoluzione comunista e ambiva alla ricostruzione del Paese dalle macerie della guerra civile; quella del 1981 apriva invece la strada alla modernizzazione della Cina e all’inizio di una nuova era, decretando la fine del maoismo e dell’economia pianificata.

Oggi, la Cina di Xi si trova in una fase di transizione economica e di cambiamenti interni cruciali, di cui Hong Kong è l’esempio più eclatante. Il documento mette in risalto le vittorie di cento anni di storia, ma non menziona affatto periodi determinanti come Tiananmen. Se le risoluzioni precedenti sono servite a consolidare il potere di chi le ha proposte, rendendoli dei leader epocali, in questo caso lo scopo è rendere Xi la guida indiscussa del futuro della Cina contemporanea. 

Da un’analisi attenta, si può notare come anche la tempistica della terza risoluzione storica del PCC non è casuale. Il 2021 è stato l’anno del centenario del partito, in cui è stato celebrato il raggiungimento del primo obiettivo centenario: la costruzione della società moderatamente prospera. Esso apre la strada al raggiungimento del secondo obiettivo centenario da raggiungere entro il 2049, ossia la costruzione di un grande paese socialista moderno e il completamento del Sogno Cinese

Il Partito esce dal Plenum come intoccabile, compatto, ricco di elogi per i successi collezionati in cento anni e la leadership di Xi Jinping ne esce ulteriormente rafforzata e legittimata. 

 

Fonti e approfondimenti

Jun Mai, Mai Jun, Communist Party’s ‘sixth plenum’: what is a plenum, and why is it one of China’s most important political events?, The South China Morning Post,6 November 2021 

Xi Jinping’s Resolution on History with Valarie Tan, MERICS China Podcast, 18 November 2021

Tan Valarie,Xi Jinping cements his power with resolution on history, MERICS, 10 November 2021

Communique of 6th plenary session of 19th CPC Central Committee, Xinhua News Agency, 11 November 2021

新华(受权发布)中国共产党第十九届中央委员会第六次全体会议公报, 11/11/2021

Zhang Zoey, The Sixth Plenum: What is it and What Has Been Decided?, China Briefing, 12 November 2021

 

Editing a cura di Emanuele Monterotti 

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