Presidenziali 2022 in Brasile: la campagna elettorale di Lula e Bolsonaro

@PSB Nacional 40 - Wikimedia Commons - CC BY 2.0 / @Palácio do Planalto - Wikimedia Commons - CC BY 2.0

A pochi giorni dalle elezioni presidenziali in Brasile, la gara tra Lula e Bolsonaro rimane in bilico. Secondo Datafolha, uno dei principali istituti di sondaggi del Brasile, Lula ha ad oggi il 49% del sostegno degli elettori contro il 45% di Bolsonaro. Lo studio ha però un margine di errore, in positivo e in negativo, di 2 punti percentuali, il che significa che entrambi potrebbero matematicamente essere in parità al 47%. 

Il serratissimo testa a testa tra i due candidati è servito a catalizzare il già alto livello di polarizzazione della società brasiliana: la scorsa estate, due membri del PT sono stati uccisi da bolsonaristi per motivazioni politiche.

La paura di essere vittime di violenza politica colpisce il 67% della popolazione, secondo Datafolha. Secondo lo stesso sondaggio, il 3,2% dei brasiliani, pari a più di 5 milioni di persone, ha subito minacce nell’ultimo mese a causa delle proprie posizioni politiche. 

Il rischio di brogli paventato da Bolsonaro

Sono molti gli elementi che hanno contribuito a generare questo momento di estrema incertezza sul futuro del Paese. Non aiuta il fatto che Bolsonaro abbia dichiarato di essere pronto ad accettare il risultato delle elezioni solo se non ci saranno indicazioni di brogli elettorali, alimentando il timore che possa rifiutarsi di accettare un’eventuale sconfitta

Bolsonaro ha criticato in particolare la validità del sistema di voto elettronico del Paese, nonostante non siano mai stati rilevati casi di frodi significative. Negli ultimi mesi, ha presentato una proposta di legge per un ritorno al voto cartaceo, affermando che esso sia un sistema più sicuro per evitare i brogli, a dispetto del fatto che non ci siano dati a dimostrare tale posizione. 

Secondo Adriano Laureno, analista presso la società di consulenza Prospectiva, questa strategia ha l’obiettivo di mobilitare i suoi sostenitori: «La retorica di Bolsonaro è stata quella di accettare il risultato, ma solo se questo è pulito e trasparente. Quindi, quello che sta dicendo è che non si affida al sistema elettronico, non si affida alla Corte Suprema e, di conseguenza, non sembra avere voglia di affidarsi al sistema elettorale nel suo complesso».

Una simile strategia era stata messa in atto da Bolsonaro persino dopo aver vinto le elezioni del 2018 al ballottaggio: in tale occasione il presidente uscente aveva lanciato accuse infondate di brogli elettorali e aveva suggerito che avrebbe dovuto vincere al primo turno.

Il ruolo centrale delle fake news

Accanto agli attacchi alla legittimità del sistema elettorale, Bolsonaro porta avanti una serie di duri attacchi frontali al suo avversario Lula. In tale strategia ha svolto un ruolo centrale il cosiddetto gabinete do ódio, un gruppo che agli ordini del presidente – secondo quando emerso da un’indagine del Tribunale Supremo Federale – diffonderebbe fake news e dichiarazioni aggressive contro gli oppositori del governo, con una strategia simile a quella di Q-Anon

Nelle ultime settimane sono stati diffusi video che sostengono che esista un piano segreto del PT per legalizzare i piccoli furti e che un governo di Lula imporrebbe bagni unisex nelle scuole. Esistono peró anche teorie piú surreali: numerosi video online accusano Lula di essere un membro del Primeiro Comando da Capital (PCC), uno dei principali cartelli del narcotraffico brasiliani, e persino di essere il responsabile di un traffico di bambini dall’isola amazzonica di Marajó, nato per rifornire pedofili stranieri.

Questa tattica della disinformazione era stata uno degli strumenti chiave per la vittoria di Bolsonaro nel 2018. Tuttavia, a differenza di allora, il partito di Lula è riuscito a fare propria tale strategia di attacco con una serie di spot elettorali che riesumano un’intervista del 2016 in cui Bolsonaro affermava di essere disposto a mangiare carne umana in un non meglio precisato rituale indigeno. Il partito di Lula ha poi circolato vecchie immagini di Bolsonaro che parla a logge massoniche e un podcast registrato da Bolsonaro, in cui egli stesso racconta di aver visitato la casa di adolescenti venezuelane che, secondo lui, si stavano preparando a prostituirsi.

Gli attacchi di Lula sono stati talmente forti che alcuni membri del team di Jair Bolsonaro hanno dichiarato di essere stati messi in difficoltà da tale strategia. Nonostante Bolsonaro abbia ottenuto da un tribunale il diritto a chiedere la rimozione degli spot elettorali e l’esclusione di quei temi dal dibattito elettorale che si è tenuto il 16 ottobre, tali argomenti hanno dominato la copertura della campagna elettorale e le conversazioni online per giorni.

Bolsonaro è diventato vittima della sua stessa strategia di comunicazione, che confonde il dibattito pubblico con il sarcasmo, la derisione e l’umiliazione, con l’obiettivo di dividere la società brasiliana”, ha dichiarato Fabio Malini, professore di nuovi media presso l’Università Federale di Espirito Santo.

L’attuale presidente ha risposto a questi attacchi con una nuove serie di spot elettorali in cui si suggerisce che Lula legalizzerà l’aborto e chiuderà le chiese, cosa che l’ex presidente ha ripetutamente negato. Tale linea di attacco ha addirittura costretto Lula a dichiarare direttamente sui propri canali social di non aver mai avuto alcun patto né alcuna conversazione con il diavolo.

L’azione del Tribunale elettorale superiore

La gravità della situazione ha spinto il Tribunale elettorale superiore (TSE), l’autorità che vigila sul corretto svolgimento del processo elettorale brasiliano, ad adottare nuove misure per fermare “la distribuzione e la condivisione di informazioni consapevolmente false o gravemente decontestualizzate che influenzano il processo elettorale”. 

Il TSE imporrà multe di 100.000 reais (19.000 dollari) all’ora per le piattaforme online che non rimuoveranno i contenuti falsi dopo due ore e vieterà la pubblicità politica a pagamento nelle 48 ore precedenti il voto.

Il TSE ha già ordinato la rimozione di alcuni video, tra cui quelli che affermano che Lula ha rapporti con Satana e che Bolsonaro abbraccia il cannibalismo. Il tribunale ha anche ordinato il ritiro gli annunci online in cui si dice che Lula legalizzerà l’aborto e che accusano Bolsonaro di pedofilia. 

Entrambi i candidati non sono stati però entusiasti di tali misure. Bolsonaro si è lamentato del fatto che il TSE gli abbia impedito di pubblicare annunci che definiscono Lula “corrotto” e “ladro” e ha criticato il fatto che il TSE non abbia impedito ai sostenitori di Lula di utilizzare la  parola “genocidio” per criticare la gestione della pandemia da parte di Bolsonaro. Da parte loro, gli alleati di Lula hanno criticato la decisione del tribunale di rimuovere la pubblicità in cui Bolsonaro parlava della sua visita a casa di ragazze venezuelane immigrate.

Il ruolo delle chiese evangeliche

Il fatto che Bolsonaro abbia accusato Lula di conversare con il diavolo, accusa che peraltro Lula ha rispedito al mittente sostenendo che “se c’è qualcuno che è posseduto dal diavolo è Bolsonaro”, è indicativo del ruolo che la religione e in particolare l’evangelismo, giocano in queste elezioni

L’impatto di tale messaggio era così potenzialmente grave da spingere Lula a scrivere una lettera “al popolo evangelico”, in cui l’ex presidente ribadisce il suo impegno per la pluralità religiosa e cita il capitolo di Giacomo 1:27: “La vera religione è prendersi cura degli orfani e dei poveri”.

Gli evangelici svolgono un ruolo molto importante: ad oggi essi costituiscono quasi un terzo della popolazione brasiliana, ma secondo il demografo Jose Eustaquio Diniz Alves si avvicineranno al 40% entro il 2032, superando i cattolici. Circa il 65% degli evangelici sostiene Bolsonaro, rispetto al 31% di Lula, secondo l’ultimo sondaggio di Datafolha. Nel 2018, Bolsonaro ha raccolto il 70% del sostegno evangelico: senza tale sostegno avrebbe probabilmente perso le elezioni. 

Tuttavia, a differenza di ciò che avviene negli Stati Uniti, dove il voto degli evangelici ha beneficiato Donald Trump in maniera univoca, in Brasile non esiste un partito politico che possa vantare un legame forte con gli evangelici nel loro complesso e pertanto il loro voto per Bolsonaro non è assicurato. Ne è prova il fatto che Bolsonaro non sta ottenendo con questo gruppo gli stessi successi del 2018. Quest’anno solo un quarto delle chiese evangeliche è stato coinvolto nella campagna elettorale, una quota inferiore a quella documentata nel 2018.

L’attacco più potente sferrato da Bolsonaro a Lula per vincere questa fascia della popolazione riguarda l’aborto. Dopo aver detto in aprile che l’aborto dovrebbe essere un diritto, Lula è stato costretto a ritrattare la sua dichiarazione: “Per me la vita è sacra, opera di Dio creatore, e il mio impegno è sempre stato e sarà quello di proteggerla”, ha scritto, aggiungendo che pur essendo personalmente contrario all’aborto, “è una questione che deve essere decisa dal Congresso, non dal presidente”.

A sostenere Bolsonaro nella sua lotta per il voto evangelico è la first lady, Michelle Bolsonaro, una fervente evangelica che ha recentemente dichiarato che il palazzo presidenziale era stato “consacrato ai demoni” durante le precedenti amministrazioni presidenziali, con un non velato riferimento a Lula.

Il ruolo della moglie di Bolsonaro è poi centrale in quante si è posta a capo di un gruppo di donne pro-Bolsonaro che hanno intrapreso un intenso tour del Paese per cercare di convincere le elettrici evangeliche che, nonostante alcuni suoi comportamenti, Bolsonaro è il miglior difensore della famiglia, dei valori ultra-conservatori e un argine contro la minaccia comunista. “Non guardate mio marito, guardate me, sono una serva del Signore”, ha detto la signora Bolsonaro.

Verso quale Brasile

I nodi che il prossimo governo dovrà sciogliere rimangono numerosi e complessi. Questa campagna presidenziale ha dimostrato il crescente peso di una serie di tematiche ancora poco regolate e potenzialmente pericolose: la diffusione delle fake news, l’eccessivo potere di alcuni gruppi religiosi e l’influenza crescente dei tribunali, che hanno assunto il compito di limitare la diffusione della disinformazione, di fatto restringendo la libertà di espressione. 

Il nuovo presidente del Brasile dovrà fare i conti con questi temi e al tempo stesso dovrà ricucire una società estremamente divisa, in cui la maggior parte della popolazione teme per la propria incolumità per ragioni politiche. A ciò si vanno a sommare le difficoltà economiche e sociali legate alla pandemia che ancora svolgono un ruolo centrale per il Paese. 

 

Fonti e approfondimenti

Adriana De Luca, Medo de violência política atinge 67% da população, diz Datafolha, CNN Brasil, 16/09/2022

Amy Erica Smith, Religion is shaping Brazil’s presidential election – but its evangelicals aren’t the same as America’s, The Conversation, 26/09/2022

Andy Robinson, Brasil: elecciones del “bien” contra el “mal”, La Vanguardia, 23/10/2022

Artur Rodrigues e Carolina Linhares, Bolsonaro volta a ameaçar frear Judiciário caso seja reeleito, Folha de São Paulo, 22/10/2022

Caroline Oliveira, PF confirma a existência do “gabinete do ódio” em relatório enviado ao STF; leia o documento, Brasil de Fato, 11/02/2022

Gloria Paiva, Il “gabinete do ódio” di Bolsonaro a scuola dagli hacker di Putin, Il Manifesto, 01/03/2022

Mario Parolari, Lula, Bolsonaro e l’Amazzonia: i protagonisti delle elezioni in Brasile, Affari Internazionali, 30/09/2022

Mihaela-Alexandra Tudor, Religious leaders, populism, and the election campaign in Brazil, Spectrum, 21/10/2022

Redazione, Brazil’s Bolsonaro and Lula spar in first debate of runoff campaign, Reuters, 17/10/2022

Redazione, Brazil’s Bolsonaro, Lula face off in first debate of run-off, Al Jazeera, 17/10/2022

Redazione, Brazil’s Bolsonaro says he won’t hand over presidency if there is vote fraud, Reuters, 02/07/2022

Redazione, Brazil’s Lula and Bolsonaro statistically tied in presidential race-poll, Reuters, 19/10/2022

Redazione, Brazil’s Lula launching presidential bid to unseat Bolsonaro, Al Jazeera, 06/10/2022 

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