Francia e Italia, tra Europa e Mediterraneo

Giorgia
European Commission - Wikimedia Commons - CC BY 4.0

Che il Mediterraneo sia un’area di grande importanza per l’Europa non è una novità. I Paesi che si affacciano su di esso sono innumerevoli, europei e non. La vicinanza alla regione mediorientale, i flussi migratori che lo attraversano e le ragioni storiche rendono strategica questa zona geografica. Ma oggi i Paesi dell’area meridionale dell’Ue vivono un momento complesso, fra immigrazione e problemi economici.

Francia e Italia sono i Paesi dell’Ue più importanti sullo scenario internazionale, insieme alla Spagna, con affaccio sul Mediterraneo. Con Portogallo, Grecia, Cipro, Malta, Slovenia e Croazia, formano il gruppo EuroMed 9. Un’alleanza informale che periodicamente vede i suoi leader riunirsi nel tentativo di dare forma concreta a opinioni e progetti politici. 

I flussi migratori

Lo scorso settembre, con la presenza di Ursula von der Leyen e di Charles Michel, si è tenuto a Malta l’ultimo incontro del gruppo. Il tema dell’immigrazione è stato al centro dell’agenda, specialmente su spinta italiana. Ma anche lo sviluppo dei rapporti con la sponda Sud del Mediterraneo e l’allargamento dell’Unione europea hanno fatto parte del dialogo.

L’area del Mediterraneo è stata infatti tristemente al centro dell’attenzione generale a causa delle morti in mare dei migranti nel tentativo di raggiungere l’Europa. Ma anche per gli hotspot affollati e le condizioni nei campi di detenzioni nel nord Africa, Libia in primis. Dei lager a cielo aperto.

Il governo italiano spinge per cercare soluzioni (l’ultima la discussa apertura di un centro in Albania), anche attraverso il dialogo con i partner europei. Molti i contrasti con la vicina Francia, ma anche con gli altri Paesi europei. Molti del nord Europa ma anche gli alleati della destra che fanno parte del gruppo Visegrad non offrono sponde, e i regolamenti dati dal trattato di Dublino parlano chiaro. Una risoluzione immediata o idee per una gestione illuminata non si intravedono all’orizzonte.

Il tema dell’immigrazione rimane scottante e fonte di scontro politico fra le parti in causa. Situazione frutto delle differenti visioni politiche ma anche beceri tentativi di cavalcare paure e divisioni per scopi elettorali. Errori e mancanza di visioni caratterizzano tutte le parti.

Un’economia in difficoltà

Dal punto di vista economico, c’è una disparità fra il nord e il sud Europa. Le economie dell’Europa meridionale sono rimaste impantanate in lunghe recessioni dopo la crisi dell’eurozona del 2009. Con il debito pubblico e la disoccupazione che sono aumentati vertiginosamente a causa di frequenti cambi di governo e gestioni complicate. Le economie più colpite, come la Grecia, sono al di sotto dei livelli pre-crisi dopo oltre un decennio di dolorose riforme.

Ma anche un’eventuale apertura dei rubinetti del denaro da parte della Commissione europea e la (re)introduzione di regole di spesa restrittive potrebbero lasciare un buco nero nei bilanci dei paesi altamente indebitati, in particolare Francia e Italia. 

Gli economisti hanno individuato i rischi legati alla fine dei finanziamenti post-pandemia da parte della Commissione nel 2026. Allo stesso tempo, i governi dovranno continuare a investire in progetti verdi e digitali senza questo specifico flusso di finanziamenti da parte di Bruxelles. Cosa che potrebbe creare un effetto domino sulle situazioni politiche interne.

I partiti di governo in Francia e in Italia hanno motivo di preoccuparsi. Le prossime elezioni presidenziali francesi si terranno nell’aprile 2027, con Emmanuel Macron impossibilitato a ricandidarsi e la leader di estrema destra Marine Le Pen che probabilmente guadagnerà consensi. Le elezioni politiche italiane sono previste entro la fine dello stesso anno, in uno scenario maggiormente frammentato.

Quali prospettive

La riforma recentemente approvata delle regole di spesa dell’Ue, che mira a offrire ai paesi più tempo per tagliare il debito e la spesa, potrebbe offrire solo un sollievo temporaneo per le economie in difficoltà, che potrebbero dover pagare un conto più salato più avanti. I governi europei hanno lavorato infatti per dare maggiore permissività per attutire il colpo dovuto all’aumento dei pagamenti degli interessi nei prossimi anni. 

Come riporta Bruegel in una sua recente analisi al riguardo, questo gioverebbe a Paesi come la Francia e l’Italia, ma fa suonare un campanello d’allarme altrove. In particolare nel gruppo guidato dalla Germania, che teme che la diluizione della procedura per i disavanzi eccessivi metterebbe in pericolo la capacità del nuovo sistema di garantire un calo del debito entro un periodo di tempo ragionevole.

Ciò che appare chiaro è che per l’asse franco-italiano (ma anche per altri paesi dell’area mediterranea) la mancanza di risorse con cui finanziare la spesa pubblica porterà inevitabili scompensi e probabili tagli. E una qualche forma di strumento successore del dispositivo per la ripresa e la resilienza diventerà necessaria.

Fonti e approfondimenti

Caldwell, P. J., “EuroMed, European Neighbourhood Policy and the Union for the Mediterranean: Overlapping Policy Frames in the EU’s Governance of the Mediterranean”, Journal of Common Market Studies, 03/2011

Darvas, Z., Pisani-Ferry, J., Zettelmeyer, J., “Bringing the reform of European Union fiscal rules to a successful close”, Bruegel, 12/12/2023

Elliot, L., “Eurozone exits recession as ‘big four’ economies beat forecasts”, The Guardian, 30/04/2024

European Commission, “Joint communication to the European Parliament, the Council, the European Economic and Social Committee and the Committee of the Regions”, 09/02/2021

Lovotti, C., “Will Italy’s “Rome Process” Change Mediterranean Politics?”, ISPI, 27/07/2023

Montanari, A., “The Euro-Mediterranean region: human mobility and sustainable development”, Belgian Journal of Geography, 2021

Sorgi, G., “Risk of ‘lost decade’ as EU countries face economic cliff edge”, Politico, 19/03/2024

Talbot, V., “Italy’s Renewed Activism in the “Wider Mediterranean”: A Bet for the Future”, ISPI, 04/10/2023

Tocci, N., et al., “For a New Euro-Med Green Deal”, IAI – Istituto Affari Internazionali, 12/10/2023

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