L’Ucraina sta attraversando il più grande rimpasto di governo dal 2022, ovvero da quando è iniziata l’invasione russa. A cadere è uno dei volti più importanti e più rappresentativi dell’esecutivo di Volodymyr Zelensky, il capo degli Esteri Dmytro Kuleba. In carica dal 2020, per molti analisti il leader della diplomazia ucraina ha pagato lo scotto di essere stato troppo morbido nel pressing per ricevere armi dagli alleati.
Il rimpasto di governo
Sparito da qualche tempo dai radar dei media internazionali, ora Kuleba potrebbe essere riciclato in un ruolo meno sotto i riflettori, come quello di ambasciatore a Bruxelles. Una sorte simile era toccata a Valery Zaluzhny, l’ex comandante in capo delle forze dell’ordine ora ambasciatore a Londra. Oppure, nel settembre 2023, al ministro della Difesa Oleksiy Reznikov, sostituito con il tataro Rustem Umero.
Ma non c’è solo Kuleba tra le epurazioni in casa ucraina. Nelle ore subito precedenti alle dimissioni altri funzionari ucraini avevano fatto un passo indietro. Il ministro responsabile della supervisione della produzione di armi Oleksandr Kamyshin, il titolare della Giustizia Denys Maliuska e quello dell’Ambiente Ruslan Strilets hanno lasciato i loro incarichi. Se per loro la Verkhovna Rada (il Parlamento ucraino) ha dato il via libera alle dimissioni, votando a favore, per la vice prima ministra Iryna Vereshchuk, responsabile della reintegrazione dei territori occupati, e Vitaliy Koval, capo del fondo statale ucraino, le cose sono andate in maniera diversa. Le loro dimissioni sono state respinte.
In queste ore dovrebbe arrivare anche il voto definitivo per Kuleba che potrebbe essere rimpiazzato con uno dei vice capi dell’ufficio del presidente. In pole Andrii Sybiha, diplomatico di lungo corso che ha prestato servizio come ambasciatore in Turchia e in Polonia. Alla Cultura, invece, potrebbe andare il suo collega, Mykola Tochytskyi. Mentre alla guida del ministero delle Industrie strategiche dovrebbe andare uno dei vice di Kamyshin, Serhiy Boyev.
Il contesto del rimpasto
Il rimpasto nell’esecutivo di Kiev arriva in un momento particolare per il Paese. Dal punto di vista diplomatico, Zelensky si appresta a volare negli Stati Uniti per presentare il suo piano nella guerra con la Russia. Non solo al presidente degli Stati Uniti in carica, Joe Biden, ma anche alla candidata dem Kamala Harris e al suo sfidante repubblicano Donald Trump. Le elezioni di novembre possono influenzare fortemente la guerra e il presidente ucraino non vuole arrivare impreparato, soprattutto in caso di una vittoria del tycoon. Che ha già lasciato intendere la sua contrarietà a un prolungamento degli sforzi economici e militari per sostenere Kiev.
Alla 22esima riunione del gruppo Ramstein in programma domani, Zelensky insisterà nuovamente per avere più armi, mentre è impegnato a lavorare ai fianchi degli alleati affinché tutti tolgano le restrizioni all’utilizzo dei propri equipaggiamenti sul suolo russo. Francia, Germania, Regno Unito e Usa (seppure con qualche limitazione) sono le maggiori potenze occidentali che hanno autorizzato Kiev a colpire in territorio russo utilizzando le proprie armi. Ma altri importanti partner, come l’Italia, hanno ribadito la loro contrarietà. Sbloccare questa situazione sarebbe fondamentale – ma anche molto rischioso – per un avanzamento del conflitto.
La strategia sul campo
Per questo nel piano che Zelensky offre agli Stati Uniti sono segnalati gli obiettivi sensibili che vorrebbe colpire con le armi occidentali. L’attacco iniziato il 6 agosto nella confinante regione russa del Kursk, celato dal presidente ucraino anche ai suoi più stretti collaboratori, rientra all’interno di una strategia complessa.
In prima istanza mirava ad alleggerire la pressione di Mosca sul Donbass. Impegnato a difendersi, il Cremlino avrebbe dovuto spostare truppe sul fronte interno. Questo obiettivo, secondo il presidente russo Vladimir Putin, è fallito. E, almeno in parte, ha ragione. L’avanzata delle sue truppe nel Donetsk è arrivata quasi alle porte dello snodo fondamentale di Pokrovsk e la situazione si fa difficile anche a Chasiv Yar. Città strategica che le forze russe “controllano al momento per il 40%”, come ha riferito Andriy Polukhin, portavoce della 24a Brigata meccanizzata ucraina.
Ma l’offensiva nel Kursk ha avuto anche l’effetto psicologico di portare la guerra ai russi dentro casa. Fino a questo momento c’erano state incursioni minoritarie, perpetuate soprattutto dalle brigate volontarie che combattono al fianco dell’esercito ucraino, con il supporto di attacchi dal cielo portati avanti con i droni nei confronti di infrastrutture strategiche. Ora, però, la situazione è cambiata: Kiev ha conquistato oltre mille metri quadrati di territorio e ha costretto migliaia di persone ad essere evacuate dalla regione di Kursk e da quella confinante di Belgorod. Anche i cittadini russi, dopo oltre due anni e mezzo, cominciano a essere stremati dalle conseguenze della guerra.
La mossa di Zelensky
La mossa di Zelensky e del comandante in capo delle forze ucraine, Oleksandr Syrsky, mira a rompere l’impasse di una guerra ormai di logoramento. E a rafforzare la posizione del Paese in un eventuale tavolo dei negoziati che – almeno tra i canali ufficiali – sono al palo ormai da troppo tempo.
Secondo le indiscrezioni lanciate dai media durante il mese d’agosto un incontro era in programma entro la fine dell’anno. Ma l’incursione nel Kursk avrebbe fatto saltare tutto. E tra poche settimane in Ucraina tornerà a fare freddo e a scendere la neve. Complicando nuovamente la mobilità delle truppe e i piani dei vertici militari.
Fonti e approfondimenti
Euronews, “Ukraine’s Foreign Minister Dmytro Kuleba resigns ahead of expected government reshuffle”, 04/09/2024
Kateryna Denisova, “Zelensky’s party head reveals 9 candidates to head ministries amid reshuffle”, Kiev Independent, 04/09/2024
Lo Spiegone, “L’esercito di disertori russi”, 05/04/2024
Olena Harmash, “Zelenskiy orders war’s biggest reshuffle to give Ukraine ‘new energy’”, Reuters, 04/09/2024
Siobhán O’Grady e Sergio Korolchuk, “Zelensky reshuffles cabinet at key moment in war and ahead of U.S. trip“, Washington Post, 4/09/2024


