Morte di Andrej Karlov: cosa dobbiamo aspettarci

Previsto inizialmente per il 27 dicembre e poi anticipato al 20, l’incontro dedicato ai problemi della risoluzione del conflitto in Siria tra i Ministri della Difesa e degli Esteri della Federazione Russa, della Repubblica islamica dell’Iran e della Repubblica della Turchia sembra poter cambiare rotta vista la recente uccisione dell’Ambasciatore russo ad Ankara.

L’attacco arriva il giorno prima che il ministro degli esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu, partisse per Mosca per i colloqui tripartiti. Nelle settimane precedenti la caduta di  Aleppo orientale, i russi, turchi e iraniani sono stati sempre più a lavorare insieme su futuro della Siria, ad esclusione delle potenze occidentali, compresi gli Stati Uniti, così come i paesi del Golfo,  gli sponsor dell’opposizione siriana.

L’ambasciatore russo in Turchia, Andrei Karlov è stato ucciso a colpi di pistola da un ex poliziotto turco Mevlut Mert Altinas, un giorno prima dell’incontro tripartito,  durante l’inaugurazione di una mostra al Centro d’Arte Contemporanea di Ankara il Lunedì 19 dicembre 2016. Dopo aver sparato all’ambasciatore, l’uomo gridava in turco: “Non dimenticate Aleppo. Non dimenticate la Siria. Tutti coloro che sono coinvolti in questa sofferenza pagheranno il prezzo “.

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Il profilo dell’uccisione del diplomatico russo ad Ankara ha ispirato alcuni a paragonalo con l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando del 1914 ed ha spinto altri a ipotizzare che  tale avvenimento possa anche fornire la scintilla per una conflagrazione regionale. L’attentato all’ambasciatore russo Andrei Karlov potrebbe perseguire un duplice scopo. Da un lato, con  un’azione così dimostrativa, punire Mosca per il suo intervento nel conflitto siriano sul lato di Bashar al-Assad, che i radicali sunniti considerano il loro peggior nemico. In questo senso, è facile spiegare perché il terrorista abbia gridato “Allah Akbar”: l’attacco all’ambasciatore russo potrebbe essere stato quindi per gli organizzatori un’operazione inquadrata in  una guerra di religione – la jihad globale.

Le relazioni tra la Turchia e la Russia,  che erano già state fortemente scosse dopo l’incidente dell’abbattimento dell’aereo russo Su-24 da parte delle forze armate turche nel 2015 (quest’ultime avevano accusato l’avvenuta lesione dello spazio aereo turco da due velivoli russi) hanno appena iniziato a mostrare segni di miglioramento. La visita di Erdoğan a Mosca e ritorno visita di Vladimir Putin a Istanbul, il ripristino dei legami economici e la creazione di un dialogo sulla questione siriana  hanno fatto credere ad un miglioramento delle relazioni bilaterali.

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Il Centro dell’Arte Contemporanea di Ankara  che doveva inaugurare l’Ambasciatore, ospitava la mostra fotografica “da Kaliningrad a Kamchatka” ed era l’occasione per gettare nuove basi dell’amicizia russo-turca, ma che ora può inaspettatamente cambiare rotta.

Andrei Karlov è stato l’ambasciatore della Russia in Turchia al momento del disgelo diplomatico. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha chiamato l’uccisione una “provocazione”, volta a sabotare un riavvicinamento tra Mosca e Ankara e tentativi di risolvere il conflitto in Siria.

“L’attacco contro l’ambasciatore russo ad Ankara è un attacco contro lo Stato e la gente della Turchia. Si tratta di una provocazione aperta contro i rapporti turco-russi “, – ha ribadito anche il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan.”Il crimine che è stato commesso è senza dubbio una provocazione volta a interrompere la normalizzazione delle relazioni russo-turche e interrompere il processo di pace in Siria che si sta attivamente avanzata dalla Russia, la Turchia e l’Iran”, ha detto nei commenti televisivi.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha riconosciuto l’uccisione dell’ambasciatore russo in Turchia come un atto terroristico. “La risposta a questo può essere solo una cosa – il rafforzamento della lotta contro il terrorismo “ ha detto Putin.

A livello internazionale, l’uccisione getta in dubbio l’accordo di evacuazione in corso per i civili di Aleppo-est, che è stata mediata da un accordo tra Turchia e Russia. L’ambasciatore ucciso ha preso parte alle discussioni con la Turchia che hanno portato a un’evacuazione di Aleppo-est ottenuta alla fine della scorsa settimana.

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Maxim Suchkov, esperto di Medio Oriente al Consiglio russo degli Affari Internazionali, ha convenuto che non vi è alcun incentivo politico sia per Mosca che per Ankara a trasformare l’uccisione in una crisi più ampia, e ha sostenuto che il confronto  con l’assassinio di Francesco Ferdinando a Sarajevo più di un secolo fa è fuori luogo.

Putin ha cercato di capitalizzare il suo nuovo ruolo di prima potenza in Siria, proponendo ampi colloqui di pace siriani in una riunione ad Astana, capitale del Kazakhstan, per la partecipazione di Russia, Turchia e l’Iran il 27 dicembre. Egli ha insistito che la sua proposta di incontro  non fosse in conflitto con il processo delle Nazioni Unite a Ginevra, ma di integrazione. Egli, inoltre,vuole creare un asse turco-iraniano-russa prima che Donald Trump prenda i pieni poteri.

Tuttavia, le azioni russe in Siria hanno causato molti subbugli in Turchia. Nei giorni scorsi, numerose sono state le proteste a Istanbul contro il coinvolgimento russo in Siria e Aleppo, tra cui una manifestazione davanti al consolato russo sul famoso viale Istiklal. Le proteste hanno spesso avuto un contingente islamista significativo.

L’uccisione dell’ambasciatore russo in Turchia non porterà ad un deterioramento delle relazioni tra Mosca e Ankara“, così ha detto il primo vice-presidente del comitato della Duma per gli affari internazionali Dmitry Novikov.  Secondo Novikov, un tragico evento non sarà la base per il ritiro della ambasciata russa da Ankara. “La Turchia oggi è il nostro  partner importante in una serie di questioni“.

L’attacco terroristico ad Ankara e nella capitale tedesca hanno una fonte comune,”- così il senatore russo Pushkov ha commentato gli avvenimenti che hanno stravolto il lunedì scorso. Ma quali potranno essere le reali ricadute dell’attentato sui rapporti tra la Russia e la Turchia?

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Il rapporto già fragile tra la Russia e la Turchia potrebbe cadere a pezzi, il che porterebbe alla rinnovata pressione economica sulla Turchia. Questo è quello che è successo dopo il novembre 2015, quando F-16 turco ha abbattuto un bombardiere russo al confine con la Siria. Le esportazioni turche verso la Russia sono scese di  $ 737 milioni a causa degli embargo russi in risposta all’abbattimento del Su-24. I rapporti economici hanno subìto un disgelo postumo alle dichiarazioni da parte del presidente turco che rivedevano le posizioni a proposito dell’incidente menzionato, concedendo così un terreno stabile alle negoziazioni di costruzione del gasdotto tra Russia e Turchia.

In un’altra ottica l’assassinio dell’ambasciatore potrebbe essere utilizzato per un’ulteriore repressione democratica sia in Turchia e Russia, visto anche un riavvicinamento tra i due leader che fanno presupporre un “patto d’acciaio” tra i due Paesi, trovando affinità non solo nella regolamentazione della “pax siriana” ma anche una linea se non apertamente condivisa ma simpatizzante, della repressione della popolazione dei rispettivi Paesi.

Un altro scenario possibile è che venga interrotto  il cessate il fuoco ad Aleppo. Russia e Turchia sono su lati opposti della guerra civile siriana, ma entrambi hanno contribuito a mediare l’ultimo cessate il fuoco che ha permesso ribelli e civili di lasciare Aleppo. Le forze russe sono operative nel nord-est della Siria, non lontano da dove le truppe turche hanno preso parte a attacchi transfrontalieri in città detenute dallo Stato Islamico.

La Russia, in ultima analisi, potrebbe utilizzare la presenza dei curdi. La Turchia è un membro della NATO, il che rende altamente improbabile che la Russia avrebbe preso in considerazione di iniziare una vera e propria guerra con la Turchia stessa. La Russia potrebbe usare i suoi legami storici con le popolazioni curde per infuocare gli scontenti in Turchia,  stimolando gli attacchi terroristici, un esempio dei quali si è verificato sabato scorso, un autobomba nel centro di Turchia che ha ucciso 13 soldati e ne ha feriti 55. E l’11 dicembre, due bombe sono esplose a Istanbul, che ha ucciso 39 e ferito 154.

Fonti:

http://kommersant.ru/doc/3175881

https://www.theguardian.com/world/2016/dec/19/why-killing-of-russian-diplomat-is-likely-to-bring-turkey-and-russia-closer

https://eadaily.com/ru/news/2016/12/19/erdogan-nazval-ubiystvo-posla-rossii-provokaciey-i-atakoy-protiv-turcii

https://eadaily.com/ru/news/2016/12/19/putin-ubiystvo-posla-rossii-napravleno-na-sryv-mirnogo-processa-v-sirii

http://kommersant.ru/doc/3175777https://it.sputniknews.com/mondo/201612193810996-siria-ministri-esteri-difesa-russia-iran-turchia-mosca/

http://foreignpolicy.com/2016/12/19/u-n-monitors-resolution-stop-slaughter-in-aleppo-turkey-russia-syria-iran-samantha-power/

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