La Finlandia non cambia idea

Lo scorso 28 gennaio, i cittadini finlandesi hanno eletto il loro nuovo Presidente della Repubblica, o meglio, hanno rieletto Sauli Niinistö per la seconda volta. 

La Costituzione finlandese prevede che il Presidente della Repubblica sia eletto con voto diretto ogni sei anni, che la nomina possa essere rinnovata una sola volta e che, nel caso in cui nessuno dei candidati raggiunga il 50% più uno dei voti, si proceda ad un secondo turno, fissato la seconda domenica che segue quella delle elezioni, in cui si sfideranno i due candidati che si sono aggiudicati il maggior numero di preferenze al primo turno. A Sauli Niinistö il secondo turno non è servito: il presidente uscente è stato riconfermato aggiudicandosi il 62.6% dei voti e si è detto “sorpreso e toccato dal grande supporto ricevuto”.

In realtà c’era da aspettarselo. I giornali finlandesi pubblicavano da mesi le previsioni dei maggiori istituti statistici del Paese, tutti concordi sul fatto che Niinistö, presentatosi come indipendente dopo essere stato per anni esponente del gruppo conservatore National Coalition Party, avrebbe stravinto. Dopo di lui si è piazzato Pekka Haavisto, dei Verdi, con il 12.4%. Tutti gli altri candidati sono rimasti sotto il 7%.

Il Presidente della Repubblica, secondo la costituzione finlandese, riveste principalmente un ruolo cerimoniale. Tuttavia, tale figura possiede ampio spazio decisionale in materia di politica estera, pur prendendo le decisioni a riguardo coordinandosi con il Governo. Secondo quanto previsto dalla costituzione, i principali compiti del Presidente sono la nomina del Primo Ministro, su consiglio del Parlamento, l’approvazione degli atti legislativi e la possibilità di prendere decisioni riguardo guerra e pace, ma solo con il consenso del Parlamento. Inoltre, assumendo la carica di Presidente, assume anche quella di comandante capo delle forze armate.

Dalla descrizione appena fatta la figura del presidente della Repubblica finlandese sembra avere dei poteri limitati, ma va considerata la personalità del soggetto che riveste la carica prima di poter affermare ciò: se il predecessore di Niinistö, la signora Tarja Halonen, aveva mostrato poco la propria personalità e non aveva imposto le proprie idee politiche, l’attuale presidente ha fatto sentire il suo polso forte durante lo scorso mandato. Niinistö si è presentato alla popolazione finlandese come determinato, ma non prepotente, sicuro delle proprie mosse, ma non presuntuoso e questo ha conquistato una fetta notevole di elettorato, come si è visto il 28 febbraio.

Anche prima del 2012, quando è diventato presidente per la prima volta, Niinistö, aveva già fatto breccia nei cuori del finlandesi: negli anni ’90 era stato ministro della finanza e aveva sistemato l’economia finlandese con misure di austerity che, anche se sembra strano, la popolazione aveva apprezzato. 

Durante la sua presidenza si è posto l’obiettivo di mantenere relazioni pacifiche, se non collaborative, con il grande vicino russo, rimanendo allo stesso tempo vicinissimo al vecchio blocco occidentale. Va ricordato che la Finlandia, così come la Svezia, non sono membri dell’alleanza NATO, fatto dovuto alle velate minacce che la Russia ha ripetuto per anni ai due paesi nordiciE’ noto che le relazioni tra l’occidente e la Russia si siano rovinate dopo il 2014, quando Vladimir Putin ha preso la rischiosa decisione di annettere la Crimea; la scelta fatta dal presidente finlandese è stata cauta e si è, col tempo, rivelata fruttuosa: egli ha optato per creare un sistema bilaterale di relazioni tra Finlandia e Russia, azione che si è posta a debita distanza dalla direzione presa dall’Unione Europea. 

Interessante è anche la scelta di Niinistö di avvicinare il proprio paese alla Cina, pur essendosi mostrato preoccupato per il disinteresse del gigante economico asiatico per violazioni dei diritti umani che avvengono nei suoi territori.

Chi erano gli sfidanti?

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The candidates in the 2018 presidential election. Image: Sebastian Dahlström

Oltre il secondo classificato, Pekka Haavisto, che era stato lo sfidante di Niinistö già nel secondo turno delle elezioni presidenziali del 2012, gli altri nomi rilevanti sono Laura Huhtasaari, e Paavo Väryrynrn. La prima era la candidata del Finns Party, gruppo politico di destra, creato con gli obiettivi di cambiare le regole riguardanti l’immigrazione, abbandonare l’area Schengen e reintrodurre il controllo dei passaporti alle frontiere per tutti; Laura Huhtasaari ha quindi lavorato per fare valere le sue posizioni nazionaliste ed euroscettiche. Molto simili erano anche le proposte di Paavo Väryrynrn, che si è presentato come indipendente dopo aver militato per anni con il Centre Party. Come accennato in precedenza, nessuno di questi candidati ha superato il 7%; ancora peggio è andata ai Social Democrats che non sono nemmeno arrivati al 5%.

Tirando le somme, è possibile affermare che il motivo principale per cui i finlandesi si sono trovati così tanto d’accordo sulla rielezione di Niinisto sono le sue particolari doti diplomatiche, grazie alle quali, oltre ad aver bilanciato perfettamente gli equilibri tra la Russia e l’occidente, ha anche creato nuovi terreni di comunicazione con la Cina, incontrando Xi Jimping nel 2017, e nuove vie di collaborazione con gli Stati Uniti, facendo visita a Donald Trump. Va comunque ricordato che, in un periodo di globale tensione, se non ci sono stati particolari errori, la popolazione preferisce sempre restare sulla strada sicura, quella già intrapresa, così da evitare ogni genere di colpo di scena.

Per quanto riguarda il futuro, si prevede che il Presidente rimanga sulla propria linea, portando avanti la sua politica di bilanciamento tra Russia e occidente. E’ probabile anche che Niinistö cercherà di rafforzare ancora il suo potere in politica estera, vista la sua tensione a circondarsi di collaboratori che se ne interessano poco.

 

Fonti e Approfondimenti:

http://www.france24.com/en/20180128-finland-president-sauli-niinisto-wins-landslide-election

http://www.vaalit.fi/en/index/onelections/presidentialelections.html

http://www.stat.fi/til/pvaa/2018/pvaa_2018_2018-01-30_laa_001_en.html

http://formin.finland.fi/public/default.aspx?nodeid=50266&contentlan=2&culture=en-US

http://tilastokeskus.fi/til/pvaa/2018/pvaa_2018_2018-02-02_tie_001_en.html

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