La violenta storia della Cambogia

La Cambogia, ufficialmente conosciuta come Regno di Cambogia, si trova nel Sud-est asiatico e confina con Thailandia, Laos, Vietnam e il Golfo del Siam (Golfo della Thailandia). La capitale è Phnom Penh, il più grande centro politico, economico e socioculturale del Paese. La lingua ufficiale è il Khmer, tra le altre risultano anche l’inglese, il francese e il mandarino.

Per comprendere l’attuale situazione della Cambogia è necessario fare alcuni cenni storici. Dopo secoli di antichi imperi, la Cambogia divenne un protettorato francese nel 1863, con un accordo firmato dal re Norodom. Il dominio coloniale continuò incontrastato fino alla fine della Seconda guerra mondiale, quando iniziarono a emergere i primi segni di nazionalismo.

Dalla prima guerra d’Indocina all’indipendenza

È importante ricordare che nel 1946 ebbe inizio la prima guerra d’Indocina (1946 – 1954) tra Francia coloniale e movimento indipendentista vietnamita, Viet Minh, guidato da Ho Chi Minh. La guerra, seppur cominciata per iniziativa del Vietnam – che nel 1945 dichiarò l’indipendenza -, ebbe risonanza in tutta la regione. Tra il 1945 e il 1946 la Cambogia ottenne un breve periodo di indipendenza, ma la situazione venne subito “risanata” dalle truppe francesi che ristabilirono il controllo. I politici francesi, consapevoli dell’impossibilità di trattenere le spinte indipendentiste, cercarono di trovare un accordo con il re Norodom Sihanouk, scelto da loro con l’intento di placare gli animi nazionalisti.

Infine, nel 1953 la Cambogia ottenne l’indipendenza, confermata dagli accordi presi alla conferenza di Ginevra (1954), con i quali si stabilì la fine della guerra d’Indocina, la fine del potere coloniale francese e la nascita di Vietnam del Nord, Vietnam del Sud, Cambogia e Laos.

La monarchia e la guerra del Vietnam

Il re Sihanouk abdicò nel 1955 in favore del padre, Norodom Suramarit, per cercare di neutralizzare il malcontento generato dalla scelta dei francesi di assegnare a lui il trono. Tuttavia, negli anni a venire il regno non godette comunque di grande stabilità. Sihanouk non rinunciò alla vita politica e, nelle vesti di principe, organizzò un movimento, Sangkum Reastr Niyum (“Comunità Socialista Popolare”) che ottenne grande rilevanza nel nuovo quadro politico e nel 1955 vinse tutti i seggi dell’Assemblea Nazionale. Continuò a governare la scena politica fino agli anni ’60, con un approccio che gli permise di ottenere grande popolarità: fu un conservatore che riuscì ad attrarre anche le sinistre. Per quanto riguarda la politica estera, mantenne una linea di neutralità che gli permise di accedere agli aiuti economici statunitensi, ma anche di avere buoni rapporti con i vicini Cina e Vietnam.

Nonostante gli sforzi, però, la seconda guerra di Indocina (comunemente chiamata guerra del Vietnam) colpì fortemente la Cambogia. Tra il 1969 e il 1973, gli Stati Uniti decisero di bombardare l’area strategica di confine tra Cambogia e Vietnam, uccidendo tra i 600.000 e gli 800.000 cambogiani. Nel 1970 il colpo di stato di Lon Nol, supportato da leader di destra, sostituì la monarchia con la Repubblica Khmer. Il colpo di stato non giunse inaspettato, già alla fine degli anni ’60 la situazione interna al Paese era tesa, a causa del malessere popolare per le elevate tasse e l’espropriazione di terre, che causarono grandi rivolte, come quella del 1967 a Samlaut, nella provincia di Battambang; il tentativo di Sihanouk di stringere relazioni più forti con Washington non bastò a fermare il corso della storia.

I Khmer Rossi

La nuova Repubblica vide subito schierarsi contro il Partito comunista di Kampuchea, i Khmer Rossi, nato nel 1960 e che aveva dalla sua parte anche il sostegno del re destituito. La coinvolgente attività politica e il carisma del leader Pol Pot, educato nei salotti di Parigi,  portarono i Khmer Rossi ad acquisire sempre maggiore potere, fino a quando, nel 1975, conquistarono Phnom Penh e stabilirono un regime, denominato Kampuchea Democratica, una repubblica socialista basata sulle linee politiche del Maoismo. Il regime ebbe vita breve (1975-1979), ma il suo impatto fu violento e sanguinoso.

La dittatura comunista fu estremamente severa e si prefigurava, da un lato, il raggiungimento dell’assoluta autosufficienza, tramite una rigida riforma agraria, e, dall’altro, la purificazione della razza, tramite l’eliminazione delle classi più colte della società. La riforma agricola comportò l’eliminazione di qualsiasi forma di proprietà privata e la totale collettivizzazione delle terre: il risultato fu però opposto rispetto a quello prefissato, e il Paese piombò presto in una catastrofica carestia.

Ben più noto fu invece lo spietato genocidio, caratterizzato da esecuzioni arbitrarie, torture inaudite e un terrore diffuso, che comportò il massacro di milioni di persone; è difficile stabilire il numero dei morti causati dalle politiche di Pol Pot, ma secondo le statistiche, oscillano tra i 1,5 e i 3 milioni. Le conseguenze di questo periodo storico sono evidenti ancora oggi nella società cambogiana.

La fine della Kampuchea Democratica e la terza guerra d’Indocina

Il regime venne rovesciato quando il Vietnam decise di invadere il Paese nel 1979 dando inizio alla guerra cambogiano-vietnamita, nota anche come terza guerra d’Indocina. La tensione iniziale ufficialmente dovuta ad alcune dispute territoriali tra il Vietnam e la Cambogia lasciava comunque spazio al sostanziale conflitto ideologico nell’area socialista in cui l’Unione Sovietica e la Repubblica Popolare Cinese erano profondamente coinvolte. Se le posizioni del Vietnam erano supportate da Mosca, quelle cambogiane erano utilizzate da Pechino.

Già dal 1977 erano numerose le incursioni da entrambe le parti, ma nel 1979 l’occupazione vietnamita, ormai irrefrenabile, divenne realtà. I vietnamiti diedero supporto a un fronte di comunisti disillusi, distaccatisi da Pol Pot data la sua, ormai evidente, follia. Con il nuovo governo filo-vietnamita, la Repubblica popolare di Kampuchea, con al potere Heng Samrin, non conobbe pace.

L’invasione e la caduta del regime non determinarono la stabilità e la fine delle sofferenze: già martoriato da anni di carestia, fame, genocidio e dittatura, il Paese cadde in un lungo periodo di guerra. Gli schieramenti erano principalmente due, la Kampuchea Democratica di Pol Pot e i cambogiani oppositori della dittatura, supportati dal Vietnam, il Fronte di Liberazione Nazionale del Popolo Khmer di Son Sann e il Funcinpec delll’ex re, Norodom Sihanouk.

Il ritiro del Vietnam e il nuovo regime cambogiano

Il conflitto fu tutt’altro che fulmineo e dopo anni di lotta, il Vietnam iniziò il ritiro delle sue truppe, che si concluse nel 1989. Le parti cambogiane cercarono un accordo per negoziare la fine della guerra: giunsero così agli accordi di Pace di Parigi, del 23 Ottobre 1991, con cui i Khmer Rossi vennero definitivamente banditi dal potere. Dopo il governo di transizione di Hun Sen (1989), tra 1992-1993, la Cambogia fu supportata dall’ONU e dall’UNCTAD, l’autorità di transizione delle Nazioni Unite in Cambogia, grazie alla quale fu possibile l’organizzazione delle prime elezioni libere nel Paese.

Nel 1993, in seguito alle elezioni, venne instaurato un governo multipartitico e monarchico, l’attuale Regno di Cambogia. Preah Bat Norodom Sihanouk fu il primo re, il quale nel 2004 abdicò in favore del figlio, Norodom Sihamoni, eletto, in ottobre dello stesso anno, dal Concilio reale del trono come capo di Stato. In quanto monarchia parlamentare elettiva, la Cambogia prevede a fianco del re, la figura del primo ministro, attualmente Hun Sen, il quale è al potere dal 1985 e ha il titolo di politico (non reale) al potere da più tempo in tutto il Sudest asiatico.

Le elezioni del 2018

Le elezioni di fine luglio 2018 hanno confermato questa struttura politica: un regime autoritario e decisamente non democratico. Già nel 2013, a seguito dell’ennesima vittoria politica in occasioni delle elezioni, Hun Sen, con il suo Partito Popolare Cambogiano (CPP), aveva annunciato l’intenzione di mettere in atto una riforma elettorale per garantire maggiore rappresentanza politica, in seguito a contestazioni e proteste popolari. Ma questa fu solamente una strategia politica allo scopo di placare il malcontento diffuso. Nessuna riforma è mai stata realizzata. Il governo ha assunto nei decenni un carattere sempre più dittatoriale, con un potere giudiziario inefficiente e politicizzato, oltre che incompetente e dipendente dal CPP.

Fonti e approfondimenti

Atticciati L. (2016), Storia della Cambogia, storico.org http://www.storico.org/sud_est_asiatico/cambogia.html

Brooke J. (2014), Why Did Vietnam Overthrow the Khmer Rouge in 1978?, khmertimeskh.com https://www.khmertimeskh.com/news/3467/why-did-vietnam-overthrow-the-khmer-rouge-in-1978-/

Caporale F. (2012), I Khmer Rossi, biografieonline.it https://cultura.biografieonline.it/khmer-rossi/

Corfield J. (2009), The Greenwood Histories of Modern Nations, Greenwood Press, ABC-CLIO, llc, Santa Barbara, California

Rispondi