La Cambogia tra un passato atroce e un presente incerto

L’articolo 1 della Costituzione della Cambogia recita:

« La Cambogia è un Regno con un Re che regnerà in accordo con la Costituzione e i principi di libera democrazia e del pluralismo. Il regno di Cambogia sarà uno Stato indipendente, sovrano, pacifico e permanentemente neutrale e non allineato. » 

Se ci atteniamo alla Costituzione, entrando nel merito dell’articolo, si può affermare che la Cambogia ha seri problemi di incostituzionalità, a causa della poca libertà politica e del falso pluralismo partitico. Inoltre varie problematiche sociali accompagnano questo Paese, martoriato in passato da colpi di Stato, instabilità e guerre civili.

Ottenuta l’indipendenza dalla Francia nel 1953, la Cambogia attraversò un periodo di instabilità e guerre, culminata con la guerra civile del 1967-1975. La guerra civile cambogiana fu  combattuta  tra il Partito Comunista di Kampuchea, o Khmer Rossi, e i loro alleati vietnamiti Vietcong contro le forze governative della Cambogia, sostenute dagli Stati Uniti d’America e dal Vietnam del Sud. Dopo nove anni di intensi e sanguinosi conflitti le forze governative furono costrette ad arrendersi il 17 aprile 1975 e le forze vincenti dei Khmer Rossi istituirono la Kampuchea Democratica.

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Tra il 1975 e il 1979, durante il regime dei Khmer rossi di Pol Pot, circa 1/3 della popolazione cambogiana perse la vita, in quello che è noto come genocidio cambogiano. Per le proporzioni del fenomeno e l’impatto sulla popolazione complessiva, il genocidio in questione può essere considerato come un caso unico e senza precedenti nella storia dell’umanità: quasi 3 milioni di persone morirono a causa di Pol Pot. Il regime di Pol Pot fu infatti una delle più spietate dittature della storia. Migliaia di politici e burocrati vennero uccisi, mentre la capitale Phnom Penh veniva trasformata in una città fantasma dove molti morivano di fame, malattie o perché giustiziati. Venivano perseguitate e uccise tutte le persone non iscritte al Partito che avessero un’istruzione, e anche il solo fatto di portare gli occhiali era sufficiente per essere indicati come intellettuali e quindi come nemici del popolo. Le mine, che Pol Pot lodava come “soldati perfetti”, erano ampiamente distribuite in tutto il territorio. Il governo dei Khmer Rossi ripeteva spesso attraverso la radio che la nuova utopia comunista necessitava solo di un milione o due di persone; per gli altri valeva il proverbio del “Tenervi non comporta alcun beneficio, eliminarvi non comporta alcuna perdita”.

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Foto di alcune delle vittime del genocidio esposte al Tuol Sleng Genocide Museum

A seguito delle elezioni del 1993 è stata promulgata una nuova Costituzione: la Cambogia è attualmente una monarchia parlamentare indipendente basata su un sistema democratico multipartitico. Secondo l’attuale Costituzione,  il monarca, attualmente re Norodom Sihamoni, è capo di Stato. La monarchia rimane molto venerata come simbolo di unità nazionale ma ha poco potere politico. Il Parlamento è bicamerale ed è costituito dall’ Assemblea Nazionale e dal Senato. I 123 membri dell’Assemblea Nazionale sono eletti, tramite voto alla lista del partito, per un periodo di cinque anni. Al Senato, 57 membri sono eletti dai consiglieri comunali, 2 sono eletti dall’Assemblea Nazionale, e 2 sono nominati dal re per un termine di sei anni. Il Primo Ministro viene nominato dal Re e approvato dall’Assemblea Nazionale, e dopo la sua nomina presenta all’Assemblea il Consiglio dei Ministri. Attualmente il capo di governo è Hun Sen. Il voto è legato alla comunità di appartenza del cittadino, e non può essere modificato: un cittadino cambogiano può votare solo nel suo comune di residenza.

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Il Primo Ministro Hun Sen

Nelle elezioni del Senato 2012, il  Partito Popolare Cambogiano (CPP), il cui leader è Hun Sen, ha vinto 46 seggi. I restanti 11 seggi sono andati al partito Sam Rainsy (SRP), ora parte del Cambodian National Rescue Party (CNRP). Nel 2013 nelle elezioni dell’Assemblea Nazionale, il CPP ha conquistato 68 dei 123 seggi, il suo peggiore risultato dal 1998. Il CNRP ha raggiunto 55 seggi. Le elezioni sono state viziate da segnalazioni di acquisto di voti e nomi multipli, e alcuni  elettori hanno inserito la propria scheda in comuni dove non sono registrati; il Comitato Elettorale Nazionale (NEC) ha identificato più di 250.000 nomi duplicati e 290.000 nomi mancanti dalle liste elettorali.

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La sede dell’Assemblea Nazionale a Phnom Penh

Il CNRP ha respinto i risultati ufficiali per brogli elettorali, ma  la sua petizione per la creazione di un’autorità indipendente per indagare sulle affermazioni della NEC non ha avuto successo. Di conseguenza, tutti i 55 membri CNRP hanno rifiutati di prendere i loro posti in sede di apertura dell’Assemblea Nazionale. Il CPP e il CNRP hanno raggiunto un accordo nel luglio 2014, che si è conclusa con il ritiro del boicottaggio del CNRP. Il governo ha accettato di riconoscere un leader della minoranza in Parlamento che sarebbe responsabile per rappresentare gli interessi di opposizione al Primo Ministro, creare un nuovo NEC con membri designati da entrambe le parti e rilasciare sette legislatori dell’opposizione dal carcere. La nuova commissione elettorale è considerata meno partigiana rispetto alla predecente, ma non è ancora stata testata in una elezione nazionale.

The opposition party submits a petition to the United Nations
Cambogiani protestano contro i risultati delle elezioni

La Costituzione delinea il diritto dei cambogiani a partecipare a una democrazia multipartitica, ma in pratica, questo non avviene. Molestie o minacce contro i sostenitori dell’opposizione  sono frequenti, e i leader dell’opposizione hanno affrontato cause legali per aver criticato il partito di governo. Anche se il CNRP ha costituito l’opposizione più formidabile al CPP negli anni, il governo ha molestato e minacciato parlamentari dell’opposizione negli ultimi anni. I due partiti si sono impegnati a promuovere una “cultura del dialogo”, ma questo dialogo è stato continuamente interrotto dopo ripetuti scontri verbali fra i partiti che hanno portato il governo a perseguire accuse penali contro i politici del CNRP, tra cui Sam Rainsy, il leader dell’opposizione.

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Il leader del CNRP Sam Rainsy

Nel mese di novembre 2015, un tribunale ha ordinato l’arresto di Sam Rainsy per diffamazione. L’Assemblea Nazionale ha votato per rimuovere successivamente Sam Rainsy dal suo posto e, quindi, di revocare la sua immunità parlamentare. Il leader dell’opposizione, che viaggiava all’estero al momento, è rimasto al di fuori della Cambogia alla fine dell’anno. Separatamente, nel mese di agosto 2016, la polizia ha arrestato un senatore del CNRP per la pubblicazione di un documento diplomatico falso (si presume) su Facebook. Nel mese di ottobre, una folla di sostenitori del governo e personale di sicurezza hanno attaccato due parlamentari dell’opposizione; tre membri della unità di guardia del corpo di Hun Sen sono stati successivamente arrestati.

La corruzione rimane per la Cambogia un serio ostacolo allo sviluppo economico e alla stabilità sociale. Una legge del 2010 ha istituito l’unità anticorruzione (ACU), ma la sua attuazione è stata lenta. Molti nella classe dirigente abusano della loro posizione per un guadagno privato. L’aumento degli investimenti nel settore minerario, forestale, nell’agricoltura, nella produzione tessile, nel turismo, nell’energia idroelettrica, e nell’immobiliare ha portato una crescita economica notevole negli ultimi anni, ma queste imprese spesso comportano accaparramento di terre da parte di politici potenti, burocrati e ufficiali militari.

La libertà di parola non è completamente tutelata. Una legge del 2010 criminalizza la diffamazione e chi critica scritti di funzionari o istituzioni pubbliche. Il governo utilizza le cause, l’azione penale, e di tanto in tanto gli attacchi violenti per intimidire i media. Ci sono circa 20 giornali e riviste, 18 stazioni televisive, e circa 175 stazioni radio, la maggior parte dei quali sono controllati o influenzati dal CPP. Come parte dell’accordo politico il governo ha concesso al CNRP il diritto di trasmettere programmi radiofonici nelle province, e Sam Rainsy ha annunciato che il CNRP istituirà una propria stazione televisiva.

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Indice della corruzione in Asia Pacifica: La Cambogia è il terzo Paese più corrotto

La Costituzione, ancora, protegge esplicitamente solo i diritti dei “khmer” , lasciando le etnie vietnamita, cinese, e le altre minoranze, vulnerabili a esclusioni politiche e sociali. Il risentimento e l’odio razziale verso i vietnamiti è comune nella politica cambogiana. I residenti non-Khmer non possono esprimere a pieno i loro diritti di cittadinanza e politici. Le minoranze, in particolare quelli di origine vietnamita, spesso sono vittime di discriminazione. Rifugiati e richiedenti asilo in Cambogia incontrano  seri problemi per l’insermineto nella comunità cambogiana. Tuttavia, nell’ambito di un accordo finanziato dall’Australia, la Cambogia nel 2015 ha accettato un piccolo gruppo di profughi che erano stati arrestati su Nauru.

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Non vi è alcuna protezione legale contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere. Le donne soffrono di diffusa discriminazione, in particolare nella sfera economica. Lo stupro e la violenza contro le donne sono comuni. Uomini, donne e bambini sono spesso vittime del traffico da e verso la Cambogia per la prostituzione e il lavoro forzato. Bambini cambogiani sono spesso costretti a lavorare in condizioni simili alla schiavitù su pescherecci in acque internazionali, e le donne vengono obbligate alla prostituzione o al lavoro forzato.

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Un bambino cambogiano cerca plastica da riciclare in una discarica

Corruzione e Stato di diritto inefficiente: sono questi i principali problemi della Cambogia, un Paese che ha faticato tanto per ritornare alla normalità, lasciando alle spalle le atrocità della guerra. La politica di Hun Sen deve risolvere questi problemi sociali, puntando su ciò che di buono è stato fatto. La Cambogia ha le potenzialità per emergere all’interno del bacino del Sudest Asiatico, grazie anche alla sua partecipazione all’ASEAN, ma per farlo dovrà ristrutturare la società.

Fonti:

https://freedomhouse.org/report/freedom-world/2016/cambodia

http://www.heritage.org/index/country/cambodia

https://asiancorrespondent.com/2016/12/cambodia-exiled-opposition-leader-jailed-five-years-fake-facebook-post/

https://www.cambodiadaily.com/news/

http://gsp.yale.edu/case-studies/cambodian-genocide-program

In Asia, Tiziano Terzani, TEA editore, edizione 2008

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