Le relazioni tra Stati Uniti e Russia alla vigilia della presidenza Biden

Joe Biden. Fonte: Wikimedia Commons

Sebbene durante l’ultima campagna elettorale statunitense la politica estera non abbia avuto molto spazio, come spesso accade in quel determinato momento politico, le aspettative internazionali sulle scelte dell’amministrazione Biden sono in fermento. Oltre che sulla Cina, i riflettori sono puntati anche sul futuro dei rapporti tra gli Stati Uniti e la Russia.

L’eredità di Trump

Tra i motivi principali della curiosità sul futuro delle relazioni tra USA e Russia c’è non solo la tradizionale e nostalgica opposizione e storica rivalità tra questi due Paesi, ma anche la fine di una presidenza, quella di Donald Trump, che ha conferito a questo rapporto un approccio nuovo, basato strettamente sul legame personale tra i due presidenti. Michael McFaul, ex ambasciatore USA in Russia e senior director del National Security Council per gli affari con la Russia e l’Eurasia dell’amministrazione Obama, descrive in un’intervista proprio come questo costituisca qualcosa di nuovo nella politica estera statunitense.

Tuttavia, McFaul si sofferma su come, in ogni caso, il rapporto di intesa tra Trump e Putin non abbia mai portato ad alcun risultato tangibile né a un miglioramento concreto per la sicurezza statunitense, soprattutto in materia di interferenza elettorale e cyber attacchi da parte della Russia. Così come non sono cambiate le sostanziali decisioni politiche statunitensi sulla Russia. Infatti, le sanzioni economiche dell’amministrazione Obama sono rimaste in vigore e sono diventate ancora più severe. L’amministrazione Trump ha aumentato l’assistenza militare all’Europa orientale e ha inviato armi all’Ucraina. La più recente Strategia di sicurezza nazionale statunitense, pubblicata nel 2017, ha identificato la Russia come un concorrente strategico e una potenza revisionista che minaccia l’integrità della democrazia occidentale.

Queste contraddizioni derivano in parte dalle accuse mosse al presidente USA riguardo al suo tacito consenso sulle interferenze russe durante la campagna elettorale del 2016, ma anche dal mancato appoggio interno al Partito repubblicano e della sua amministrazione. Entrambi, infatti, non hanno mai condiviso che il rapporto personale tra Trump e Putin si traducesse in una politica estera di appoggio alla Russia. Così, la politica di Trump verso la Russia può dirsi contraddittoria e definirsi come il prodotto della pressione politica e dell’opposizione interna allo stesso Partito repubblicano.

Come poter leggere le relazioni tra USA e Russia

Victoria Zhuravleva, direttrice del Center for North American Studies e del Primakov Institute of World Economy and International Relations, ha suggerito in una recente conferenza che, per capire come potrebbero andare le relazioni tra Biden e Putin, è molto utile fare riferimento a quei punti critici che da sempre sono sintomo di conflitto tra USA e Russia. In particolare, sono due gli elementi chiave a cui guardare: i concetti di mutual perception (percezione reciproca) e di mutual disappointment (delusione reciproca).

Il primo riguarda, appunto, la percezione che ognuno dei due Paesi ha nei confronti dell’altro e che ne determina la strategia politica. Secondo la studiosa questo comportamento è un retaggio tipico della Guerra Fredda, periodo dopo il quale Stati Uniti e Russia non hanno più studiato un modello sul quale costruire delle relazioni. Sarà forse l’amministrazione Biden a trovare questo nuovo modello?

Il secondo concetto, il mutual disappointment, ci riporta invece immediatamente al periodo successivo alla fine della Guerra Fredda, quando la Russia era vulnerabile e gli Stati Uniti riponevano molto entusiasmo nella sua transizione democratica. L’effettiva mancata democratizzazione del Paese deluse molto gli USA, che la considerarono come un progetto fallito. La Russia, da parte sua, considerò questo periodo come fonte di debolezza interna e di umiliazione, ritenendo gli Stati Uniti come l’attore principale alla base di questo malessere. 

Dalla Guerra Fredda a oggi, le relazioni tra USA e Russia hanno avuto un’eredità basata su un’agenda politica molto ristretta, che ha alla  base questioni legate quasi esclusivamente alla sicurezza. Se normalmente le relazioni tra due Paesi sono soprattutto economico-commerciali, Russia e Stati Uniti sono geograficamente troppo distanti per poter divenire partner commerciali e si considerano quindi come competitor. Proprio per questo motivo, l’unico punto in comune in agenda sono le questioni legate alla sicurezza.

Trovare dei punti d’intesa comuni, partendo da priorità diverse

Riguardo alla politica estera, Stati Uniti e Russia hanno priorità reciprocamente diverse. Se da parte russa le politiche di vicinato, il cambiamento degli equilibri nel Pacifico e l’instabilità del Medio Oriente sono ai primi tre posti dell’agenda politica, gli Stati Uniti hanno ben altre questioni considerate urgenti. Prima fra tutte, il contenimento della Cina, alla quale seguono il cambiamento climatico e la rivoluzione tecnologica negli armamenti. Se questi sono i presupposti, su cosa potrebbero costruire un programma comune Biden e Putin?

Secondo alcuni analisti, i futuri rapporti tra i due Paesi potrebbero essere sia positivi che negativi, anche in considerazione della squadra di politica estera scelta da Biden composta da professionisti molto pragmatici, come Sullivan e Blinken, esperti e abili nel comprendere le strategie della Russia. Se si guarda al tema della non proliferazione nucleare, ad esempio, ci potrebbero essere degli sviluppi importanti e positivi, con l’estensione del trattato New Start, la cui scadenza è il prossimo 5 febbraio 2021.

Tuttavia, l’amministrazione Biden ricorda molto al governo russo quella di Obama e ancora di più l’amministrazione Clinton. Questo soprattutto per il forte accento sui diritti umani di queste amministrazioni statunitensi, che potrebbe significare nuove sanzioni per la Russia. In questo senso, potremmo aspettarci anche una cooperazione maggiore tra Stati Uniti ed Europa: un aspetto di non poco conto per la Russia, che potrebbe considerarla come una duplice interferenza domestica. Anche in materia di corruzione potrebbero esserci dei problemi tra i due governi che potrebbe indurre la Russia a giudicare un eventuale meccanismo di sanzioni statunitense come un’interferenza interna. 

Il rapporto che la Russia avrà con gli Stati Uniti dipenderà anche molto da quello che l’amministrazione Biden vorrà costruire con la Cina. Il nodo centrale sarà costituito anche dal Medio Oriente, con quelle che saranno le scelte in Siria e con l’Iran. Inoltre, se guardiamo al vicinato russo, saranno decisive e delicate le scelte che l’amministrazione Biden prenderà sull’Ucraina e sulla Bielorussia.

Una questione internazionale che secondo alcuni studiosi potrebbe essere invece motivo di cooperazione tra USA e Russia è quella nordcoreana, proprio perché si basa su problemi legati alla sicurezza. Inoltre, sia gli USA che la Russia hanno sì volontà di risolvere questa controversia, ma al tempo stesso non hanno dei reali e profondi interessi in Corea del Nord. La cooperazione dunque potrebbe essere facilitata e i due Paesi potrebbero scoprirsi, in questo contesto, abili risolutori.

 

 

Fonti e approfondimenti

Shapiro J., “A contest of extremes: Biden’s and Trump’s opposing positions on Russia”, European Council on Foreign Relations, 14/05/2020.

Sherman J., “The Biden Administration Will Have Its Hands With Russia”, Wired, 13/12/2020.

U.S.-Russia Relations in the Biden Administration”, conferenza del Wilson Center, 11/12/2020.

Yaffa J., “The Kremlin Prepares for a Biden Presidency”, The New Yorker, 13/11/2020.

 

 

Editing a cura di Cecilia Coletti

 

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