Un anno di Alberto Fernández: successi e difficoltà del presidente argentino

Alberto Fernández

Lo scorso 10 dicembre si è compiuto un anno dall’insediamento di Alberto Fernández alla presidenza dell’Argentina. La sua elezione ha dimostrato la volontà del popolo argentino di superare la politica macrista: si apriva così una nuova fase caratterizzata dal ritorno al governo di alcune figure chiave del peronismo, come Cristina Kirchner, eletta in qualità di vicepresidente.

Il punto di partenza di Alberto Fernández

Pur essendo un peronista di lungo corso e pur avendo ricoperto il ruolo di capo del Gabinetto dei Ministri durante la presidenza di Néstor Kirchner, Fernández aveva scelto nel 2008 di prendere le distanze dal governo di Cristina Kirchner. La candidatura di Fernández con il Frente de Todos ha rappresentato la volontà di ricucire lo strappo tra kirchneristi e non kirchneristi, che aveva minato l’unità del fronte peronista.

L’obiettivo di questa nuova alleanza era quello di prevenire un secondo mandato di Mauricio Macri, accusato di non aver saputo stabilizzare la situazione economica del Paese. Nel 2018 l’Argentina aveva ottenuto dal FMI un prestito di 57,1 miliardi di dollari per evitare il default, ma l’allora presidente non era riuscito con questa cifra né a ripagare il debito in scadenza, né a rendere stabile la valuta argentina.

Durante la sua campagna presidenziale, Alberto Fernández ha quindi promesso di rinegoziare il debito estero argentino e di lottare contro la crescente povertà. Inoltre, era intenzionato a ricucire la spaccatura tra peronisti e non peronisti, che divide l’Argentina da decenni; e a rafforzare la cooperazione economica e politica tra i Paesi dell’America latina. A un anno dalla sua elezione, lo scoppio della pandemia ha costretto il neopresidente a rivedere alcune delle sue priorità.

La rinegoziazione del debito

Il più grande successo di questa presidenza è stato l’accordo sulla ristrutturazione del debito. Fin dall’inizio del suo mandato, Fernández ha dichiarato di essere disposto a pagare i creditori dell’Argentina, ma di non avere i mezzi per farlo. Contrariamente ad altri politici peronisti, non si è presentato in completa antitesi con le istituzioni finanziarie internazionali, ma si è detto aperto alla collaborazione con queste. Proprio grazie a questa nuova linea, la sua presidenza ha ottenuto l’appoggio del FMI, che ha fatto da mediatore tra il governo argentino e i suoi creditori.

Il compito di negoziare con questi è stato affidato al ministro dell’Economia, Martín Guzmán, che è riuscito a concludere un accordo lo scorso agosto, dopo mesi di trattative. Secondo l’intesa raggiunta, i vecchi titoli – emessi a partire dal 2005 – verranno sostituiti da nuovi titoli, in dollari e in euro, con un riconoscimento di 54,4 dollari per ogni 100 dollari di valore nominale (il valore al quale l’emittente si impegna a rimborsare il titolo alla scadenza e l’importo su cui si calcolano gli interessi). I nuovi titoli avranno inoltre nuove scadenze: l’Argentina dovrà pagarli solo a partire dal 2029. Come spiegato da Guzmán stesso, tale accordo permetterà all’Argentina di risparmiare quasi 40 milioni di dollari nel prossimo decennio.

La legalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza

Un secondo obiettivo che Alberto Fernández si era proposto è stato raggiunto lo scorso 30 dicembre, quando il Senato ha approvato la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza (IVG). A metà novembre, il presidente si era espresso a favore del progetto per la legalizzazione dell’aborto, sostenendo che “la criminalizzazione dell’aborto non è servita a nulla”. 

L’11 dicembre, dopo venti ore di dibattito, il progetto è stato approvato dalla Camera dei Deputati e, venti giorni dopo, anche il Senato si è espresso favorevolmente con 38 voti a favore e 29 voti contrari. La depenalizzazione di questo diritto non segna solamente un successo per Fernández, ma fa sperare molti attivisti nel resto dell’America latina, impegnati a portare avanti battaglie analoghe. 

La gestione della pandemia

Per quanto riguarda la gestione della pandemia, Fernández ha optato per misure rigide, imponendo ad aprile uno dei lockdown più lunghi al mondo e rendendo obbligatorio l’utilizzo della mascherina sia all’aperto che nei luoghi chiusi diversi dalle abitazioni private. Sono inoltre stati impediti gli spostamenti all’interno del Paese. Grazie a questi provvedimenti, attuati con una certa rapidità, l’Argentina non ha mai vissuto un collasso del sistema sanitario come quello che ha colpito altri Paesi della regione, ma il virus si è comunque diffuso rapidamente a causa del basso numero di tamponi effettuati e del mancato rispetto delle regole imposte. La prolungata sospensione delle attività produttive ha inoltre innescato una dura crisi economica.

Per far fronte a tale situazione e soprattutto con l’obiettivo di sostenere le fasce più deboli della popolazione, il governo ha proibito per tutto l’anno gli sfratti e il distacco delle utenze per morosità, ma queste regole non sempre vengono rispettate. Inoltre, è stato introdotto un sussidio noto come Ingreso Familiar de Emergencia (IFE). La misura, di cui hanno beneficiato circa 9 milioni di argentini, è però molto limitata: è stata elargita solamente tre volte e prevede per ogni nucleo familiare un sostegno di 10.000 pesos, pari a circa 100 euro. 

Per poter intervenire più significativamente, è stata approvata a inizio dicembre una nuova tassa patrimoniale. Essa è stata promossa in Parlamento da Maximo Kirchner, figlio di Cristina, con cui il governo spera di raccogliere circa 3,5 miliardi di dollari. La tassa, nota come “contributo di solidarietà”, riguarderà solamente coloro che hanno un patrimonio superiore ai 2,5 milioni di dollari, e prevede un’imposta basata su un’aliquota progressiva sia sui patrimoni in Argentina che su quelli all’estero. Il contributo previsto sarà di almeno il 2% e potrà arrivare fino al 3,5% per i patrimoni che superano i 35 milioni di dollari. Secondo i primi calcoli, questa misura dovrebbe riguardare circa 12.000 argentini.

La crisi economica e la crescente povertà

Nei prossimi mesi, Alberto Fernández dovrà confrontarsi con la necessità di ideare e implementare nuove politiche che favoriscano la crescita economica del Paese. L’economia argentina ha sofferto molto i mesi di quarantena e, secondo le stime dell’OCSE, il Paese vivrà una caduta del PIL superiore al 10% per l’anno 2020. Anche nel 2019 e nel 2018 il PIL argentino era diminuito di poco più del 2%. Per questo motivo, nel primo semestre del 2020, l’Argentina ha registrato un tasso di povertà particolarmente alto, pari al 40,9% della popolazione, con un 10,5% che vive in una situazione di povertà estrema.

Le tensioni politiche

A causa dell’aumento della povertà, la posizione di Fernández si è indebolita: ad aprile, durante le prime settimane di pandemia, il tasso di approvazione del presidente aveva raggiunto circa l’80%, ma da allora è rapidamente crollato e a ottobre si aggirava intorno al 40%. Nello stesso mese si sono tenute diverse manifestazioni sia contro la presidenza, il cosiddetto banderazo, sia a favore del governo, in occasione del día de la lealtad peronista, il 17 di ottobre. L’Argentina, nonostante i tentativi di Fernández di presentarsi come un presidente capace di riunire il Paese, sembra quindi essere tornata alle vecchie divisioni tipiche dei governi Kirchner e del governo di Macri.

La continua tensione che segna il rapporto tra Fernández e Cristina Kirchner peggiora questa situazione. Il Frente de Todos, in quanto unione di varie correnti del peronismo, è molto instabile, cosa che costringe spesso il presidente ad agire come mediatore tra la varie posizioni interne al suo governo. Per Luis Tonelli, analista politico intervistato da DW, il problema principale di questa presidenza è proprio la mancanza di una linea precisa su alcuni temi. Secondo Tonelli, la tensione interna al governo e le differenze tra Fernández e Kirchner hanno reso il governo meno efficiente impedendo, per esempio, di arrivare a una riforma del settore della giustizia.

L’ambigua politica estera

Anche in politica estera, la presidenza deve ancora definire con precisione la propria posizione. Alberto Fernández ha tenuto un atteggiamento a tratti ambivalente. L’Argentina ha condannato il Venezuela alle Nazioni Unite, per le violazioni dei diritti umani, ma si è astenuta in occasione della votazione all’Organizzazione degli Stati Americani sulla validità delle elezioni parlamentari che si sono svolte in Venezuela a inizio dicembre. Fernández ha poi scelto di ospitare per un intero anno Evo Morales come rifugiato politico, ma allo stesso tempo ha optato per relazioni amichevoli con Donald Trump. Anche in questo caso, sembra aver scelto la linea della pacatezza e della moderazione, senza recuperare l’atteggiamento aggressivo verso gli Stati Uniti, che era stato tipico di Cristina Kirchner. Il presidente argentino si è sempre dimostrato a favore dell’integrazione regionale e disposto a collaborare anche con il Brasile di Bolsonaro, nonostante le differenze ideologiche tra i due.

Uno sguardo al futuro

Lo scorso 30 dicembre l’Argentina ha dato avvio alla  campagna di vaccinazione, con la somministrazione al personale sanitario di 300.000 vaccini Sputnik V inviati dalla Russia. Il governo argentino sembra intenzionato a sostenere con forza la vaccinazione della popolazione per poter riavviare quanto prima l’economia del Paese. Oltre a questa campagna, l’attenzione della presidenza nei prossimi mesi sarà dedicata alla definizione di nuove misure economiche e sociali per combattere la povertà e la crisi economica. Al ministro Martín Guzmán spetterà invece il compito di rinegoziare la parte del debito argentino contratta con il FMI in scadenza nel 2024.

 

Fonti e approfondimenti

Ana Cucalón, Alberto Fernández despide a Evo Morales, quien regresa a Bolivia luego de un año de estar refugiado en Argentina, CNN, 09/11/2020.

Cristina Papaleo, Argentina a un año de la elección de Alberto Fernández: tensiones internas y gestión de crisis, DW, 26/10/2020.

Daniel Politi e Ernesto Londoño, Argentina Legalizes Abortion, a Milestone in a Conservative Region, New York Times, 30/12/2020.

Enric González, Argentina anuncia un acuerdo con sus acreedores externos y sale del ‘default’, El País, 04/08/2020.

Francesco Betrò, Con Alberto Fernández il peronismo torna ufficialmente alla Casa Rosada, Lo Spiegone, 12/10/2019.

Francesco Betrò, Verso le elezioni argentine: i numeri dell’economia di Macri, Lo Spiegone, 10/09/2019.

Federico Rivas Molina, Argentina aprueba un impuesto a la riqueza para financiar la lucha contra el coronavirus, El País, 06/12/2020.

Federico Rivas Molina, La pandemia y la crisis económica lastran el primer año de Alberto Fernández en Argentina, El País, 10/12/2020.

Federico Rivas Molina, La recesión en Argentina será la mayor entre los países del G20, El País, 01/12/2020.

Federico Rivas Molina, Un laberinto argentino para el FMI de Georgieva, El País, 04/01/2020.

Franco Lagorio, La política exterior de Alberto Fernández hacia la región, Diagonales.com, 22/10/2020.

Maia Jastreblansky, Qué dice el texto completo del proyecto de ley de legalización del aborto, La Nacion, 17/11/2020.

Redazione, Alberto Fernández asumió la presidencia del Mercosur y pidió un “mejor” bloque regional, Ámbito, 16/12/2020.

Redazione, Alberto Fernández defiende que el aborto “se convierta en ley” en Argentina, DW, 19/11/2020.

Redazione, Alberto Fernández dice querer “poner de pie a la Argentina de una vez y para siempre, DW, 18/10/2020.

Redazione, Alberto Fernández habló con Cristina Kirchner después de 10 años: “Con ella no alcanza, pero sin ella no se puede”, La Nación, 07/02/2018.

Redazione, Alberto Fernández: “La criminalización del aborto de nada ha servido”, France 24, 18/11/2020.

Redazione, Argentina, Accordo sulla ristrutturazione del debito, Euronews, 01/09/2020.

Redazione, Argentina aprueba la vacuna de Oxford y AstraZeneca contra el COVID-19, DW, 30/12/2020.

Redazione, L’Argentina ha approvato una discussa patrimoniale per finanziare le spese straordinarie causate dal coronavirus, Il Post, 05/12/2020.

Roberto Da Rin, Argentina, accordo sulla ristrutturazione del debito di 67 miliardi di dollari, Il Sole 24 Ore, 04/08/2020.

Sebastian Fest, Argentina avanza en la legalización del aborto, El Mundo, 11/12/2020.

Serena Pandolfi, Salute e autodeterminazione: i corpi delle donne latinoamericane sotto attacco, Lo Spiegone, 27/11/2020.

Veronica Smink, Coronavirus en Argentina: 4 motivos por los que el país llegó al millón de infectados de covid-19 a pesar de haber impuesto la cuarentena más larga del mundo, BBC, 21/10/2020.

 

 

Editing a cura di Giulia Lamponi.

 

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Lo Spiegone è una testata registrata presso il Tribunale di Roma, 38 del 24 marzo 2020
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