Il personaggio dell’anno: Alla Gutnikova

Alla Gutnikova
Canva Remix by Lo Spiegone - @Alla Gutnikova (Facebook) - @Wikilmages (Pixabay License)

“Alla ha detto che: Giorno 243. Aspetti rivoluzionari di tenerezza radicale”. Il 13 dicembre 2021 Alla Gutnikova si è recata in un centro multifunzionale di Mosca e si è sposata.

Sembrerebbe un evento non insolito, se non fosse che per poter uscire Alla Gutnikova ha dovuto sfruttare le sue due ore d’aria quotidiane, tra le 8 e le 10 del mattino, e la persona che ha sposato è la stessa quella con cui condivide gli arresti domiciliari da ormai 8 mesi. 

Studentessa di 23 anni, modella e redattrice del giornale studentesco indipendente “DOXA”, Gutnikova è stata arrestata a Mosca insieme ai colleghi Armen Aramyan, Vladimir Metelkin e Natalia Tyshkevich nell’aprile del 2021 e da allora si trova in libertà vigilata. Ciononostante, la giovane attivista russa condivide quotidianamente sui social media la sua condizione di prigionia.

Chi è Alla Gutnikova

Non lo fa direttamente, sebbene sia la protagonista indiscussa dei suoi post: i contatti con l’esterno le sono preclusi. Affidando i suoi account Instagram e Twitter Alla peredavala (letteralmente, “Alla ha detto che”) a una persona fidata, riesce a raggiungere le sue decine di migliaia di follower, oltre ai lettori di testate giornalistiche (anche estere) per cui rilascia interviste e articoli alla stessa maniera.

L’accusa verso Gutnikova, Aramyan, Metelkin e Tyshkevich è “incitamento di minori a partecipare ad azioni illegali”, attraverso la condivisione di un video a supporto degli studenti che partecipavano a manifestazioni di protesta per l’arresto di Aleksej Navalny. Il processo a loro carico è tuttora in corso; in attesa dell’udienza definitiva, i quattro si trovano agli arresti domiciliari.

Insieme alle sue compagne e compagni, Gutnikova è stata riconosciuta già nel maggio scorso come prigioniera politica dal Memorial Human Rights Center, l’unica associazione per i diritti umani presente in Russia. Il caso della rivista studentesca russa ha avuto e continua ad avere grande eco mediatica in tutto il mondo, in quanto rappresenta l’ennesimo, eclatante esempio della stretta sull’informazione indipendente che il presidente Vladimir Putin esercita nel Paese ormai da più di vent’anni

Disturbatrice dell’ordine

La detenzione di Alla Gutnikova è dovuta alla sua attività all’interno della rivista online indipendente “DOXA”, fondata e coordinata da studenti e studentesse universitari e rivolta principalmente ai loro omologhi,. L’obiettivo della rivista è quello di fornire informazione riguardante il mondo accademico, l’attualità politica interna e internazionale e la cultura. Negli ultimi anni, l’impegno politico e il sostegno al diritto di manifestazione e alla libertà di espressione hanno fatto spesso salire il giornale agli onori della cronaca.

Proprio il tentativo di spiegare agli studenti attraverso un video, che un’eventuale espulsione da parte dell’università a causa della loro partecipazione alle proteste, come minacciato dalle istituzioni, sarebbe stata illegale ha provocato l’irruzione delle forze dell’ordine nella redazione e gli arresti del 14 aprile 2021, tra cui quello di Gutnikova. Secondo le autorità, nel video diffuso da “DOXA” e messo sotto accusa si motiverebbe il corpo studentesco a commettere azioni contro la legge, come prendere parte a cortei non autorizzati.

Al primo processo dello scorso giugno, che ha rinnovato di altri tre mesi la condizione di libertà vigilata degli imputati, ne sono seguiti altri nei mesi successivi, con lo stesso esito. Il 9 dicembre Gutnikova e le sue compagne e i suoi compagni sono stati nuovamente rimandati a giudizio, ma per la sentenza definitiva si dovranno attendere ulteriori processi. Nel caso in cui il giudice confermasse la loro colpevolezza, rischiano una pena che va da 100 mila rubli di multa fino a tre anni di reclusione.

Vera minaccia per il regime o dissidente 2.0?

L’arresto dei redattori e delle redattrici di “DOXA” ha avuto grande risonanza mediatica, anche grazie alla rapida diffusione della notizia sui social media. Il sostegno del pubblico alla redazione non è mai venuto meno: lo stile inclusivo del giornale attira le simpatie di tutti coloro che non si riconoscono nel modello autoritario del Paese.

Alla Gutnikova, in particolare, è diventata il personaggio simbolo della protesta studentesca, soprattutto in virtù delle sue abilità comunicative. I messaggi che vengono inviati ogni giorno attraverso i canali social “indiretti” della giornalista dimostrano una resistenza consapevole e informata, comune all’intera redazione di “DOXA”. I temi affrontati dall’attivista russa – riguardanti principalmente i diritti civili, le libertà di espressione, stampa e informazione, l’ambientalismo, la giustizia sociale e il rifiuto della violenza istituzionale – raccontano il distacco delle nuove generazioni da quelle più anziane e dal modello sociale putiniano. 

Da quando il caso “DOXA” è scoppiato, i media internazionali hanno assegnato a Gutnikova il ruolo di nuova dissidente. La sua giovane età, l’aspetto esile e delicato, il ricorso alla parola e all’immagine poetica hanno spinto molti a definirla una sorta di “Anna Achmatova 2.0”: come la poetessa resistente al terrore staliniano, Gutnikova è diventata un simbolo del contrasto al potere e ai suoi metodi repressivi

Nonostante l’attenzione internazionale, tuttavia, la giornalista non ricopre un ruolo politico all’interno dell’opposizione e non costituisce, dunque, una minaccia effettiva al potere di Putin (almeno per il momento). La sua condizione di studentessa impegnata che si trova, suo malgrado, a rappresentare un pericolo per l’autorità è comune a quella di molti altri giovani in Russia. 

A ogni modo, la consapevolezza che nel 2021 basti realizzare un video informativo per diventare prigioniere politiche ha lasciato un segno importante nella generazione che definirà il futuro della Federazione Russa.

 

Fonti e approfondimenti

Redazione di DOXA, “Udienza 9 dicembre 2021, 9 dicembre 2021.

Redazione di DOXA, “Udienza 16 dicembre 2021, 16 dicembre 2021.

Human Rights Center, Lista prigionieri politici in Russia, aggiornato il 9 novembre 2021.

Amnesty International, Russia: No Place for Protest, 2021.

 

Editing a cura di Emanuele Monterotti

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