Il personaggio dell’anno: Joe Manchin

Joseph _Joe_ Manchin
Canva Remix by Lo Spiegone - Wikimedia Commons (Public domain) - Wikilmages (Pixabay License)

Dalla vittoria alle ultime elezioni, le ambizioni del Partito democratico maggioritario al Congresso hanno dovuto confrontarsi, e più spesso scontrarsi, con la forza rappresentata dal senatore Joe Manchin. Una forza enorme, di cui ci si rende conto facilmente digitando su qualsiasi motore di ricerca il nome del politico della Virginia Occidentale e vedendo come, in maniera pressoché sistematica, egli compaia come il principale ostacolo all’agenda promossa da Biden, pur facendo parte del medesimo schieramento.

Per comprendere il peso del senatore, bisogna fare attenzione alla situazione che si è venuta a creare al Senato con il voto di un anno fa. Data la perfetta parità tra i due partiti (50-50), ogni voto diviene fondamentale per l’approvazione delle misure che arrivano alla prova del Campidoglio. Questo significa che i centristi – i senatori dem ideologicamente più vicini ai colleghi repubblicani – costituiscono l’ago della bilancia. Per questa ragione, possono essere identificati non come una forza qualsiasi nel sistema di potere statunitense ma, con una metafora, come una vera e propria forza di gravità, che costringe al duro impatto con la realtà le proposte più ambiziose del Build Back Better Plan. In questa terra di mezzo, le regole le detta Joe Manchin.

Joe Manchin: il contesto

Joseph Manchin III è nato e cresciuto a Farmington, una piccolissima cittadina situata centocinquanta chilometri a nord-est di Charleston, la capitale della Virginia Occidentale. La storia di questo territorio, nel bene e nel male, è sempre stata legata indissolubilmente a quella dell’estrazione dei combustibili fossili, che tutt’oggi costituiscono una delle principali ricchezze dell’area. 

Dalla Virginia Occidentale proviene infatti ben il 5% dell’energia totale degli Stati Uniti, una cifra ancora più significativa se rapportata alle esigue dimensioni della regione, che rappresenta solamente lo 0,67% dell’intera superficie federale. In particolare, lo Stato attraversato dagli Appalachi – per questo soprannominato the Mountain State – è il secondo produttore di carbone a livello nazionale. 

Tuttavia, il passato non racconta soltanto della crescita economica, ma di un rapporto conflittuale che circonda (ancora) questa fonte energetica. Basti pensare alla stessa biografia di Farmington, teatro di una tragedia nel 1968, quando 78 minatori – tra cui lo zio di Manchin – rimasero uccisi in un’esplosione causata da un accumulo di gas mentre stavano lavorando in una miniera. 

Purtroppo, non si trattò di un unicum e allo stesso tempo, il grave episodio fu particolarmente significativo anche per l’impatto sociale che ne seguì. L’anno successivo infatti, 40mila minatori dello Stato scioperarono per chiedere maggiori tutele sul luogo di lavoro. Il Congresso, in risposta, approvò il cosiddetto Coal Act (“Atto del Carbone”), una legge che segnò un importante progresso per la sicurezza dei lavoratori occupati in questo settore, prevedendo controlli più stringenti per le imprese.

Joe Manchin: il successo

La vita di Joe Manchin si inserisce in questo contesto e in tali rapporti di forza tra l’industria e il territorio, dei quali risulta a suo modo molto rappresentativa. In realtà, se inserita nel più generale panorama statunitense, la sua figura è doppiamente emblematica, come vedremo a breve. Intanto, possiamo dire che il senatore non è il primo Manchin a farsi strada nelle istituzioni, in quanto sia il padre sia il nonno paterno sono stati sindaci della sua città natale. Il potere che si è ritrovato a detenere il politico democratico, tuttavia, è certamente senza eguali nella storia familiare. 

L’ascesa alle istituzioni di Manchin cominciò nel 1982, anno in cui fu eletto alla Camera della Virginia Occidentale. Rimase all’interno delle camere statali fino alla fine del decennio successivo, venendo scelto dagli elettori prima per il ruolo di Segretario di Stato nel 2000, e poi tre anni più tardi, come governatore. Parallelamente, le attività di Manchin si espansero anche nel mondo imprenditoriale: a partire dagli anni Ottanta infatti, fondò una serie di società attive a vario titolo nel mondo del carbone, il cui controllo passò progressivamente nelle mani del figlio, quando per il padre la politica divenne un impegno a tempo pieno.

Il coronamento della carriera politica di Manchin, l’ingresso al Senato federale, arrivò nel 2010, quando egli riuscì a imporsi sul candidato repubblicano, l’imprenditore John Raese. Da allora, il senatore ha rappresentato i cittadini della Virginia Occidentale nonostante il nuovo millennio veda i dem continuare a perdere colpi nello Stato. Se si guarda ai risultati delle elezioni presidenziali infatti, il GOP ha vinto le ultime sei tornate: alle elezioni del 2020, ha conquistato quasi il 69% del voto popolare. 

I flussi elettorali aiutano a comprendere il posizionamento assunto nel tempo dal senatore, che nel punto di incontro tra le diverse fazioni politiche vede la ragione della propria forza. Manchin ha sempre spinto sulla sua capacità di mediazione tra i due partiti, risultando indispensabile ai democratici per ottenere un prezioso seggio al Senato – che non tiene conto della diversa popolazione tra gli Stati – senza costituire, dall’altra parte, un eccessivo ostacolo ai repubblicani, di cui condivide molti valori conservatori.

Joe Manchin: il sistema

Nel corso del 2021, il nome e la figura di Joe Manchin sono comparsi in una serie impressionante di articoli, servizi televisivi e prodotti mediatici tout court. Questo è dovuto alla fondamentale posizione ricoperta dal senatore nelle istituzioni statunitensi: insieme alla collega dell’Arizona Kyrsten Sinema, egli rappresenta l’ultimo e necessario passaggio per l’approvazione delle proposte in discussione a Capitol Hill. Ma in che direzione spinge la gravità impersonata dal senatore? 

Dalla prima volta in cui varcò la soglia del Campidoglio, il senatore Manchin ha guadagnato più di 4,5 milioni di dollari dalle aziende che ha fondato insieme agli altri membri della sua famiglia, in cui conserva tuttora una parte di capitale: aziende responsabili, come raccontato dall’Intercept, di un lungo processo di degrado ambientale. Ma i profitti provenienti dal fossile non sono finiti qui. Il politico democratico, proprio in virtù del suo interesse nel settore e della sua posizione nel dibattito pubblico, attira numerosi “investimenti” dagli enti che più avrebbero da perdere nel caso in cui venissero approvate misure radicali sul tema che caratterizza questo passaggio storico: quello ambientale. Per questo a Manchin è diretto il flusso di donazioni più ingente dalle imprese del carbone, petrolio e gas naturale. 

Il figlio di Farmington è stato determinante nel diluire la portata delle iniziative-bandiera promosse in prima persona dal presidente Biden. In questo momento, la sua attenzione è rivolta al piano di spesa da 1750 miliardi di dollari sulla rete di sicurezza sociale e sul cambiamento climatico. Un programma già ridimensionato rispetto all’idea iniziale, ma sul quale Manchin nutre tuttora parecchie preoccupazioni in relazione ai possibili effetti negativi sul sistema economico statunitense, quali inflazione e debito. 

Joe Manchin è il simbolo per eccellenza del sistema di potere statunitense, in cui gli interessi delle imprese e quelli della classe politica si mescolano e confondono, essendo interpretati dalle stesse figure. L’incapacità dei democratici di uscire da questo stallo, che vede gli interessi dei cittadini venire dopo gli stakeholders più forti, è uno dei fattori che colpisce tanto le condizioni materiali quanto l’immaginario collettivo statunitensi. Non è un caso che negli ultimi vent’anni, a un aumento di sfiducia nelle istituzioni sia corrisposta una crescita delle disuguaglianze socio-economiche. E forse non è nemmeno un caso che, nello stesso periodo, Joe Manchin abbia ricoperto un ruolo passo dopo passo più centrale nel sistema.

 

Fonti e approfondimenti

Boguslaw, D., “Joe Manchin’s Dirty Empire“, The Intercept, 03/09/2021.  

Cassidy, J., “Joe Manchin Kills The Build Back Better Bill”, The New Yorker, 19/12/2021.   

Collins, K., Sullivan, K., “Biden and Manchin hold ‘productive’ call as President tries to secure senator’s vote on ‘Build Back Better’ bill“, CNN, 13/12/2021.

Merica, D., “What Joe Manchin’s constituents think of his bipartisanship“, CNN, 05/06/2021. 

Milman, O., “Joe Manchin leads opposition to Biden’s climate bill, backed by support from oil, gas and coal“, The Guardian, 20/10/2021. 

Vavreck, L., “The Long Decline of Trust in Government, and Why That Can Be Patriotic“, The New York Times, 03/07/2015. 

Wright, J., “How A 1968 Disaster In A Coal Mine Changed The Industry“, NPR, 23/11/2018.

 

Editing a cura di Cecilia Coletti

Be the first to comment on "Il personaggio dell’anno: Joe Manchin"

Rispondi

Lo Spiegone è una testata registrata presso il Tribunale di Roma, 38 del 24 marzo 2020
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: