Il Brasile di Michel Temer: un ponte per il futuro?

Michel Temer è presidente ad interim del Brasile, in sostituzione del deposto presidente Dilma Rousseff, dal 31 agosto 2016. La sua esperienza in politica è trentennale, entrando in parlamento nel 1987. Il trasformismo di un partito e di un politico non troppo ancorato a ideologie e a un elettorato di massa, gli permette di ritrovarsi a fare da perno nelle disorganiche coalizioni del Congresso. Questo ruolo gli dà accesso per ben tre volte alla carica di Presidente della Camera. Proprio da tale posizione riesce (saltando lo step del voto popolare) a raggiungere la presidenza della Repubblica, sempre in seguito a destituzioni del presidente eletto.

Ci è riuscito anche stavolta. Nella crisi generale del sistema politico brasiliano, a guidare la nazione c’è il più rispettato rappresentante del sistema di corruzione e opportunismo politico.

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Michel Temer, Dilma Rousseff e Ignacio Lula

Abbiamo già visto insieme il capitolo riguardante la destituzione di Dilma Rousseff. La rottura tra Dilma e il suo vice, Temer, era già stata consumata a gennaio. Le scelte di politica economica operate dal governo, non trovando l’accordo del PMDB (Partito del Movimento Democratico Brasiliano), avevano portato il partito a togliere l’appoggio al PT (partito della Russeff) al Congresso, lasciandolo senza maggioranza e allo stesso tempo mantenendo le vitali posizioni di presidenza della Camera e del Senato.

Proprio il Presidente della Camera, Eduardo Cunha, subito dopo aver dato inizio alla procedura di impeachment (messa in stato d’accusa), è stato destituito per corruzione. La corruzione ha provocato un terremoto che sta travolgendo tutto: il Paese, l’economia e i corrotti stessi.

Temer è sempre stato un “kingmaker” , ora, grazie alle sue attente manovre e al ruolo cardine del partito, Michel Temer è diventato “King”. E’ arrivato al suo obbiettivo, senza passare per il voto popolare. Dilma Rousseff aveva raggiunto 54 milioni di voti, Temer, stando ai sondaggi, non raggiungerebbe nemmeno lo 0,8 per cento dei voti.

Ad aprile lo scontro ancora latente tra Temer e Rousseff si è aperto definitivamente. In un messaggio Whatsapp, inviato da Temer ai suoi parlamentari, era citato il discorso che avrebbe tenuto in caso di destituzione, parlando di un governo per salvare il Paese, del quale il Brasile aveva disperatamente bisogno.

Quel governo è arrivato, insediandosi ufficialmente il 31 agosto. Cosa devono aspettarsi i brasiliani da Temer e dal suo partito ora alla guida del paese?

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Ad ottobre 2015, il PMDB aveva inaugurato il suo manifesto politico “Un ponte per il futuro”. Nel momento in cui veniva espressa la linea politica del partito, il suo sodalizio con il PT era ancora in vita, ma già si cominciavano a delineare future rotture. Emblematica era la volontà del PMDB di difendere a ogni costo le proposte del loro manifesto.

Molte delle proposte inserite nel manifesto attraggono uomini d’affari, nazionali e soprattutto esteri. La terapia proposta da Temer e i suoi collaboratori propone una profonda riforma economica, molto diversa da quella di sinistra proposta da Lula-Rousseff, e molto incisiva su alcune tematiche, vediamone alcune:

  • Fissare una data minima di pensionamento a 70 anni. Molto alta rispetto alla media di altri paesi del mondo, dove l’età più alta è 67 anni. Altro punto da analizzare è l’età media dei brasiliani, ovvero 29 anni, e l’aspettativa di vita che secondo le stime si attesta intorno a 72 anni. Il governo ha inoltre escluso dai negoziati moltissime associazioni sindacali, creando un tavolo di discussione solo con quei sindacati che non contestano apertamente la linea del governo.
  • Cambiare e apportare modifiche ad alcuni programmi sociali. Non potendo eliminare del tutto interventi vitali di welfare, come la Bolsa Familia. La partita si prospetta molto complicata dato l’impatto che le politiche di welfare hanno su una popolazione nel complesso povera.

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  • Privatizzare il settore petrolifero. L’azienda petrolifera Petrobras è nelle mani dello stato e gestisce l’estrazione di petrolio sul territorio brasiliano. L’azienda ha trainato la crescita del pil e sostenuto l’ingente spesa pubblica del decennio Lula-Rousseff. Dopo aver emendato la legge del 2010 che imponeva una partecipazione obbligatoria di almeno il 30% a Petrobras, Temer sta pianificando la privatizzazione di industrie petrolifere succursali come BR Distribuidora, Transpetro e la Liquigás e alcune imprese distributrici della Eletrobras degli Stati di Acre, Alagoas, Amazonas, Piauí, Rondônia, Roraima e la Ceig Distribuição, in Goiás.
  • Si aggiunge alla lista di privatizzazioni anche il settore delle grandi opere come aeroporti, linee metropolitane, ferrovie, porti e strade per un totale di 104 miliardi di Reais.

L’economista Laura Carvalho afferma: “È uno di quei programmi che neanche un governo pienamente legittimato dal voto popolare riuscirebbe mai a portare avanti, specie in una crisi del genere. […] Comunque andranno avanti e proveranno a spingere per queste riforme, ci saranno molte resistenze, specie da parte di movimenti sociali e sindacati.”

 

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Resta tuttavia la triste verità, prescindendo le politiche adottate dai governi succedutesi, che la corruzione attanaglia ogni angolo della società brasiliana.

Sebbene Dilma Rousseff non sia stata destituita per corruzione, è innegabile negare che sotto i suoi occhi il fenomeno fosse già chiaramente visibile. Dilma ha combattuto contro la povertà, riuscendo nel suo intento. La società brasiliana è cresciuta, si è formata una enorme classe media che ha beneficiato delle politiche assistenzialiste del PT. Parallelamente al benessere si è sviluppato un sistema di corruzione che dopo il primo scossone finanziario non è stato più in grado di nascondersi, perché il benessere è venuto meno.

Temer vuole impedire che la barca affondi completamente, proteggendo fino alla fine gli interessi dei più ricchi, che sono sempre stati in fila per finanziare il suo partito. Dal momento che un partito fortemente colluso con la corruzione è ora al governo e alla guida del Congresso, è facile comprendere quali interessi saranno tutelati.

Il PMDB non ha intenzione di cambiare la nazione, non ha interesse a riscuotere lo stesso successo del PT. I suoi voti non scenderanno né saliranno e le sue posizioni politiche saranno sempre le stesse. Riusciranno ad adattarsi ad ogni coalizione, di destra e di sinistra. Il PMDB è il partito di cui ogni formazione politica ha bisogno per portare avanti il suo programma. Per questo Temer non cambierà la legge elettorale, un sistema proporzionale che rende difficile a chiunque controllare il Congresso, e fin troppo facile costruire sistemi di compravendita di voti, favori e parlamentari.

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Resta, dopo dieci anni di governi di sinistra, una forte disuguaglianza. La Bolsa Familia non è stata una manna dal cielo, nessun piano di welfare può coinvolgere tutta la popolazione, nel febbraio 2011 il 26% della popolazione era beneficiata dal progetto. Un ottimo risultato, ma la povertà è un problema concreto, la disuguaglianza tra bianchi, neri e creoli è tangibile. Con il cambio di governo anche questi risultati sono messi in discussione e quelle frange di popolazione dimenticate ieri, sono dimenticate oggi. Saranno dimenticate anche domani? Il nuovo presidente che nel 2018 sarà eletto dovrà fare i conti con tutto ciò, senza dimenticarci che Michel Temer ha appena cominciato.

 

Fonti e approfondimenti:

https://www.foreignaffairs.com/articles/south-africa/2016-07-18/bridges-nowhere

https://www.foreignaffairs.com/articles/brazil/2016-05-16/will-temer-end-crisis-brazil

http://noticias.uol.com.br/album/mobile/2015/09/18/onde-estava-temer.htm#fotoNav=10

http://www.bloomberg.com/news/articles/2016-03-24/welcome-to-the-jungle-of-brazil-s-impeachment-process

http://www.infomercatiesteri.it/highlights_dettagli.php?id_highlights=8431

http://www.reuters.com/article/us-brazil-politics-pmdb-idUSKCN0WX2MM

http://www.tpi.it/mondo/brasile/brasile-riforme-economiche-favorire-settore-privato

http://www.bloomberg.com/news/articles/2016-02-25/brazil-senate-votes-to-reduce-petrobras-role-in-deepwater-fields

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