La SCO e l’Asia Centrale

Gli Stati centro-asiatici sviluppano i loro interessi nazionali attraverso la partecipazione a varie associazioni multilaterali. Una di queste è la Shanghai Cooperation Organisation. La SCO è un’organizzazione regionale intergovernativa istituita nel 2001 da Cina, Russia e quattro Repubbliche centro-asiatiche (Kazakistan, Tagikistan, Uzbekistan e Kirghizstan). La cooperazione in materia economica, di sicurezza e culturale è il risultato degli innumerevoli tentativi di risolvere le dispute relative ai confini comuni.

Dal 2013 alla SCO hanno aderito Pakistan, Iran, Afghanistan col ruolo di osservatori. Nello stesso anno l’India diviene membro di SCO, la Mongolia sceglie la posizione di paese osservatore mentre la Turchia di Erdogan si avvicina quale “partner di dialogo”.

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Le origini di tale oganizzazione risalgono allo Shanghai-5: dopo la dissoluzione dell’URSS, negli  anni novanta hanno avuto luogo diversi negoziati. Nel 1996 cinque Stati (Kirghizstan, Kazakhstan, Tagikistan, Cina e Russia)  hanno sottoscritto l’Agreement on Confidence building measures the military sphere in the border areas, e nel 1997 hanno firmato l’Agreement on mutual reduction of armaments in the border area. Questa era la base informale lo Shanghai-5, foro per incontri periodici fra i Capi di Stato per il coordinamento delle strategie d’azione unitarie in relazione a problematiche di natura per lo più politico-strategica.

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L’obiettivo era di garantire la stabilità dell’area centro-asiatica, operando in una prospettiva prevalentemente politica in materia di sicurezza regionale, contro le minacce alla sovranità statale e alla stabilità sociale provenienti dal terrorismo di matrice religiosa, dal nazionalismo e dal separatismo

Il summit di Shanghai del 2001, è stata la tappa cruciale nel processo di evoluzione dello Shanghai-5, in cui Russia, Cina, Tagikistan, Kirghizstan, Kazakistan e il nuovo membro, Uzbekistan, hanno sottoscritto la Declaration on Establishment e dichiarano l’istituzione della Shanghai Cooperation Organisation.

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La SCO non è un blocco militare diretto contro altri Stati o forme associative, ma una mera organizzazione fedele al principio del non-allineamento. La SCO ha in primo luogo concentrato i propri sforzi nel settore militare della sicurezza regionale. A tale scopo sono state organizzate annualmente esercitazioni militari congiunte, che hanno permesso agli Stati membri di procedere a un coordinamento delle forze armate. Per i paesi della SCO, il rispetto della sovranità, l’inviolabilità del territorio e la non ingerenza negli affari interni sono principi basilari dell’Organizzazione attribuiti alla sua Carta.

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Russia, Cina e l’Asia Centrale

L’interesse della Cina per l’Asia Centrale e per la ricerca di efficaci forme di cooperazione bi- e multilaterale è mosso essenzialmente da tre interessi fondamentali: la sicurezza dei confini, la lotta contro il terrorismo e per le prospettive di consolidamento ed espansione dell’approvvigionamento energetico per il crescente fabbisogno cinese. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, la Cina torna ad occuparsi con nuovo spirito della propria dimensione centro-asiatica, determinata dalla Provincia Autonoma dello Xinjiang, parte integrante dell’Asia Centrale sia per collocazione geografica sia per comunanza di lingua, cultura e tradizioni con gli altri popoli dell’area. Finora l’approccio cinese verso l’Asia Centrale ha prodotto risultati positivi.

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Pechino guarda quindi all’Asia centrale da una duplice prospettiva, energetica e di sicurezza. La Cina importa oggi oltre l’80% del proprio fabbisogno energetico via mare (una via altamente insicura), per questo motivo ora si impegna a inserire la regione centro-asiatica nella propria strategia globale di approvvigionamento. Le cinque repubbliche dell’Asia centrale hanno, a livelli diversi, importanti riserve energetiche di petrolio e gas e sono consapevoli di essere in una forte posizione negoziale nei confronti di partner occidentali. In particolare, nel 2007 è stata avviata la costruzione della Central Asia Gas Pipeline, con la quale si intende collegare entro il 2010 il Turkmenistan alla Cina, attraverso Uzbekistan e Kazakhstan.

Per quanto riguarda i rapporti tra la Russia e l’Asia Centrale, i 150 anni di dominio zarista nei Paesi centro asiatici hanno contribuito a conferire a quegli stati un’identità metanazionale. Alla radice dell’interesse della Russia verso quella regione si trova lo sforzo continuo di mantenere il tradizionale rapporto privilegiato composto da quegli elementi politici, economici, di sicurezza, culturali e linguistici da tempo spontaneamente condivisi. Il bisogno di un nuovo equilibrio regionale diede inizio al processo di ricerca di un nuovo rapporto con “l’estero vicino”. In Asia Centrale, la Russia ha perseguito la via dell’approccio multilaterale, mediante la costituzione di varie Organizzazioni regionali (Central Asian Union-CAU; Eurasian Economic Commonwealth EEC; Collective Security Treaty Organization-CSTO).

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Tutti gli stati stanno utilizzando la loro posizione a proprio vantaggio portando avanti politiche multivettoriali, mirate a instaurare “partenariati strategici” con più potenze possibili. Il livello di collaborazione con le grandi potenze all’interno della SCO è però diverso: Kazakistan e Uzbekistan sono i paesi più attivi, anche se quest’ultimo mantiene rapporti preferenziali con la Russia e non ha forti relazioni con l’Occidente soprattutto a causa di problemi legati a rispetto dei diritti umani.

Kazakhstan

Kazakistan considera il terrorismo, l’estremismo e il separatismo come tre minacce alla sicurezza degli stati membri della SCO. Nel contesto della sua equilibrata politica estera e di sicurezza, il Kazakistan è ben consapevole del fatto che la Russia è un importante partner a lungo termine, ma lo stesso vale per l’altro grande attore nella regione, la Cina.

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Con interessi comuni in materia di petrolio e gas, nonché preoccupazioni comuni per un aumento del terrorismo originario dall’Afghanistan, il Kazakistan ha preso attivamente posizione su una serie di questioni legate all’agenda all’interno della SCO. Nel 2013, il Kazakistan ha invitato la NATO a stabilire un dialogo con la SCO. Nel 2014, durante il vertice SCO di Dushanbe (Tagikistan), il presidente del Kazakistan ha attirato l’attenzione dei paesi SCO su una serie di minacce urgenti alla sicurezza regionale per contribuire a risolvere i problemi dei confini, oltre alla questione della sicurezza dell’approvvigionamento alimentare (come una delle aree chiave della cooperazione economica). Inoltre, ha rilevato la pressante questione della scarsità d’acqua nella regione che ha colpito la stabilità e la sicurezza in questo territorio.

Kyrgyzstan

La cooperazione di Bishkek (sicurezza, energia, economia e politica) avviene prevalentemente con la Russia. Ciò è di vitale importanza per la sopravvivenza del governo, dal momento che il Kirghizistan è uno stato politicamente debole senza risorse energetiche. Per lo stesso motivo, anche Bishkek assegna molto valore alla sua cooperazione nell’alleanza militare a guida russa, nella CSTO, così come all’interno della SCO.

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Tajikistan

Le opinioni del Tagikistan sulla cooperazione regionale sono simili a quelle del Kirghizistan. Dushanbe ha anche una stretta collaborazione con Mosca, assicurando la sopravvivenza di questo stato politicamente debole.  La dottrina militare tagika richiede “Rafforzamento della stabilità (inter)nazionale e sicurezza e prevenzione dei conflitti armati coordinando la politica militare e di difesa, a livello regionale all’interno della CSTO, SCO e CSI“.

Uzbekistan

A partire dal 2003, la Russia aveva intenzione di stabilire una cooperazione tra la CSTO e la SCO. Tuttavia, con la prospettiva di legami rafforzati tra la CSTO e la SCO, l’Uzbekistan ha minacciato di lasciare la SCO a causa della sua avversione alla CSTO, che aveva lasciato nel 1999.  L’Uzbekistan inoltre è contro le esercitazioni militari della SCO sul proprio territorio, poiché aveva preferito condurre tali esercitazioni con la NATO. A seguito di questa posizione, nel 2003, l’Uzbekistan ha rifiutato di partecipare a trivellazioni SCO congiunte in Kazakistan e Cina.

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L’Uzbekistan è stato disposto a dimostrare la propria leadership regionale ospitando sul proprio territorio il comitato antiterrorismo RATS (struttura antiterroristica regionale) e vertice della SCO, ma è riluttante a sostenere coerentemente altre attività della SCO.  Tashkent assume una posizione indipendente e di non-allineata, tuttavia ha un interesse speciale nella RATS, che si occupa della lotta all’estremismo e lo sviluppo di operazioni congiunte contro le minacce di ISIS. Mentre molti governi occidentali credono che in passato l’Uzbekistan abbia usato la minaccia del terrorismo per reprimere il dissenso interno, la natura transnazionale dell’ISIS rappresenta una minaccia qualitativamente diversa, che richiede misure adeguate.

L’Uzbekistan ha bisogno di vie di transito sicure per espandere il suo commercio estero, che è una fonte vitale delle sue entrate statali. Di conseguenza, l’Uzbekistan sta perseguendo un’iniziativa per collegare in modo ferroviario e marittimo l’Asia centrale con il Golfo attraverso il cosiddetto territorio dell’Uzbekistan-Turkmenistan-Iran-Oman. Inoltre, Karimov ha affermato che la SCO dovrebbe escludere qualsiasi politica basata sui blocchi e non trasformarsi in un’alleanza politico-militare. 

 

 

Fonti e Approfondimenti:

http://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/13518046.2017.1271642

Elisa Tino: “Una nuova sfida nel regionalismo multipolare asiatico: la Shangai Cooperation Organization”.

Centro Militare di Studi Strategici Ricerca: “Il ruolo della SCO nella cooperazione regionale in Asia Centrale” di Lorena Di Placido.

https://www.cfr.org/backgrounder/shanghai-cooperation-organization

“La Shangai Cooperation Organization” di Sandro Bordone (su “Il Politico”)

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