MERCOSUR: cos’è e come funziona

Il MERCOSUR, acronimo di Mercado del sur in spagnolo (o MERCOSUL – Mercado do sul in portoghese) è un’organizzazione internazionale a carattere regionale, istituita nel 1991 da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, allo scopo di creare uno spazio di cooperazione e integrazione economica nella regione latinoamericana. Sono successivamente entrati a farne parte in qualità di membri associati Cile e Bolivia (1996), Perù (2003), Colombia ed Ecuador (2004). Il Venezuela è membro dal 2006, ma attualmente sospeso. Sono invece osservatori il Messico e la Nuova Zelanda.

Le origini

A questo risultato si è arrivati dopo quasi un secolo di tentativi: già dal 1909 si ipotizzava la costituzione di un’unione doganale del Cono Sud del Continente americano. Per 70 anni si susseguirono una serie di accordi non riusciti o dai risultati molto limitati come l’ALALC (Associazione latino-americana di libero commercio) creata nel 1960 da 11 Paesi o l’ALADI (Associazione latino-americana di integrazione) sorta nel 1980 come proseguimento della precedente esperienza.

Negli anni ’80, dopo la restaurazione dei regimi democratici in Argentina e Brasile, riprende forza l’idea dell’unione economica. Entrambi i Paesi si erano ignorati per circa un secolo e si trovavano nelle condizioni di dover ammodernare i propri sistemi economici, tanto a livello tecnologico che per capacità produttive. La necessità di fare investimenti di modernizzazione e rendere competitive le proprie economie sul mercato internazionale, uniti al peso dei debiti esteri contratti negli anni precedenti e la difficoltà di trovare nuovi creditori, rese più conveniente un percorso “comune”.

Tra il 1985 e il 1986, infatti, Alfonsìn e Sarney, i Presidenti di Argentina e Brasile, svilupparono un quadro politico per perseguire obiettivi comuni futuri, nel solco del cosiddetto “regionalismo aperto”, in un’epoca in cui, fatta salva l’esperienza della CEE, non esistevano casi di integrazione economica su tale scala.

Con la dichiarazione di Foz de Iguazù del dicembre 1985 viene preso l’impegno di presentare entro la metà dell’anno successivo una relazione contenente i principi fondamentali per lo sviluppo del rapporto di cooperazione, e nel luglio di tale anno viene quindi firmato un accordo (Acta para la Integracion Argentino-Brasilena) composto di dodici protocolli commerciali. Si descriveva un piano di specializzazione della produzione in grado di sfruttare al meglio le economie di scala, i vantaggi naturali e le risorse di ciascun Paese, con l’obiettivo di sviluppare in particolare i settori dell’allevamento e dell’industria.
I vari protocolli prevedevano una riduzione delle imposte reciproca per aumentare commerci e approvvigionamenti, la riconversione delle industrie esistenti e lo sviluppo di nuovi settori (informatica, comunicazioni).

Nel 1988 segue un trattato vero e proprio tra i due paesi che s’impegnano a praticare
un medesimo trattamento all’Uruguay, aggiuntisi nel frattempo. Nel 1991 si unisce anche il Paraguay e viene siglato il Trattato di Asuncion, istitutivo del MERCOSUR.

Obiettivi, struttura e funzionamento del MERCOSUR

Il Trattato di Asunciòn istituì tra i Paesi fondatoriper un periodo di quattro anni,  una zona di libero scambio e un’unione doganale, ossia l’abolizione dei dazi interni e l’adozione di una tariffa comune per i rapporti commerciali con i Paesi terzi. Allo scadere del termine, nel dicembre 1994, gli Stati membri firmarono il Protocollo di Ouro Preto, che integra il Trattato istitutivo e stabilisce la struttura definitiva e l’organizzazione del Mercosur e la cui data di entrata in vigore, 1° gennaio 1995, coincide con la “vera” nascita dell’Organizzazione.

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Gli obiettivi principali sono garantire la libera circolazione di beni, servizi e fattori produttivi tra Stati membri; l’adozione di una politica commerciale comune e la fissazione di una tariffa doganale esterna comune; il coordinamento delle politiche macroeconomiche e settoriali relative a commercio estero, agricoltura, industria, sistema monetario, politiche valutarie e fiscali, servizi, dogane, trasporti e comunicazioni. Gli Stati si impegnano a modificare le proprie legislazioni interne in contrasto con il processo d’integrazione, per armonizzare i diritti e i doveri tra le parti contrattuali, sebbene siano previste misure protettive transitorie in favore di Paraguay e Uruguay. Esistevano e permangono, infatti, forti asimmetrie tra i vari Paesi membri che rendono difficile il paragone tra MERCOSUR e MEC (Mercato comune europeo): il Brasile da solo sviluppa circa il 77% del prodotto economico del gruppo, l’Argentina il 20%, l’Uruguay il 2% e il Paraguay l’1%.

Per quanto riguarda la struttura interna dell’organizzazione troviamo il Consiglio del Mercato comune, massimo organo decisionale composto dai ministri degli Esteri e dell’Economia degli Stati membri; il Gruppo del Mercato comune, organo esecutivo, composto da quattro membri permanenti e da quattro supplenti per ogni stato membro in rappresentanza dei ministri degli Esteri e dell’Economia e le banche centrali; la Commissione per il commercio, organo tecnico composto da quattro membri permanenti e quattro supplenti, fornisce gli strumenti operativi per l’adozione della politica commerciale comune; la Commissione parlamentare congiunta, composta da membri dei Parlamenti nazionali degli Stati aderenti all’organizzazione, incaricata di perseguire l’applicazione interna delle decisioni adottate e l’armonizzazione delle legislazioni nazionali; il Forum consultivo economico sociale, portavoce, presso il Gruppo, delle esigenze del mondo economico e sociale; il Segretariato amministrativo, che si occupa della pubblicazione del bollettino ufficiale e dell’archiviazione dei documenti.

L’operatività dell’Organizzazione è stata rallentata da una serie di regimi derogatori e periodi transitori per la graduale abolizione dei dazi doganali e le barriere non tariffarie, oltre che per il coordinamento delle politiche macroeconomiche. Furono previste importanti eccezioni per i dazi in alcuni settori commerciali (automobilistico,
saccarifero, tessili e abbigliamento), che avrebbero dovuto essere eliminate in parte entro il 1 gennaio 2001 e, in parte, per un numero limitato di casi, entro il 2006.

Inoltre, i processi di privatizzazione dei servizi pubblici, avvenuti in particolare nei due principali Paesi, hanno fortemente influenzato gli investimenti diretti verso settori relativamente poco esposti alla concorrenza internazionale (“non-tradeables”), con miglioramento nell’efficienza dei servizi stessi, ma con minori e solo indiretti riflessi sullo sviluppo industriale e la competitività internazionale, spesso, anzi, con conseguenze negative per la politica valutaria.

La credibilità del Mercosur, oltre ad esser stata posta in dubbio dal rallentamento della sua attuazione e dalle perduranti eccezioni, è stata minata dall’approccio poco istituzionale ed effettivamente vincolante dei suoi meccanismi. Gli interessi nazionali e contingenti hanno prevalso sugli impegni formalmente presi.

Sviluppi recenti

Nel 1998 i quattro paesi fondatori hanno creato un meccanismo comune per le consultazioni politiche, il MERCOSUR politico, al quale partecipano a pieno titolo anche Cile e Bolivia.

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Dieci anni dopo, il 23 maggio 2008, con il Trattato di Brasilia è stata istituita l’UNASUD (Unione delle nazioni sudamericane) che sostituisce la Comunità sudamericana delle nazioni (CSN) del 2004 e unisce i Paesi della Comunità andina, Mercosur oltre che Cile, Guyana e Suriname. Il progetto contenuto nella Dichiarazione di Cusco è la creazione di una comunità regionale sul modello dell’Unione europea, rilanciando l’idea dell’integrazione politico-economica fallita negli anni precedenti.

Gli obiettivi della nuova organizzazione erano di portare a termine il processo di integrazione entro il 2007, eliminare i dazi doganali per i prodotti comuni entro il 2014, stabilire un Parlamento comune entro il 2019 e coordinare le politiche in campo agricolo, diplomatico, energetico, scientifico, culturale, sociale e in altri ambiti.

Tra i principali risultati ottenuti ci sono l’autostrada inter-oceanica (in spagnolo, Carretera Interoceánica) che unirà Perù, Bolivia e Brasile, permettendo ai tre Paesi di affacciarsi contemporaneamente sia sull’oceano Atlantico sia sull’oceano Pacifico; l’anello energetico sudamericano, un progetto per le forniture di gas di Argentina, Brasile, Cile, Paraguay e Uruguay soddisfatte interamente dal Perù, attraverso un gasdotto; il gasdotto binazionale, un progetto di integrazione energetica fra Colombia e Venezuela.

Il 9 dicembre 2011 l’Organizzazione ha ottenuto lo status di osservatore presso l’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Fonti e approfondimenti:

 

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