Sulla strada per Kyiv: elezioni e partiti

A cinque anni dalla Rivoluzione della Dignità, l’Ucraina si prepara ad andare alle urne per scegliere un nuovo Presidente e rinnovare i membri della Verkhovna Rada, il parlamento ucraino. Previste alla fine di marzo 2019, queste elezioni sono cruciali per il futuro del paese e gli osservatori internazionali stanno già tenendo sotto controllo la campagna elettorale. Infatti, secondo il The Economist Democracy Index, l’Ucraina resta ancora sotto la categoria hybrid regime (a metà strada tra democrazia e regime autoritario) e questo alimenta perplessità e incertezze sulla regolarità del processo elettorale. Protagonisti dello scontro elettorale saranno probabilmente il miliardario presidente uscente Petro Poroshenko e la controversa leader della Rivoluzione Arancione del 2004 Yulia Tymoshenko.
Dopo aver introdotto il contesto storico-politico ucraino, proviamo ora ad analizzarne il sistema politico e partitico.

Sistema politico

L’Ucraina è una repubblica democratica semi presidenziale con un sistema multipartitico. Il Presidente è il capo dello Stato e il Primo Ministro il capo del Governo. Queste due figure, assieme al consiglio dei ministri, esercitano il potere esecutivo, mentre la Verkhovna Rada detiene il potere legislativo come parlamento unicamerale. Tra i poteri del Presidente ci sono quelli di ratifica e veto sulle proposte di legge (ad eccezione delle riforme costituzionali) e di nomina del Primo Ministro e del Governo, confermati poi de jure dal Parlamento.

Sistema elettorale

Gli organi dello stato vengono eletti a scadenza quinquennale e a suffragio universale, da tutti i cittadini ucraini maggiorenni aventi diritto di voto. Il Presidente è eletto con voto diretto e non può ricoprire più di due mandati consecutivi. In caso nessuno dei candidati superi il 50% delle preferenze al primo turno, il ballottaggio ha luogo dopo tre settimane. Dal 2014 come requisito fondamentale per potersi candidare alla presidenza è richiesta la conoscenza della lingua ucraina.
Per quanto riguarda la Verkhovna Rada, i suoi 450 membri sono eletti per metà con un sistema proporzionale e per l’altra metà con un sistema maggioritario. La soglia di sbarramento per accedere alla distribuzione dei seggi al parlamento è fissata al 5%.

Fratture

La storia politica ucraina è stata da sempre caratterizzata dalla divisione socioculturale tra est e ovest. Una frattura linguistica e geopolitica che trova le sue radici nella dominazione polacca e austroungarica delle zone occidentali e di quella russa delle zone orientali. Un forte nazionalismo e l’uso dell’ucraino come prima lingua caratterizzano le regioni (oblasts) a sinistra di Kyiv. Questi oblast rappresentano quindi anche le grandi sacche di elettorato per i candidati filoeuropeisti. Dall’altro lato della capitale, si trovano invece regioni quasi totalmente russificate nel corso dei secoli (la cosiddetta Piccola Russia), dove parlare il russo significa essere russi a tutti gli effetti. Qui hanno le loro roccaforti i candidati del disciolto Partito delle Regioni (il partito dell’ex presidente esiliato Viktor Yanukovych), oggi confluiti nell’Opposition Block. Inoltre, a seguito della recente decisione della Chiesa Ortodossa Ucraina di proclamare la propria indipendenza da quella russa, la questione religiosa si è imposta nel dibattito politico accentuando la tradizionale frattura tra est ed ovest.

Tuttavia dal 2014, a seguito della forte spinta all’unificazione nazionale causata dall’annessione della Crimea alla Russia, i fattori socioeconomici hanno assunto un peso maggiore rispetto alle passate competizioni elettorali. La crisi economica del paese ha causato una decrescita della qualità della vita dei cittadini che per il 75% sentono di essere in difficoltà economiche. Questo ha portato a una maggiore attenzione rispetto alla disuguaglianza tra persone comuni e i ricchi oligarchi del paese e a catalizzare l’opinione pubblica sulla necessità di riforme in campo economico e giuridico.

parlamento

Tematiche

I toni della competizione elettorale si stanno focalizzando su alcune tematiche cardine, usate per raggiungere l’attenzione dei cittadini. Su questi temi si gioca gran parte della campagna elettorale e sono scelte dai candidati come strumento di delegittimazione degli avversari.

Corruzione

Il problema più importante riguarda la corruzione, dalla quale nessun candidato o partito sembra essere scevro. Il passato dominio degli oligarchi filorussi sembra tramontare, ma restano ancora molte perplessità. Ad esempio, l’attuale governo convive con la presenza di Gennadiy Trukhanov come sindaco di Odessa, il più importante porto dell’Ucraina. Trukhanov è stato collegato, a seguito della pubblicazione dei Panama Papers, a numerose attività illecite e di riciclaggio offshore. Inoltre possiede passaporto russo, cosa che lo renderebbe ineleggibile per la carica che ricopre. Molti attivisti anticorruzione con base a Odessa hanno subito attacchi violenti nei confronti delle loro persone e sono convinti di un suo coinvolgimento in queste strategie di intimidazione. Recente è la notizia della morte dell’attivista Kateryna Gandziuk, attaccata con un litro di acido 3 mesi fa e ricoverata fino a domenica 4 novembre in un ospedale di Kyiv.

Dal lato degli sfidanti abbiamo invece la candidata Yulia Tymoshenko, che per molti rappresenta l’emblema della corruzione per aver stretto, nel 2006, un accordo commerciale segreto con Putin, mentre ricopriva la carica di Primo Ministro. Per queste accuse è stata condannata e arrestata nel 2011, per poi essere liberata nel 2014 dopo la fuga di Yanukovich.

Guerra

A seguito della Rivoluzione del 2014, la questione della difesa del territorio nazionale è diventata centrale nel dibattito politico. L’annessione Russa della Crimea e la creazione delle repubbliche indipendenti del Donetsk e del Luhansk hanno portato i rappresentanti di questi schieramenti e il governo ucraino a firmare il così detto Protocollo di Minsk. Un accordo che prevede la fine delle ostilità in queste regioni calde e il disarmo di gruppi paramilitari indipendenti. I vari partiti in competizione sono ora schierati pro o contro questo protocollo, utilizzando la retorica dell’integrità nazionale come strumento di raccolta dei consensi.

Sviluppo

Il tema centrale della competizione politica riguarda le condizioni economiche del paese e la sua strada verso le riforme. Il paese soffre ancora di un cambio molto alto rispetto alle monete forti come euro o dollaro e la crescita economica è ancora lenta e non pari alle aspettative della popolazione. La candidata Tymoshenko fa leva sugli alti costi delle forniture di gas e il governo cerca di attrarre elettori annunciando, poco più di un mese fa, l’innalzamento del salario minimo.

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Partiti

Osserviamo ora i principali schieramenti politici in corsa per la presidenza.

Pro Ue

Batkivshchyna (“Patria”) è il partito di Yulia Tymoshenko, già due volte primo ministro e donna simbolo della Rivoluzione Arancione. Il suo è un partito populista e conservatore, con tendenze europeiste e pro Nato. Quest’anima filo-occidentale è però in antitesi con gli stretti legami di Tymoshenko con il Cremlino e con la sua avversione nei confronti degli aiuti arrivati dal Fondo Monetario Internazionale. Figura polarizzante del dibattito politico, ha dichiarato di non essere disposta a formare coalizioni e, per ora, si trova in testa nei sondaggi.

Poroshenko Bloc (“Solidarietà”), partito del presidente uscente, è in realtà una grande coalizione di varie sigle politiche a tendenza liberal-democratica con una forte spinta europeista e occidentale e marcatamente anti russa. In questa campagna elettorale il partito ha adottato lo slogan “Esercito, lingua e fede”, per sottolineare la sua componente identitaria nazionale e rimarcare i temi classici della politica ucraina. Per ora Poroshenko non gode di molta popolarità, a causa delle manovre di austerità portate avanti dal suo governo, per il suo ruolo di potente uomo d’affari non completamente trasparente e per la lenta attuazione delle riforme necessarie per far ripartire la crescita economica del Paese. Indietro nei sondaggi rispetto a Tymoshenko, punta su una strategia elettorale che evochi stabilità, unità e spirito antirusso.

Pro Russia

La cosiddetta Opposition Bloc riunisce sotto la stessa sigla i membri del disciolto Partito delle Regioni dell’ex presidente Yanukovich. La tendenza del partito è ovviamente euroscettica e pro russa. Il suo leader, Yuri Boyko, è un ricco imprenditore proveniente dall’oblast di Donetsk ed ex Ministro per l’energia, sempre sotto Yanukovich. Secondo investigazioni dei nuovi organi anticorruzione, Boyko sarebbe connesso al magnate ucraino del gas Serhiy Kurchenko e accusato di concussione. Questa accusa, però, non è stata ancora confermata. Unica certezza è il supporto economico e politico del Cremlino a questa formazione politica. Sembra difficile che questo candidato riesca a raggiungere la presidenza, ma sarà fondamentale nel destabilizzare i due candidati europeisti, polarizzando il consenso nelle regioni orientali russofone.

poroshenko tymoshenko

Conclusioni

Il quadro partitico-politico ucraino resta ancora ampiamente dominato da corruzione e da volti già noti all’opinione pubblica, i quali provano a riproporsi sotto nuovi schemi ma restando guardiani di interessi elitari. La politica ucraina è quindi uno spazio per pochi, in cui la nascita di nuove formazioni indipendenti sembra essere fortemente limitata dalla paura di ripercussioni violente e da un’arena satura di sigle e formazioni già solide. In questo contesto solamente i partiti di estrema destra possono vantare una nascita indipendente, dal basso, con organizzazioni capillari capaci di difendere i propri attivisti, soprattutto per la loro natura spesso paramilitare. Questo fenomeno, legato alla sfiducia nelle istituzioni e nei partiti e connesso alla disillusione verso la politica, dovrebbe rappresentare un campanello d’allarme per la popolazione locale e per le istituzioni internazionali che osservano lo sviluppo di questa giovane repubblica. Dopo il 2004 e il 2014, se un’altra rivoluzione dovesse abbattersi contro il governo ucraino, questa potrà essere solo più violenta e marcatamente nazionalista.

 

 

Fonti e approfondimenti:

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