Il Mozambico alle elezioni più importanti della sua storia

Il Mozambico terrà le sue prossime elezioni generali il 15 ottobre 2019. I cittadini rinnoveranno per intero i 250 deputati dell’Assemblea della Repubblica, oltre che eleggere direttamente il nuovo Presidente. Nominato il governo, questi organi guideranno il Paese nei prossimi cruciali 5 anni.

Quelle del mese prossimo si preannunciano come forse le elezioni più importanti nella storia del Mozambico, perché a essere messi in discussione saranno tre elementi che hanno caratterizzato la politica democratica del Paese dalla fine della guerra civile nel 1992 ad oggi.

Il Frente de Libertação Nacional (Frelimo) governa da solo il Mozambico fin dall’indipendenza del 1975, prima come partito autoritario e poi come vincitore assoluto di ogni elezione dal 1992 in poi. La Resistncia Nacional Moçambicana (Renamo) è invece il principale gruppo di opposizione, sempre esclusa dal governo e sempre su posizioni di completo antagonismo, anche armato, verso il Frelimo. Il Paese poi è a lungo rimasto estremamente povero e privo di risorse naturali, di fatto escluso in larga parte dalle mappe della geografia economica e dello sviluppo. La situazione è però cambiata radicalmente negli scorsi anni.

Questa situazione politia ed economica quasi trentennale potrebbe cambiare il 15 ottobre.

 

 

Elezioni-Mozambico-Frelimo-Renamo (2)
Il Presidente uscente Filipe Nyusi, capo del Frelimo (fonte: Wikimedia Commons)

 

La sfida delle risorse

Il Mozambico è stato storicamente un Paese povero di risorse, con un’economia debole basata quasi esclusivamente sull’agricoltura di piccola scala, estremamente dipendente dagli aiuti internazionali. Le ragioni dietro questa situazione sono soprattutto storiche, e risalgono alla dominazione coloniale portoghese.

Gli occupanti europei, infatti, non investirono mai nello sviluppo del Mozambico, sfruttando la colonia solo in funzione della crescita economica portoghese, tra l’altro con scarsi risultati. Questo spinse Lisbona a non negoziare l’indipendenza dei suoi domini durante gli anni ’60, al contrario di Inghilterra o Francia. Ciò diede il via alla guerra anti-coloniale guidata dai socialisti del Frelimo, che otterranno l’indipendenza nel 1975 e la guida del Paese.

Alla guerra di liberazione, purtroppo, seguì immediatamente una guerra civile tra il Frelimo e la Renamo, un gruppo emerso in quegli anni nelle regioni centrali del Paese. La Renamo era inizialmente un gruppo proxy dei regimi dell’apartheid di Sudafrica e Rhodesia, intenzionati a opporsi con tutti i mezzi al governo socialista del Frelimo, ma presto ottenne il supporto della popolazione delusa dal nuovo governo. La guerra sarà sanguinosissima, e si protrarrà fino alla pace del 1992.

La successive elezioni del 1994 hanno aperto una nuova fase, in cui Frelimo e Renamo si sono contesi democraticamente la guida del Mozambico. Nel frattempo ha vissuto una crescita economica di circa l’8% l’anno, che nel tempo ha fatto sviluppare l’ndustria estrattiva nel Paese. Durante la colonizzazione parassitaria e quasi 30 anni di conflitto ininterrotto, infatti, l’esplorazione del suolo è stata sempre rimandata. A darle impulso, sono stati grandi investimenti stranieri degli ultimi anni, attirati dalla crescita del paese.

Le autorità mozambicane si sono accorte che il Paese è in realtà estremamente ricco di risorse naturali, al contrario di quanto si pensava anche solo fino a 10 anni fa. Carbone, coltan e pietre prezose sono ormai estratte in enormi quantità soprattutto nelle regioni del Nord,  portando enormi royalties nelle casse dello Stato. Nei prossimi anni inizieranno poi le estrazioni di gas naturale nel bacino del Rovuma al largo delle coste settentrionali del Mozambico, scoperto di recente e rivelatosi una delle più grandi riserve del mondo di questa risorsa.

Il prossimo governo, quindi, avrà a disposizione per i suoi progetti un budget mai avuto da nessuno dei suoi precursori e dovrà essere all’altezza delle aspettative della popolazione e della comunità internazionale. Il Mozambico è un Paese poverissimo e la popolazione si aspetta che questa ricchezza finanzi progetti efficaci di sviluppo, mentre altri Paesi intravedono in queste trasformazioni l’emergere di un nuovo partner economico.

 

Impianto gassifero in Mozambico
Un impianto gassifero nella zona di Temane (fonte: Voice of America)

La fine dell’egemonia del Frelimo?

Il Frelimo ha guidato il Mozambico fin dall’indipendenza del 1975, prima come partito unico e poi come forza di maggioranza in Parlamento dopo il 1994. Il Frelimo ha infatti sempre ottenuto la maggioranza assoluta dei voti, esprimendo quindi governi monocolore, in un bipolarismo stabile con la Renamo all’opposizione. Recentemente, però,  questo equilibrio si è rivelato meno prevedibile.

A cambiare lo scenario politico mozambicano, seppur lentamente, è stata l’istituzione di organi di governo locale come province e città metropolitane, che si sono rivelati degli inaspettati laboratori politici. Il bipolarismo tra Frelimo e Renamo è stato infatti sfidato negli ultimi 10 anni dal Movimento Democrático de Moçambique (MDM), un movimento nato da una scissione interna alla Renamo al momento di scegliere il candidato sindaco nella città di Beira.

Da allora il MDM è cresciuto rapidamente, riuscendo a uscire dalla dimensione locale e ad affermarsi in tutto il Paese, soprattutto nei centri urbani. Nello stesso 2009 è stato il primo nuovo partito a entrare nel Parlamento, con l’intento dichiarato di spezzare il bipolarismo Frelimo/Renamo. Nel 2014 l’MDM ha raccolto l’8% dei consensi alle scorse elezioni generali, ma a giudicare dgli ottimi risultati nelle ultime elezioni locali potrebbe migliorare questo risultato.

La crescita del MDM potrebbe essere la causa di una novità dirompente nel sistema politico mozambicano: la fine del dominio assoluto e solitario del Frelimo. Qualora il partito di governo non dovesse riuscire a confermare la sua maggioranza assoluta, infatti, il Paese sarà per la prima volta nella sua storia alle prese con un governo di coalizione. Si aprirebbe quindi una fase delicatissima, in cui formare un governo non sarà semplice.In caso di mancata vittoria, entrambe le opzioni per formare una coalizione a dsposizione del Frelimo saranno portatrici di pessime conseguenze.

Se l’alleanza sarà tra Frelimo e Renamo il nuovo governo sarà piena espressione dell’establishment, quello di due partiti storici che mettono da parte la rivalità pur di evitare un “terzo invitato” alla gestione di quel potere che si spartiscono fin dall’Indpendenza. L’esclusione del MDM ne rafforzerebbe però la propaganda anti-establishment. Questo ne spiananerebbe la strada ad un successo ancora maggiore nei prossimi voti locali, diminuendo quindi il potere del nuovo governo. Un governo di Frelimo e MDM sembra tuttavia ancora più rischioso.

Esclusa dal governo addirittura dopo la “caduta” del Frelimo, la Renamo potrebbe infatti veder crescere i sentimenti più massimalisti tra i suoi ufficiali e il suo elettorato. L’MDM è infatti espressione dei ceti medi urbani, mentre la renamo intercetta fortemente il voto dei poveri rurali. I gruppi sociali che si sentiranno marginalizzati potrebbero spingere il partito verso una linea dura, che potrebbe riaprire le mai terminate ostilità tra la Renamo e il Frelimo

 

 

Elezioni-Mozambico-Frelimo-Renamo.png
L’Assemblea uscente: FRELIMO (rosso, 144) RENAMO (blu, 89) MDM (giallo, 17) (fonte: Wikimedia Commons)

 

Nuovi equilibri tra Frelimo e Renamo

Il rapporto tra Frelimo e Renamo non è il normale rapporto tra partiti di maggioranza e opposizione. Anche dopo la fine della guerra civile, infatti, le ostilità tra i due grupi non si sono mai del tutto placate, e in molti frangenti sono sfociate in scontri violenti e vere e proprie azioni di guerriglia. Questa tensione deriva soprattutto dalla sostanziale esclusione delle opposizioni dal processo decisionale del governo, ma non solo. La minaccia della violenza è stata infatti uno strumento del consenso della Renamo, che con essa si è legittimata come forza di opposizione risoluta tra i suoi elettori. Anche il Frelimo ha sfruttato la tensione a suo vantaggio, nel tentativo di delegittimare le richieste degli oppositori.

La dinamica tra Frelimo e Renamo ultimamente sembra essere progressivamente più cooperativa, soprattutto dopo il cambio di leadership degli oppositori. Morto Afonso Dhlakama, leader storico del gruppo dalla sua creazione, il suo successore Ossufo Momade ha aperto importanti linee di dialogo con il presidente uscente Filipe Nyusi.

A unire i due partiti storici sembra ancora un volta l’emergere del MDM. Gran parte della narrativa degli sfidanti si basa infatti sul fatto che l’incomunicabilità tra i due partiti rallenta il sistema politico mozambicano. La popolazione si è dimostrata d’accordo, premiandoli soprattutte alle ezlezioni locali contro i candidati dei due partiti maggiori.

Per i due partiti dell’establishment, quindi, la normalizzazione dei rapporti rappresenta anche un possibile freno all’emorragia di consensi degli ultimi anni. Frelimo e Renamo sembrano aver compreso che il Mozambico sta entrando in una nuova fase della sua storia, e che se non lasceranno evolvere i loro comportamenti ritenuti ormai controproducenti e anacronistici rischiano seriamente di essere puniti nel consenso.

 

 

Fonti e Approfondimenti:

Club of Mozambique by Adrian Frey

Bertelsen, B. E. (2016) Violent Becomings: State Formation, Sociality, and Power in Mozambique. New York: Berghann

Regalia S. (2017) The Resurgence of Conflict in Mozambique. Ghosts from the
Past and Brakes to Peaceful Democracy. Notes de l’Ifri, IFRI

Pallotti, A. & Zamponi, M. (2010) L’Africa sub-sahariana nella politica internazionale, Firenze, Le Monnier

Clayton H. Vhumbunu – Suppressing the Revival of Conflict in Mozambique through Inclusive National Dialogue

Salomão A. (2015) Community-based advocacy: Lessons from a natural gas project in Mozambique. International Institute for Environment and Development, London.

Share this post

Rispondi