Elezioni in Dominica: un voto annunciato

Venerdì 6 dicembre il popolo di Dominica è chiamato alle urne. Ai circa 70.000 aventi diritto al voto viene richiesto di rinnovare 21 dei 30 seggi del Parlamento (monocamerale) e il primo ministro del governo. I due sfidanti sono Roosevelt Skerrit del Dominica Labour Party (DLP, di centro-sinistra) e Lennox Linton dello United Workers Party (UWP, di centro). Secondo gli ultimi sondaggi, il presidente uscente Roosevelt Skerrit è il favorito. Potrebbe arrivare a vincere anche 19 dei 21 seggi, ampliando la propria maggioranza in Parlamento, al momento di 15 seggi contro i 6 dell’UWP. Nei 21 collegi elettorali in cui è divisa l’isola si presentano anche due candidati indipendenti, anche se difficilmente riusciranno a ottenere un seggio. Alle ultime elezioni politiche, infatti, i due partiti sfidanti hanno praticamente polarizzato i voti.

Dominica

Dominica è uno dei numerosi Paesi insulari dei Caraibi, si trova nella zona delle Isole Sopravento settentrionali tra Martinica e Guadalupa, i due Dipartimenti d’Oltremare francesi nei Caraibi. Viene classificato tra i cosiddetti Caraibi inglesi (o anglofoni) essendo stato colonia del Regno Unito e ora membro del Commonwealth. A differenza delle altre ex colonie caraibiche, tranne Trinidad e Tobago, al momento dell’indipendenza è divenuta una repubblica parlamentare.

L’attuale settore economico trainante è il terziario: l’economia si regge sugli investimenti della finanza, grazie al regime fiscale agevolato del Paese, anche se non è stato sempre così. Fino agli Anni ‘80 il settore trainante dell’economia è stato il commercio di prodotti agricoli, in particolare banane. Compresa la necessità di cambiare rotta, a partire da quegli anni il governo ha investito molto per la diversificazione della produzione agricola e ha cercato di puntare sul turismo finanziando il progetto di un aeroporto internazionale (mai portato a termine). Per un breve periodo Dominica è riuscita anche a importare una buona dose di liquidità attraverso la donazione della cittadinanza agli investitori stranieri. Si è promosso, a tal proposito, un “programma di cittadinanza economica”, ovvero la concessione di cittadinanza a stranieri in cambio di proficui investimenti nelle isole.

Lo stesso stratagemma è stato utilizzato da tante altre realtà nei Caraibi e ha permesso la crescita del settore finanziario off-shore negli anni a seguire. Attraverso questo metodo Dominica ha stretto forti legami con Taiwan, dato che circa 750 cittadini taiwanesi hanno ottenuto in poco tempo la cittadinanza di Dominica. Lo stesso hanno fatto alcune centinaia di russi.

La situazione attuale

Rispetto al passato, ora Dominica ha rivoluzionato la propria linea diplomatica e ha scelto di riconoscere la sovranità cinese su Taiwan. Così si sono stretti i legami diplomatici tra Cina e Dominica, grazie ai quali il presidente Skerrit ha potuto ottenere cospicui finanziamenti per costruire il più grande ospedale pubblico del Paese.

Con la crisi del 2008 gli ingressi della finanza off-shore sono calati drasticamente e il Paese si ritrova in un momento di ristagno economico. Ad oggi Dominica è uno dei Paesi più poveri dei Caraibi, con un PIL pro capite molto modesto e quasi un terzo della popolazione che vive in povertà.

Nel 2017 Dominica è stata quasi completamente rasa al suolo dal passaggio di Maria, un uragano di categoria 5 (su una scala da 1 a 5) tra i più devastanti degli ultimi anni. Da allora il Paese ha molte difficoltà a riprendersi la sua fetta di turismo, mai sostanzialmente attratto dalle poche opportunità che l’arcipelago ha saputo mettere a disposizione. Basti pensare che Dominica è uno dei pochi Stati caraibici a non avere un aeroporto internazionale.

La politica

Dominica è una democrazia parlamentare. Il capo di Stato è il presidente che viene eletto dal Parlamento. Il potere legislativo è esercitato da 30 membri della Camera, 21 dei quali eletti dal popolo. I restanti nove vengono nominati dal presidente della Repubblica di cui 5 sono decisi dalla maggioranza e 4 dall’opposizione. La legislatura dura per 5 anni, dopo i quali vengono indette le elezioni a suffragio universale.

L’attuale partito al governo, il DLP, governa il Paese ininterrottamente dal 2000, anno in cui sconfisse l’UWP dopo 5 anni di governo. La vittoria giunse principalmente grazie a un’alleanza con il Dominica Freedom Party (DFP), con cui il DLP si era conteso la governance del Paese nei 40 anni precedenti. Alle successive elezioni il DFP non riuscì a guadagnare nessun seggio, scomparendo così dalla scena politica di rilievo di Dominica.

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Roosevelt Skerrit – Fonte: Flickr – @Roosevelt Skerrit

Il presidente della Repubblica ha un vincolo di due mandati, mentre il primo ministro no. L’attuale Premier, Roosevelt Skerrit, è in carica dal 2004, anno in cui prese il posto di Pierre Charles, che era deceduto durante il mandato. Oltre a essere capo del governo, Skerrit ora è anche ministro delle Finanze, degli Esteri e della Tecnologia dell’Informazione.

I temi della campagna elettorale

In questo scenario, i temi centrali della campagna elettorale riguardano soprattutto la crescita economica. Il primo passo necessario a Dominica per uscire dalla sua attuale situazione consiste nella ricerca di finanziamenti per portare a termine l’aeroporto internazionale. Il forte legame diplomatico che sembra essersi creato con la Cina, così come testimoniano i numerosi scambi e incontri tra vari rappresentanti statali dei due interlocutori, fa credere che quella sia la direzione scelta dal governo. Senza aiuti dall’esterno è certo che Dominica non potrà far ripartire la propria economia. Il presidente uscente Skerrit lo sa bene ed infatti ha molte volte posto l’accento su questo tema durante la campagna elettorale.

Nel Manifesto del partito di maggioranza si fa spesso riferimento agli investitori stranieri. La critica più importante che il DLP muove all’UWF è quella di non aver compreso l’importanza del settore finanziario e di come questo si stesse evolvendo nel corso dei tempi. A tal proposito il DLP si concentra molto sulla necessità di migliorare la stabilità finanziaria del Paese puntando sull’aumento di infrastrutture e sul settore manifatturiero, principalmente legato alla produzione di chip elettronici.

Il turismo è un altro tema caro all’economia dominicana. Essendo un Paese poco attrattivo e con poco da offrire in confronto ai propri vicini, da molti anni Dominica sta cercando di proporsi come meta ideale per un turismo ecologista, tentando faticosamente di trovare anche in questo settore una sua fetta di mercato, nonostante la grande concorrenza.

Le elezioni

Il margine di errore, per queste elezioni, sembra essere minimo. Con molta probabilità il presidente uscente Roosevelt Skerrit verrà rieletto, ma non senza opposizione. Già ad agosto alcuni manifestanti erano scesi per le strade per protestare contro la mancata riforma del sistema elettorale, che ora favorisce il partito di maggioranza. A tali proteste il governo ha risposto mandando incontro ai manifestanti le cariche della polizia e rifiutandosi di accogliere le richieste.
Oltre che dagli oppositori politici, la riforma elettorale era stata proposta anche da una Commissione speciale, incaricata di osservare e giudicare l’attuale situazione politica pre-elettorale. Il risultato di questa Commissione, composta da 8 membri appartenenti a tre entità diverse (Organizzazione degli Stati Americani, Commonwealth e CARICOM) è un report in cui si mostra molta diffidenza verso come il Paese si sta preparando alle elezioni.

 

Fonti e approfondimenti

WIC News Reporter, Dominica Electoral Reform Committee presents their final report, suggests amendments for electoral lawWIC News, 16/08/2019

Alexis F. Ludwig, Remarks on Elections in Dominica, U.S. Mission to the
Organization of American States, 20/11/2019

A. Kentish, Police fight protesters on Caribbean island of DominicaStar Tribune, 19/11/2019

www.caribbeanelections.com, aggiornato al 04/12/2019

www.thecommonwealth.org

www.electionguide.org

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