Gamestop e mercati: scontro generazionale

Gamestop
Remix foto di josephvm - mike mozart

Il 2020 è stato sicuramente un anno di stravolgimenti epocali, con interi settori dell’economia e della politica mondiale completamente stravolti dalla pandemia. Un cambiamento passato relativamente in sordina sui media italiani ed europei, e fino ad ora ignorato parzialmente anche dai media statunitensi, è stato l’aumento vertiginoso di investitori retail sui mercati finanziari. Il termine retail viene utilizzato generalmente per definire investitori individuali non sofisticati, in contrapposizione con gli investitori “institutional” o istituzionali, cioè fondi di investimento e similari. Questi operatori si sono rivelati determinanti nel causare la cascata di eventi che ha acceso i riflettori su Gamestop e sullo stato attuale dei mercati finanziari. 

Hold GME

In questa cornice, nel mese di gennaio 2021 un gruppo di investitori retail, la maggior parte dei quali iscritti al gruppo r/wallstreetbets su Reddit hanno preso di mira le azioni di Gamestop, la catena di vendite di videogiochi fortemente in difficoltà a causa del Covid-19 e della competizione online. Le azioni di Gamestop erano state oggetto di scommesse al ribasso da parte di fondi di investimento, con un totale venduto allo scoperto persino maggiore della quantità delle azioni in circolo (circa il 130%, eventualità rara ma non impossibile siccome le stesse azioni possono essere prese in prestito e vendute più volte). 

Una vendita allo scoperto consiste, in sintesi, nel prendere in prestito le azioni (pagando un interesse) per poi venderle immediatamente sul mercato al prezzo corrente. Le azioni possono poi essere ricomprate a un prezzo più basso sul mercato (sperando ovviamente che siano calate di prezzo nel frattempo) in un secondo momento, per poi essere restituite al proprietario originale.

Ad esempio, uno short seller (scommettitore al ribasso) potrebbe prendere in prestito un’azione di Apple del valore di 100 dollari pagando 1 dollaro di interesse. L’investitore dovrebbe poi vendere immediatamente l’azione sul mercato, ottenendo subito 100 dollari in denaro liquido. Dopo un periodo di tempo prestabilito, l’investitore dovrebbe comprare l’azione sul mercato per ridarla al proprietario da cui l’aveva presa in prestito. Se ad esempio le azioni Apple nel frattempo fossero scese da $100 a $80, lo short seller avrebbe ottenuto un profitto pari a $100 – 80 – 1 = 19 dollari.

Questa operazione finanziaria ha un profilo di rischio elevato, dato che il massimo profitto ottenibile è limitato da quanto in basso le azioni possono scendere (cioè non più in basso di zero), mentre le perdite sono potenzialmente illimitate. 

Agendo in unisono e comprando azioni di Gamestop in massa, gli investitori retail di Reddit sono riusciti a decuplicare il valore delle azioni, costando agli hedge funds che avevano aperto posizioni al ribasso diversi miliardi di dollari. 

Il costo per gli hedge funds è moltiplicato dal cosiddetto fenomeno dello short squeeze, che avviene quando gli scommettitori al ribasso sono costretti a ricomprare le azioni a prezzi elevati, spingendo il prezzo ancora più in alto e provocando ulteriori short squeezes in un processo di feedback positivo. 

Un problema evidente di questa strategia per gli investitori di Reddit è la tentazione di molti di vendere le proprie azioni dopo gli ingenti guadagni delle ultime settimane, a discapito dei nuovi entrati. Infatti, per eliminare o almeno ridurre considerevolmente la presenza degli hedge funds con posizioni al ribasso è necessario un continuo flusso di investitori nelle azioni che continuino a spingere in alto i prezzi. 

Retail mania

L’aumento della partecipazione dei piccoli investitori ai mercati, cominciato già prima del 2020, è stato spinto fortemente dalla diffusione delle app di trading sugli smartphone che, unita ai lockdown e alle restrizioni al movimento imposte per limitare la diffusione del virus, ha contribuito a creare milioni di nuovi investitori retail solo negli Stati Uniti. 

A questi catalizzatori bisogna unire un aumento dei risparmi personali dovuto alla natura dei lockdown (ad esempio risparmio su viaggi e ristoranti) e agli aiuti finanziari stanziati dal governo statunitense come i sussidi di disoccupazione (fino a 2400 dollari al mese in alcuni casi) e i pagamenti diretti alla maggior parte dei cittadini. Aiuti che spesso sono finiti direttamente investiti in Borsa. 

Infine, ma non per importanza, le azioni di sostegno della Federal Reserve, che ha tagliato i tassi di interesse e immesso liquidità nel sistema finanziario e immobiliare in quantità senza precedenti, dando un contributo determinante nel creare l’attuale situazione sui mercati. 

La moltitudine di nuovi investitori, spesso (ma non esclusivamente) in possesso di piccoli capitali, si è rivelata subito molto attiva in Borsa, prediligendo il trading a breve termine (“day trading”) e aggregandosi sui social media per scambiarsi opinioni e consigli. Fin dagli inizi della pandemia e delle chiusure di marzo/aprile 2020, è apparso evidente agli analisti finanziari come l’attività di questi nuovi investitori stesse iniziando a influenzare l’andamento dei prezzi di diverse aziende quotate, incluse aziende ad alta capitalizzazione come Tesla.

Grazie alla disponibilità di una enorme quantità di informazioni e di risorse di educazione finanziaria online, molti di questi nuovi investitori stanno investendo sui mercati. Tuttavia, questi nuovi investitori non acquistano azioni tradizionali in ottica “buy and hold” (compra e rimani investito), ma preferiscono prodotti derivati a leva come le opzioni, che permettono di guadagnare di più in meno tempo, ma che sono molto più rischiose rispetto agli investimenti tradizionali. 

Le nuove bolle

In questa cornice di volatilità e incertezza, nuove e “vecchie” bolle stanno nascendo e crescendo più o meno ovunque sui mercati, la cui sostenibilità è spesso legata a doppio filo all’andamento della pandemia.

Un esempio è Tesla, la società dell’imprenditore sudafricano Elon Musk. Un caposaldo del portafoglio tipo dei Millenials, Tesla è passata da circa 80 dollari ad azione a marzo 2020 ai circa 800 di gennaio 2021. Nonostante l’indiscussa spinta verso l’elettrificazione dei trasporti personali, rimane difficile giustificare un aumento tanto vertiginoso in così poco tempo. 

Un altro esempio è Bitcoin, esploso a fine 2017 e ora di nuovo tornato a triplicare il suo valore nell’arco di un mese senza particolari motivazioni, se non quello di un ritrovato interesse degli investitori retail per la criptovaluta. 

Gli stessi indici azionari Nasdaq e SP500 sono entrambi vicini ai massimi storici, anche se a una più attenta analisi è possibile notare come questo andamento sia soprattutto dovuto alle grandi aziende tecnologiche statunitensi, specialmente quelle incluse nell’acronimo FAANG (Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Google) e Microsoft che ormai compongono quasi un quarto del SP500 e metà del Nasdaq. È indubbio come queste compagnie abbiano tratto beneficio dalla sostanziale chiusura parziale dell’economia tradizionale e dalla richiesta di digitalizzazione di molti processi di impresa. Ciò nonostante, è altrettanto chiaro che le azioni di queste aziende siano cresciute in modo vertiginoso, raggiungendo valutazioni altissime e difficilmente giustificabili, anche tenendo conto della forte crescita dei profitti. 

Non poteva poi mancare la bolla immobiliare, con i prezzi delle case schizzati alle stelle più o meno ovunque negli Stati Uniti a esclusione dei centri urbani. Le ragioni di questa nuova bolla dei prezzi sono parzialmente giustificate dal fenomeno del teleworking e della “fuga” dai centri città, avvenuta per ragioni di convenienza ma anche di sicurezza legata alle proteste sociali del 2020/2021. Il motivo principale dietro questi aumenti è però ancora l’intervento della Federal Reserve, che da marzo 2020 ha continuato a comprare ingenti quantità di mutui e prodotti finanziari immobiliari derivati sul mercato e ha abbassato il tasso di interesse al minimo storico. Queste operazioni hanno portato i tassi sui mutui a 30 anni al livello più basso della storia, con tassi reali potenzialmente negativi in alcuni casi tenendo conto dell’inflazione. 

Infine, non possiamo non menzionare Dogecoin, la criptovaluta meme che ha triplicato il suo valore recentemente, la cui unica tesi di investimento si basa sullo sperare di vendere a qualcun altro a un prezzo più alto. 

Conflitto intergenerazionale

Le comunità di nuovi investitori retail, in prevalenza Millennials (i nati dal 1982 al 1996 secondo il Pew Research Center) ma anche Generation Z (1997-2012), hanno dimestichezza con i social media e vedono generalmente con sospetto i media finanziari mainstream. Al contrario, le generazioni precedenti, in particolare i cosiddetti Boomers (nati dal 1946 al 1964) possiedono investimenti più tradizionali e sono spesso additati come l’origine del malessere economico odierno da Millennials e Gen Z, e si trovano (almeno in Occidente) generalmente in condizioni economiche molto più favorevoli rispetto alle generazioni più giovani. 

Il dato più eclatante per descrivere questo divario è la ricchezza (net worth) per fasce di età negli Stati Uniti. Gli under 40 (Millennials e Gen Z) possiedono infatti il 5,5% della ricchezza totale mentre la generazione dai 55 ai 69 anni (Boomers e Gen X) ne possiede il 43% (il 70% includendo anche gli over 70). Sebbene sia realistico aspettarsi un differenziale, dato il maggior tempo passato a lavorare dalle generazioni precedenti, la distanza siderale in termini assoluti tra le generazioni da un’idea dell’entità del problema. 

Questa battaglia finanziaria, seppur non una novità per le sue dinamiche, ha portato per la prima volta i piccoli investitori alla ribalta in una sorta di epica Davide contro Golia, almeno stando a una lettura superficiale. Se da un lato è vero che una parte degli investitori di Reddit non possiede ingenti capitali ed è mossa da uno spirito di “rivalsa” contro le vecchie generazioni e i fondi avvoltoi di Wall Street, la realtà è come spesso accade più complessa. 

Infatti, è indubbio che molti investitori di Reddit siano, come gli hedge funds, mossi per lo più da un logica di profitto a corto termine, ignorando i fondamentali dell’azienda ma facendo leva sul passaparola e l’effetto amplificatore dei social media per favorire la propria posizione. 

Oltretutto, molti “redditors” sono dotati di capitali non trascurabili che possono arrivare anche a svariati milioni di dollari (sempre comunque molto meno delle disponibilità liquide degli hedge funds), e non è neanche da escludere la presenza di altri hedge funds a fianco dei piccoli investitori online.

Motivazioni e regulations

Ciononostante, l’intervento della Security and Exchange Commission (SEC), l’organo di vigilanza finanziaria statunitense, è praticamente certo data la magnitudine dei capitali mossi e il serio rischio di schemi “pump and dump”, letteralmente “pompa” (le azioni) e “scarica” (vendi a qualcun altro prima che scendano). Questi interventi, uniti alle investigazioni che qualche politico del Congresso ha già iniziato a ventilare, e alle limitazioni agli scambi messe in pratica da alcune apps di trading, rischiano però di essere interpretate come a difesa degli hedge funds contro i piccoli investitori.

Anche in questo caso, la realtà è più complessa e probabilmente nelle prossime settimane sapremo di più sulla natura delle nuove regulations e su come si comporteranno le piattaforme di trading, all prese con un problema spinosissimo. Su tutte, la piattaforma nota come Robinhood, chiamata così proprio per la sua supposta missione democratizzatrice della finanza con limiti bassissimi di capitale investito e zero costi di transazione, ha tentato di limitare il trading su Gamestop e ad altri titoli senza successo, rischiando l’esodo degli investitori verso altre apps.

A complicare non poco il problema, Robinhood deriva una buona parte delle sue entrate proprio da Citadel, uno dei fondi corsi al salvataggio degli hedge funds che avevano scommesso a ribasso contro Gamestop. Queste app di trading, dove tutto sembra non costare niente agli investitori, infatti guadagnano vendendo informazioni sugli scambi dei propri utenti. Le app vendono queste informazioni ad alcuni hedge funds esperti nella pratica del trading ad alta frequenza (high frequency trading), che in sintesi consiste nel comprare e vendere azioni in tempi strettissimi (frazioni di secondi). 

Questa pratica, seppur legale, è considerata da molti nella “zona grigia” delle regolamentazioni finanziarie, anche a causa della complessità delle infrastrutture e delle tecnologie utilizzate, spesso realmente comprensibile solo a una ristrettissima minoranza di operatori. 

La vicinanza di Robinhood a Citadel ha destato reazioni rabbiose da parte dei traders di Reddit dopo lo stop al trading di giovedì 28 gennaio 2021 e ha portato la relazione tra l’app e Citadel alla luce, esponendola al potenziale scrutinio da parte dei regolatori finanziari e del mondo politico. Robinhood stessa recentemente è stata costretta a pagare una multa abbastanza salata in termini di profitti alla SEC, proprio per aver evitato di rivelare ai propri utenti i pagamenti ricevuti dagli hedge funds come Citadel per l’accesso ai dati sugli scambi dei clienti. 

Sviluppi futuri

La situazione dei mercati finanziari è quindi estremamente complessa e può avere diverse chiavi di lettura a seconda dei punti di vista dei partecipanti. Quest’anno in particolare più di altri è praticamente impossibile prevedere quando e come gli Stati Uniti usciranno definitivamente dalla pandemia e in che condizioni sarà l’economia reale e finanziaria, anche tenendo conto i potenziali effetti su inflazione e crescita e l’ammontare di debito pubblico record contratto dallo Stato. 

Nuove regulations saranno implementate nel futuro prossimo in relazione al caso Gamestop e alla protezione dei piccoli investitori, specialmente con Camera, Senato e presidenza controllate dal Partito democratico. L’effetto di queste nuove leggi non è ancora prevedibile e molto dipenderà dall’evolversi delle bolle sopracitate e dal loro impatto sull’economia reale.

E’ infatti probabile che, come per la crisi del 2008, gli organi di regolamentazione finanziaria si muoveranno solo dopo un collasso di uno o più mercati e/o nel caso di ingenti perdite dei nuovi traders retail, in un classico caso di tentativo di curare invece di prevenire.

 

Fonti e approfondimenti

Yoeqi Yang, Robinhood Narrows Trading Restrictions to Eight Companies, Yahoo Finance, 01/02/2021

John Authers, GameStop Isn’t a History Lesson, It’s a Syllabus, Bloomberg, 29/01/2021

Yun Li, GameStop, Reddit and Robinhood: A full recap of the historic retail trading mania on Wall Street, CNBC, 30/01/2021

John Gross, GME trade explained, Twitter, 29/01/2021.

Muyao Shen, After GME, Dogecoin and Bitcoin, Chinese Traders Are Betting What Will Pump Next, Coindesk, 29/01/2021.

SEC Charges Robinhood Financial With Misleading Customers About Revenue Sources and Failing to Satisfy Duty of Best Execution, Securities and Exchange Commission, 17/12/2020.

Douglas MacMillan and Yeganeh Torbati, Robinhood and Citadel’s relationship comes into focus as Washington vows to examine stock-market moves, Washington Post, 30/01/2021.

Emily Graffeo, Increased retail trading is ‘largely responsible’ for elevated stock prices and record-high options activity, says Deutsche Bank, Market Insider, 29/01/2021.

Dan Runckevicius, $1,400 Stimulus Checks Will Blow Up The Stock Market, Forbes, 21/01/2021.

Distributional Financial Accounts, Federal Reserve, 01/2021.

Supervisory and Regulatory Actions in Response to COVID-19, Federal Reserve, 01/2021.

 

Editing a cura di Elena Noventa

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Lo Spiegone è una testata registrata presso il Tribunale di Roma, 38 del 24 marzo 2020
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