Romania e Moldavia (ri)unite?

Il  22 ottobre scorso migliaia di persone hanno manifestato a Bucarest e a Chișinău, per chiedere l’unificazione tra Romania e Moldavia. Non è la prima volta infatti che parte della popolazione dei due stati dell’Europa orientale, che condividono la stessa cultura e la stessa lingua, si uniscano in diverse manifestazioni per l’unione dei due paesi: dalla disgregazione dell’Unione Sovietica e dalla fine del regime comunista in Romania, ci sono state frequenti celebrazioni, raduni e convegni delle società civili a favore dell’intesa politica tra le due nazioni.

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Evoluzione storica delle regioni

Nel corso del XIX secolo la Romania e la Moldavia (attualmente formata dai territori in cui sorgevano il Principato di Moldova e parte della Bessarabia) erano divise in diversi territori sotto il dominio straniero: i Principati autonomi di Moldava e Valacchia erano stati vassalli tributari dell’Impero Ottomano, che esercitava direttamente la propria sovranità sulla Dobrugia (territorio compreso tra il Danubio e il Mar Nero); il Banato, la Transilvania e la Bucovina (la parte settentrionale della Moldavia) sotto il dominio degli Asburgo d’Austria; la Bessarabia annessa alla Russia nel 1812.

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La guerra Russo-Ottomana del 1828-29 segna una clamorosa sconfitta della “Sublime Porta” e il successivo mutamento degli equilibri nei Balcani: il Trattato di Adrianopoli sancisce la fine dell’influenza ottomana nella penisola ellenica e in altre regioni. I Principati di Moldova e Valacchia ottengono un governo autonomo sotto l’Impero Ottomano, ma vengono occupati militarmente dalla Russia.

Il 1848 è l’anno simbolo della lotta dei popoli europei verso l’indipendenza nazionale. La notizia delle rivoluzioni arriva anche nei Principati di Moldova e Valacchia, dove le insurrezioni popolari infiammano gli animi dei romeni e dei moldavi, che rivendicano libertà civili, l’indipendenza e l’unificazione dei vari Principati. L’Impero Zarista reprime quasi immediatamente i moti rivoluzionari, segnando una battuta d’arresto per i  movimenti risorgimentali nazionali. Nonostante ciò nei vari ceti sociali si rafforza la consapevolezza del sentimento nazionale, soprattutto negli ambienti borghesi che si organizzano in società segrete volte al fine dell’unificazione dei due Principati.

La successiva guerra di Crimea del 1853-56, combattuta dai russi contro una formazione composta da ottomani, francesi, inglesi e anche piemontesi, sancisce la sconfitta dell’Impero Zarista e l’annessione della Bessarabia alla Moldova. Inizialmente favorevoli all’unificazione dei Principati in un unico Stato, le grandi potenze europee rigettarono il progetto unionista, ponendo come soluzione la possibilità di consultare entrambe le assemblee, che invocano il rispetto dell’autonomia, l’unificazione dei due Principati con il  nome di Romania con un principe straniero ereditario. Le grandi potenze non accolgono la richiesta di unificazione come Stato nazionale, ma si salva il principio di unione tra le due regioni. Il colonnello Alexandru Cuza viene nominato “Domnitor” (Sovrano) dei Principati Uniti di Valacchia e Moldova.

Durante la guerra russo-turca del 1877-78, la Romania, ancora costretta al giogo tributario ottomano, decide di schierarsi al fianco dei russi: la vittoria russo-romena sancisce l’indipendenza dello Stato romeno e l’annessione della Dobrugia. Nonostante ciò la Russia riesce a minare l’integrità territoriale romena, occupando i territori della Bessarabia (attuale Moldavia).

Sul finire della seconda guerra mondiale, a causa della rivoluzione russa del 1917, la Bessarabia si dichiara indipendente dalla Russia, e nel 1918 l’assemblea nazionale vota a favore dell’unificazione con la Romania. La “Grande Romania” è rimasta unita fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, quando l’Unione Sovietica ha occupato militarmente la Bessarabia, fondando nel 1940 la Repubblica Socialista Sovietica Moldava.

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Sfruttando l’incompleta integrazione della Bessarabia con la Romania a causa delle due guerre, l’Unione Sovietica ha de-romenizzato la regione, favorendo il sentimento nazionalista locale e creando il moldavo: un’altra identità della lingua romena con l’utilizzo della l’alfabeto cirillico, derivato dall’alfabeto russo. Con la disgregazione dell’URSS nel 1991, la Moldavia riesce ad ottenere l’indipendenza con grandi difficoltà (Vedi https://lospiegone.com/2016/10/11/futuro-incerto-in-transnistria/).

Dall’inizio degli anni ’90 ad oggi, la questione della riunificazione è ricorrente nella sfera pubblica della Romania e della Moldavia, ma è vista sia come un obiettivo che come un pericolo: infatti gli “unionisti” sono molto più diffusi a Bucarest, mentre a Chisinau è supportato solo da una minoranza. Anche dal punto di vista istituzionale si sta lavorando grazie ad una formazione di deputati rumeni che sta promuovendo l’unione politica. 41 deputati del gruppo “Amici dell’Unione” mirano ad aumentare i legami economici e culturali tra i due paesi, promuovendo i valori europei e l’adesione alla NATO. La Moldavia infatti ha avviato le pratiche per l’integrazione con l’Unione Europea.

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Nel corso degli ultimi anni la Moldavia è stata duramente colpita dalla crisi economica, che ha messo a dura prova la piccola economia moldava: infatti è considerato come lo Stato più povero d’Europa, con un prodotto interno lordo cinque volte più basso di quello romeno. Colpita anche da una crisi politica nel 2015, quando c’è stato un grandissimo scandalo: la scomparsa fraudolenta dalle casse di tre grandi banche di fondi per circa un miliardo di dollari, pari al 13% del PIL nazionale, con conseguente tracollo della moneta (il leu deprezzato del 30% in pochi mesi) e rincari a catena dei generi alimentari ed energia.

La Moldavia si trova in bilico tra la Russia e l’Unione Europea, ma le recenti elezioni presidenziali indicano l’ago della bilancia: il secondo turno delle votazioni ha designato l’elezione del candidato filo-russo Igor Dodon, leader del partito socialista moldavo. Il neo-Presidente vuole eliminare l’accordo con l’Unione Europea, per entrare nell’Unione Doganale Euroasiatica, di cui fanno parte Russia, Bielorussia e Kazakhistan. Sembrano ormai decise le sorti del piccolo Stato dell’Europa orientale e dell’unificazione con la Romania, a questo punto sempre più difficile e lontana.

 

FONTI:

http://www.eurasianet.org/node/74176

https://euobserver.com/beyond-brussels/127824

http://www.rferl.org/a/scuffles-mar-moldovan-unification-march-in-bucharest/28069402.html

http://nation.com.pk/picture-gallery/23-Oct-2016/unification-of-romania-and-moldova

http://uatoday.tv/news/thousands-protest-against-election-results-in-moldova-805739.html

http://www.lindro.it/moldova-vincono-i-filorussi-con-dodon/

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