L’Organizzazione delle Nazioni Unite

L’Organizzazione delle Nazione Unite, anche nota come ONU, è un’organizzazione internazionale che svolge un ruolo fondamentale nella cooperazione e nel coordinamento delle relazioni tra gli Stati. Oggi conta 193 Stati ma nel 1945 quando, a San Francisco, venne firmata la Carta delle Nazioni Unite, erano presenti i rappresentanti di 50 Stati. Ovviamente la Carta prevedeva e prevede delle clausole relative alla richiesta di ingresso nell’organizzazione.

Ufficialmente la nascita dell’ONU coincide con il 24 ottobre 1945, data della ratifica della Carta da parte di Cina, Francia, Unione Sovietica, Regno Unito, Stati Uniti e la maggioranza degli altri stati firmatari, tra cui si conta anche la Polonia come 51esimo stato originario, nonostante non fosse presente alla conferenza di San Francisco.

Prima dell’ONU:

I tentativi di istituire un sistema di regolamentazione del diritto internazionale con la creazione di un’organizzazione non sono nati con l’ONU, ma hanno radici ben più lontane nel tempo. È interessante far riferimento alla conferenza tenuta nella città olandese di L’Aia, nel 1899, nota anche come Prima Conferenza di Pace, seguita da una seconda nel 1907. Essa aveva come intento quello di elaborare degli strumenti per la risoluzione pacifica di controversie e crisi, cercando in questo modo di prevenire le guerre. Nel corso di questa conferenza venne creata la Corte Permanente di Arbitrato, che iniziò i suoi lavori nel 1902, e ancora oggi ha sede nella città dove è nata. Senza dubbio, è indispensabile ricordare l’organizzazione che può essere considerata il predecessore delle Nazioni Unite, ossia la Società delle Nazioni, fondata formalmente il 28 giugno 1919 con la firma del trattato di Versailles, con lo scopo “di promuovere la cooperazione internazionale e di raggiungere la pace e la sicurezza.” Il fallimento della Seconda Guerra mondiale ha segnato la cessazione delle attività della Società delle Nazioni, ma non ha spento la volontà degli Stati di creare una nuova organizzazione internazionale, nella quale anche gli Stati Uniti, assenti nella Società delle Nazioni, potessero avere un ruolo più che rilevante. Dunque, all’indomani della guerra e, nello specifico, nella conferenza internazionale tenutasi dal 25 aprile al 26 giugno 1945 a San Francisco, venne fondata l’Organizzazione delle Nazione Unite. Nelle menti degli architetti della Carta, la minaccia di un altro conflitto armato occupava un posto rilevante tanto che, nel preambolo del documento, si legge “Noi, popoli delle Nazioni Unite, (siamo) decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra”.

I Membri:

Secondo l’art. 5 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati del 1969 qualsiasi atto costitutivo di un’organizzazione internazionale appartiene ad una speciale categoria di trattati, definita come trattati-costituzione, in quanto danno vita a strutture istituzionali permanenti e hanno una soggettività internazionale diversa da quella degli Stati membri. La Carta ONU è, dunque, un trattato e, in quanto tale, facendo riferimento alle fonti del diritto internazionale, è vincolante per tutti gli Stati che lo hanno ratificato. Dal 1945 ad oggi è stato ratificato da 193 Stati e, quindi, può essere considerato un trattato universale, o a vocazione universale come ha precisato la Corte Internazionale di Giustizia; va però precisato che ci sono alcuni stati che, pur volendone far parte, non superano il veto di uno dei cinque membri del Consiglio di Sicurezza, obbligatorio affinché sia presentata la richiesta di adesione all’Assemblea Generale, come sancito dall’art. 4 della Carta, su cui ci si soffermerà più avanti. Godono dello status di osservatore permanente come Stato non membro: la Santa Sede e lo Stato di Palestina, che non essendo riconosciuto come tale dagli Stati Uniti, non può essere portato a votazione davanti all’Assemblea Generale per un’eventuale candidatura per entrare a far parte dell’Organizzazione. Esistono Organizzazioni Intergovernative con uffici permanenti presso le sedi ONU, per la precisione 19, tra cui l’Unione Europea e l’Unione Africana.

La Carta delle Nazioni Unite

Passiamo ora ad un’analisi della Carta. Essa è composta da 111 articoli, suddivisi in 19 capitoli, preceduti da un preambolo. Inoltre, parte integrante della Carta, come precisato nell’art.92 della stessa, è lo Statuto della Corte Internazionale di Giustizia. Oggetto di maggiore attenzione saranno il capitolo I, attinente agli scopi e ai principi dell’organizzazione, il capitolo II, dove vengono definiti i criteri per l’ammissione all’ONU, ma ovviamente importantissimi sono i capitoli centrali, necessari per comprendere l’operato delle Nazioni Unite, ma che saranno, a tempo debito, analizzati separatamente, poiché riassumerli in un solo articolo sarebbe più che riduttivo.

Il carattere costituzionale della Carta è chiaramente visibile negli articoli 1 e 2 che riguardano i valori e le norme fondamentali. L’art.1 stabilisce che “i fini delle Nazioni Unite sono :


  1. Mantenere la pace e la sicurezza internazionale, ed a questo fine: prendere efficaci misure collettive per prevenire e rimuovere le minacce alla pace e per reprimere gli atti di aggressione o le altre violazioni della pace, e conseguire con mezzi pacifici, ed in conformità ai princìpi della giustizia e del diritto internazionale, la composizione o la soluzione delle controversie o delle situazioni internazionali che potrebbero portare ad una violazione della pace.
  2. Sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto e sul principio dell’eguaglianza dei diritti e dell’auto-decisione dei popoli, e prendere altre misure atte a rafforzare la pace universale.
  3. Conseguire la cooperazione internazionale nella soluzione dei problemi internazionali di carattere economico, sociale culturale od umanitario, e nel promuovere ed incoraggiare il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti senza distinzioni di razza, di sesso, di lingua o di religione.
  4. Costituire un centro per il coordinamento dell’attività delle nazioni volta al conseguimento di questi fini comuni.”

La cooperazione internazionale e il raggiungimento della pace e della sicurezza erano gli scopi promossi dalla Società delle Nazioni, richiamati dalla Carta ONU all’art.1.

A seguire, nell’art.2, si leggono una serie di principi che l’Organizzazione e i suoi Stati Membri devono seguire per realizzare l’art.1, tra i quali si fa riferimento alla sovrana uguaglianza di tutti gli Stati membri, alla risoluzione pacifica delle controversie e all’astensione dalla minaccia e dall’uso della forza. A questo punto è d’obbligo citare un altro articolo della stessa, per la precisione l’art.23, relativo alla composizione del Consiglio di Sicurezza, dove si legge:


La Repubblica di Cina, la Francia, l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, il Regno Unito di Gran Bretagna e l’Irlanda Settentrionale e gli Stati Uniti d’America sono Membri permanenti del Consiglio di Sicurezza”.


Oltre al vantaggio, di presiedere sempre nel Consiglio di Sicurezza, i Membri permanenti dispongono anche del veto power, come sancito dall’art.27.3, secondo cui:


le decisioni del Consiglio su ogni altra questione, ad eccezione di quelle di procedura, sono prese con un voto favorevole di nove Membri, nel quale siano compresi i voti dei Membri permanenti”.


Questo vuol dire che sulle decisioni più importanti, qualora anche solo uno dei 5 Membri permanenti sia contrario alla questione, la decisione decade. Sembrerebbe, dunque, venire meno il principio, cui si fa menzione nell’art.2, di una sovrana uguaglianza di tutti gli Stati membri. Bisogna, allora, fare riferimento all’art.4 della Carta, che stabilisce i criteri e le modalità di ingresso nell’Organizzazione:


(1) Possono diventare Membri delle Nazioni Unite tutti gli altri Stati amanti della pace che accettino gli obblighi del presente Statuto e che, a giudizio dell’Organizzazione, siano capaci di adempiere tali obblighi e disposti a farlo.
(2) L’ammissione quale Membro delle Nazioni Unite di uno Stato che adempia a tali condizioni è effettuata con decisione dell’Assemblea Generale su proposta del Consiglio di Sicurezza.


Questo articolo affida all’Assemblea Generale, organo che si compone di tutti i Membri delle Nazioni Unite, il potere di votare se uno Stato possa diventare o no un Membro dell’Organizzazione. Le modalità di voto dell’Assemblea Generale, sancite dall’art.18, prevedono che:


(1) Ogni Membro dell’Assemblea Generale dispone di un voto.
(2) Le decisioni dell’Assemblea Generale su questioni importanti sono prese a maggioranza di due terzi dei Membri presenti e votanti.
(3) Le decisioni su altre questioni, sono prese a maggioranza dei Membri presenti e votanti.


Qui sembrerebbe non esserci affatto accenno al veto power da parte dei Membri permanenti ma data la necessaria proposta da parte del Consiglio di Sicurezza di un nuovo candidato eventuale, il vantaggio viene giocato prima, e se uno dei 5 Membri si oppone all’ingresso di uno Stato nell’Organizzazione, l’Assemblea Generale non è proprio chiamata alla votazione.

Per concludere si fa menzione degli organi dell’Organizzazione e per fare ciò bisogna prendere, di nuovo, come riferimento la Carta, dove, all’art.7, si legge che i principali sono: un’Assemblea Generale, un Consiglio di Sicurezza, un Consiglio Economico e Sociale, un Consiglio di Amministrazione Fiduciaria, una Corte Internazionale di Giustizia, ed un Segretariato. La composizione e le funzioni svolte da essi sono suddivise nei diversi capitoli dello Statuto: il capitolo IV riguarda l’Assemblea Generale, il capitolo V il Consiglio di Sicurezza, i capitoli X e XIII si soffermano, rispettivamente, sul Consiglio Economico e Sociale e sul Consiglio di Amministrazione Fiduciaria, ed, infine, i capitoli XIV e XV sulla Corte Internazionale di Giustizia e sul Segretariato. Un’analisi appropriata di alcuni organi e questioni relative ad essi sarà oggetto di articoli futuri.

Fonti ed Approfondimenti

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