Perchè ancora Putin?

La settimana che precede le elezioni presidenziali in Russia è iniziata in modo turbolento: il primo ministro britannico Theresa May ha affermato che la Russia è probabilmente coinvolta in quello che è stato il tentato omicidio dell’ex spia russa Sergej Skripal e di sua figlia, a Salisbury (Inghilterra). Il Cremlino ha ovviamente negato qualsiasi coinvolgimento nell’avvelenamento del dissidente russo, pagando con l’espulsione di 23 diplomatici russi dal Regno Unito. L’accusa si basa sull’utilizzo dell’agente nervino Novichok, sviluppato dalla Russia tra gli anni Ottanta e Novanta, e che per lungo tempo è stato considerato tra le più pericolose armi chimiche al mondo. Tutto questo ha di nuovo ricreato tensioni tra Russia ed UE, spalleggiata dagli Stati Uniti.

I sondaggi internazionali più recenti sull’immagine di Putin all’estero sono stati condotti da Pew Research nell’agosto 2017. Anche allora, ancora prima degli eventi scioccanti nel Regno Unito, la Federazione Russa e in particolare Putin è risultata essere profondamente impopolare in gran parte del mondo. Cosa succederà quindi nel caso egli rimanesse a guida del Paese fino al 2024?

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(Rerence Infografica: Nial McCharty https://www.statista.com/chart/13231/how-the-world-views-vladimir-putin/)

Putin ha restituito al popolo russo il senso di grandezza che hanno avuto fino al crollo dell’Unione Sovietica“, spiega Vladimir Pozner, un giornalista televisivo che ha lavorato sia nella Russia sovietica e moderna, sia negli Stati Uniti. La vita in Russia oggi è molto meglio di 20 anni fa, c’è molta meno libertà di parola in Russia che nella vicina Europa, ma molto più di quanto ve ne fosse prima. Quasi tre quarti della popolazione attuale sono nati e cresciuti nell’URSS. Ventisei anni dopo il crollo dell’Unione, molti hanno mantenuto la mentalità della Guerra Fredda di essere sotto la minaccia occidentale. Quelli che non hanno conosciuto l’Unione Sovietica, non hanno nemmeno avuto occasione di conoscere altri leader al di fuori di Putin. Quest’anno sarà ammessa al voto quella fetta di popolazione che è nata e cresciuta sotto il potere dell’attuale presidente.

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Tuttavia, la fede pubblica nell’autocrate, che i russi hanno visto come un uomo forte e salvatore negli ultimi 18 anni, è ai livelli minimi. Il centro studi russo di Levada, ha analizzato un sondaggio da cui si evince che il 58% della popolazione andrà alle urne e che circa il 61% di coloro che verranno, voteranno per Putin. Tale risultato, per quanto possa sembrare vincente ed appetibile, risulta essere al minimo storico per Putin. Inoltre è importante puntualizzare come il Centro studi dell’opinione pubblica Jurij Levada è stato iscritto dal Ministero della Giustizia russo sulla lista di proscrizione degli “agenti stranieri” anni addietro, marchio infamante posto alle organizzazioni non governative accusate, per il solo fatto di ricevere finanziamenti dall’estero, di essere al soldo dei nemici della Russia di Putin, la cui attività viene così pesantemente limitata.

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L’attuale sostegno al governo centrale, ai governatori regionali e alla Duma, il parlamento russo, è rispettivamente del 42, del 48 e del 35 per cento, il che potrebbe essere un indicatore più realistico del malcontento pubblico. Ci sono questioni urgenti in Russia che sono state solo vagamente toccate durante la campagna elettorale. Solo il 43% della popolazione è in buona salute, che è molto inferiore alla media OCSE del 69%, mentre vi è un accesso limitato all’assistenza sanitaria nelle vaste aree rurali. Le pensioni sono di fondo, il tasso di suicidi è alto tra i giovani e c’è una fuga di cervelli in Occidente. L’economia russa è anche rimasta stagnante all’indomani della crisi inflazionistica del 2014 e ci sono state perdite di vite sia in patria che all’estero dopo l’intervento russo in Siria.

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I ventisei anni che sono trascorsi dalla caduta dell’Unione Sovietica non sono stati  abbastanza per cambiare la mentalità di un’intera nazione, e la continua popolarità di Putin è un prodotto di questo. Nessuno mette in dubbio che Putin, avendo ricevuto il 64% dei voti nel 2012, possa vincere una elezione equa anche quest’anno. Ma quello che ormai potrebbe essere definito il neo-zar deve affrontare le elezioni in grande: risultato minore del 50 per cento gli richiederebbe di affrontare un secondo torno di elezioni.

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Una politica sempre più muscolare di Putin gli ha reso l’immagine di un uomo capace di affrontare gli Stati Uniti e la NATO e assicurarsi che gli interessi della Russia siano ascoltati – anche se non fossero condivisi dal resto del mondo. La sensazione che la maggior parte dei russi ha è che sono loro a essere minacciati, che non stanno minacciando nessuno. Questo è il vero gioco di Putin, proiettare percezioni distorte di una Russia giusta e forte. La dimostrazione delle nuove armi strategiche alla Conferenza federale del 1 marzo è stata più per i russi che per il resto del mondo, con Putin che ha inviato il messaggio che la nazione ha raggiunto grandi risultati. I russi vedono il loro presidente come forte e fiducioso, qualcuno che comanda rispetto, protegge il paese dall’Occidente ed è un leader competente.

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Giovedì scorso Putin ha quindi ricordato che “Per chi votare, è una libera scelta, è la decisione personale di ciascuno. Ma se ci si sottrae da questa scelta, allora questa scelta essenziale e decisiva sarà compiuta senza il tuo parere”.  La Russia si incammina senza opposizione in quello che a lungo termine è un futuro incerto: dal 19 marzo si porrà in Russia il problema della successione alla guida del Paese. Alla scadenza del nuovo mandato presidenziale nel 2024, Putin non potrà ricandidarsi alla presidenza. Tornerà a fare il premier, si ritaglierà un altro incarico, oppure passerà il testimone?

 

 

Fonti e Approfondimenti:

https://www.vedomosti.ru/opinion/columns/2018/02/28/752217-zabili-pro-vibori-2012

http://cpkr.ru/comments/putin-gotovitsya-k-2018-godu

https://www.thetimes.co.uk/article/russian-election-2018-why-does-putin-always-win-s8sd060zt

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