Le primarie del partito liberal democratico: verso il Giappone dell’era post-Abe

Abe si inchina, rassegnando le dimissioni da primo ministro Wikimedia Commons @ Kantei

di Alessandro Bragazzi e Veronica Barfucci

Venerdì 28 agosto, Abe Shinzō ha annunciato pubblicamente le sue dimissioni dal ruolo di primo ministro giapponese in seguito all’aggravarsi dei suoi problemi di salute. Già eletto nel 2006, aveva rassegnato le dimissioni un anno dopo per le stesse ragioni. Per questo, il 14 settembre, si terranno le primarie del Partito liberal democratico (PLD) per eleggere il nuovo presidente del partito e, di conseguenza, il nuovo primo ministro.

L’eredità di Abe

Tra il 2006 e il 2012, anno della seconda elezione di Abe, il Giappone era passato attraverso un periodo di grande instabilità vedendo alternarsi sei primi ministri (praticamente uno ogni anno). Storicamente i primi ministri in Giappone non hanno mai goduto di grande continuità, salvo qualche eccezione: l’esempio di lunga durata più recente è stato quello del primo ministro Koizumi Jun’ichiro, in carica dal 2001 al 2006.

Rieletto nel 2012, Abe è diventato l’anno scorso il primo ministro giapponese più longevo nella storia del Paese e, pochi giorni fa, quello con il mandato più continuativo. La stabilità politica è stata sicuramente la prima caratteristica del suo mandato. Il premier uscente si è inoltre contraddistinto per una commistione di nazionalismo – soprattutto in merito agli affari interni – e pragmatismo in ambito economico e di difesa.

Sul primo fronte, ricordiamo la tendenza revisionista in merito ai crimini di guerra giapponesi relativi alla Seconda Guerra Mondiale e la battaglia per l’emendamento dell’articolo 9 della Costituzione. Abe non è riuscito nell’intento, ma ha comunque perseguito una politica di rafforzamento della difesa giapponese tramite un incremento del 13% della spesa nel settore, partnership strategiche con attori regionali e internazionali come Regno Unito, Francia, Paesi del Sud Est Asiatico, India e Australia e politiche più elastiche per l’impiego delle forze di autodifesa.

La diplomazia di Abe, pur concentrandosi sul consolidamento dei rapporti con gli Stati Uniti, è stata pragmatica ed espansiva. Oltre ai sopracitati accordi di sicurezza, significativi sono stati quelli economici siglati con Unione europea, India e Cina (nonostante quest’ultima rappresenti geopoliticamente un’esplicita minaccia per il Giappone). Sempre sul versante economico, il pragmatismo di Abe si è manifestato nella manovra di rilancio dell’economia interna conosciuta come Abenomics composta dalle cosiddette “tre frecce”: politica fiscale espansiva, politica monetaria espansiva e programma di riforme strutturali di lungo periodo. I risultati di questa non sono stati tuttavia completamente raggiunti.

Il successore coprirà il ruolo di primo ministro ad interim fino alle prossime elezioni di ottobre 2021, anche se è probabile che vengano indette elezioni lampo (snap election) subito dopo il suo insediamento. Abe lascerà al designato una parte di lavoro incompiuto: ad esempio, la tanto discussa revisione dell’articolo 9, le dispute territoriali ancora aperte con Russia e  Repubblica di Corea e, condizioni permettendo, lo svolgimento delle Olimpiadi. A raccogliere la sfida sono in tre: Suga Yoshihide, Ishiba Shigeru e Kishida Fumio.

Come funziona l’elezione

Normalmente, il leader del PLD viene scelto nel corso di una convention a cui partecipano tutti gli iscritti al partito. Tuttavia, a causa della pandemia da COVID-19, ma soprattutto al fine di rendere più veloce il processo, si è deciso per un formato semplificato utilizzabile nelle situazioni di emergenza. Questo prevede l’esclusione dal voto dei membri ordinari; ad esprimersi saranno 394 membri della Dieta e tre rappresentanti per ciascuna delle 47 prefetture giapponesi (141 in totale). Per aggirare questa decisione, dal 4 settembre molte prefetture hanno organizzato delle primarie a livello locale, per assegnare i tre rappresentanti ai vari candidati coinvolgendo anche i membri ordinari. Solo Akita, prefettura natale di Suga, ha deciso di non svolgere le primarie assegnando di fatto tutti i rappresentanti a Suga.

Per assicurarsi la vittoria, è fondamentale ottenere l’appoggio delle fazioni interne al PLD, che sono sette. Il fazionalismo all’interno del partito conservatore giapponese è molto forte e fa convivere anime e correnti molto diverse. Allo stesso tempo, il fazionalismo è stato fondamentale per il PLD, permettendo al partito di mantenere il potere quasi ininterrottamente dal 1955 (ad eccezione del 1993 e del 2009-2011). Attraverso la rotazione dei leader di fazione al ruolo di primo ministro, i costituenti potevano veder soddisfatta la loro voglia di cambiamento e rinnovamento senza dover votare per un altro partito.

Si dice che il metodo scelto per queste primarie andrà a favorire Suga – egli ha infatti ottenuto l’appoggio ufficiale di cinque fazioni – a scapito di candidati come Ishiba, che otterrebbero maggior favore a livello popolare ma non godono dello stesso appoggio tra i membri del PLD che siedono nella Dieta giapponese.

Suga Yoshihide

Suga annuncia l’inizio dell’era Reiwa. Fonte: Wikimedia Commons

71 anni, eletto al parlamento per la prima volta nel 1996, la carriera di Suga è decollata con il secondo governo Abe, dove è stato nominato capo di gabinetto, diventando di fatto numero due per importanza. Il suo basso profilo, la sua reputazione di politico efficiente e le sue numerose amicizie all’interno del partito, così come la sua capacità di tenere sotto controllo la potente macchina burocratica giapponese, gli hanno permesso di guadagnare popolarità, rendendolo oggi il candidato maggiormente favorito all’elezione.

Questo anche perché, tra i candidati, si pone come quello che potrà garantire più continuità al Paese. Dal punto di vista economico, infatti, Suga si posizionerebbe nel solco tracciato da Abenomics – si è già parlato di “Suganomics” – ma con una politica di spesa pubblica meno generosa. Suga è infatti famoso per essere rigoroso dal punto di vista fiscale e, in questo senso, potrebbe portare avanti una riforma che miri alla riduzione della spesa pubblica. Tuttavia, poiché egli ha dichiarato che la priorità è quella di gestire gli effetti economici della pandemia da COVID-19, è probabile che prima prosegua delle politiche di stimolo fiscale al fine di contenere l’emergenza. Suga si posiziona in continuità anche sul piano della politica estera, dichiarando di voler mantenere la linea seguita da Abe.

Ishiba Shigeru

L’ex ministro della difesa Ishiba. Fonte: Wikimedia Commons

63 anni ed ex Ministro della Difesa, Ishiba aveva sconfitto Abe nel 2012 nel voto dei membri ordinari alle primarie, poi ribaltato da quello dei parlamentari che avevano incoronato Abe presidente del PLD. Nonostante recentemente favorito nei sondaggi come primo ministro dell’era post-Abe, il favore popolare non è bilanciato da quello dei membri del PLD che siedono nella Dieta che, come precedentemente illustrato, avranno un ruolo cruciale in queste primarie.

A differenza di Suga, Ishiba si pone in una posizione di discontinuità rispetto alle politiche di Abe. Sul piano economico è sempre stato un aspro critico di Abenomics, che non considera sostenibile nel lungo periodo; tuttavia, ha anche affermato che se eletto non la modificherebbe nell’immediato. Ishiba ritiene che per stimolare la domanda interna non si debba procedere a un taglio delle tasse, ma trovare fonti di finanziamento alternative come una tassa sul valore aggiunto per le grandi imprese e una riforma del welfare.

In politica estera, ritiene che il Giappone dovrebbe approfondire e migliorare i rapporti con i Paesi dell’Asia Pacifica e del Sud Est Asiatico per non essere isolato a fronte della crescente rivalità tra Cina e Stati Uniti. Ha anche avanzato l’idea di creare un ufficio per le comunicazioni tra Tokyo e Pyongyang per migliorare i legami con la Corea del Nord.

Kishida Fumio 

Il ministro degli affari esteri Kishida. Fonte: Wikimedia Commons

 63 anni e attuale ministro degli affari esteri, è un politico di lungo corso, eletto per la prima volta nel 1993. Anche Kishida ha promesso politiche economiche ed estere differenti da quelle di Abe; tuttavia, non gode di un forte appoggio né tra i membri del PLD né a livello popolare.

Pur riconoscendo ad Abenomics traguardi come l’innalzamento del PIL, dei profitti aziendali e dell’occupazione, Kishida ha enfatizzato il problema dell’ineguaglianza sottolineando come gli effetti positivi non abbiano favorito la classe media e le aree più periferiche del Giappone. Si dice infatti intenzionato a ridurre le disuguaglianze proponendo misure come l’innalzamento del salario minimo e la riduzione dei costi dell’istruzione, mantenendo comunque l’attuale politica fiscale e monetaria.

In politica estera, Kishida aspira a un Giappone leader nell’ambito delle energie rinnovabili, della battaglia all’emergenza climatica e della sanità e che sia promotore della denuclearizzazione internazionale.

Prospettive

Secondo un recente sondaggio condotto dalla rivista Asahi Shimbun, oltre a godere del più vasto appoggio all’interno del partito, Suga è anche diventato il candidato maggiormente popolare (38%) seguito da Ishiba (25%), mentre Kishida si posiziona terzo (5%). In un momento di forte incertezza dovuto alle dimissioni del primo ministro e alla crisi economica legata alla pandemia, Suga rappresenta il candidato favorito proprio perché, pur rappresentando un volto nuovo garantirebbe stabilità al Giappone proseguendo nella stessa direzione di Abe.

 

Fonti e approfondimenti

BBC, Shinzo Abe: Revisionist nationalist or pragmatic realist?, 28  agosto 2020

Nikkei Asian Review, Japan’s ruling LDP to elect Abe’s successor: Five things to know, 01 settembre 2020

Nikkei Asian Review, ‘Suganomics’ from A to Z: policies of Japan’s PM front-runner, 3 settembre 2020

Nippon.com, 3 Candidates Fully Start LDP Leadership Election Campaigns, 3 settembre 2020

Nippon.com, Suga Vows to Continue Abe’s Foreign Policies, 5 settembre 2020

South China Morning Post, Japan PM hopeful Kishida slammed over ‘wife maid’ Twitter photo, as Suga makes bid, 2 settembre 2020

The Asahi Shimbun, 次期首相ふさわしいのは「菅氏」最多 朝日新聞世論調査, 3 settembre 2020

The Asahi Shimbun, 自民の46都道府県連、予備選実施へ 秋田は全票菅氏に, 4 settembre 2020

The Japan Times, Former Japan defense chief Shigeru Ishiba to run in LDP leadership race, report says, 31 agosto 2020

The Japan Times, Most LDP chapters to hold primaries to pick Abe’s successor, 4 settembre 2020

The Wall Street Journal, Can-Do Attitude Took Yoshihide Suga From Strawberry Fields to Japan’s Pinnacle, 5 settembre 2020

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