Televisione e politica negli USA

Negli ultimi anni, l’avvento dell’era di Internet è uno dei temi più discussi a livello globale. Tra le ripercussioni della “rivoluzione digitale”, ci si interroga sull’influenza che i nuovi media stanno avendo sulla politica e sulla democrazia, mentre si assiste all’evoluzione e – in molti casi – alla crisi di quelli tradizionali. Tra questi media c’è anche la televisione, che per più di settant’anni ha ricoperto un ruolo fondamentale nella vita quotidiana dei cittadini statunitensi,  raccontando alcune tra le pietre miliari della storia del Paese, dallo sbarco sulla luna alla guerra in Vietnam.

 

La televisione ha  creato un nuovo modo di fare informazione, fornendo ai funzionari eletti e ai candidati una modalità senza precedenti per parlare a milioni di persone direttamente nel loro salotto. Così come a inizio secolo era stato per la radio, l’uso di questo strumento si è rivelato efficace per influenzare l’opinione pubblica e orientarne le preferenze. 

Evoluzione e impatto della televisione sulla politica

Il mondo della politica intuì subito le potenzialità della televisione e, a partire dagli anni Sessanta, in cui ebbe luogo il celeberrimo dibattito presidenziale tra Kennedy e Nixon, l’investimento dei partiti in questo mass media è cresciuto vertiginosamente, e rimane tuttora una delle principali spese delle campagne elettorali. 

Secondo alcuni, come il professor Ian McAllister, l’avvento della televisione ha modificato alle fondamenta anche lo stesso modo di fare politica, causando (o quantomeno facilitando) alcuni importanti cambiamenti strutturali particolarmente rilevanti in questo momento storico. Tra questi, il fenomeno della personalizzazione e leaderizzazione della politica, il processo secondo il quale la cornice televisiva esalta le qualità personali del candidato, prerogativa fondamentale della sua proposta elettorale, e il dibattito pubblico tende a concentrarsi maggiormente sullo scontro tra leader.  Di questo fenomeno si è molto discusso in merito all’ascesa politica di Donald Trump: le sue campagne elettorali e lo stile di leadership tenuto durante il suo mandato presidenziale sono stati etichettati come la quintessenza della personalizzazione – tutt’ora la stragrande maggioranza dei Repubblicani vorrebbe che rimanesse leader del partito, mentre molti dei suoi sostenitori si dicevano pronti a seguirlo anche fuori dal GOP, se necessario.

Analisti ed esperti di comunicazione politica indicano Donald Trump stesso come il “prodotto” di una subcultura televisiva, la reality TV, che si è diffusa a partire dagli anni Novanta. Donald Trump, il magnate dell’edilizia, si trasformò in quegli anni in una sorta di “eroe nazionale del business” in The Apprentice, caratterizzazione che lo ha reso molto popolare tra i suoi sostenitori. In generale, la reality TV ha contribuito alla “spettacolarizzazione” del quotidiano e ha aperto la strada a un nuovo modo di fare intrattenimento e informazione, basato su nuove figure, fino ad allora estranee al mondo del giornalismo tradizionale. Contemporaneamente, la diffusione della televisione via cavo ha portato un’altra importante novità: la nascita dei canali di notizie 24 ore su 24, che hanno avuto a loro volta un profondo impatto sul mondo della comunicazione e dell’informazione.

I canali via cavo e le Fast-Breaking News

L’introduzione di canali di notizie via cavo 24 ore su 24, che trasmettono le “fast-breaking news”, ha cambiato il mondo dell’informazione televisiva, fino a quel momento “standardizzata” dall’invenzione dei notiziari. Con molto più tempo di trasmissione rispetto ai telegiornali tradizionali, questi nuovi canali dedicati alle ultime notizie iniziarono a fornire una copertura mediatica senza precedenti. Inizialmente, questa nuova modalità di trasmissione fu inventata con la fondazione della Cable News Network (CNN) alla fine degli anni Ottanta. La CNN si posizionò come canale d’informazione unico al mondo, dedicato interamente alle ultime notizie, e sempre in onda. Il fenomeno CNN esplose durante la prima guerra del Golfo, quando divenne “un canale di guerra” a tutti gli effetti, annoverando tra il suo pubblico globale anche i leader politici coinvolti nel conflitto. La copertura in diretta di operazioni trasmesse dal vivo in tutto il mondo ha trasformato il panorama dei media. 

La CNN ha inaugurato l’era delle notizie 24 ore su 24, cambiando in maniera profonda il modo in cui i giornalisti televisivi riportavano le notizie. Secondo i critici, l’avvento delle breaking news ha però significato l’impoverimento dei contenuti, dato che le redazioni lavorano su tempi strettissimi e ciò, insieme all’elevata velocità espositiva delle notizie, impedisce di approfondirle.

Partigianeria e polarizzazione

Insieme a CNN, Fox News è il più importante canale televisivo internazionale di news 24 ore su 24 degli Stati Uniti. Nel corso del tempo, i due canali concorrenti hanno assunto una forte connotazione ideologica, quando non una vera e propria partigianeria, più o meno esplicita. L’appartenenza politica delle due principali emittenti statunitensi ha avuto effetti notevoli sulla politica del Paese, ed è stata particolarmente rilevante nell’era Trump e per le ultime elezioni. 

Circa un decennio fa, in un’analisi sull’impatto dei media sulle preferenze elettorali, gli studiosi DellaVigna e Kaplan hanno proposto la teoria del “Fox News Effect”. L’effetto Fox News ha fatto sì che la diffusione dell’emittente televisiva avesse un concreto (e rilevante) effetto sulle elezioni statunitensi, incrementando di diversi punti il sostegno per i repubblicani nei centri cittadini dove veniva trasmessa. Questo genere di effetto è stato fondamentale per l’ascesa di Trump che, secondo i commentatori, una volta eletto avrebbe reso Fox News la “TV di Stato”. Infatti, nell’ecosistema mediatico legato ai repubblicani, Fox News ha un ruolo di primo piano quale fonte di notizie di attualità per i sostenitori del GOP. A maggior ragione, il sostegno di Fox News ad alcune battaglie politiche di Trump – basate spesso sulla disinformazione e sulle fake news – risulta particolarmente problematico e mette in discussione la credibilità dell’emittente.

In generale, la partigianeria delle due emittenti contribuisce alla polarizzazione del Paese. Secondo il Pew Research Center, lo scorso novembre circa due terzi dei repubblicani affermava di affidarsi a Fox News come fonte primaria di notizie e, specularmente, la grande maggioranza dei democratici alla CNN. Dato l’enorme potere dei media di stabilire l’agenda per la discussione pubblica, le prospettive ideologiche e politiche di coloro che possiedono i mezzi di comunicazione hanno una notevole importanza per la natura della democrazia a stelle e strisce e della sfera pubblica. 

Infine, i media finiscono per legittimare una pretesa di visibilità “commerciale” della classe politica. Creando un clima di spettacolarizzazione del dibattito pubblico, questo diventa più simile a uno scontro tra fazioni, privilegiando gli elementi più emotivi e identitari per suscitare una reazione negli spettatori, radicalizzando ed estremizzando la loro percezione della politica e contribuendo alla creazione di rigide “bolle ideologiche” nella società statunitense.

 

Fonti e approfondimenti

Johnson, T. (2015) Desert Storm: The first war televised live around the world (and around the clock) – Atlanta Magazine. 

Campante, F. and Hojman, D.A. (2013) Media and polarization (harvard.edu).

Jurkowitz M., Mitchell A., Shearer E., Walker M., U.S. Media Polarization and the 2020 Election: A Nation Divided, Pew Research Center, January 24, 2020.

Jurkowitz M., Mitchell A., Shearer E., Walker M., Americans are divided by party in the sources they turn to for political news, Pew Research Center, January 24, 2020.

Della Vigna, Stefano, and Kaplan Ethan (20007) The Fox News Effect: Media Bias and Voting, Quarterly Journal of Economics, 122 (3) pp. 1187–1234,

Galsser B. S., Is Trump the Second Coming of Reagan?,The New Yorker, May 18, 2018.

McAllister, Ian. “The personalization of politics.” The Oxford handbook of political behavior. Oxford University Press, 2007.

Robert D. McClure, Thomas E. Patterson, Television News and Political Advertising: The Impact of Exposure on Voter Beliefs , Sage Journal, 1974.

Potsman N., Amusing ourselves to death : public discourse in the age of show business, LC Catalog, New York : Viking, 1985.

Garber M., How Fox News Became a Language , The Atlanti, September 18, 2020.

 

Editing a cura di Elena Noventa.

 

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