Africa Digitale: la sfida della Digital Diplomacy

Lo sviluppo impetuoso delle tecnologie di comunicazione ha cambiato radicalmente moltissimi aspetti della nostra vita e le relazioni internazionali non fanno eccezione. Il miglioramento della possibilità di comunicare efficacemente a distanza e la capacità di amplificazione dei messaggi offerta dai social media stanno infatti rimodellando il modo in cui si tessono i rapporti diplomatici, aprendo nuovi scenari ancora in parte inesplorati.

Il cambiamento è iniziato molti anni fa, tanto che si parla di Diplomazia Digitale già dal 2001. Mano a mano che sempre più attività diplomatiche, tradizionalmente compiute faccia a faccia dai funzionari, si sono spostate sulle piattaforme digitali, però, il processo ha accelerato progressivamente. Come in campo economico, a velocizzare ulteriormente la digitalizzazione è stata la pandemia da Covid-19, che ha imposto restrizioni sostanziali alla possibilità per i diplomatici di compiere le loro missioni in prima persona.

In questo terreno ancora sostanzialmente inesplorato, l’Africa ricopre un ruolo di primo piano, visto che si sta sempre più affermando come un vero e proprio laboratorio di sperimentazione della Diplomazia Digitale. I governi del continente, infatti, vedono in questa rivoluzione delle comunicazioni l’occasione per aumentare la propria influenza sulla scena internazionale, colmando il divario che li separa dai Paesi storicamente più efficaci nella loro azione diplomatica.  

Nel sistema politico internazionale di oggi, infatti, una diplomazia forte è più importante che mai. Lo sviluppo tecnologico procede a una velocità incredibile e, dal punto di vista economico, le catene internazionali del valore mutano continuamente. Poter gestire al meglio i propri legami politici ed economici è quindi una necessità pressante per tutti i Paesi del mondo, specialmente quelli con piani di sviluppo ambiziosi.

Cos’è la Diplomazia Digitale

La Diplomazia Digitale, nota anche come Digital Diplomacy o eDiplomacy, consiste nell’usare Internet e le nuove tecnologie di comunicazione come strumenti per raggiungere obiettivi diplomatici. Nonostante il concetto sia molto ampio, questa materia è ancora un campo di studio sostanzialmente inesplorato, sia perché si è sviluppata molto rapidamente, sia per lo scarso interesse che ha riscosso tra gli accademici.

Alcuni studiosi preferiscono infatti parlare di “digitalizzazione della diplomazia”, mettendo in luce che da sempre le relazioni internazionali sono state plasmate dall’evoluzione delle comunicazioni e che quindi la Diplomazia Digitale non è altro che un’ulteriore evoluzione in questo senso degli strumenti comunicativi. Per molti però il termine è insufficiente, soprattutto perché le nuove piattaforme hanno introdotto un nuovo livello di comunicazione politica, che si esprime soprattutto attraverso i social network.

Da un lato, lo sviluppo tecnologico ha trasformato radicalmente la sfera più “privata” della diplomazia, digitalizzando le comunicazioni che solitamente prima avvenivano faccia a faccia. Le piattaforme per le video-conferenze, come Skype o Zoom, sono ormai usate sempre più spesso per attività come gli incontri inter-ministeriali, le attività consolari e i negoziati diplomatici veri e propri, che ora possono essere organizzate più agevolmente e con costi ridotti.

Esiste però anche una diplomazia più informale e “pubblica”, che oggi viene portata avanti attraverso la creazione di contenuti social utili a veicolare immagini e messaggi che portino avanti le istanze dei governi. Questa sfera è strettamente legata al soft power e, grazie alla velocità con cui oggi un contenuto social può diventare virale e raggiungere tutto il mondo, offre possibilità di influenza mai viste e che potrebbero addirittura aumentare in futuro.

Nel continente africano entrambi questi aspetti della Diplomazia Digitale stanno emergendo con forza. Basta infatti guardare il sito di Twiplomacy, un’organizzazione che si occupa di tracciare i cambiamenti nella diplomazia digitale, per rendersi conto che l’Africa ha un ruolo di primo piano in questo processo.

La Diplomazia Digitale in Africa

Uno dei motivi per cui la Diplomazia Digitale si sta affermando in Africa deriva dal fatto che le nuove tecnologie stanno contribuendo a ridurre le diseguaglianze tra i vari Paesi per quanto riguarda l’accesso ai canali diplomatici. Grazie a esse, i diplomatici possono negoziare direttamente tra di loro, riducendo il ruolo di figure intermedie e aumentando l’efficacia della loro azione.

Questo rappresenta un vantaggio soprattutto per gli attori che storicamente sono risultati meno competitivi nel sistema della globalizzazione, sia per la difficoltà nel sostenere i costi altissimi di una fitta rete diplomatica “tradizionale”, sia perché lontani dai circuiti principali delle relazioni economiche e politiche.

L’impatto delle nuove tecnologie di comunicazione sui rapporti diplomatici, però, non si riduce solo allo spostamento online degli incontri tra i rappresentanti. Un altro fenomeno che è stato enormemente alimentato e trasformato dalle nuove tecnologie è la cosiddetta “personal diplomacy, una nuova sfera delle relazioni internazionali che si basa sulla comunicazione diretta dei leader.

Negli ultimi dieci anni la presenza online dei decisori politici è stata uno strumento importantissimo nel determinare i rapporti diplomatici e questo fenomeno è sempre più evidente anche in Africa. Un esempio chiaro è l’uso di Twitter da parte dei capi di Stato, reso celebre da Donald Trump, ma ormai strumento prediletto anche di alcuni leader africani come Uhuru Kenyatta e Paul Kagame, rispettivamente i presidenti di Kenia e Ruanda.

Questa dimensione della diplomazia comprende anche altri strumenti, che sono usati per veicolare all’estero un’immagine della propria nazione o di alcune politiche. Questo avviene sempre più spesso tramite canali come LinkedIn e Youtube, oltre che sugli altri social media più popolari, come Facebook e Twitter, spesso ricorrendo alla collaborazione di creatori di contenuti indipendenti già affermati.

Gli orizzonti della Diplomazia Digitale africana

Lo sviluppo della Diplomazia Digitale trova sicuramente terreno fertile in Africa. I Paesi del continente si stanno adeguando rapidamente alle nuove forme di comunicazione, riducendo il digital divide che prima li separava da altre aree del mondo. A questo poi bisogna aggiungere che in Africa esistono grandi aree transnazionali in cui si parlano le stesse lingue e che la popolarità dei social media vede una crescita impetuosa tra la popolazione.

I vantaggi che i governi africani possono ottenere in termini di relazioni internazionali, soprattutto intra-africane, sono quindi enormi, ma non privi di rischi. Alcuni attori, come ad esempio Nigeria, Kenia e Sudafrica, hanno sviluppato maggiormente la loro diplomazia digitale rispetto ai Paesi limitrofi, amplificando enormemente il loro soft power regionale. Strumenti così pervasivi, però, sono anche armi pericolose a disposizione di governi che potrebbero usarli per orientare l’opinione pubblica e silenziare gli avversari politici.

Esistono poi alcuni fattori che rischiano addirittura di frenare l’adozione degli strumenti della Diplomazia Digitale. Se da un lato alcuni limiti sono “umani”, come la riluttanza di alcuni attori ad adottare i nuovi social media, dall’altro abbiamo i gravi rischi legati alla cybersicurezza.

Il rischio di spionaggio e furto di informazioni è molto alto in sede diplomatica, e lo diventa ancora di più quando gli scambi avvengono via Internet. Alcune aziende e start-up, compresi colossi come Microsoft, Cisco e Avaya, stanno sviluppando dei prodotti in grado di assicurare la riservatezza di queste comunicazioni, ma le garanzie che offrono sembrano ancora lontane dallo standard richiesto da attività così delicate.

Il rischio più grande, in ogni caso, rimane comunque la poca attenzione che questo fenomeno sta ricevendo dagli osservatori. Fino a che le analisi si fermeranno alla superficie, indagando solo le ultime novità tecnologiche e i Tweet più virali, sarà difficile se non impossibile cogliere la complessità e le possibili distorsioni provocate da questo fenomeno. 

 

 

Fonti e approfondimenti

Bjola, Corneliu & Manor, Ilan, Digital Diplomacy in the time of the Coronavirus pandemic, Center on Public Democracy, 31/3/2020.

Bute, Swati Jaywant Rao. 2018. “Media Diplomacy and Its Evolving Role in the Current Geopolitical Climate”. IGI Global.

Nguru, Martin, Diplomacy’s evolution from horseback to Zoom, AfricaPortal, 23/11/2020.

Spies, Yolanda Kemp. 2019. “Global South Perspectives on Diplomacy”. Palgrave Macmillan.

Twiplomacy.

Wekesa, Bob, Pathways for theorising African digital diplomacy. AfricaPortal, 3/9/2020.

 

 

Editing a cura di Niki Figus 

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