Il personaggio dell’anno: Temie Giwa-Tubosun

Una foto di Temie Giwa-Tubosun, tra le principali personalità del 2021
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Motociclette che fanno lo slalom nel traffico delle città nigeriane più popolate, droni che calano pacchi o barche che, nelle aree fluviali, scivolano sulle onde, garantendo consegne rapide di sacche di sangue ai pazienti e agli ospedali che le richiedono. Ciò, in Nigeria, è possibile anche grazie a LifeBank, un’impresa sociale, un’organizzazione in cui il modello dell’impresa viene usato per affrontare i problemi della società, fondata da Temie Giwa-Tubosun. Il progetto, servendosi dell’innovazione tecnologica, propone soluzioni ai problemi sociali ed è valso alla trentaseienne nigeriana il 2021 Forbes Woman Africa Award nella categoria tecnologia e innovazione.

“Diventare un’imprenditrice non era quello a cui aspiravo. Infatti, non avevo un particolare interesse nella tecnologia. Iniziai con LifeBank, essendo consapevole di un’assoluta necessità, a causa del problema delle persone che morivano per la mancanza di accesso al sangue in Nigeria, […] e non c’era nessuno che si occupava di risolverlo”. 

Un’impresa sociale da un’esperienza personale

La sanità è stata fin da subito l’ambiente di Temie Giwa-Tubosun. Ottenuta la laurea alla Minnesota State University Moorhead negli Stati Uniti, ha conseguito un master in Pubblica Amministrazione al Middleboury Institute of International Studies di Monterey. Immediatamente, il suo interesse si è rivolto alla gestione sanitaria, prima presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e poi lavorando a un progetto del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite in Uganda. Nel 2012, tornata in Nigeria, suo Paese natale, ha affiancato al lavoro nella gestione sanitaria la creazione di One Percent, un progetto nato per diffondere la consapevolezza tra le giovani generazioni della necessità di donare il sangue. La Nigeria, infatti, si colloca tra i Paesi con i tassi più bassi di donazione del sangue al mondo, con ripercussioni negative sulla capacità del sistema sanitario di garantire cure adeguate a bambini anemici, malati di cancro, vittime di attacchi terroristici e molti altri pazienti che, in momenti diversi e per motivi differenti, necessitano di una trasfusione.

Due anni dopo la nascita di One Percent, Giwa-Tubosun ha dato alla luce, prematuramente, il suo primo figlio in un ospedale del Minnesota. Dopo una gravidanza complessa e un’emorragia post-partum, racconta, “mi resi conto di quanto fossi stata male e di come si sentono le altre donne in condizioni simili. Decisi che avrei salvato vite”. Sapeva che se il suo bambino fosse nato in Nigeria, molto probabilmente sarebbe morta per l’impossibilità di ricevere in tempo una trasfusione. Tuttavia, secondo l’ONU, otto delle dieci donne che morivano per un’emorragia post-partum in Nigeria potevano essere salvate, se solo il sangue fosse stato disponibile rapidamente

Tecnologia e innovazione

Secondo Giwa-Tubosun, però, il modello dell’ong, con il quale era nato One Percent, non era sufficiente poiché non era in grado di risolvere il problema in “modo significativo” e la sostenibilità dell’iniziativa era costantemente un interrogativo, dipendendo dai fondi dei donatori. La soluzione è stata fondare, nel 2016, LifeBank, un’impresa sociale, ma anche una health-tech company. Attraverso la tecnologia, Giwa-Tubosun voleva abbattere le barriere che, fino a quel momento, avevano impedito la fornitura tempestiva di sacche di sangue agli ospedali e ai pazienti. 

Riconoscendo che i problemi principali nel Paese erano la mancanza di informazioni e i limiti logistici, Giwa-Tubosun ha introdotto soluzioni nuove, adattandosi al contesto locale. Connettere ospedali, pazienti e banche del sangue è stato il primo obiettivo dell’impresa. Il sangue donato può essere utilizzato per le sei settimane successive, ma, spesso, l’assenza di mezzi attraverso i quali comunicarne la disponibilità e richiedere le sacche faceva sì che venisse buttato: LifeBank ha quindi sviluppato un database che permette agli ospedali di verificare rapidamente la disponibilità di sangue nelle banche più vicine. La seconda grande sfida affrontata dall’impresa era di tipo logistico: garantire trasporti rapidi, efficienti e sicuri. Una partnership con Google ha permesso di creare una piattaforma che mettesse in diretto collegamento le banche del sangue, gli ospedali e i delivery drivers, riducendo i tempi di consegna da ventiquattro ore a quarantacinque minuti.

Sebbene la distribuzione rapida, efficiente e sicura del sangue fosse il principale obiettivo, LifeBank garantisce anche la fornitura di ossigeno, strumentazione medica e vaccini.  

Imprenditorialità al femminile

Nei suoi primi quattro anni di operatività, LifeBank ha distribuito ventottomila strumenti medici a seicentosettanta ospedali nigeriani, salvando diecimilaquattrocento vite. Per questo, l’idea di Giwa-Tubosun di usare il modello dell’impresa per risolvere i problemi della società è apprezzata nel Paese. Ma non solo. Già nel 2016, Mark Zuckerberg, durante un viaggio in Nigeria, l’aveva indicata come una delle migliori fonti di ispirazione per chi voleva avviare un progetto imprenditoriale nel Paese. Dalla nascita di LifeBank, i riconoscimenti si sono susseguiti rapidamente; tra di essi il Science Africa Innovation Challenge 2.0 Award, l’Africa Netpreneur Prize e il Cartier 2020 Women’s Initiative Sub-saharan Africa Laureate. 

Premi e riconoscimenti però non hanno fermato Giwa-Tubosun, che progetta di estendere l’operatività di LifeBank al nord-est del Paese, ma anche ad altri Stati africani: nel 2019, l’impresa ha sperimentato una collaborazione con il governo etiope nella fornitura di attrezzatura medica agli ospedali attraverso l’uso di droni, mentre un anno fa ha esteso la propria attività in Kenia.

In una società patriarcale, come quella nigeriana, dove è ancora diffusa la percezione che la donna debba occuparsi solamente dei lavori domestici e lasciare all’uomo il lavoro fuori casa, Giwa-Tubosun è anche una dimostrazione di emancipazione femminile. LifeBank, in Nigeria, opera in un ambiente ancora in larga parte inesplorato e sta attirando l’attenzione degli investitori della tecnologia sanitaria. Ma per una giovane donna che si muove in un settore dominato da uomini, in una società tradizionalmente patriarcale, non è facile ottenere la fiducia degli investitori. Nonostante ciò, Giwa-Tubosun non ha intenzione di rinunciare ai propri obiettivi. 

La pandemia è stata l’occasione per avviare nuovi progetti: centri per la realizzazione dei tamponi e la distribuzione di ossigeno ai pazienti. Con la diffusione del Covid-19, Giwa-Tubosun ha lanciato QuipbyLifeBank, un registro nazionale, per tracciare la presenza di strumentazione medica funzionante, inclusi ventilatori, respiratori e letti negli ospedali nigeriani. L’iniziativa si è poi espansa, nell’ultimo anno, anche in Kenia, Etiopia e Ghana.

Infatti, ricevendo il 2020 Global Citizien Prize, Giwa-Tubuson ha detto: “Io ho un grande, fantastico, gigante e audace sogno per LifeBank. Il problema che noi stiamo risolvendo non è solo un problema nigeriano o africano, è un problema che esiste nei Paesi in via di sviluppo, Paesi che non hanno sviluppato le loro infrastrutture. Per me l’obiettivo è costruire un’impresa scalabile che cresca rapidamente e che possa espandersi in altre aree del mondo dove esistono ancora questi problemi, per salvare vite e salvarle su grande scala”.

 

 

Fonti e approfondimenti

Adebowale, Adenike, “Nigeria’s Temie Giwa-Tubosun and Ada Osakwe Scoop Forbes Awards for Innovation and Business“, Technext, 03/2021.

Adeoye, Sam, “Does Temie Giwa-Tubosun give more than blood, does she inspire new ideas in Africa?, The Guardian Nigeria, 03/04/2021.

Africa.com. 2018. African Women in Tech: Temie Giwa-Tubosun.

Babatunde, Gbemileke, “Nigerian Healthtech Startup, Lifebank Expands Into Kenya, Technext, 16/09/2020. 

Cartier Women’s Initiative. 2020. Laureate 2020 Africa. Temie Giwa-Tubosun.

Daniel, Eniola, “Google, LifeBank partner to raise awareness on blood donation, lessen delivery time, The Guardian Nigeria, 14/06/2019. 

Ighobor, Kingsley, “Temie Giwa-Tubosun: the Nigerian entrepreneur delivering blood to patients, Africa Renewal, 29/09/2020.

Hyde, Peace, “Banking On Life: Commerce With Compassion, Forbes Africa, 11/2020.

LifeBank. 2021. Our Vision.

Mordi, Melissa, “Temie Giwa-Tubosun: Investing In Nigeria’s LifeBank, The Guardian Nigeria, 30/06/2019.

OMS. 2019. Maternal health in Nigeria: generating information for action.

 

 

Editing a cura di Niki Figus 

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Lo Spiegone è una testata registrata presso il Tribunale di Roma, 38 del 24 marzo 2020
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