Gli Stati Uniti sono davanti a un bivio in Niger

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Defense Visual Information Distribution Service - Picryl - Public Domain

Lo scorso sabato, migliaia di manifestanti si sono riuniti a Niamey per chiedere il ritiro del personale delle forze armate degli Stati Uniti di stanza nel paese dell’Africa occidentale. La capitale del Niger si è riempita pochi giorni dopo la consegna di equipaggiamenti russi e l’arrivo di istruttori militari del Cremlino nel Paese. 

La manifestazione rientra in uno schema ormai noto nella regione. Diversi Paesi, ora guidati da giunte militari, negli ultimi anni hanno reciso i legami con gli Stati occidentali, rivolgendosi per lo più alla Russia per combattere le insurrezioni estremiste.

Gli Stati Uniti in Niger

Gli Stati Uniti sono stati costretti a interrompere le loro operazioni militari in Niger nel marzo 2024. Il Niger potrebbe non sembrare a prima vista un alleato chiave per Washington, ma ha svolto un ruolo fondamentale come base per le forze armate statunitensi per i loro obiettivi e per rispondere al terrorismo nella regione.

Sebbene il Niger sia uno dei Paesi più poveri del mondo, la sua posizione geografica e le risorse naturali ne hanno aumentato l’importanza per le potenze globali. Nello specifico, la posizione del Niger dà agli Stati Uniti la capacità di impegnarsi nell’antiterrorismo in gran parte dell’Africa occidentale. Qui gli Stati Uniti hanno due basi militari, chiamate Air Base 101 e Air Base 201. Le operazioni con i droni sono iniziate nel 2013.

Attualmente, i rappresentanti statunitensi stanno cercando di negoziare un accordo per mantenere una qualche forma di presidio militare. Ma la nuova giunta al potere ha dichiarato che la presenza militare a stelle e strisce costituisce una violazione della costituzione del Niger. Il destino di Washington nell’area, comprese le due basi militari per i droni, rimane quindi incerto.

Cosa è cambiato con la giunta militare 

Nel luglio 2023, l’esercito del Niger ha portato a termine un colpo di stato, rovesciando il governo democraticamente eletto. I leader militari hanno arrestato il presidente Mohamed Bazoum e annunciato la fine della costituzione e del governo. I golpisti hanno creato un proprio esecutivo, una giunta militare denominata Consiglio Nazionale per la Salvaguardia della Patria.

Ex colonia francese, il Niger fino a poco tempo fa ospitava 1.500 soldati francesi, che per lo più sono stati evacuati nel dicembre 2023. La giunta militare allora espulse le truppe di Parigi, ma inizialmente permise agli Stati Uniti di rimanere. Lo scorso mese il governo ha invece ordinato agli Usa di andarsene. Negli ultimi mesi, la giunta ha rafforzato la cooperazione militare con Russia e Iran.

Se le forze statunitensi venissero completamente rimosse dal Niger, ciò potrebbe anche offrire alla Cina l’opportunità di aumentare la propria influenza nel paese. In questi anni, la Cina è diventata uno dei principali partner commerciali del Niger. Nel 2022, Pechino ha rappresentato circa il 9% delle esportazioni del Niger e il 22% delle importazioni del Niger.

Il gioco armato delle potenze 

Negli ultimi due decenni potenze globali come gli Stati Uniti, la Cina e la Russia hanno aumentato notevolmente la presenza militare in Africa. Gli statunitensi con l’istituzione del nuovo comando AFRICOM, i cinesi con la loro prima base militare straniera permanente a Gibuti nel 2017 e i russi con l’utilizzo del gruppo Wagner, che in Africa è stato rinominato recentemente Africa Corps.

Gli Stati Uniti sono ora alla ricerca di alternative alle loro basi di droni, ma ci sono poche opzioni nella regione. Inoltre, man mano che i loro rivali acquisiscono influenza nella regione la situazione potrebbe diventare più dispendiosa. Un’analisi su Security Studies mostra infatti che i Paesi ospitanti scelgono quasi sempre potenze che offrono maggiori incentivi economici. La Casa Bianca deve ancora decidere quanto in là può spingersi per mantenere una presenza nell’Africa occidentale e centrale.

 

Fonti e approfondimenti

Allen, M., “The US is losing access to its bases in Niger − here’s why that’s a big deal”, The Conversation, 16/04/2024

Ajala, O., “Niger and Russia are forming military ties: 3 ways this could upset old allies”, The Conversation, 29/01/024

Chason, R., Lamothe, D., Birnbaum, M., “U.S. seeks to keep troops in Niger after key ally calls their presence illegal”, The Washington Post, 22/03/2024

Joyce, R. M., Blankenship, B., “The Market for Foreign Bases”, Security Studies, 16/11/2023

Melly, P., “Niger coup leaders expel French, but not US, troops fighting jihadists”, BBC, 21/12/2023

Peltier, E., “Protesters in Niger Call for U.S. Military Exit as Russian Force Arrives”, The New York Times, 13/04/2024

The Guardian, “Niger junta repudiates deal allowing US military bases on its soil”, 17/03/2024

 

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