Primavera anticipata in Romania

La sera dello scorso 31 gennaio il governo di Bucarest ha approvato un decreto che sarebbe dovuto entrare in vigore il 10 febbraio, abolendo l’abuso d’ufficio e facendo da scudo a decine di politici coinvolti in processi per corruzione, compreso il leader del partito socialdemocratico, Liviu Dragnea. Sono circa 500’000 le persone che hanno inondato le vie della Romania protestando contro il decreto salva-corrotti.  Il 5 febbraio però Sorin Grindeanu, Primo Ministro, di fronte alle manifestazioni di Bucarest, ha indetto una seduta straordinaria conclusasi con la revoca del decreto contestato. Nonostante ciò le proteste non si sono ancora fermate.

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Si tratta della più grande protesta dalla caduta del regime comunista di Ceaucescu del 1989. Oggi la società civile romena sta lottando contro la corruzione, problema che attanaglia la giovane democrazia della Romania post comunista. Questo inquinamento morale è ormai riconosciuto anche dai cittadini stessi, che oggi sono in piazza a chiedere la piena attuazione delle normative anticorruzione e le dimissioni del governo. Ma le iniziative non sembrano ancora fermarsi: da giorni ormai migliaia di manifestanti hanno invaso pacificamente i centri delle più importanti città romene, tentando di instaurare un vero e proprio sistema democratico trasparente.

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Il decreto salva-corrotti avrebbe depenalizzato diversi reati e punito l’abuso di potere con la carcerazione, solamente se le somme intascate fossero ammontate a più di 44’000 euro. Uno dei beneficiari immediati del decreto sarebbe stato proprio lo stretto collaboratore del Premier e leader PSD, Liviu Dragnea, accusato di aver utilizzato 24’000 euro di denaro pubblico per stipendiare due persone alle dipendenze del partito. Grindeanu ha però dichiarato che il decreto era necessario per fronteggiare il sovraffollamento nelle carceri. Ma secondo gli esponenti del Partito Nazional Liberale (partito di opposizione) e i cittadini presenti nelle piazze, si tratta piuttosto di una mossa per liberare i suoi alleati condannati per corruzione.

Il decreto salva corrotti sembra aver risvegliato la coscienza democratica romena. Sono soprattutto i giovani presenti nelle piazze a chiedere ora le dimissioni del governo Grindeanu, in carica da poco più di un mese. Infatti nelle recenti elezioni, il partito socialdemocratico si è imposto come primo partito con il 45% dei suffragi (https://lospiegone.com/2016/12/15/la-romania-al-voto/) riuscendo a formare un governo grazie all’appoggio dell’Alleanza Liberale Democratica (ALDE). Con il passare dei giorni il governo ha iniziato a perdere pedine fondamentali come il Ministro del Commercio Florin Jianu, e il Ministro della Giustizia Florin Iordache. Non è la prima volta che il popolo romeno scende in piazza contro la corruzione: nel novembre 2015 il Primo Ministro socialdemocratico Viktor Ponta, già accusato dalla procura anticorruzione di evasione fiscale, riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite e falso in atto pubblico, decise di dimettersi a causa delle continue manifestazioni contro la corruzione, in seguito all’incendio nella discoteca Colectiv di Bucarest, dove morirono 64 persone.

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L’attuale Primo Ministro Grindeanu

Secondo Trasparency International, associazione contro la corruzione, l’indice di percezione della corruzione vede la Romania al 57° posto al mondo. In Europa hanno ottenuto un punteggio più basso solamente Italia, Grecia e Bulgaria. A guidare la classifica sono invece Danimarca e Nuova Zelanda, seguiti da Finlandia e Svezia: tutti stati che hanno varato legislazioni avanzate in materia di trasparenza dell’amministrazione pubblica.

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L’Unione Europea ha fortemente criticato il decreto salva-corrotti del governo Grindeanu, in quanto sia un vero e proprio passo indietro in materia di anti-corruzione. Il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, in nota congiunta con il Vicepresidente Timmermans, ha ribadito che la lotta alla corruzione deve essere avanzata e non limitata, e che la Romania deve attuare una vera e propria riforma del codice penale atta a punire qualsiasi comportamento corruttivo, con pene detentive più lunghe. La Romania deve quindi continuare sulla strade delle riforme e della lotta alla corruzione. Nel caso in cui non dovesse rispettare gli impegni presi con le istituzioni europee, potrebbe perdere la fiducia conquistata negli ultimi anni: l’Unione Europea potrebbe ridurre i fondi di coesione europei e continuare ad opporsi all’entrata della Romania nell’area Schengen. Infatti Paesi Bassi e Germania sono gli strenui oppositori all’entrata di Bucarest, in quanto il massiccio afflusso di immigrati romeni potrebbe gravare sul già precario sistema di welfare. Cercando un riavvicinamento tra le parti, il Presidente della Repubblica romena ha nominato Ministro della giustizia ad Interim Ana Birchall,  già Ministro delegato per gli Affari Europei, che gode di buona fama e stima presso le istituzioni dell’Unione.

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Il rischio attuale è quello di un possibile contagio della primavera romena negli stati limitrofi dell’Europa dell’est: infatti in Bulgaria e in Moldova la corruzione è di gran lunga maggiore che in Romania, ma le società civili sono più limitate e meno sviluppate, quindi è difficile, ma non impossibile, che in questi due stati si verifichino iniziative simili a quelle di Bucarest.

Nonostante le continue manifestazioni, l’8 febbraio scorso non è passata in parlamento la mozione di sfiducia al governo di Grindeanu. La coalizione di governo formata dal partito socialdemocratico più ALDE, dovrà ora tentare di limitare i danni e cercare una via rapida al cambiamento. Tuttavia agli occhi dei cittadini e dei finanziatori stranieri, il Primo Ministro sembra ormai compromesso: con una crescita del 4,1% del PIL nell’ultimo semestre, la Romania sembrava destinata ad un miglioramento delle proprie condizioni ed un conseguente afflusso di capitali per investimenti di ogni tipo, mentre ora a causa della corruzione e della poca trasparenza della classe dirigente che guida il Paese, siamo di fronte ad un futuro incerto.

 

FONTI:

https://www.theguardian.com/world/2017/feb/06/27-years-of-corruption-is-enough-romanians-on-why-theyre-protesting

http://www.independent.co.uk/news/world/europe/romania-protests-latest-corruption-crisis-president-klaus-iohannis-a7568036.html

http://www.dw.com/en/romania-justice-minister-resigns-over-anti-corruption-protests/a-37475601

http://www.politico.eu/article/romania-to-repeal-corruption-decree-after-protests/

http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-17-195_en.htm

http://www.agerpres.ro/politica/2017/02/10/alerta-iohannis-a-semnat-decretul-pentru-desemnarea-anei-birchall-ministru-interimar-al-justitiei-14-52-23

https://www.transparency.org/news/pressrelease/romania_must_not_grant_impunity_to_the_corrupt_and_should_implement_strong

 

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