Stranieri residenti in Italia: tutti i numeri in mappe e grafici

Nel dibattito sull’immigrazione in Italia è stata fatta molta confusione sullo status degli stranieri che vivono in Italia e sui loro numeri. In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza, analizzando le cifre dei cittadini esteri residenti nel nostro paese.

Per definire questa parte della popolazione bisogna partire dalla sua situazione giuridica. Per poter risiedere stabilmente e legalmente in italia senza essere cittadini esistono infatti tre modalità: essere cittadini di un paese dell’Unione Europea (o comunque firmatario del Trattato di libera circolazione), ricevere asilo per motivi umanitari oppure ottenere un permesso di soggiorno a tempo indeterminato.

Quest’ultimo ha vari requisiti, che bisogna dimostrare di possedere per farsi rilasciare il documento. Secondo la Legge del 2010 bisogna avere già un permesso di soggiorno temporaneo, oltre che un documento valido nel paese d’origine. Bisogna poi superare un test di lingua italiana, presentare documenti che provino di avere un alloggio e una busta paga, ed allegare il proprio casellario giudiziario.

Questo status permette di soggiornare e lavorare liberamente in Italia, oltre che entrare e uscire senza bisogno del visto. Può anche essere perso per sentenza di espulsione, prolungata assenza dal paese o  richiesta dello stesso permesso in un altro paese UE.
.

Dati

I numeri che seguono fanno quindi riferimento a cittadini stranieri che in Italia vivono, lavorano e pagano le tasse, con gli stessi diritti e doveri degli italiani, tranne quelli derivanti dall’avere la cittadinanza (fondamentalmente collegati al voto e ai diritti civili). Migranti irregolari, sprovvisti di documenti o richiedenti asilo non rientrano quindi nel gruppo degli stranieri residenti in Italia.

Analizzando i dati ISTAT sulla popolazione possiamo ricostruire la struttura della popolazione italiana di origine straniera per provenienza, sesso ed età, giungendo ad alcune conclusioni interessanti.

Una bambina legge un libro di testo italiano durante la  lezione tenuta davanti ad una scuola di Milano

.
In Italia risiedono stabilmente 5.040.988 cittadini di paesi esteri, che rappresentano l’8,32% della popolazione totale del paese.

Questo numero è andato crescendo negli anni, ma con un trend particolare. Guardando la progressione possiamo infatti vedere come negli anni tra il 2004 e il 2014 la popolazione straniera residente sia più che raddoppiata, per poi calare bruscamente e risalire ad un ritmo decisamente più lento.
.

Numero di cittadini stranieri residenti in Italia per anno

.
Rispetto al resto d’Europa la percentuale di residenti di origine straniera in Italia è nella media dell’UE, paragonabile a quella del Portogallo o dell’Ungheria.

La cifra è decisamente inferiore a quella relativa ai paesi dell’Europa settentrionale, molto più attrattivi (anche per i nostri connazionali), ma pari al doppio o al triplo rispetto ai paesi dell’Europa Orientale.
.

Percentuale di stranieri rispetto alla popolazione europea

.
Stranieri per paese di provenienza

Raggruppando i cittadini stranieri residenti in Italia per continente di provenienza possiamo notare che oltre la metà di essi proviene da altri paesi europei.

I paesi con più alta emigrazione verso l’Italia si trovano infatti in Europa Orientale, Asia e Nordafrica, mentre i flussi da altre aree sono debolissimi. Vediamo questa distribuzione nel dettaglio.
.

Provenienza stranieri in italia (mappa)
Provenienza stranieri in italia (grafico)

.
Europa

Un totale di 2.620.701 cittadini europei, tra comunitari e non, vive stabilmente in Italia. Questo numero rappresenta il 51,7% degli stranieri residenti.

La comunità più ampia in questo gruppo è quella romena, la maggiore in italia, mentre altre grandi gruppi sono quello albanese e quello ucraino, cresciuto nei numeri anche a causa dell’aspra e silenziosa guerra civile che si combatte nel paese. Altre comunità hanno le loro origini in europa orientale e nei Balcani, mentre quelle mediterranee o dei paesi del nord sono decisamente meno numerose.

Ovviamente questa forte presenza non va ricondotta solo alla vicinanza geografica, ma soprattutto al diritto garantito a tutti i cittadini dei paesi firmatari dell’accordo di Schengen di circolare e soggiornare nel territorio comunitario.
.

Provenienza cittadini stranieri dall'Europa (mappa)

Provenienza cittadini stranieri dall'Europa (grafico).
Asia

Dal continente asiatico provengono quasi un milione dei residenti stranieri in Italia, nella maggior parte provenienti da tre aree: Cina, Filippine e subcontinente indiano. Il perché è facilmente immaginabile: nella storia recente tutti questi paesi hanno sempre avuto altissimi tassi di natalità e di emigrazione.

Le cause che spingono queste partenze sono molte e diversificate. In generale possono però essere ricondotte al tentativo di fuggire da situazioni di marginalizzazione dovute a situazioni territoriali o sociologiche e, negli ultimi anni, anche dagli effetti nefasti del cambiamento climatico. L’estrema popolosità di queste zone contribuisce a ingrossare i flussi migratori.
.

Provenienza cittadini stranieri dall'Asia (mappa)

Provenienza cittadini stranieri dall'Asia (grafico)

.
America

Il flusso di migrazione dalle Americhe proviene soprattutto dalla parte meridionale del continente. I numeri del Nord e del Centro-Caraibi sono modesti, se non per la crescente  immigrazione da El Salvador, diretta spesso in Lombardia.
I paesi da cui proviene la maggior parte dei residenti americani in Italia sono Perù ed Ecuador, di cui è originaria quasi la metà dei 376.552 componenti di questo gruppo.

La minore portata del flusso da questo continente può avere varie spiegazioni: sicuramente contribuisce la vicinanza di un paese molto attrattivo per i migranti come gli Stati Uniti, a cui va aggiunta la frequente direzione degli spostamenti verso paesi europei o latinoamericani in cui la barriera lingustica è minore o inesistente.
.

Provenienza cittadini stranieri dall'America (mappa)

Provenienza cittadini stranieri dall'America (grafico)

.
Africa

I cittadini africani residenti in Italia sono circa un milione, di cui ben oltre il 60% proviene dai paesi del Mediterraneo. La comunità maggiore per dimensioni è quella marocchina, presente nel nostro paese da più di 30 anni come pure quelle tuinisina ed egiziana. Dal resto del continente provengono pochi residenti, fatta esclusione per l’Africa Occidentale, in particolare Senegal e Nigeria.

Nel futuro la proporzione potrebbe cambiare: nei paesi del Nordafrica si registra un generale calo del flusso di migranti diretto in Europa, situazione rinforzata dai sempre maggiori flussi di ritorno in patria. L’Africa subsahariana d’altro canto sembra vivere una situazione opposta, vista la forte natalità non accompagnata dall’aumento delle opportunità economiche, che fa presagire un incremento dei numeri nelle emigrazioni.
.

Provenienza cittadini stranieri dall'Africa (mappa)

AFR

.

Distribuzione sul territorio

La distribuzione dei cittadini stranieri sul territorio italiano non è omogenea, ma questo non stupisce. La geografia delle comunità straniere infatti ricalca approssimativamente quella delle opportunità economiche, essendo la ricerca di un lavoro il motore principale delle migrazioni verso l’Italia.

Le aree con il maggior numero di residenti stranieri sono quindi le grandi città, soprattutto Roma, Milano e Firenze con i relativi interland. Altre zone ad alta concentrazione sono le aree produttive di Emilia-Romagna e Lombardia, oltre che quelle venete e piemontesi seppure con numeri inferiori.
.

Presenza di cittadini stranieri in Italia (per provincia)

.

Demografia

Per comprendere meglio le implicazioni culturali e sociologiche della presenza di cittadini stranieri è sempre bene guardare a come questa popolazione si struttura per sesso e per età. Bisogna però tenere  bene a mente che si tratta di un’analisi statistica, non essendo questa una vera comunità ma un aggregato di molti gruppi diversi.

Guardando alla divisione per sesso possiamo vedere come nel 2017 fossero in maggioranza le donne, il 52,36% sul totale dei residenti stranieri. Questo equilibrio è vicino a quello italiano complessivo ed è stato incoraggiato anche da istituti come quello del ricongiungimento familiare.

Il rapporto tra maschi e femmine è però molto diverso a seconda delle zone di provenienza: tra i cittadini europei e americani è nettissima la predominanza delle donne, mentre da Africa e Asia si sono stabiliti in Italia soprattutto uomini.
Questa differenza è dovuta soprattutto alle opportunità di lavoro che il paese offre agli stranieri.
.

Stranieri in Italia per sesso e provenienza

.
Per approfondire l’analisi possiamo aggungere una variabile, disegnando le piramidi di distribuzione per sesso ed età.
.

Stranieri residenti inItalia per età e sesso

.
Guardando alla scomposizione della popolazione in fasce d’età possiamo poi notare come la distribuzione ricalchi un normale equilibrio demografico tra i sessi, con una leggera predominanza di maschi tra giovani e bambini e una di femmine tra adulti e anziani.

Infine possiamo confrontare la struttura per età di tutta la popolazione italiana rispetto a quella della sua sola componente straniera, facendo due importanti considerazioni aggiuntive:
.

La popolazione straniera risulta mediamente più giovane di quella italiana totale

.

Maggior tasso di fertilità

Se si guarda alla piramide appare evidente che la percentuale di bambini tra i residenti stranieri è più alta di quella nazionale. In numero assoluto ovviamente queste cifre sono molto inferiori a quelle dei cittadini italiani ma il trend è significativo. Le famiglie straniere fanno in media più figli di quelle italiane, anche se in modo insufficiente anche solo per tamponare l’invecchiamento della popolazione italiana.

Quest’anno infatti l’italia ha segnato un dato allarmante, cioè un calo in numero assoluto della popolazione residente, che non si registrava da decenni.
.

Minore età media

La popolazione straniera in Italia è più giovane della media nazionale, una realtà dovuta al fatto che la maggior parte di questi cittadini arriva in Italia in età lavorativa.

Questo dato mostra come, se gestito in maniera consapevole, il mercato del lavoro italiano potrebbe beneficiare della presenza di stranieri, rinnovandosi più velocemente mentre la popolazione italiana invecchia. Nei prossimi anni saranno infatti molti gli italiani ad avviarsi alla pensione e senza la componente straniera della popolazione sarebbe difficoltoso sostituirli completamente.

Il rovescio della medaglia è però paradossalmente simile. Se il paese non riucirà a offrire a questi suoi abitanti l’opportunità di costruirsi un futuro stabile vedrà aggravarsi ulteriormente il suo problema di invecchiamento della popolazione.

La maggior parte della forza lavoro straniera entro due generazioni terminerà la sua vita attiva, rischiando di trovarsi in una situazione di marginalità ed esclusione se nel frattempo non sarà riuscita ad accedere alla previdenza sociale o a costruire una stabilità economica e familiare.

Quale che sia l’approccio che sceglierà, la politica ha bisogno di prendere coscienza di questa situazione e gestirla attivamente. Questo può avvenire solo abbandonando il pericoloso atteggiamento di disinteresse che riserva alle comunità straniere, di cui si parla esclusivamente in maniera strumentale e mai con una visione di lungo periodo.

.

.

.

Fonti e Approfondimenti:

https://www.istat.it/it/

http://www.istat.it/it/immigrati

https://www.istat.it/it/archivio/197544

http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCIS_POPSTRRES1

http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCIS_POPRES1

Elaborazioni dei dati ISTAT per paese di provenienza  – http://www.tuttitalia.it/statistiche/cittadini-stranieri-2017/

http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Migration_and_migrant_population_statistics&oldid=300222#Migrant_population

http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/15/0673_Rapporto_immigrazione_BARBAGLI.pdf

Rispondi