Guida alle Primarie USA 2020

Primarie, Caucus, convention nazionali, superdelegati e ticket sono solo alcune delle parole di cui sentirete ampiamente parlare da qui fino al prossimo 3 novembre 2020, data dell’elezione del prossimo POTUS (President of the United States).

Introduzione

Ognuno dei cinquanta Stati, come anche distretti e territori statunitensi, ha un proprio sistema elettorale. La campagna elettorale delle Primarie USA 2020 ha una durata di cinque mesi, dal 3 febbraio al 16 giugno 2020. I candidati vincenti hanno poi il tempo sufficiente per organizzare la campagna presidenziale in vista dell’elezione, che si terrà il primo martedì di novembre.
Possiamo distinguere due sistemi principali di elezione: le Primarie e i Caucus.

Le Primarie

La grande maggioranza degli Stati adotta il sistema delle Primarie, che si sviluppa mediante una votazione nei seggi, con voto scritto e segreto. In ogni Stato, in un giorno prefissato, i cittadini non votano direttamente il candidato presidenziale, bensì il delegato del partito che sceglierà, durante la convention nazionale, il rappresentante del partito destinato alla presidenza. Esistono diversi tipi di primarie. In quelle “chiuse” il cittadino può votare solo se iscritto al partito del candidato. Nelle Primarie “aperte”, invece, possono votare anche i cittadini che non sono iscritti a un partito. Nel caso delle Primarie aperte, esistono le cosiddette “semi-aperte”, dove ogni cittadino è libero di poter partecipare, a eccezione dei membri iscritti a un altro partito, e le “blanket-primaries”, aperte anche agli oppositori politici.

I Caucus

Nonostante rappresenti il metodo più tradizionale di elezione statunitense, l’adozione dei Caucus è andata scemando negli ultimi tempi. Il termine proviene dalle lingue nativo americane e significa “riunirsi e fare rumore”. Infatti, i Caucus sono assemblee di partito in un luogo pubblico, dove si discute e si espone pubblicamente la preferenza per i candidati presidenziali, abolendo di conseguenza la segretezza del voto. Anche i tipi di Caucus variano tra gli Stati. Tutti i cittadini possono accedere a quelli detti “aperti”, ma solo gli iscritti di un partito possono partecipare a quelli di tipo “chiuso”. I Caucus sono sempre più spesso criticati, perché attraggono i partecipanti più attivi nel partito e quindi tendenzialmente più radicali, escludendo al tempo stesso fasce di elettorato meno dedicate alle attività di partito ma non per questo meno meritevoli del diritto di voto. La decisione finale sui delegati statali viene generalmente ufficializzata durante la convention nazionale del partito, che avverrà a metà luglio per i Democratici e a fine agosto per i Repubblicani.

Delegati e super-delegati

I delegati vincenti delle Primarie e dei Caucus si ritrovano alla convention nazionale del partito e nominano il nome di chi correrà per la Casa Bianca. Anche qui però il processo è vario. Gli Stati assegnano i delegati ai candidati presidenziali in modo differente. Alcuni seguono la regola del “winner takes all”: il totale dei delegati di un partito sosterrà il candidato che riceve il maggior numero di preferenze nello Stato che rappresentano. Altri, invece, usano la rappresentanza proporzionale: il numero dei delegati è assegnato in proporzione a quanti voti riceve un candidato presidenziale. I Democratici sono più propensi ad adottare il secondo metodo, mentre i Repubblicani preferiscono lasciare la libertà di scelta a ogni Stato.

Il numero di delegati nella convention democratica è di 4750, mentre è di 2552 in quella repubblicana. Ogni delegato ha un obbligo più o meno esplicito (in alcuni Stati addirittura un obbligo legale) di votare per il candidato che ha sostenuto durante la campagna elettorale. Inoltre, tra i democratici esistono storicamente dei “super-delegati” (nel 2020 ne sono previsti 771), che sono nominati dal Democratic National Commitee (DNC) e, non rappresentando gli interessi di un particolare Stato, hanno la libertà di scegliere il candidato presidenziale secondo le loro preferenze.

Il sistema dei super-delegati è sempre più criticato. In particolare nel 2016, a seguito delle accuse dei sostenitori del candidato Bernie Sanders mosse al DNC di aver supportato, attraverso la selezione di super-delegati, la sua oppositrice principale Hillary Clinton, sono state molte le richieste di abolizione di tale sistema poco trasparente. Tuttavia, per le elezioni presidenziali del 2020 questa pratica sarà ancora comune per i Democratici. I Repubblicani, invece, non hanno la figura del super-delegato ma hanno 150 delegati assegnati automaticamente, 3 per ogni Stato.

Ticket

Oltre le nomine del potenziale POTUS, dalle convention nazionali escono anche i nomi dei possibili vice-presidenti, che assumeranno anche il ruolo di presidente del Senato (pur non essendo necessariamente senatore o senatrice al momento della nomina). L’accoppiata viene comunemente definita “ticket”. I due ticket, ovvero le due coppie di candidati, si sfideranno nella campagna elettorale fino all’Election Day.

Calendario

Le Primarie USA iniziano tradizionalmente in New Hampshire, dove una legge obbliga lo Stato a organizzarle almeno una settimana prima di tutti gli altri. Tuttavia la corsa alle presidenziali si aprirà ufficialmente il 3 febbraio 2020 con il primo Caucus in Iowa. Inoltre, negli ultimi decenni è aumentata la tendenza a unificare le votazioni in molti Stati e di farlo di martedì, da qui il nome dell’evento detto super-tuesday, che nel 2020 avverrà il 3 marzo. L’ultima tornata elettorale avverrà nel distretto di Washington D.C., e sarà organizzata dai Democratici il 16 giugno. Le convention nazionali dei due maggiori partiti avverranno, invece, in estate.

Calendario delle Primarie USA 2020

Dalla tabella è evidente come le Primarie USA 2020 saranno più decisive per i Dem e occuperanno il centro dell’agenda politica statunitense nella prima metà dell’anno. Le Primarie del POTUS uscente al suo primo mandato, e quindi rieleggibile, sono invece spesso cancellate o tenute in modo quasi del tutto informale. Donald Trump, come era prevedibile, ha manifestato la sua volontà di restare in carica; dopotutto solo una volta nella storia USA, oltre mezzo secolo fa, il presidente uscente al primo mandato Lyndon B. Johnson, che era subentrato da vice dopo l’attentato a John Fitzgerald Kennedy, non si ricandidò per un secondo mandato.

Conclusione

Le Primarie USA sono uno snodo fondamentale nella corsa alla Presidenza. Non solamente da esse esce il nome del ticket che con molte probabilità sfiderà il binomio Trump-Pence per la Casa Bianca, ma assumono un peso ancora maggiore se si considera che il dialogo e gli scontri avvengono all’interno dei partiti e non tra gli stessi. Dalle sfide interne, spesso più difficili e intense, nascerà infatti il volto che gli Stati Uniti adotteranno per i prossimi quattro anni e, per questo, vale la pena seguirle con noi nei prossimi mesi.

 

Fonti e approfondimenti

Angiolillo, Fabio, “Primarie USA, come funzionano?”, Lo Spiegone, 26/02/2016.

Berg-Andersson, Richard E. & Roza, Tony, “2020 Presidential Primaries, Caucuses, and Conventions”, The Green Papers, 12/12/2019.

Heersink, Boris, “The DNC voted to strip superdelegates of their powers. Will it matter for 2020?”, The Washington Post, 04/09/2018.

Budgen, Mara, “Stati Uniti, cosa sono le primarie e come funzionano”, Lifegate, 04/02/2016.

De Palma, Gabriele, “Elezioni Usa 2020: come funzionano le primarie?”, Sky tg24, 01/10/2019.

Putnam, Josh, “The 2020 Presidential Primary Calendar”, FrontloadingHQ, 21/09/2019.

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