In lobby with EU: le organizzazioni non governative e la società civile europea

Abbiamo già analizzato la definizione e le modalità di lobbying delle ONG, sottolineandone le maggiori criticità legate alla trasparenza e all’utilizzo dei finanziamenti europei. Ma quale impatto positivo deriva dall’attività delle ONG nella società e nella politica dell’UE?

Capacità di impatto

Secondo il report dell’agenzia di pubbliche relazioni Burson-Marsteller, Definitive guide to lobbying the European institutions, le azioni di lobbying delle ONG hanno dimostrato la stessa capacità dei gruppi di pressione provenienti dal settore imprenditoriale di influenzare il processo decisionale delle istituzioni europee. Questo dimostra l’efficacia delle ONG nel concretizzare istanze, tematiche, richieste e necessità dei gruppi di riferimento all’interno delle politiche comunitarie. La stessa Commissione europea definisce le ONG come “attori fondamentali nel campo delle politiche sociali, in particolare nella lotta alla povertà e alle disuguaglianze. Esse intrattengono un dialogo costante con le autorità pubbliche al fine di assicurare una migliore implementazione delle iniziative e delle politiche negli Stati Membri”.

All’interno degli obiettivi di Europe 2020, come strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, la Commissione ha stabilito di aumentare il livello di coinvolgimento di diverse ONG operative nella promozione dell’inclusione sociale, dell’uguaglianza di genere e nella difesa dei diritti delle persone esposte a ogni tipo di discriminazione. Tra queste troviamo ILGA Europe.

ILGA Europe (International Lesbian and Gay Association – Europe)

ILGA è una ONG che si occupa della tutela dei diritti civili delle persone LGBTQIA, formata da più di 600 associazioni provenienti dall’Europa e dall’Asia Centrale. Fondata nel 1996, nel 2001 venne riconosciuta all’interno del PROGRESS Programme della Commissione Europea come destinataria di finanziamenti strutturali per il suo contributo nell’implementazione delle politiche di anti discriminazione dell’Unione europea. Le disposizioni normative in materia di discriminazione vengono introdotte per la prima volta nel 1997 con l’articolo 13 del Trattato di Amsterdam, oggi sostituito dall’articolo 19 del TFUE e dall’articolo 14 della CEDU. Nel 2006, il Consiglio economico e sociale (ECOSOC) delle Nazioni Unite concesse a ILGA lo status di organo consultivo del Consiglio, per il suo ruolo nella difesa e nel monitoraggio dei diritti civili e di contrasto a ogni tipo di discriminazione perpetrata sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

Iscritta nel Registro per la Trasparenza dalla sua creazione nel 2011, ILGA è membro del “EU 2020 Working Group on promoting common values and inclusive education” e del “EU High Level Group on combating racism, xenophobia and other forms of intolerance” della Commissione europea. Inoltre, ILGA produce importanti report statistici per monitorare il livello di discriminazione e uguaglianza con cui vengono trattate le persone LGBTQIA. Un esempio è il Rainbow Europe, report annuale che considera 49 Paesi e tiene traccia del livello di protezione legale e di integrazione nella società civile sulla base di 69 indicatori. Questi documenti sono essenziali al progetto di allargamento dell’Unione europea, essendo importanti strumenti di valutazione della condotta di quei Paesi che aspirino a diventarne membri e che devono garantire il rispetto dei principi di libertà, democrazia, di rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto (art. 6 TUE).

Attraverso il suo ruolo consultivo e alle sue attività di advocacy all’interno delle istituzioni europee e nazionali, ILGA ha contribuito alla redazione delle Direttive anti discriminazione dell’Unione europea, tramite la stesura di proposte legislative e documenti sullo stato dei diritti umani negli Stati membri. Inoltre un quarto dei parlamentari eletti alle scorse elezioni europee ha siglato il Come Out Pledge di ILGA sulla protezione e l’implementazione dei diritti LGBT all’interno dell’Unione europea.

European Civic Forum (ECF)

European Civic Forum (EFE) è attiva nel sostegno e nella formazione della società civile europea. Fondata a Bruxelles nel 2007, raccoglie al suo interno più di 100 ONG e associazioni provenienti da tutti i Paesi europei. Le aree di interesse sono varie (ambientalismo, dialogo interculturale, uguaglianza di genere, diritti umani), ma l’obiettivo comune è quello di creare una sfera pubblica europea in grado di instaurare un dibattito democratico sul futuro dell’Unione, basato sulla cittadinanza attiva, sul benessere comune e che metta le persone al centro della vita politica dell’UE.

ECF si occupa di coordinare e supportare attivisti locali e nel portare le loro istanze all’interno delle istituzioni europee. Lo scopo è di aumentare la solidarietà transnazionale nella società civile e creare consapevolezza verso le attuali minacce alle libertà civili. Nel 2019 ECF ha raccolto decine di storie di attivisti impegnati nella protezione dei diritti civili, da gruppi di sostegno al diritto all’abitazione, a quelli impegnati contro l’uso arbitrario della violenza da parte delle forze dell’ordine, ai gruppi di sostegno ai migranti. Tra queste, dieci realtà sono state selezionate come le più efficaci e in grado di ottenere risultati concreti, attraverso pratiche replicabili da altre organizzazioni. Il lavoro e i membri delle associazioni selezionate sono stati presentati e premiati al Parlamento europeo: in questo modo alcune realtà locali, molto spesso ignorate o sottostimate dalle autorità nazionali, hanno ottenuto visibilità e sostegno a livello internazionale.

Collegamento, coinvolgimento e contrasto

Come abbiamo potuto osservare, le ONG sono in grado di organizzare la società civile e di rappresentarne le istanze all’interno del processo decisionale europeo. Il loro ruolo di collegamento tra istituzioni e società civile facilita e sostiene i non addetti ai lavori nel comprendere e sfruttare a proprio vantaggio i processi e le potenzialità delle istituzioni europee, andando così a creare un maggiore senso di appartenenza e coinvolgimento nei cittadini. Le ONG riescono, quindi, a responsabilizzare, legittimare e rendere efficace la mobilitazione dei popoli europei, unificando le loro istanze oltre i confini nazionali. Così facendo, l’operato di queste organizzazioni gioca un ruolo centrale nel contrastare quei sentimenti di sfiducia e distanza, tra cittadini e istituzioni, su cui si basa la retorica sovranista anti-europeista.

 

Fonti e approfondimenti

ILGA Europe

Lobbyfacts.eu

Burson-Marsteller, “Definitive guide to lobbying the European institutions”

Europa.eu, Registro per la trasparenza

Giada Negri, ACTIVIZENSHIP 4, 2019

European Commission, Employment, Social Affairs & Inclusion

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