Il gruppo Wagner: i mercenari del Cremlino

@Bundesministerium für Europa, Integration und Äußeres - Wikimedia Commons - CC BY 2.0

I contractors, ovvero le compagnie private che offrono diversi servizi nel settore della sicurezza (dall’intervento diretto sul campo alla gestione di operazioni di sorveglianza, logistica e addestramento) rappresentano l’evoluzione contemporanea del fenomeno del mercenariato. 

Tra queste compagnie, una delle più importanti al giorno d’oggi  è il gruppo Wagner, un’organizzazione russa che ha iniziato la sua attività nel 2014 nel contesto del conflitto ucraino.  

Le caratteristiche dell’organizzazione

Il gruppo Wagner, che ha sede in Argentina, è stato fondato da Dimitri Valeryevich Utkin, un ex colonnello delle forze speciali russe originario dell’Ucraina, e da Evgenij Prigozhin, un oligarca russo soggetto a sanzioni da parte degli Stati Uniti perché accusato di aver organizzato e finanziato una campagna di troll online con lo scopo di interferire nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016. 

La ragione per cui la sede legale del gruppo si trova in Argentina è semplice: la Costituzione russa stabilisce che le questioni di sicurezza e difesa sono appannaggio esclusivo dello Stato, quindi, in Russia è vietato istituire compagnie di contractors. La sede operativa del gruppo, peró, è collocata in Russia, a Molkino, nel distretto di Krasnodar, ed è lí che avviene il reclutamento e l’addestramento dei mercenari, generalmente ex militari dell’esercito regolare russo. 

L’ambiguità giuridica sullo status del gruppo è estremamente interessante: la Russia non è l’unico Paese al mondo a servirsi di contractors nelle operazioni militari, ma è l’unica che non li riconosce legalmente, negando il loro coinvolgimento e la loro stessa esistenza (anche Prigozhin si è sempre rifiutato di confermare l’esistenza della compagnia). Formalmente, quindi, i mercenari non sono parte delle forze militari russe e perció la loro attività non può essere in alcun modo collegata a quella dello Stato, nonostante questo ne tragga molti vantaggi.

Il rapporto con il Cremlino

Seppur non riconosciuto ufficialmente dalla Russia, il gruppo Wagner appare strettamente connesso al Cremlino, tanto che diversi analisti ritengono sia da considerarsi come un ulteriore sezione dell’apparato militare di Stato  russo, piuttosto che come una compagnia privata indipendente. Tra i due, infatti, esiste un rapporto esclusivo: la Russia è l’unica fruitrice dei servizi offerti dal gruppo. Inoltre, la sede operativa del gruppo a Molkino è situata all’interno della base del Direttorato principale per l’informazione (GRU), l’intelligence militare russa, di cui lo stesso Utkin faceva parte.      

In diverse occasioni, poi, la compagnia ha utilizzato infrastrutture e trasporti appartenenti al ministero della Difesa russo: in Venezuela, ad esempio, i mercenari sono arrivati a bordo degli aerei dell’esercito del Cremlino e spesso i contractors feriti vengono curati negli ospedali militari russi. Inoltre, i due fondatori Utkin e Prigozhin sono molto Vicini a Mosca e al presidente Putin.                                                                                      

I contractors sono usati dalla Russia in modo massiccio per diverse ragioni. Innanzitutto, per esigenze di carattere interno: i loro servizi sono piú flessibili ed economici di quelli delle forze militari regolari e le morti dei mercenari non vengono conteggiate tra quelle dei soldati russi. In questo modo l’opinione pubblica non ha la percezione reale del costo umano delle guerre in cui la Russia è coinvolta e, quindi, non ha ragione di protestare contro l’interventismo putiniano. I mercenari sono facilmente sacrificabili e per questo vengono impiegati nelle operazioni piú pericolose.

I contractors non riconosciuti – quindi, formalmente inesistenti — costituiscono un importante mezzo con cui la Russia puó espandere la propria influenza economica e militare all’estero, garantendo al governo la plausible deniability (ovvero la facoltá di dichiararsi formalmente estraneo a qualsiasi azione illecita). Il gruppo Wagner concorre alla realizzazione degli interessi nazionali russi senza coinvolgere direttamente lo Stato. In questo modo la Russia si garantisce la pressoché totale immunità di fronte alla comunitá internazionale: la mancanza di responsabilitá dello Stato rende impossibile sanzionare Mosca in casi di evidente violazione del diritto internazionale

Quanto avviene in Africa subsahariana ne è l’esempio: per accaparrarsi le risorse naturali, soprattutto minerarie, la Russia deve incrementare la propria presenza nella regione. Questo compito è stato affidato a Prighozin e al gruppo Wagner che hanno iniziato a collaborare negli ultimi anni con diversi Stati africani.  

Nel 2018, in Sudan, un gruppo di specialisti riconducibili a una delle compagnie di Prighozin ha scritto il programma di riforme politiche ed economiche che il presidente Omar al-Bashir ha proposto nella sua campagna per la rielezione. Recentemente, poi, sono trapelati alcuni documenti che dimostrerebbero il collegamento tra Prighozin e l’accademico Nikolai Dobronravin, il quale fa parte del gruppo di quattro esperti delle Nazioni Unite (Onu) stanziato in Sudan con il compito di produrre analisi su questioni sensibili come l’embargo di armi in Darfur. La notizia ha sollevato dubbi sull’imparzialitá dei pareri finora emessi dal gruppo Onu. 

In Madagascar, l’attuale presidente Andry Rajoelina ha vinto le elezioni grazie al sostegno della cosiddetta compagnia di Prighozin che si occupa, tra le altre cose, di realizzare e distribuire il piú venduto giornale dell’isola. Nella Repubblica Centrafricana, i russi possiedono una radio e due giornali locali e hanno fatto pressioni per sostituire alcuni rappresentanti dell’assemblea nazionale. 

I contractors russi e la guerra ibrida

La prima missione del gruppo Wagner risale a marzo del 2014 quando, secondo il report del Center for Strategic & International Studies (Csis), tra i 2500 e i 5000 contractors furono impegnati al fianco delle forze militari russe nell’operazione di annessione della Crimea. Dal 2015 il personale del gruppo in Ucraina si è spostato nella regione del Donbass, dove il conflitto è ancora oggi in corso e i mercenari di Wagner combattono a sostegno dei separatisti. 

Quanto avvenuto in Ucraina costituisce un caso emblematico di applicazione della dottrina della guerra ibrida da parte della Federazione russa: secondo questo modello, il contingente militare statale è integrato da mercenari ingaggiati da compagnie militari private. Lo stesso principio è stato poi applicato in numerosi conflitti successivi, come quelli in Medio Oriente. 

Dal 2015, ad esempio, in Siria combattono tra i 1000 e i 3000 contractors del gruppo Wagner insieme all’esercito regolare russo. Tra le principali missioni dei mercenari, c’è la messa in sicurezza delle infrastrutture energetiche, indispensabili al regime di Assad per riconquistare il controllo sul territorio. Tra gli scenari in cui opera il gruppo, poi, c’è anche il conflitto in Libia: qui, infatti, sono impiegati tra gli 800 e i 1000 mercenari a sostegno del generale Khalifa Haftar. Il presidente Putin a inizio anno ha dichiarato che i russi presenti in Libia non rappresentano il Cremlino e non sono pagati dallo Stato.

La guerra ibrida è uno strumento fondamentale per la Russia: in questo modo il Cremlino puó, all’apparenza, ridurre la propria presenza militare in numerosi conflitti, mentre le forze armate russe in campo sono molto piú numerose di quanto dichiarato ufficialmente. Questo elemento è importante nella costruzione dell’immagine della Russia di fronte alla comunitá internazionale perché le permette di negare l’esistenza di interessi nazionali in regioni  dove il suo esercito non è formalmente presente.

 

 

Fonti e approfondimenti

Harding L., “Revealed: UN Sudan expert’s links to Russian oligarch Prigozhin”, The Guardian, 27/11/2020 .

Cosentino I., “Gruppo Wagner: chi sono i ‘mercenari di Putin’”, Sicurezza Internazionale, 12/10/2020.

Racz A., “Band of Brothers: The Wagner Group and the Russian State”, Center for Strategic & International Studies (CSIS), 21/09/2020.

Katz, Brian & Jones, Seth G. & Doxsee, Catrina & Harrington, Nicholas, “Moscow’s Mercenary Wars. The Expansion of Russian Private Military Companies”, Center for Strategic & International Studies (CSIS), 09/2020.

Hardin L. & J. Burke, “Leaked documents reveal Russian effort to exert influence in Africa”, The Guardian, 11/06/2019.

 

Editing a cura di Elena Noventa

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