Europa27: Irlanda

Il 24 maggio, i cittadini irlandesi saranno chiamati alle urne per eleggere 13 nuovi rappresentanti del Parlamento Europeo, in un contesto in cui le dinamiche della politica interna si intrecciano strettamente alle vicende europee. Sicuramente, Brexit, e in particolare la questione del confine con l’Irlanda del Nord, la fa da padrone nel dibattito politico, ma ciò non toglie che anche i diritti civili rimangano un tema di primo piano, specialmente considerando il ruolo delle donne nella società irlandese e i recenti referendum su matrimonio egualitario e aborto.

I temi della campagna elettorale

L’Irlanda è certamente il Paese europeo più direttamente colpito dalle vicende di Brexit, dato che sarà l’unico Stato membro a confinare con il Regno Unito. Sin dall’inizio delle negoziazioni, il Taoiseach (il primo ministro) Leo Varadkar ha lavorato a stretto contatto con i vertici europei per garantire che la “questione irlandese” rimanesse sempre una priorità nell’elaborazione di un accordo di recesso, dato l’enorme impatto sociale, politico ed economico che Brexit avrà (o dovrebbe avere) sull’isola irlandese.

A differenza del Regno Unito, in cui si è ben lontani dal raggiungere una coesione politica riguardo il futuro del Paese, in Irlanda la classe politica si presenta fortemente compatta e si è mostrata favorevole a offrire una lunga estensione (fino al 2020) al governo britannico, per cercare di ridurre i danni collaterali di questo iter dagli esiti ancora molto incerti. In qualche modo, l’instabilità britannica ha avuto un effetto stabilizzatore della politica irlandese, compattando i vari partiti su un unico fronte.

Anche la questione del confine con l’Irlanda del Nord, seppur con toni diversi, risulta in una comune aspettativa futura. Infatti, Sinn Féin sostiene apertamente la riunificazione dell’isola irlandese invocandola come priorità per scongiurare gli effetti del no deal, mentre Varadkar crede che in futuro l’isola verrà democraticamente riunificata in modo naturale. Effettivamente, diverse indagini dimostrano come le possibilità di un esito positivo di un referendum per la riunificazione siano sempre più alte, man mano che l’ipotesi no deal rischia di diventare la più probabile.

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Manifestazione in favore della legalizzazione dell’aborto (Fonte: Flickr)

Nonostante Brexit abbia pervaso il dibattito politico e mediatico degli ultimi mesi, un altro tema di primo piano è l’eguaglianza di genere e i diritti delle donne, in particolare quello ad abortire legalmente. Dopo l’esito positivo dello storico referendum del 2018, che ha visto la rimozione del divieto costituzionale per le donne di abortire, il servizio rimane ancora poco accessibile. Se il governo sta ancora cercando di capire come migliorare l’accessibilità al servizio sanitario entro il 2019, il fronte anti-abortista si adopera per renderlo ancora più complicato, affinché il divieto rimanga una realtà nei fatti.

Oltre all’aborto, un’altra questione riportata alla luce dalla campagna elettorale è la presenza delle donne in Parlamento. Infatti, nonostante l’Irlanda sia tra gli Stati membri che eleggono più europarlamentari donne, non si può dire lo stesso in politica interna. A un secolo dal primo voto femminile, le donne elette nell’assemblea irlandese non hanno mai superato il 22%: una percentuale ancora piuttosto bassa rispetto agli standard europei.

Infine, è bene citare alcuni problemi di politica interna forse marginali in questa campagna elettorale, ma non per questo trascurabili. Innanzitutto, il tasso di disoccupazione irlandese è più del doppio della media OCSE. Ciò è dovuto principalmente al fatto che, nonostante gli alti salari, il reddito disponibile è al di sotto della media. Una delle cause è il prezzo degli immobili inaccessibile per la maggior parte delle famiglie.

Il problema abitativo non si limita al prezzo, ma si estende anche all’effettiva disponibilità di case per una popolazione in crescita. Infatti, con l’aumento degli affitti è cresciuto anche il numero dei senzatetto, raggiungendo nuovi record (più del doppio dal 2012), e l’ingresso delle grandi aziende nei nuovi immobili, come hanno fatto ad esempio Facebook e Google. Infine, in una fase in cui la questione ambientale assume sempre più rilevanza, rispetto ai partner europei l’Irlanda è in fondo alla classifica per quanto riguarda azioni concrete in contrasto ai cambiamenti climatici, e per questo motivo potrebbe fronteggiare sanzioni fino a 600 milioni di euro.

I partiti

Secondo le proiezioni di Politico, l’affluenza alle prossime elezioni potrebbe superare il 52% del 2014, aumento dovuto all’effetto Brexit e alle contemporanee elezioni a livello locale. Come accade anche in Italia, l’Irlanda non prevede alcuna possibilità di voto all’estero, se non per il corpo diplomatico e militare, in totale contrasto con la propria storia di forte emigrazione.

Fine Gael – EPP

Di area centro-destra, il partito del Taoiseach si posiziona al primo posto nei sondaggi e negli indici di gradimento, molto influenzati dalla sua ferma posizione nel caos Brexit. Al momento ha tre europarlamentari che difendono il proprio seggio: Seán Kelly e Deirdre Clune nel Sud, e Mairéad McGuinness nel MNW (Midlands North West). Secondo le proiezioni, Fine Gael guadagnerà anche un altro seggio rispetto ai tre del 2014.

Il forte sostegno dell’operato di Varadkar da parte dell’opinione pubblica potrebbe tradursi in voti per il partito di governo, ma in molti invitano alla prudenza affermando che il comportamento degli elettori potrebbe essere imprevedibile. Infatti, bisognerà vedere se la strategia del primo ministro nelle negoziazioni Brexit sarà sufficiente a bilanciare le azioni intraprese per regolare questioni interne come l’emergenza abitativa, il sistema sanitario e la forte disoccupazione, spesso al di sotto delle aspettative.

Fianna Fáil – ALDE

I liberali di Fianna Fáil nel 2014 avevano ottenuto solo un seggio, ma sono dati in forte crescita nelle prossime elezioni, in cui potrebbero eleggere tre europarlamentari. Nella campagna elettorale stanno puntando su candidati forti, come ad esempio Tiernan Brady, leader della campagna referendaria per il matrimonio egualitario, oppure  Barry Andrews, ex-parlamentare e attualmente presidente del think tank europeista Institute for International and European Affairs.

Sinn Féin – GUE/NGL

Sinn Féin, il tradizionale partito repubblicano irlandese fondato nel 1905 da Arthur Griffith, dovrebbe riconfermare i tre seggi del 2014. La campagna elettorale del partito, come prevedibile, si concentra essenzialmente su Brexit e sulla questione nord-irlandese, sostenendo che a causa del recesso del Regno Unito i cittadini dell’Irlanda del Nord perderanno i propri rappresentanti nel Parlamento europeo, nonostante la maggioranza della popolazione avesse votato per rimanere nell’Unione europea nel referendum del 2016.

Il partito aveva chiesto al governo di allocare uno dei seggi ai rappresentanti nord-irlandesi, permettendo ai cittadini residenti in Irlanda del Nord ma di cittadinanza irlandese di poter votare, ma le norme che regolano il voto all’estero l’hanno di fatto impedito.

The Labour Party – S&D

Secondo le proiezioni, il partito di centro-sinistra dovrebbe ottenere solo un seggio dalle prossime elezioni, senza uscire dalla crisi in cui versa da tempo. Nelle elezioni locali del 2014, il partito laburista ha visto la propria presenza dimezzarsi (dal 14 al 7%), nelle elezioni politiche del 2017 ha raggiunto appena il 6.6% dei voti (passando da 37 a 7 seggi nell’assemblea legislativa.

Da allora, quello che dovrebbe essere il principale partito di centro sinistra non è più riuscito a recuperare il contatto con i propri elettori, scomparendo sotto l’ombra dei propri avversari. Parte delle cause della crisi del centro-sinistra irlandese sono da individuare nell’incapacità di gestire la crisi economica, fase in cui il partito laburista ha fatto troppe promesse senza riuscire effettivamente a mantenerle, permettendo a partiti più estremi e minoritari (come era Sinn Féin) di guadagnarsi consensi soprattutto nella classe operaia.

Fonti e Approfondimenti

Politico, “European Elections 2019: Ireland”, https://www.politico.eu/2019-european-elections/ireland/

Politico, “Ireland’s feminist revolution”, 27/03/2019, https://www.politico.eu/article/ireland-feminist-revolution/

Politico, “Irish bruiser, on the ropes at home, comes out swinging in Brussels”, 14/11/2018, https://www.politico.eu/article/irish-bruisers-plan-to-stay-in-brussels-phil-hogan/

RTÉ, “Dublin and Ireland South to gain extra European Parliament seats”, 24/09/2018, https://www.rte.ie/news/politics/2018/0924/995830-european-parliament-seats/

The Irish Times, “The Irish Times view on the Labour Party’s fortunes: an uncertain future”, 24/08/2018, https://www.irishtimes.com/opinion/editorial/the-irish-times-view-on-the-labour-party-s-fortunes-an-uncertain-future-1.3605643

The Irish Times, “Irish political parties to choose candidates for next summer’s EU election”, 10/12/2018, https://www.irishtimes.com/news/politics/irish-political-parties-to-choose-candidates-for-next-summer-s-eu-elections-1.3725405

The Irish Times, “The Irish Times view on Fine Gael: moving into elections mode”, 23/03/2019, https://www.irishtimes.com/opinion/editorial/the-irish-times-view-on-fine-gael-moving-into-election-mode-1.3835375

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