Ricorda: la battaglia della Piana dei Merli del 1389

Conoscere la storia della battaglia della Piana dei Merli è fondamentale per comprendere alcuni tratti essenziali dell’identità serba. Dalla portata simbolica straordinaria, il richiamo a questo evento è stato alla base delle rivendicazioni politiche e territoriali di una nazione, fino a diventare una fonte storica di legittimazione.

Prima di parlare della dinamica della battaglia e degli attori coinvolti, è necessario partire da una precisazione di natura geografica. Originariamente, il primo nucleo dello Stato serbo nacque nella regione della Raška, a nord del Kosovo, dove si stabilì anche la chiesa autocefala serba. Per questo motivo la popolazione serba, soprattutto in passato, riconosceva nel Kosovo una sorta di patria perduta, poiché col passare dei decenni lo Stato serbo si allargò all’intera regione kosovara. Queste origini storiche si collegano perfettamente alle motivazioni per cui la battaglia della Piana dei Merli è così significativa.

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Mappa storica dei confini serbi (Fonte: Università del Texas)

La battaglia

Anche nota come battaglia del Kosovo o di Kosovo Polje (ossia il luogo fisico in cui ebbe luogo), la battaglia della Piana dei Merli vide scontrarsi, il 28 giugno 1389, da un lato l’armata guidata dal principe serbo Lazzaro e dall’altro le forze ottomane guidate dal sultano Murad I. Sotto il dominio di Murad I, che regnò dal 1360 al 1389, l’impero ottomano iniziò a espandersi dall’Anatolia verso i Balcani, dove il regno serbo costituiva l’avversario potenzialmente più forte. Già nel 1371, i serbi avevano subìto una pesante sconfitta nella battaglia contro gli ottomani, che causò la frammentazione del regno in principati rivali fra loro.

Negli anni Ottanta del Trecento, Murad I riprese la campagna militare verso i Balcani, ma nel 1389 si fermò in Kosovo, posizione dalla quale poteva scegliere di attaccare la Serbia oppure la Macedonia. Mentre il sultano indugiava cercando consiglio negli altri comandanti, il principe Lazzaro, alleatosi col nobile serbo Vuk Branković, raccolse la propria armata e si diresse verso il Kosovo. Secondo quanto riportato da alcune fonti, l’esercito serbo constava di circa metà delle unità di quello ottomano.

La battaglia iniziò con gli arcieri serbi che attaccarono la cavalleria ottomana, la cui offensiva fu quindi contenuta dalle linee turche. Tuttavia, le forze serbe riuscirono ugualmente ad avanzare, sostenute dai propri cavalieri dotati di pesanti armature. A quel punto, il sultano temette che gli avversari potessero realmente sfondare la linea di difesa e decise quindi di contrattaccare, riuscendo a sbaragliare definitivamente l’armata del principe Lazzaro. Si narra che la battaglia si concluse con la cattura e l’esecuzione di Lazzaro, mentre Murad I fu ucciso poco dopo da un cavaliere serbo, Miloš Obilić.

Nonostante entrambe le parti soffrirono enormi perdite in termini militari, l’impero ottomano aveva abbastanza risorse per risollevarsi e formare un altro esercito. Dopo la sconfitta, il regno serbo fu assoggettato dai vincitori e i Balcani “slavi” diventarono simbolicamente “ottomani”. Passeranno cinque secoli prima che la Serbia possa riottenere la propria indipendenza.

L’eredità dell’evento sull’identità serba

Contornata da tratti epici, la battaglia della Piana dei Merli fu dipinta dalla storiografia serba come il sacrificio estremo del popolo serbo per difendere i Balcani e l’Europa cristiana dall’avanzata dell’invasore infedele. L’origine dei valori e del popolo serbo fu individuata in questo evento anche da Slobodan Milošević, che dopo seicento anni, il 28 giugno 1989, pronunciò un famoso discorso proprio alla Piana dei Merli davanti a più di un milione di serbi provenienti da tutta la Jugoslavia. In quell’occasione, il presidente jugoslavo utilizzò politicamente un evento storico del passato per legittimare azioni politiche del presente, in particolare al fine di giustificare la restrizione e infine l’annullamento dell’autonomia di cui godeva il Kosovo.

Un anno dopo, sempre in occasione della ricorrenza della battaglia, il presidente croato Franjo Tudjman rivelò un progetto di revisione costituzionale in cui si escludevano i serbi dai popoli costituenti la nazione croata, contribuendo notevolmente ad accrescere le tensioni latenti che esploderanno di lì a poco nel processo di dissoluzione delle federazione jugoslava. Ciò che forse è più significativo è come entrambi i leader abbiano scelto la ricorrenza di questo evento per i rispettivi proclami nazionalisti.

Storica rappresentazione della Battaglia della Piana dei Merli, di Adam Stefanović (1870) (Fonte: Wikipedia Commons).

La battaglia della Piana dei Merli è quindi un evento fondamentale per comprendere molte delle dinamiche politiche non solo dell’epoca jugoslava, ma anche del nostro presente. Infatti, un evento così lontano rappresenta ancora oggi simbolo di lotta per l’indipendenza perduta a caro prezzo e riconquistata solo dopo secoli, oltre che la perdita della propria patria originaria, il Kosovo, caduta sotto il dominio dell’impero ottomano e poi consegnato alla maggioranza albanese e musulmana.

L’uso politico e strumentale della battaglia ha fatto sì che potesse giustificare le persecuzioni nei confronti della popolazione albanese da parte di Milošević, quando al tempo della battaglia la popolazione albanese aveva combattuto tra le fila del principe Lazzaro, che era riuscivo a trovare sostegno anche da altri popoli non serbi. Quindi, paradossalmente, la battaglia della Piana dei Merli rappresenterebbe un momento in cui i popoli dei Balcani erano uniti contro l’invasore, più che un simbolo di divisione.

Fonti e approfondimenti

Britannica, “Battle of Kosovo“, 21/06/2019.

Hösch, Edgar. Storia dei Balcani. Bologna: Il Mulino (2006).

Liberatore, Livia, “La politicizzazione del passato nel nazionalismo serboOsservatorio Balcani e Caucaso, 10/12/2013.

Mangalakova, Tanya, “La ‘nostra gente’ di Kosovo e AlbaniaOsservatorio Balcani e Caucaso, 03/10/2006.

Osservatorio Balcani e Caucaso, “28 giugno, tra storia e coincidenze” 28/06/2016.

Privitera, Francesco (a cura di). Guida ai paesi dell’Europa centrale orientale e balcanica. Annuario politico-economico 2010. Bologna: Il Mulino (2011).

Toschi, Umberto, Saul Mezan, “Kosovo PoljeEnciclopedia italiana Treccani, 1933.

Zaccarelli, Lorenzo, “La costruzione identitaria serbaOsservatorio Balcani e Caucaso, 23/04/2014.

Zola, Matteo, “La battaglia della Piana dei Merli, perché il Kosovo è serbo” 29/06/2010.

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