Il vertice Suga-Biden: l’inizio di una nuova era tra Giappone e Stati Uniti

Office of the President of the United States - Public Domain

Lo scorso 16 aprile, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ricevuto in visita alla Casa Bianca il primo ministro giapponese Suga Yoshihide. Si è trattato del primo viaggio ufficiale all’estero per Suga, primo leader straniero ricevuto di persona da Biden dall’inizio del proprio mandato. Nei giorni antecedenti l’incontro si pensava che sarebbe stato un vertice per “rompere il ghiaccio” tra i due leader, durante il quale non sarebbero state prese decisioni significative – anche considerata la scarsa esperienza internazionale di Suga prima di diventare premier. Contrariamente alle aspettative, la dichiarazione congiunta (joint statement) rilasciata al termine dell’incontro ha segnalato l’intenzione di dare inizio a una nuova era nelle relazioni tra Giappone e Stati Uniti

Un’alleanza strategica fondamentale

Fin dal secondo dopoguerra, Giappone e Stati Uniti sono stati un alleato fondamentale l’uno per l’altro. “Baluardo contro il comunismo in Asia” durante la Guerra Fredda e base strategica durante la guerra di Corea (1950-1953), oggi il Giappone  – assieme alla Corea del Sud – rappresenta il perno della strategia di difesa statunitense del Pacifico. Dagli anni Cinquanta, gli Stati Uniti si sono fatti garanti della difesa del Giappone, teoricamente privato di un esercito dall’Articolo 9 della Costituzione, con il quale il Paese ha rinunciato al “diritto alla guerra” dopo la sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale. I rapporti di difesa e sicurezza tra i due Paesi sono regolati dal Trattato di mutua cooperazione e sicurezza tra Stati Uniti e Giappone: siglato nel 1951 e poi rinnovato nel 1960, prevede l’obbligo da parte di Washington di intervenire in caso di attacco sul suolo giapponese. Nel corso degli anni, la protezione degli Stati Uniti si è sostanziata in due modi: mantenendo il Giappone sotto il proprio “ombrello nucleare” e distaccando un reparto dell’esercito statunitense sulla base di Futenma – isola di Okinawa – come previsto dal Trattato di mutua cooperazione. La presenza di Washington nella regione è fondamentale per Tokyo, considerata la minaccia nucleare della Corea del Nord e la crescente assertività della Cina nel Pacifico.

Durante i quattro anni della presidenza Trump, lo storico rapporto di fiducia reciproca tra Giappone e Stati Uniti era stato, in qualche modo, messo in crisi. Nonostante l’ottima relazione personale instaurata da Trump con l’allora primo ministro Abe, l’ex presidente statunitense aveva ripetutamente accusato Tokyo di comportarsi da nemico anziché da alleato, sostenendo che non pagasse abbastanza per la propria difesa – garantita dalla presenza dell’esercito statunitense sul suolo giapponese. Inoltre, Trump ha più volte accusato Tokyo di essere riuscito ad “approfittarsi degli Stati Uniti” per anni, riversando i beni giapponesi sul loro mercato, a fronte di un valore molto minore di importazioni di beni statunitensi, tassati – secondo Trump – in maniera troppo elevata. In questo contesto, la scelta di Biden e Suga di incontrarsi di persona durante la pandemia da Covid-19 ha sottolineato di nuovo la centralità e l’importanza delle relazioni tra Giappone e Stati Uniti. Inoltre, la volontà di incontrare per primo proprio il leader giapponese rappresenta un tentativo da parte di Biden di abbandonare la politica isolazionista di Trump e di riportare gli Stati Uniti al centro dello scacchiere internazionale come promotori del multilateralismo.

Indo-Pacifico libero e aperto

Uno dei nodi centrali dell’incontro tra Suga e Biden è stato il rinnovato supporto statunitense alla strategia “Indo-Pacifico libero e aperto (FOIP)”. L’iniziativa – che ha preso forma durante il secondo mandato di Abe – vuole contrastare le mire espansionistiche della Cina nel Pacifico. In aperto contrasto alle rivendicazioni territoriali di Pechino nel Mar Cinese Meridionale e Orientale, la FOIP promuove un ordine basato sui valori della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare: democrazia, rispetto della sovranità territoriale, regole condivise, libertà di navigazione e di sorvolo

Fin dall’inizio del proprio mandato, Biden ha reso esplicito l’appoggio statunitense al Giappone e alla FOIP, con due gesti quasi “rituali” nei rapporti tra Washington e Tokyo. Durante la prima telefonata ufficiale con Suga, Biden ha confermato che l’Articolo 5 del Trattato di mutua sicurezza si applica anche alle isole Senkaku/Diaoyutai, al centro di una decennale disputa territoriale tra Tokyo e Pechino. Secondo il Trattato, gli Stati Uniti sono obbligati a intervenire in caso di attacco sul suolo giapponese; ribadendo che esso si applica alle isole Senkaku, gli Stati Uniti sostengono in maniera indiretta che esse siano territorio giapponese, in contrasto alle rivendicazioni territoriali cinesi. Inoltre, durante il primo incontro del Comitato consultivo di sicurezza tra Giappone e Stati Uniti di marzo 2021 – conosciuto anche come “2+2” – i ministri degli Esteri e della Difesa giapponese, il segretario di Stato e il segretario della Difesa statunitense hanno ribadito che i due Paesi si oppongono a qualsiasi azione unilaterale e cambiamento dello status quo nel Pacifico. Si tratta di una presa di posizione ormai comune alle dichiarazioni congiunte dei due Paesi. Il vertice di aprile è servito a ribadire pubblicamente l’unità di intenti nel Pacifico tra Giappone e Stati Uniti, nonché il sostegno di Biden alla FOIP. Il primo destinatario di questo messaggio è chiaramente la Repubblica Popolare Cinese.

Messaggi a Pechino

Quello appena menzionato non è stato l’unico messaggio, né tantomeno il più deciso, che Suga e Biden hanno voluto trasmettere a Pechino. Per per la prima volta dal 1969, nella dichiarazione congiunta rilasciata al termine del vertice, i leader dei due Paesi hanno esplicitamente definito Taiwan un “interesse condiviso”, sottolineando l’importanza del mantenimento della “pace e della stabilità sullo Stretto di Taiwan”. Nel 1969, quando l’allora presidente Richard Nixon e la controparte giapponese, Eisaku Sato, si erano per la prima volta riferiti a Taiwan nel comunicato congiunto, né Stati Uniti né Giappone intrattenevano rapporti diplomatici con la Repubblica Popolare Cinese, a causa della Guerra Fredda. Menzionare Taiwan nel 2021 significa che Tokyo e Washington sono entrambe preoccupate dalle attività militari cinesi attorno all’isola. Soltanto pochi giorni prima dell’incontro tra Suga e Biden, Pechino aveva inviato oltre 25 aerei da guerra nello spazio aereo dell’isola di Taiwan, segnando la breccia più importante dello spazio aereo dell’isola da quando Taipei registra questo tipo di attività. Oltre al riferimento a Taiwan, Suga e Biden hanno esplicitamente definito le mosse di Pechino sull’isola di Hong Kong e le attività condotte nella regione dello Xinjiang una violazione dei diritti umani

Non si è trattato di dichiarazioni rilasciate con leggerezza o non calcolate strategicamente: entrambi i leader attendevano una reazione da parte della Cina, che non è tardata ad arrivare. Tramite il portavoce del ministero degli Esteri, Pechino ha ribadito la propria sovranità su Taiwan e le isole Senkaku/Diaoyutai, sottolineando come le questioni dello Xinjiang e di Hong Kong rientrino tra gli “affari interni cinesi”, nei quali Pechino non permette interferenze. Il Global Times – voce stampata del Partito Comunista Cinese distribuita all’estero in inglese – ha scritto che il Giappone dovrebbe pensare bene alle conseguenze che potrebbero risultare da dichiarazioni di questo tipo. 

Partenariati del futuro

La sfida lanciata alla Cina da Suga e Biden non è soltanto militare, ma anche tecnologica ed economica. Al termine del loro incontro, i due leader hanno siglato il “Partenariato per la competitività e la resilienza” (Co.Re Partnership) e il “Partenariato per il clima”. Il primo documento intende rafforzare la collaborazione sulle innovazioni tecnologiche – specialmente nel campo del 5G –  e sulla lotta alla pandemia da Covid-19, attraverso uno sforzo congiunto sulla vaccinazione di massa anche grazie agli altri due Paesi del QUAD, India e Australia. Nel secondo documento, entrambi i Paesi hanno dichiarato che raggiungeranno le zero emissioni nette entro il 2050, impegnandosi a promuovere una crescita sostenibile. Se la posizione di entrambi i Paesi sulle questioni più strettamente militari cinesi – così come la complessità dei rapporti tra Stati Uniti e Cina – non è un elemento di novità, il vertice è stato importante perché entrambi hanno segnalato l’intenzione di utilizzare la competizione economica e tecnologica con la Cina come un principio base della cooperazione bilaterale tra Giappone e Stati Uniti.

L’inizio di una nuova (difficile) era

La dichiarazione congiunta sottolinea come gli interessi strategici del Giappone e degli Stati Uniti siano, oggi, più condivisi che mai. La presenza di Joe Biden alla Casa Bianca è rassicurante per Suga, in quanto la strategia di politica estera statunitense risulta maggiormente prevedibile rispetto a quella di Donald Trump. In un momento di crescente tensione nell’Asia-Pacifico, poter contare sul supporto degli Stati Uniti rappresenta un tassello fondamentale nella strategia di difesa giapponese. Con l’incontro del 16 aprile, i due leader hanno riempito la propria agenda di iniziative e idee per rafforzare le relazioni tra Giappone e Stati Uniti e traghettarle verso l’era post Covid-19. La parte più difficile, tuttavia, rimane sempre la stessa: riuscire a promuovere i rispettivi interessi e la cooperazione bilaterale tra Giappone e Stati Uniti senza che questo rischi di farli entrare in un qualunque tipo di conflitto economico – o militare, nel peggiore dei casi – con la Repubblica Popolare Cinese.

 

Fonti e approfondimenti

BBC, “Japan PM is first foreign leader to meet Trump”, 17 novembre 2016.

Harris, Tobias, “More than a meet-and-greet, Suga-Biden summit re-imagines partnership”, The Japan Times, 20 aprile 2021.

Liu, Cayu e Wan, Lin, “Japan-US statement slammed for sending wrong signal on Taiwan question, interfering in China’s internal affairs”, Global Times, 17 aprile 2021.

Margolis, Jason, “Long before bashing China on trade, Trump teed off on Japan”, The World, 24 maggio 2019.

Moriyasu, Ken, “Biden and Suga refer to ‘peace and stability of Taiwan Strait’ in statement”, Nikkei Asia Times, 17 aprile 2021. 

Patalano, Alessio, “What is China’s strategy in the Senkaku Islands”, War on the Rocks, 10 settembre 2020.

Smith, Sheila A., “The Biden-Suga summit:a full agenda for an uneasy era”, Kyodo News, 17 aprile 2021.

Smith, Sheila A., “Much ado about Taiwan”, Council on Foreign Relations, 21 aprile 2021.

 

Editing a cura di Elena Noventa

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